Ha colto il mio occhio inquieto un articolo del Guardian dove si parla dello strano effetto dell'autopubblicazione sulle... scrittrici. A quanto pare il self publishing (che vuol dire ancora autopubblicazione, ma scritto nella lingua di posti dove la cosa funziona un po' meglio che da noi) ha creato un certo numero di autrici di successo, mentre nell'editoria tradizionale i maschi la fanno ancora da padrone.
Nei paesi anglosassoni la AP (abbreviazione che vuol dire ANCORA autopubblicazione e che userò per questo post) è una cosa seria: nel Regno Unito 18 milioni di acquisti nel 2013 con un forte aumento sull'anno precedente (contando solo il digitale a quanto pare da quelle parti si vendono 80 milioni di libri all'anno quindi l'AP è una frazione minoritaria ma non modesta).
lunedì 9 marzo 2015
giovedì 5 marzo 2015
La Rocca dei Silenzi
Era da un po' che cercavo l'occasione... e il tempo... per leggere questo libro, che credo sia l'ultimo pubblicato da Andrea d'Angelo (per carità, salvo errori e omissioni, che di compilare bibliografie non me ne intendo e faccio confusione anche per quanto riguarda me stesso, e sì che non c'è tantissimo da elencare). La Rocca dei Silenzi è un romanzo fantasy imperniato su una dura sfida "militare" e per questo non poteva che interessarmi, anche se insieme ai combattimenti con le armi hanno grande importanza gli incantesimi dei maghi, anzi dei "fruitori di magia" (nella terminologia del libro: di certo non suona bene) essenziali per la sopravvivenza dei "buoni" della storia. Sempre che di buoni e di cattivi si possa davvero parlare.
Una cosa che forse, anzi sicuramente, ho già scritto da qualche parte: per il mio gusto personale va benissimo che la magia sia importante in un fantasy, ma non mi piace molto, in genere, che sostituisca l'artiglieria o le mitragliatrici nelle battaglie, vorrei vederne fare un uso più sottile. Ma i miei gusti sono appunto solo miei, e non posso pretendere che tutti la pensino come me (e quando scrivo faccio allo stesso modo se la storia richiede...). Qui comunque la magia è fondamentale per più di un motivo...
Gli elementi chiave della storia sono, a parte un mondo gelido e montuoso in cui si svolge parte degli avvenimenti, una torre (la torre di Dòthrom, sede di una confraternita di potentissimi maghi) e una fortezza, Ammothàd, ovvero la Rocca dei Silenzi del titolo. La Torre è in un certo senso l'ordine costituito, con tutte le sue ambiguità. La Fortezza è un caposaldo del caos (ma è davvero così?) in quanto ospita una quantità di crudeli e orrende creature, micidiali per chi si avventura laggiù. Sono demoni, forse, ma non si conoscono le loro potenzialità. Ammothàd comunque è un male da eliminare, di conseguenza i maghi, pur divisi tra rivalità e antipatie, organizzano una spedizione convocando vari combattenti per risolvere la questione. Per eliminare un avversario così forte, però, bisognerà prima conoscerlo.
Una cosa che forse, anzi sicuramente, ho già scritto da qualche parte: per il mio gusto personale va benissimo che la magia sia importante in un fantasy, ma non mi piace molto, in genere, che sostituisca l'artiglieria o le mitragliatrici nelle battaglie, vorrei vederne fare un uso più sottile. Ma i miei gusti sono appunto solo miei, e non posso pretendere che tutti la pensino come me (e quando scrivo faccio allo stesso modo se la storia richiede...). Qui comunque la magia è fondamentale per più di un motivo...
Gli elementi chiave della storia sono, a parte un mondo gelido e montuoso in cui si svolge parte degli avvenimenti, una torre (la torre di Dòthrom, sede di una confraternita di potentissimi maghi) e una fortezza, Ammothàd, ovvero la Rocca dei Silenzi del titolo. La Torre è in un certo senso l'ordine costituito, con tutte le sue ambiguità. La Fortezza è un caposaldo del caos (ma è davvero così?) in quanto ospita una quantità di crudeli e orrende creature, micidiali per chi si avventura laggiù. Sono demoni, forse, ma non si conoscono le loro potenzialità. Ammothàd comunque è un male da eliminare, di conseguenza i maghi, pur divisi tra rivalità e antipatie, organizzano una spedizione convocando vari combattenti per risolvere la questione. Per eliminare un avversario così forte, però, bisognerà prima conoscerlo.
venerdì 27 febbraio 2015
Byzantium
Un film fantasy più che un horror. Belle atmosfere, comunque, e una bella fotografia. Byzantium è un film inglese-irlandese del 2013 che ci dona una storia di vampiri differente, sensibile, ben raccontata e con qualche tocco che sa suonare realistico, del tutto diversa dallo sfruttamento più commerciale del genere. Su queste premesse ho deciso di vederlo e non sono rimasto deluso anche se forse non è quello che avrei pensato. Senza necessariamente cantare al miracolo, ritengo che questo film sia decisamente interessante. Diretto da Neil Jordan (di cui io ricordo La Moglie del Soldato, un film di parecchio tempo fa, ma anche Intervista col Vampiro), il film si concentra su una coppia, madre e figlia, in fuga da tantissimo tempo: si tratta di Clara (Gemma Arterton, già una celebrità) ed Eleanor (Saoirse Ronan, giovane attrice irlandese). All'inizio assistiamo a un episodio che fa perdere a Clara la propria "copertura," e le due giovani donne devono fuggire in un'altra città. Comprendiamo a poco a poco il rapporto fra di loro (la differenza di età non è evidente), comprendiamo la necessità del sangue, e l'esistenza di qualcuno che le sta cercando. Il film procede con due storie separate, distanti circa duecento anni, una in epoca ottocentesca e una attuale. Avverto che anticiperò alcuni dettagli della trama.
mercoledì 25 febbraio 2015
La carta non muore mai?
Un articolo su un tema che ho già affrontato in passato, e su cui ho appunto una riconferma: i limiti degli ebook come esperienza di lettura. La frase "teen-ager e ventenni non hanno dubbi, preferiscono il vecchio tomo, piuttosto che le versioni in formato elettronico," la prenderei con le pinze e non parlerei di fascino della carta come fa l'articolista, per carità. Il punto che è messo invece in rilievo abbastanza bene è il limite che l'ebook ha quando si tratta di didattica.
La pagina con la sua forma e le annotazioni ai margini, i segnalibri infilati nelle pagine, la possibilità di sfogliare a rapido colpo d'occhio, sono tutte caratteristiche che danno a un testo (scolastico o universitario) una migliore fruibilità nel formato cartaceo, proprio per chi deve studiare, memorizzare, riflettere sul testo ecc...
Io non sono la persona più agile di questo mondo coi prodotti hi-tech, ma sono "alfabetizzato" e ho già notato nell'esperienza personale che l'unico genere di testo dove preferisco il digitale è la narrativa, o comunque i testi dove non c'è da fare riferimenti incrociati fra i capitoli, non servono mappe, foto, schemi e via dicendo.
Poi la narrativa è la grande maggioranza di ciò che leggo, ma se esco da questo campo preferisco sempre il cartaceo, sulla cui scomparsa non sono proprio disposto a scommettere.
La pagina con la sua forma e le annotazioni ai margini, i segnalibri infilati nelle pagine, la possibilità di sfogliare a rapido colpo d'occhio, sono tutte caratteristiche che danno a un testo (scolastico o universitario) una migliore fruibilità nel formato cartaceo, proprio per chi deve studiare, memorizzare, riflettere sul testo ecc...
Io non sono la persona più agile di questo mondo coi prodotti hi-tech, ma sono "alfabetizzato" e ho già notato nell'esperienza personale che l'unico genere di testo dove preferisco il digitale è la narrativa, o comunque i testi dove non c'è da fare riferimenti incrociati fra i capitoli, non servono mappe, foto, schemi e via dicendo.
Poi la narrativa è la grande maggioranza di ciò che leggo, ma se esco da questo campo preferisco sempre il cartaceo, sulla cui scomparsa non sono proprio disposto a scommettere.
martedì 24 febbraio 2015
American Sniper
I film di guerra non mi piacciono più come una volta, ma finisce che ne vedo la maggior parte. E così sono andato a vedermi anche American Sniper, scornacchiato alla sera degli Oscar (ha vinto un premio che mi pare abbastanza secondario) ma campione di incassi.
Alcune delle valutazioni che avevo sentito dire, anche contrastanti, su questo film mi lasciavano confuso: eccone alcune.
Alcune delle valutazioni che avevo sentito dire, anche contrastanti, su questo film mi lasciavano confuso: eccone alcune.
sabato 21 febbraio 2015
Ironclad
Un film storico (non fantasy) che in Italia è passato sottotono, forse perché, nonostante tutti gli sforzi per farne una cosa fatta come Dio comanda, si vede che i mezzi per quanto non scarsissimi non erano pari all'impresa che si voleva compiere. Pare anche che si tentasse di attirare nella produzione qualche nome famoso in più (Megan Fox?) ma poi non siano bastati i soldi. Passando alla pellicola e lasciando da parte questi guai finanziari, Ironclad è, a detta degli stessi produttori, un "I Magnifici Sette" ambientato in epoca medievale: alcuni eroi difendono eroicamente una posizione (in questo caso un castello) contro un nemico preponderante. In questo caso chi conduce gli eroi è un barone, Aubigny (nel film Brian Cox), che si prende la briga di fermare il prepotente re Giovanni (King John, Giovanni Senza Terra) che vuole revocare la Magna Carta e annientare i baroni ribelli che lo avevano costretto a condederla.
Breve excursus storico (saltatelo a vostro rischio!): Giovanni Senza Terra, che nel film è interpretato dall'eccentrico Paul Giamatti raffigurato nella foto sopra, era effettivamente un pessimo personaggio, eccessivamente tirannico. Non necessariamente un incapace (come viene sottinteso nel film) aveva certamente il problema di vivere in un periodo in cui l'Inghilterra si trovava alle prese con troppe gatte da pelare sia in politica estera che per problemi interni. Poiché i nobili (baroni) inglesi si erano ribellati, Giovanni accettò nel 1215 un accordo con loro, concedendo la famosa Magna Carta, origine dei diritti costituzionali britannici (per quanto il Regno Unito non abbia tuttora una vera e propria costituzione separata dal corpo delle leggi). La stesura di questo documento (di cui esistono ancora delle copie) non impedì però che il conflitto continuasse. I baroni presero il castello di Rochester e lo fortificarono, e presto vennero assaliti da Giovanni con il beneplacito del Papa, che in quanto a concessioni di libertà era di manica piuttosto stretta come certi Papi di oggi. I fatti narrati nel film sono come al solito solo in parte ispirati agli eventi reali: la battaglia fu terribile ma il castello (che aveva notevole importanza strategica) venne ripreso dal re in un tempo relativamente breve, mentre la pellicola ci offre un'epica resistenza degli assediati, pochi ma coraggiosissimi. L'episodio non terminò la guerra, in cui intervenne anche il (futuro) re di Francia Luigi in appoggio ai baroni. Giovanni non era abbastanza forte da battere gli avversari ma la sua fine fu dovuta a una malattia. Il principe francese, ora che i baroni non temevano più la minaccia di Giovanni, divenne improvvisamente indesiderato e tornò in patria.
Breve excursus storico (saltatelo a vostro rischio!): Giovanni Senza Terra, che nel film è interpretato dall'eccentrico Paul Giamatti raffigurato nella foto sopra, era effettivamente un pessimo personaggio, eccessivamente tirannico. Non necessariamente un incapace (come viene sottinteso nel film) aveva certamente il problema di vivere in un periodo in cui l'Inghilterra si trovava alle prese con troppe gatte da pelare sia in politica estera che per problemi interni. Poiché i nobili (baroni) inglesi si erano ribellati, Giovanni accettò nel 1215 un accordo con loro, concedendo la famosa Magna Carta, origine dei diritti costituzionali britannici (per quanto il Regno Unito non abbia tuttora una vera e propria costituzione separata dal corpo delle leggi). La stesura di questo documento (di cui esistono ancora delle copie) non impedì però che il conflitto continuasse. I baroni presero il castello di Rochester e lo fortificarono, e presto vennero assaliti da Giovanni con il beneplacito del Papa, che in quanto a concessioni di libertà era di manica piuttosto stretta come certi Papi di oggi. I fatti narrati nel film sono come al solito solo in parte ispirati agli eventi reali: la battaglia fu terribile ma il castello (che aveva notevole importanza strategica) venne ripreso dal re in un tempo relativamente breve, mentre la pellicola ci offre un'epica resistenza degli assediati, pochi ma coraggiosissimi. L'episodio non terminò la guerra, in cui intervenne anche il (futuro) re di Francia Luigi in appoggio ai baroni. Giovanni non era abbastanza forte da battere gli avversari ma la sua fine fu dovuta a una malattia. Il principe francese, ora che i baroni non temevano più la minaccia di Giovanni, divenne improvvisamente indesiderato e tornò in patria.
lunedì 16 febbraio 2015
Tigana
Guy Gavriel Kay è uno da non sottovalutare: è l'uomo che ha aiutato Christopher Tolkien a prendere in mano le carte del padre e mettere insieme in forma pubblicabile il Silmarillion. Il suo fantasy si muove di pari passo con la passione per la storia vera e propria, per cui il collegamento tra i suoi libri e un certo evento o periodo storico è facile da individuare. Anche io sono appassionato di storia, ma sono anche estremamente sospettoso verso il "romanzo storico" anche nella forma estremamente camuffata di questo scrittore, che sposta le vicende in mondi completamente diversi. A me interessa la storia reale del mondo vero, in poche parole. Forse è per questo che solo quest'anno mi sono deciso a leggere questo autore.
martedì 10 febbraio 2015
Jupiter - Il Destino dell'Universo
Io sono quello che ha detto che Matrix è brutto, quindi immagino che i fedelissimi dei fratelli Wachowski non mi crederanno, ma Jupiter - Il Destino dell'Universo (ovvero Jupiter Ascending in lingua originale) nonostante qualche immagine rutilante e qualche scena simpatica è un film piuttosto modesto, senza grandi motivi per odiarlo ma anche privo di alcun appiglio per farsi trascinare dentro la storia. Ora che ho anticipato la conclusione, ritorniamo un attimo indietro...
lunedì 9 febbraio 2015
Visti per caso
Vi parlerò brevemente di due film (non recenti) della cui visione avrei potuto benissimo fare a meno ma che mi sono capitati a tiro. Se volte risparmiarvi la lettura di questo post vi anticipo subito che non vale la pena di guardare nessuno dei due. Del resto probabilmente dai titoli lo capirete da soli. Il primo è il seguito di Fanteria dello Spazio (Starship Troopers 2 - Hero of the Federation) il secondo Hostel II (non avevo visto il primo Hostel, ma è difficile che lo faccia, a questo punto).
domenica 8 febbraio 2015
a cosa deve pensare un'Intelligenza Artificiale
Il Future of Life Institute, un organismo internazionale che si occupa di studiare linee guida per difendere la vita e di sviluppare "visioni ottimiste" per la società del futuro, ha pubblicato le sue priorità di ricerca per un'intelligenza artificiale "forte e benefica."
Capitando sulla pagina che racchiude queste indicazioni non ho potuto fare a meno di darci un'occhiata. Timori per l'IA che improvvisamente decide di conquistare il mondo e di rinchiuderci tutti in uno zoo alla Matrix non ce ne sono, non così direttamente. Invece una delle primissime preoccupazioni espresse nel documento si collega perfettamente ad altri timori che ho espresso di recente (le conseguenze sul mondo del lavoro). Ma c'è ovviamente molto di più.
Capitando sulla pagina che racchiude queste indicazioni non ho potuto fare a meno di darci un'occhiata. Timori per l'IA che improvvisamente decide di conquistare il mondo e di rinchiuderci tutti in uno zoo alla Matrix non ce ne sono, non così direttamente. Invece una delle primissime preoccupazioni espresse nel documento si collega perfettamente ad altri timori che ho espresso di recente (le conseguenze sul mondo del lavoro). Ma c'è ovviamente molto di più.
lunedì 2 febbraio 2015
Transcendence
Questo film è stato snobbato ferocemente e per Johnny Depp, che interpreta il protagonista, fa parte di un recente trend di interpretazioni sottotono che hanno messo un po' in dubbio la sua carriera come divo di punta. A parte il buon Depp, Transcendence non manca di nomi famosi. Abbiamo Cillian Murphy e Morgan Freeman, nel ruolo di un agente dell'FBI e di uno studioso, Paul Bettany nel ruolo di Max, un amico del protagonista, Rebecca Hall nella parte di Evelyn, la moglie del medesimo (Johnny Depp, appunto). Abbiamo però anche un regista, Wally Pfister, piuttosto affermato come direttore della fotografia, che qui dirige per la prima volta. Non voglio anticipare troppo la trama, ma credo che si trattasse di un film ricco di argomenti troppo complessi per uno che (per quanto esperto in altri ruoli) esordisce come regista.
venerdì 30 gennaio 2015
Civilization Beyond Earth, qualche mese dopo
Non posso sfuggire all'impressione che i videogiochi siano sempre più pensati per il divertimento di incapaci e rimbecilliti. Già il sentore arrivava dai commenti degli appassionati di giochi di abilità manuale, spara-spare ecc... si sente sempre più spesso lamentare che i giochi sono semplificati, adatti ai novellini, senza sfida e via dicendo. Io, che sono un appassionato degli strategici a turni, ho avuto la stessa impressione con Civilization V e con Civilization Beyond Earth. Su Beyond Earth le mie impressioni iniziali le potete leggere qui. Vi propongo anche (in inglese) un articolo di Wired di qualche tempo fa.
martedì 27 gennaio 2015
Hugo Cabret
Ha davvero a che vedere con il fantastico? Un po' sì, almeno per me. Hugo Cabret, film di Martin Scorsese di pochi anni fa, è in effetti - attenzione, anticiperò la trama - la storia di un artista del cinema muto trasformata in leggenda, in allegoria di un "bel mondo perduto" di nostalgia e ricordi. È anche la storia di un ragazzino che ha la passione per tutti i macchinari che funzionano mediante ingranaggi e complicati meccanismi, e che per questo conoscerà inaspettatamente la storia dell'artista citato prima: ovvero la storia di Georges Méliès, eroe dimenticato del cinema muto, ma anche illusionista e fabbricante di automi.
giovedì 22 gennaio 2015
I distinguo che non si dovrebbero fare
Il "meme" Je Suis Charlie, nato subito dopo la recente strage di Parigi, si è subito diffuso a livello planetario e ha subito suscitato una quantità di reazioni negative, sia da parte di gente che non lo ha voluto capire, sia da parte di gente che lo ha capito benissimo, e da parte di qualche furbacchione che voleva mettersi in luce. "No mi spiace, io mi sento costretto a dire che 'non sono Charlie' " e simili. Nelle parole di chi ha inventato il meme e la sua grafica, "Je suis Charlie è un messaggio universale
in difesa della libertà di stampa e di espressione. Era il mio modo di
testimoniare la solidarietà con i giornalisti uccisi. Volevo anche dire
che non dobbiamo avere paura."
lunedì 19 gennaio 2015
Abitudini e stranezze del mio scrivere
Mi accodo ai post già scritti tempo fa da altri blogger riguardo alle proprie abitudini e idiosincrasie nella scrittura per raccontare alcune cose su di me.
A dire il vero penso di non poter dire niente di eclatante sulle abitudini pratiche. Mi incuriosiscono quelli che assicurano di riuscire a produrre in qualsiasi situazione, quelli che preferiscono avere un sottofondo musicale, magari con gruppi o cantanti scelti per creare l'atmosfera giusta. Mi stupiscono ancora di più coloro che tengono la televisione in sottofondo.
Io amo la tranquillità; abito da solo e generalmente scrivo a casa, e la TV è spenta, perché è spenta praticamente sempre (tranne rare occasioni, ad esempio la visione di un DVD).
A dire il vero penso di non poter dire niente di eclatante sulle abitudini pratiche. Mi incuriosiscono quelli che assicurano di riuscire a produrre in qualsiasi situazione, quelli che preferiscono avere un sottofondo musicale, magari con gruppi o cantanti scelti per creare l'atmosfera giusta. Mi stupiscono ancora di più coloro che tengono la televisione in sottofondo.
Io amo la tranquillità; abito da solo e generalmente scrivo a casa, e la TV è spenta, perché è spenta praticamente sempre (tranne rare occasioni, ad esempio la visione di un DVD).
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