Parlo di Brak the Barbarian, scritto da John Jakes, autore
statunitense ora decisamente anziano, ma che ha goduto di un discreto
successo di vendite nel passato (attivo dagli anni '50 in poi). Ho letto
Brak the Barbarian - Mark of the Demons, versione ebook del
primo successo di questo personaggio, datato 1968. È l'unione di due
diverse storie, una delle quali a sua volta è in realtà un collage di
racconti cuciti insieme da un debole filo conduttore.
Dico subito che non l'ho trovata una lettura di livello eccezionale, e
questo lo avrete già compreso dal titolo del post, aggiungo però che
tutto sommato si fa leggere. Oltre a questo ebook mi sono comprato anche
Brak: The Sorceress sperando in una leggera e piacevole lettura estiva. Forse avrei dovuto aspettare di vedere se il primo libro mi appassionava...
Barbaro, nordico, biondo con treccia bionda e gonnellino in pelle di
leone con tanto di coda, equipaggiato con il solito spadone, Brak è un
"classico" personaggio sword and sorcery, nel senso che ricalca
piuttosto fedelmente Conan il Barbaro, eroe che andava alla
grande in quel periodo. Direi anzi che col capello biondo e il perizoma
leopardato Brak sia stereotipato a un livello che l'eroe howardiano non
raggiungeva. Peraltro, se non si può dire che lo ricalchi fedelmente al
cento per cento, gli assomiglia veramente molto.
Brak è istintivo, coraggioso, leale, diffidente verso le insidie della
civiltà e ostile ai tranelli della magia, che non può contrastare
direttamente ma che, in un modo o nell'altro, riesce sempre a
sconfiggere. Fa ovviamente breccia facilmente nel cuore delle donne, è
di gusti semplici e poco sofisticati, non obbedisce a un codice etico ma
ha una sua moralità istintiva (diciamo che è più cavalleresco di
Conan). Insomma è "quasi" Conan.
mercoledì 14 settembre 2016
giovedì 8 settembre 2016
Sons of Anarchy, The Get Down e altre serie TV
Torniamo al mondo delle serie televisive in cui mi sono immerso grazie all'illimitata offerta di Netflix. Dò qui alcune delle mie impressioni, che vi invito a prendere con le molle perché con questo tipo di spettacoli ho la tendenza di apprezzare molto o non apprezzare per niente. Ci sono serie che ho divorato rapidamente e altre che ho lasciato subito... qualcuna che per disperazione (non trovando altro da vedere o da fare) ho seguito per qualche episodio a fatica, ma che poi ho mollato senza nemmeno rendermene conto. Per me funziona così.
Detto questo, comincio la (breve) carrellata da una serie che è arrivata da poco e non mi ha convinto per niente. Parlo di The Get Down, viaggio alle origini dell'Hip Hop nella New York degli anni '70. Epoca in cui a quanto pare la città era molto pericolosa e nel Bronx si bruciavano i palazzi che era un piacere, per fare strani affari con le assicurazioni; insomma era quasi una zona di guerra, infestata da gangster.
Detto questo, comincio la (breve) carrellata da una serie che è arrivata da poco e non mi ha convinto per niente. Parlo di The Get Down, viaggio alle origini dell'Hip Hop nella New York degli anni '70. Epoca in cui a quanto pare la città era molto pericolosa e nel Bronx si bruciavano i palazzi che era un piacere, per fare strani affari con le assicurazioni; insomma era quasi una zona di guerra, infestata da gangster.
mercoledì 7 settembre 2016
UT 6
È terminata la serie Bonelli che ho seguito per la bellezza di 6 mesi. UT non ha avuto un finale col botto, e non ci sono state incredibili rivelazioni, semplicemente è terminato un viaggio onirico piuttosto strano e anche spiacevole: un viaggio in un mondo davvero inquietante.
Difficile per me valutare, in quanto non è una di quelle storie con un disvelamento che delinea per il lettore un'architettura precisa, ma è fatta di una serie di sensazioni e di stimoli per il lettore. Insomma comporta un'impressione molto individuale, può piacere come può sembrare una pretenziosa boiata (il dubbio ce l'ho avuto anche io). Certo, se sono arrivato in fondo direi che andava abbastanza bene per me.
Difficile per me valutare, in quanto non è una di quelle storie con un disvelamento che delinea per il lettore un'architettura precisa, ma è fatta di una serie di sensazioni e di stimoli per il lettore. Insomma comporta un'impressione molto individuale, può piacere come può sembrare una pretenziosa boiata (il dubbio ce l'ho avuto anche io). Certo, se sono arrivato in fondo direi che andava abbastanza bene per me.
lunedì 5 settembre 2016
Ma al cinema cosa ci andiamo a fare?
Qualche giorno fa su Chili (piattaforma che ti permette di noleggiare film e guardarteli su PC, tablet ecetera) vedevo l'offerta di Batman v Superman a 14,99 euro in versione integrale (mentre la versione vista al cinema si noleggia per quattro soldi). Insomma quello è il DVD e ci sono i contenuti veri, e quindi costa. Il film non l'ho visto ma so che è stato assai criticato, e che migliora molto con le scene tolte dalla versione che è stata mostrata sul grande schermo. Stessa cosa, sembra, per Suicide Squad. Ma era successo lo stesso con il Signore degli Anelli, più o meno tutti i film della serie.
Quando i produttori investono molto negli effetti speciali di un film, sembra che debbano per forza fare una versione breve e semplificata per il grande pubblico, e poi il vero film te lo vedi su home video. È necessario accettare il massimo comune denominatore della gente che non accetta un minimo di complessità o di profondità, non accetta contenuti controversi, vuole magari anche un po' di comicità di grana grossa per contorno e ha bisogno di farsi spiegare tutto. Ci sono in rete molte recensioni indignate che raccontano quanto sia mediocre un film come Suicide Squad (una l'ho scritta anche io), ho messo qua sotto un bel video trovato su YouTube che ha parecchio da dire in argomento.
Ma la realtà è che Suicide Squad ha venduto, il pubblico è corso a vederlo.
Allora se cerchi qualcosa di più evoluto devi farti la domanda: al cinema cosa ci vai a fare?
Quando i produttori investono molto negli effetti speciali di un film, sembra che debbano per forza fare una versione breve e semplificata per il grande pubblico, e poi il vero film te lo vedi su home video. È necessario accettare il massimo comune denominatore della gente che non accetta un minimo di complessità o di profondità, non accetta contenuti controversi, vuole magari anche un po' di comicità di grana grossa per contorno e ha bisogno di farsi spiegare tutto. Ci sono in rete molte recensioni indignate che raccontano quanto sia mediocre un film come Suicide Squad (una l'ho scritta anche io), ho messo qua sotto un bel video trovato su YouTube che ha parecchio da dire in argomento.
Ma la realtà è che Suicide Squad ha venduto, il pubblico è corso a vederlo.
Allora se cerchi qualcosa di più evoluto devi farti la domanda: al cinema cosa ci vai a fare?
venerdì 2 settembre 2016
Veloce come il Vento
I film sulle corse automobilistiche sono rari, e fatti in Italia ancora di più (diciamo che prima di questo non me ne ricordo nessuno). Di questo ho comprato il blu ray spinto dalla recensione di Lucia Patrizi, sperando in un altro piccolo miracolo per i produttori nostrani, ovvero riuscire a produrre un film che non faccia schifo (qualche volta ce la fanno, devo riconoscerglielo).
Veloce come il Vento, per la regia di Matteo Rovere alla terza prova, è una storia di motori, sfide, disagio e disperazione ma anche coraggio e lotta. È anche un bel film d'azione, cosa difficilissima nel nostro paese. Poi ha qualche difetto, ma è comunque un bel film tutto italiano (salvo purtroppo la colonna sonora), ben riuscito per quanto fatto con pochi soldi, povertà che in alcune scene si nota. Uso pesante del dialetto, ma quello è un difetto che i nostri produttori non riusciranno mai a togliersi, credo.
Veloce come il Vento, per la regia di Matteo Rovere alla terza prova, è una storia di motori, sfide, disagio e disperazione ma anche coraggio e lotta. È anche un bel film d'azione, cosa difficilissima nel nostro paese. Poi ha qualche difetto, ma è comunque un bel film tutto italiano (salvo purtroppo la colonna sonora), ben riuscito per quanto fatto con pochi soldi, povertà che in alcune scene si nota. Uso pesante del dialetto, ma quello è un difetto che i nostri produttori non riusciranno mai a togliersi, credo.
mercoledì 31 agosto 2016
Mostra su Escher a Milano
Questo straordinario artista è conosciuto un po' da tutti. Anche chi non riconosce il suo nome, quando gli si accenna a quegli strani disegni con le geometrie impossibili ricorda chi è M.C. (Maurits Cornelius) Escher. In effetti l'impronta che ha lasciato sull'arte e l'immaginario moderno è veramente incredibile, e penso che sia solo per la natura schiva di quest'uomo che non lo si ricordi ai livelli goduti da altri innovatori della grafica più bravi a far puntare il riflettore su di sé (il paragone con Andy Warhol è inevitabile). Forse il fatto che la maggior parte dei suoi lavori in effetti celino complesse elaborazioni matematiche e geometriche ha portato una parte dei critici a ritenere Escher un artista freddo e poco passionale.
In questo periodo (in verità durerà fino all'inizio dell'anno prossimo) è possibile visitare a Palazzo Reale (a due passi dal Duomo di Milano) una mostra dedicata a questo geniale personaggio.
In questo periodo (in verità durerà fino all'inizio dell'anno prossimo) è possibile visitare a Palazzo Reale (a due passi dal Duomo di Milano) una mostra dedicata a questo geniale personaggio.
martedì 30 agosto 2016
I Giorni del Parco Lambro
Segnalo una mostra fotografica (che ora è chiusa per ferie, ma che ritornerà per un breve periodo a settembre fino al giorno 8): I giorni del Parco Lambro (Milano, Fondazione Forma, Via Meravigli 5).
Non ritengo di entrare qui nel merito dell'argomento, che comunque ritengo abbia un suo interesse, per quanto oggi quello che è marchiato '68 e dintorni venga automaticamente catalogato come merda da quasi tutti coloro che sono venuti dopo.
La mostra è gratuita, ma non c'è tantissimo materiale fotografico. Si può seguire un video (immagini sgranate e audio bassissimo) ma credo che quello che potete trovare su Youtube sia anche di più.
Per i vecchi fricchettoni che c'erano, vi è la possibilità di "taggarsi..." a matita sulle foto.
Non ritengo di entrare qui nel merito dell'argomento, che comunque ritengo abbia un suo interesse, per quanto oggi quello che è marchiato '68 e dintorni venga automaticamente catalogato come merda da quasi tutti coloro che sono venuti dopo.
La mostra è gratuita, ma non c'è tantissimo materiale fotografico. Si può seguire un video (immagini sgranate e audio bassissimo) ma credo che quello che potete trovare su Youtube sia anche di più.
Per i vecchi fricchettoni che c'erano, vi è la possibilità di "taggarsi..." a matita sulle foto.
mercoledì 24 agosto 2016
The Witch
Un film estremamente naturalistico, a modo suo, e che trae la sua ispirazione dai racconti di stregoneria (e superstizione) dei tempi passati. The Witch è ambientato nel diciassettesimo secolo nelle colonie inglesi in America, in un'epoca di rigore religioso e isteria; ci mostra le peripezie di una famiglia che, proprio per questioni di dissidio religioso, deve lasciare la sicurezza di una comunità puritana e vedersela nei vasti spazi del New England. La pellicola è stata un successo per il regista emergente Robert Eggers e, come attori di grido, vanta Ralph Ineson (attore inglese con una discreta carriera alle spalle, qui nel ruolo del capofamiglia) e Kate Dickie, che ha interpretato un personaggio del Trono di Spade ed è stata nel cast di Prometheus. I due interpretano marito e moglie; la figlia più grande (di cinque bambini) è Thomasin, (Anya Taylor-Joy), a cui capiterà la prima delle grandi sventure, ovvero la scomparsa del bimbo più piccolo, proprio mentre lei lo sta custodendo.
sabato 20 agosto 2016
Mad Love
Avevo comprato questo fumetto per sapere qualcosa di più sul personagio di Harley Quinn che era previsto come uno dei maggiori protagonisti di Suicide Squad (il mediocre film che ho recensito qualche giorno fa) impersonato da Margot Robbie, assieme al Joker (comparso poco sullo schermo con grande irritazione di Jared Leto che lo rappresentava). A causa della mia invincibile pigrizia ho finito di leggerlo dopo aver visto il film.
Mad Love è una storia scritta e disegnata dal duo Paul Dini e Bruce Timm, gli originali creatori del personaggio, e vincitrice del premio Eisner nel 1994 (poco dopo la "nascita" di Harley Quinn che è del 1992). Ripercorre la genesi del personaggio
Tratto rétro (mi ha fatto ricordare The Spirit) e personaggi già apprezzati in passato portati in primo piano (il Joker, Batman, il commissario Gordon...); questo fumetto mostra il lato traumatizzato e folle di Harley, che viene (come ho accennato nel post sul film) malmenata e trattata come una pezza da piedi dal suo criminalissimo fidanzato. Il Joker addirittura, quando lei trova il modo di eliminare Batman, va in bestia e diventa manesco perché... Batman può eliminarlo solo lui.
Mad Love è una storia scritta e disegnata dal duo Paul Dini e Bruce Timm, gli originali creatori del personaggio, e vincitrice del premio Eisner nel 1994 (poco dopo la "nascita" di Harley Quinn che è del 1992). Ripercorre la genesi del personaggio
Tratto rétro (mi ha fatto ricordare The Spirit) e personaggi già apprezzati in passato portati in primo piano (il Joker, Batman, il commissario Gordon...); questo fumetto mostra il lato traumatizzato e folle di Harley, che viene (come ho accennato nel post sul film) malmenata e trattata come una pezza da piedi dal suo criminalissimo fidanzato. Il Joker addirittura, quando lei trova il modo di eliminare Batman, va in bestia e diventa manesco perché... Batman può eliminarlo solo lui.
sabato 13 agosto 2016
Suicide Squad
Si è parlato molto di questo film sui supereroi della DC (i rivali della Marvel, quelli che non sono altrettanto bravi a trasformare i loro personaggi in una miniera di quattrini) e così, nel terribile agosto milanese (in verità meno torrido del solito in questi giorni) me ne sono andato a vedere Suicide Squad. Giudizio breve, così se avete fretta vi risparmio tutto il resto del post: il film è bello se effetti speciali, esplosioni e botte da orbi è quello che chiedete a questo genere. Se siete come me, ovvero un po' stanchi di una certa ripetitività e disposti ad apprezzare veramente solo quando c'è qualche elemento di maggiore stimolo, non ci morirete dietro a Suicide Squad. Anche se indubbiamente a tratti offre stile e ironia.
Detto questo entriamo nel merito un po' di più, partendo dai nomi all'opera in questa produzione. Innanzitutto il Joker. Ovvero Jared Leto, attore che a me piace. Ruolo impegnativo, uno dei cattivi per eccellenza nella fantasia supereroistica, è reso bene però, senza anticipare la trama, posso dire che non compare tantissimo e non è al centro della storia. Deadshot, altro arcinemico di Batman, è interpretato da Will Smith che recita bene, forse il miglior attore di questo film tra quelli che hanno un ruolo che permetta loro di mettersi alla prova. Altro attore solido Jay Hernandez che interpreta El Diablo, un cattivo il cui superpotere è quello di... giocare col fuoco, ma a causa di un tragico effetto collaterale è pentito e in crisi d'identità all'inizio della storia. Il regista David Ayer posso dire di ricordarlo da un film che non mi è piaciuto, ovvero Fury, quello con Brad Pitt dentro il carro armato. Margot Robbie nel ruolo di Harley Quinn era un'altra delle stelle annunciate della pellicola. Strizzata in pantalonicini sexy per tutta la storia, inquadrata da tutte le angolature possibili per farli rendere al meglio, svolge anche la funzione di principale spalla comica (ma qualche battuta la dicono in tanti, soprattutto Will Smith) ed è indubbiamente capace di portare sullo schermo un personaggio accattivante e carismatico.
Detto questo entriamo nel merito un po' di più, partendo dai nomi all'opera in questa produzione. Innanzitutto il Joker. Ovvero Jared Leto, attore che a me piace. Ruolo impegnativo, uno dei cattivi per eccellenza nella fantasia supereroistica, è reso bene però, senza anticipare la trama, posso dire che non compare tantissimo e non è al centro della storia. Deadshot, altro arcinemico di Batman, è interpretato da Will Smith che recita bene, forse il miglior attore di questo film tra quelli che hanno un ruolo che permetta loro di mettersi alla prova. Altro attore solido Jay Hernandez che interpreta El Diablo, un cattivo il cui superpotere è quello di... giocare col fuoco, ma a causa di un tragico effetto collaterale è pentito e in crisi d'identità all'inizio della storia. Il regista David Ayer posso dire di ricordarlo da un film che non mi è piaciuto, ovvero Fury, quello con Brad Pitt dentro il carro armato. Margot Robbie nel ruolo di Harley Quinn era un'altra delle stelle annunciate della pellicola. Strizzata in pantalonicini sexy per tutta la storia, inquadrata da tutte le angolature possibili per farli rendere al meglio, svolge anche la funzione di principale spalla comica (ma qualche battuta la dicono in tanti, soprattutto Will Smith) ed è indubbiamente capace di portare sullo schermo un personaggio accattivante e carismatico.
sabato 6 agosto 2016
Ancora storie di censura?
I tentativi da parte delle forze politiche (più o meno tutte, direi) di mettere il bavaglio a blogger e a internet in generale, non si contano. Ogni tanto ho pubblicato dei link ad articoli che parlano delle leggi e leggine (o emendamenti) "ammazzablog," e sembra che ce ora ne sia un altro.
Con questo caldo non ho fatto verifiche o ulteriori indagini, mi limito a segnalare.
La norma si riferirebbe al "cyber bullismo," un fenomeno che sarebbe effettivamente da contrastare, ma il contenuto della proposta di legge si estende e potenzia in modo tale che qualsiasi contenuto ritenuto offensivo possa essere oggetto di cancellazione (e ovviamente ci sono pene terrificanti per chi non cancella alla svelta).
Ho l'impressione, inoltre, che spesso queste norme cerchino di arrivare alla chetichella con il solleone, ma forse sono troppo sospettoso.
Con questo caldo non ho fatto verifiche o ulteriori indagini, mi limito a segnalare.
La norma si riferirebbe al "cyber bullismo," un fenomeno che sarebbe effettivamente da contrastare, ma il contenuto della proposta di legge si estende e potenzia in modo tale che qualsiasi contenuto ritenuto offensivo possa essere oggetto di cancellazione (e ovviamente ci sono pene terrificanti per chi non cancella alla svelta).
Ho l'impressione, inoltre, che spesso queste norme cerchino di arrivare alla chetichella con il solleone, ma forse sono troppo sospettoso.
venerdì 5 agosto 2016
X-Men Le Origini: Wolverine
Certamente chi lo doveva vedere lo ha già visto da un pezzo. X-Men Le Origini: Wolverine fa parte della mitologia Marvel, e di quella complicata storia che è l'evolversi del gruppo degli X-Men. Questo spin-off d diversi anni fa (2009) ci dà la storia di Wolverine, eroe Marvel dal nome tragico (la traduzione italiana di wolverine - un mustelide - è ghiottone, e c'è chi, nei fumetti, ha cercato di rifilargli quel nome, che orrore!). Gli X-Men sono mutanti, il gene X è quello che dà loro i poteri; Wolverine è una specie di uomo-lupo e la sua storia prende origine addirittura dall'800, quando un trauma attiva il gene misterioso (si tratta dell'uccisione del padre... ma non è come potreste pensare). La storia va avanti velocemente in una rapida presentazione all'inizio del film, che fa vedere come Logan ovvero il nostro protagonista, interpretato da Hugh Jackman, si ritrova a fare il soldato nella guerra civile americana, nelle due guerre mondiali e infine in Vietnam. Insomma non sembra destinato a invecchiare, solo a menare le mani, il tutto in compagnia del fratellastro Victor, che però sembra essere più cattivo di lui. A un certo punto un ufficiale, Stryker, li salva dalla corte marziale e li prende in un gruppo di super-combattenti mutanti, il team X.
Non è una soluzione molto buona. Il gruppo di mutanti di cui Logan fa parte commette delle atrocità, alla fine lui se ne allontana schifato. Questo è praticamente il prologo della storia di Wolverine.
Non è una soluzione molto buona. Il gruppo di mutanti di cui Logan fa parte commette delle atrocità, alla fine lui se ne allontana schifato. Questo è praticamente il prologo della storia di Wolverine.
mercoledì 3 agosto 2016
UT 5
La storia di UT ci porta finalmente a esplorare le case e a capire le loro funzioni. E anche a quali progettisti era ispirato il loro funzionamento, a quali contrasti questi uomini sono arrivati.
Mentre Iranon si inoltra nelle case, tra speranze e delusioni, UT cerca di rintraciarlo per ordine di Decio, il quale ha una relazione con Iranon che in questo numero verrà spiegata.
Ci avviciniamo alla conclusione...
Mentre Iranon si inoltra nelle case, tra speranze e delusioni, UT cerca di rintraciarlo per ordine di Decio, il quale ha una relazione con Iranon che in questo numero verrà spiegata.
Ci avviciniamo alla conclusione...
giovedì 28 luglio 2016
Stranger Things
Stranger Things è una serie TV che ha attirato molto l'attenzione per una serie di motivi: la ricostruzione degli anni '80, l'ispirazione che sembra a metà tra una storia di Stephen King e una regia di Steven Spielberg... ma in effetti non c'è nessuno dei due nella produzione. Oserei dire che gli unici nomi già decisamente noti siano quelli di David Harbour (il poliziotto Hopper) e, ovviamente, Winona Ryder (Joyce, la madre di Will e Jonathan), va detto però che tutti sono stati selezionati con cura e ben diretti perché questa breve serie (8 episodi) scorre decisamente bene. La regia è dei fratelli Duffer, ma ahimé non so proprio niente di loro.
Quanto alla ricostruzione degli anni '80, non è che la cosa in sé mi interessi moltissimo comunque per quello che posso dire (c'ero anche io, ma da quest'altra parte dell'oceano) mi sembra fatta bene, comprese le biciclette dei ragazzini e... le partite a D&D.
Quanto alla ricostruzione degli anni '80, non è che la cosa in sé mi interessi moltissimo comunque per quello che posso dire (c'ero anche io, ma da quest'altra parte dell'oceano) mi sembra fatta bene, comprese le biciclette dei ragazzini e... le partite a D&D.
mercoledì 27 luglio 2016
Klon
Altro fumetto d'autore pubblicato da Bonelli, Klon ci porta in una Roma del prossimo futuro a seguire una storia di cyberpunk (e non solo). Tra fantapolitica, confusione mentale, dubbi sulla realtà, allucinazioni, perfidi camuffamenti, le solite grandi imprese onnipotenti e bastarde, si scatena un gioco di inganni e controinganni, e ovviamente una grandinata di pericoli mortali, in una storia che a tratti riesce ad essere veramente trascinante. Protagonista un tecnico informatico, Rocco Basile, un tipo piuttosto fragile per quanto in gamba, coinvolto suo malgrado in tutto questo intrigo. Storia e disegni di Corrado Mastantuono.
Mio giudizio: qualche elucubrazione di troppo, ma si fa leggere. Bel fumetto con ambientazione italiana, e completamente a colori.
Mio giudizio: qualche elucubrazione di troppo, ma si fa leggere. Bel fumetto con ambientazione italiana, e completamente a colori.
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