mercoledì 24 agosto 2016

The Witch

Un film estremamente naturalistico, a modo suo, e che trae la sua ispirazione dai racconti di stregoneria (e superstizione) dei tempi passati. The Witch è ambientato nel diciassettesimo secolo nelle colonie inglesi in America, in un'epoca di rigore religioso e isteria; ci mostra le peripezie di una famiglia che, proprio per questioni di dissidio religioso, deve lasciare la sicurezza di una comunità puritana e vedersela nei vasti spazi del New England. La pellicola è stata un successo per il regista emergente Robert Eggers e, come attori di grido, vanta Ralph Ineson (attore inglese con una discreta carriera alle spalle, qui nel ruolo del capofamiglia) e Kate Dickie, che ha interpretato un personaggio del Trono di Spade ed è stata nel cast di Prometheus. I due interpretano marito e moglie; la figlia più grande (di cinque bambini) è Thomasin, (Anya Taylor-Joy), a cui capiterà la prima delle grandi sventure, ovvero la scomparsa del bimbo più piccolo, proprio mentre lei lo sta custodendo.


Siamo in mezzo al nulla, in una fattoria un po' scalcagnata dove la famiglia stenta la vita. Accanto alla fattoria c'è un bosco, classico luogo pericoloso e oscuro delle favole dove è meglio non andare.

Inizia così un ciclo vizioso di tragedie, sospetti, accuse, isterie e fanatismi che mina la solidità di questa famiglia, retta con mano insicura da un uomo che non se la sente di dire sempre le cose come stanno. A peggiorare le cose la situazione è difficile anche dal punto di vista della sopravvivenza, poiché il raccolto non è un gran che e non si riesce a migliorare le cose né con la caccia né con l'allevamento di pochi animali, tra cui un inquietante caprone nero. Le preghiere e la fede, i sensi di colpa e le autoflagellazioni sui propri peccati, non recano alcun sollievo anzi aggiungono un ulteriore tormento e l'incapacità di fare fronte a quello che sta succedendo. Il messaggio che passa in questo film è decisamente antireligioso, a mio parere.

[Qui c'è un'anticipazione della trama, se non la volete passate al paragrafo successivo] Come dicevo prima, potrebbe essere un film che racconta, magari con un sottofondo di denuncia dei cretinismi fanatici di oggi, le follie della superstizione, del timore di Dio eretto a terrore quotidiano, dell'ambienta malsano che si crea quando ogni accusa e controaccusa trovano orecchie pronte a prestar fede. Invece no. Oltre ai problemi concreti (la povertà, la perdita del fucile e del cavallo) nel bosco maledetto ci sono veramente le streghe, e la famiglia è davvero entrata nelle mire del demonio, con tanto di sabba finale che coinvolgerà l'ultima superstite, Thomasin. Il tutto comunque senza effetti speciali di alcun tipo, praticamente: l'unica cosa "impossibile" che vediamo sono le streghe che si sollevano in volo all'ultima scena. Se poi la sopravvivenza della sola Thomasin, accusata di essere strega e poi destinata a diventarlo, sia una tematica "femminista" come qualcuno afferma, io non saprei.


Film fatto di tempi lenti, in alcune sequenze tanto da ricordarmi L'Albero degli Zoccoli di Olmi (si usa del resto una parlata inglese arcaica), e ricco di paesaggi naturali, intersecati con l'ambiente povero e claustrofobico della casa dei malcapitati, The Witch non offre certo scene d'azione mozzafiato, e neanche momenti di vero terrore. Abbiamo invece una sensazione di minaccia e lo sviluppo lento e sempre più inquietante delle tragedia di questi poveracci. In altre parole, una gran prova di cinema nel senso vero del termine, ottenuta con un budget minimo (sarebbe forse medio per una produzione italiana). Da parte mia aggiungo che avendo seguito le sorti dei protagonisti con una certa immedesimazione ho trovato The Witch abbastanza opprimente (nel senso che non offre momenti di sollievo e liberazione) ma estremamente efficace. I bigotti comunque non lo apprezzeranno, e molti lo troveranno semplicemente noioso.


4 commenti:

Davide Storti ha detto...

Ne sto sentendo parlare moto bene. In genere non guardo mai horror, hanno il superpotere di annoiarmi, specie quelli che puntano tutto sul farti saltare dalla sedia. A quanto ho capito questo film è un po' diverso e ''spaventa'' in altri modi.
Credo proprio andrò :D

Bruno ha detto...

Buona visione, attenzione che è un film dal passo un po' leeeentooo

Silvana F. ha detto...

Se facessero i film sui libri de Le Profezie della Strega Scalza penso che potrebbero rischiare una denuncia dal Vaticano.

Trama niente male, sebbene l'horror non sia proprio nelle mie corde.
Peccato non ci sia un'evoluzione, questo film l'avrei visto bene come base per uno sviluppo della protagonista, non so durante una fuga incappa in una capanna nel bosco abitata da un'anziana donna che la accoglie e la protegge e salta fuori che è una discendente dei Druidi che le insegna l'arte delle erbe mediche e la aiuta a realizzare il suo destino di guaritrice, la quale poi porterà speranza al suo villaggio e libererà così dal male l'intera zona.
Magari salvando poi l'amante segreta del diacono di turno che così, preso per le corna la difenderà da eventuali accuse di stregoneria... Che volo di fantasia! :D

Bruno ha detto...

Potrebbe essere il seguito. Il film ha un suo significato e un suo stile che richiedono a mio parere la quasi invisibilità di "Satana" e dei suoi alleati. Un film sulla stregoneria vista "da dentro" con la descrizione di quello che, nelle leggende, avveniva sarebbe molto interessante anche se scabroso.