venerdì 8 aprile 2011

436

Ok, decisamente il rosa non è il mio genere e anche se lo si chiama romance e si aggiunge un tocco di fantastico le cose non cambiano.
Tuttavia questo 436 di Anna Giraldo (Casini Editore), che ho letto e recensito per fantasy magazine (cliccare per la recensione su FM) è ben scritto e ha qualche buona idea (attenzione: comunque se non siete della fascia abitualmente destinataria di questo tipo di libri non è che ve lo consiglio), l'unica perplessità me la pone il cattivo che pur essendo presentato come pericoloso si presenta in maniera assai poco carismatica, un tipo smunto e smorto che emette energia negativa, una specie di super-sfigato insomma. Quando c'è la mega battaglia finale diventa pericoloso, tira mazzate e tutto il resto ma mi sembra poco congruo, non ce la faccio molto a vedercelo.
Comunque in questi casi l'importante non è il cattivo, è la storiazza d'ammmore, no?

martedì 5 aprile 2011

Kick-Ass

Non abbiamo superpoteri, ma possiamo prenderti a calci nel culo... Kick-Ass sorprende per l'irriverente, ridanciana parodia dei film di supereroi e riesce a farlo in maniera divertente, sfoggiando parolacce, scene sanguinose e violenza con assoluta disinvoltura. Riesce a essere un bel film anche se c'è Nicolas Cage, un attore i cui meriti, se esistono, mi rimangono nascosti; in questa occasione perfino lui va un po' meglio del solito.
E, sinceramente, Kick-Ass mi ha divertito anche nei momenti in cui una parte di me mi avvertiva che avrei dovuto storcere il naso.

Il film, diretto da Matthew Vaughn (Stardust) prende l'avvio dalle mosse del classico ragazzo sfigato targato USA, come l'abbiamo visto in tanti film: il protagonista (interpretato da Aaron Johnson, attore a me ignoto) fantastica sui supereroi, si chiede perché nessuno voglia cercare di imitarli (gli amici gli spiegano la pericolosità della cosa, ma lui non si convince...), a furia di chiederselo finisce per andare per strada a fare il giustiziere, vestito di una muta color verde piuttosto ridicola, e si dà il nome di Kick-Ass. Ovviamente prende un sacco di mazzate ma riesce ugualmente a farsi notare dalla malavita (e fa arrabbiare il boss italoamericano Frank D'Amico, interpretato da Mark Strong, anche lui visto in Stardust), a impressionare una ragazza (ma non per merito della tuta verde, la storia è un po' più complicata), e a conoscere due supereroi anch'essi senza poteri e più svitati di lui, il poliziotto assetato di vendetta interpretato dal già citato Nicolas Cage e la figlia Hitgirl/Mindy interpretata da Chloe Moretz, la vampira di Let Me In. Hitgirl, allevata come guerriera prodigio dal padre, farà la parte del leone nelle scene d'azione e in una serie di battute ad effetto che includono una sana dose di parolacce. La mia preferita (mezzo spoiler) è la parodia del segnale nel cielo di Batman, colpisce nel segno perché all'inizio della frase la si prende sul serio.

Il film in realtà prende una piega drammatica quando quel disgraziato di Cage fa una fine triste ed eroica, e in pratica si trasforma in un vero film d'azione dove Hitgirl ammazza una enorme quantità di mafiosi (per metà neri, l'altra metà sono italoamericani) e Kick-Ass impara ad essere eroe per davvero. Gran bel film, fresco e molto divertente, una spanna al di sopra della tantissima robaccia soporifera che si prende troppo sul serio. Viene voglia di sapere se il fumetto è altrettanto bello. So solo che la trama non è del tutto identica.

domenica 3 aprile 2011

Galactic Emperor

Un gioco di fantascienza che mi ha decisamente soddisfatto, Galactic Emperor è uscito qualche anno fa per una certa CrossCut Games, stando a leggere le informazioni sul sito Boardgamegeek.
Il nome della casa (e anche quello del progettista, Adam West) mi giungono del tutto nuovi, comunque il gioco è interessante perché ha una complessità modesta, diciamo quel che basta e nulla di più, per creare un'avvincente sfida nella gestione del proprio impero in espansione con aspetti di ricerca scientifica, economici e militari, e perfino un rudimentale sistema politico.
Come potete intuire dalla foto che ho scattato alla plancia di gioco, la mappa si "compone" di tessere esagonali che vengono poste dai giocatori durante una fase di espansione. Le fasi di gioco corrispondono a quello che bisogna fare (ricerca scientifica, esplorazione, attacco militare, produzione e così via) e nel turno ogni giocatore sceglie una carta (una "carica," per così dire) che fa sì che quella determinata fase verrà effettuata, anche dagli altri giocatori, quando tocca a lui. La peculiarità del gioco è che non si riesce a compiere tutte le attività disponibili, a seconda di quello che i giocatori scelgono qualche cosa resta fuori.
Nel corso dei primi turni la mappa viene esplorata e succede un evento che fa parte della tematica del gioco: la grande stella che occupa il centro della mappa diventa un buco nero (nella foto, il tristo evento è già successo) e allo stesso tempo l'universo passa a una fase oscurantista, pertanto non c'è più la fase di ricerca scientifica (i giocatori devono stare ben attenti ad arreffare i bonus scientifici finché possibile).

Finita l'espansione (anche quella carica si estingue quando tutte le tessere dei pianeti sono piazzate) si ha una carta in più per fare una fase di guerra, insomma il sistema incoraggia i giocatori a passare alle botte. Qui entra particolarmente in gioco la produzione, che permette di gestire un sistema economico con tre tipi di risorse, semplice ed efficace, e il combattimento, basato su diverse unità: tre diverse navi spaziali e due tipi di difesa. Le armi più deboli sparano per seconde, quindi rischiano di essere surclassate (e massacrate) da quelle più potenti: tuttavia la nave spaziale più forte (Dreadnought) è anche molto lenta.

La vittoria si basa sul numero di sistemi controllati: nel corso del gioco si pescano dei chit che poi vengono tenuti a faccia in giù per impedire agli altri giocatori di farci i conti in tasca; viene premiata così la preponderanza sulla mappa per la durata del gioco, e non chi riesce a vantare la maggiore espansione nel finale.

Tutto sommato sono rimasto impressionato dall'eleganza e dall'essenzialità di questo gioco che riesce a creare una piccola space opera molto viva e con tanti elementi in ballo, senza ammazzarci con un regolamento complesso. C'è una certa possibilità di "kingmaking," ma in un gioco con queste caratteristiche è inevitabile.

martedì 29 marzo 2011

E' ufficiale: Sucker Punch fa schifo

Ammettiamolo, lo sapevo che Sucker Punch non mi sarebbe piaciuto. Dopo aver visto 300, altro film di Zack Snyder imparentato con questo, un gran videoclip basato tutto su estetica della violenza, scene da videogioco ed effetti speciali, non avevo alcuna illusione, sapendo già comunque che il film ha una trama praticamente inesistente. Premesso che ad ogni modo qualche scena fa la sua bella figura, è stato in definitiva peggio di quello che mi aspettassi.

Un film senza nessun significato, una trama fine a se stessa per far vedere scene che sembravano veramente i livelli dei videogiochi, per titillarci con le cinque action chicks praticamente in mutande per tutto il film, e sbattere su della musica ad alto volume. Alcune delle scene, come quella delle trincee stile prima guerra mondiale con i tedeschi zombie e i dirigibili, avranno mandato in brodo di giuggiole qualcuno "perché è steampunk!!" a me in generale veniva imbarazzo per chi aveva effettivamente dovuto recitare scene così cretine. Se ci aggiungiamo che tra biglietto e bibita ho sganciato 10 euro e rotti nelle casse di un cinema proprietà del Premier, ho proprio fatto la giornata.

Posso dire con una certa maligna soddisfazione che il film (soprattutto per essere di Snyder) ha toppato al box office in maniera clamorosa nei primi giorni di programmazione, non è detto che non recuperi ma i segnali sono molto negativi.

Secondo me se voleva pigiare sugli ormoni il buon Snyder doveva scivolare sull'exploitation movie e far vedere un po' più di carne al vento, ma poi chi lo sa, rischiava la censura e quindi avrebbe perso il pubblico abituale di questa robaccia (i ragazzini) e gli sarebbero rimasti solo i fessi come me.
Ok, taglio corto,  direi che ne abbiamo parlato anche troppo.

domenica 27 marzo 2011

Fantasy in duemila caratteri?

La rivista della Delos Writer's Magazine Italia ha dato il via a delle iniziative sui racconti brevi: 365 racconti erotici, 365 racconti horror, 50 racconti di fantascienza. La prima delle tre è già uscita, io ho partecipato alle altre due riuscendo a farmi accettare un racconto horror (per la fantascienza ho provato ma non è andata bene).
Adesso sta balenando l'idea di 365 racconti fantasy in "sinergia" con un rilancio dell'idea di pubblicare romanzi da edicola (la Delos questo tentativo dei romanzi brevi scritti da italiani lo aveva già fatto, con la serie Storie di Maghi, Draghi e Guerrieri, mi sa che poi si era impantanata...).
Ci sarà a quanto pare un "mondo comune" dove ambientare questi racconti fantasy (non mi sarebbe dispiaciuto partecipare a crearlo...). Tutto bello, se parte, però limitarsi a 2.000 o 2.500 caratteri per un racconto che deve stare su una pagina, come ho già sperimentato, è molto molto dura.

venerdì 25 marzo 2011

Constantine

Un film tratto da un fumetto, ancora una volta, ma in questo caso il fumetto non l'ho letto quindi mi risparmio il fastidio delle inevitabili storpiature dell'originale. Constantine è diretto da Francis Lawrence (regista di... videoclip) con la partecipazione di Keanu Reeves nel ruolo del protagonista che dà il titolo al film, Shia LaBeouf nei panni di Chas, un ragazzo che gli fa da spalla, Rachel Weisz nel doppio ruolo di una poliziotta e della sua gemella paziente psichiatrica, Tilda Swinton a interpretare un andorgino e inquietante angelo Gabriele. Poiché stanno ritornando di moda angeli, demoni e compagnia bella, vedere o rivedere questo film può essere appropriato, soprattutto perché è a un livello superiore rispetto alle solite pellicole di questo genere. E soprattutto se vi piace Keanu Reeves, che qui interpreta un ruolo che si adatta bene al suo stile: freddo, poco espressivo ma stranamente pendente fra il disilluso e lo ieratico.

La battaglia che si sta accendendo in quel di Los Angeles fa capire a Constantine che l'equilibrio tra cieli e inferi si sta incrinando: i demoni vogliono fare irruzione nel mondo e lui si trova in prima linea per impedirlo. Il fatto che abbia un tumore incurabile ai polmoni non aiuta, ovviamente (troppe sigarette, ahimé). Poiché Constantine da ragazzo ha cercato di suicidarsi, è inoltre destinato all'inferno lui stesso (che fa l'esorcista per mestiere). L'angelo Gabriele lo informa che nessuna benemerenza cambierà questa realtà e Constantine sa che dopo morto dovrà vedersela con quelli che ha sempre combattuto. Ancora meno lo aiuterà scoprire, nelle sue indagini, che qualcuno da "sopra" vuole aiutare le forze dell'inferno a scatenarsi sulla terra, e non si sa ne chi è, né il motivo per cui lo farebbe.

La storia parte quando il nostro eroe riceve una richiesta di aiuto da parte di una poliziotta: deve cercare di capire il perché della morte di lei, apparentemente un suicidio. Constantine si troverà a dibattersi fra minacce mortali (per esempio demoni che vogliono fargli la pelle) possibili collaboratori che non collaborano e dilemmi teologici.
La trama risente di diverse banalità, e (ho letto) Constantine è troppo "buono" per il personaggio fumettistico che dovrebbe rappresentare, tuttavia il film non si basa soltanto su effetti speciali e scene d'azione, gli attori sono validi, lo humour nero del protagonista congiunto con il carisma di Reeves che lo interpreta si fanno sentire, e l'insieme è ragionevolmente ben riuscito. Certamente una spanna sopra la versione yankee di Dylan Dog, che ho visto una settimana fa.

venerdì 18 marzo 2011

Dylan Dog

L'adattamento americano di Dylan Dog (fumetto che abbiamo esportato in terra anglosassone, faccenda piuttosto rara) è arrivato e non potevo esimermi dall'andare a vederlo. Non sono mai stato un seguace di Dylan in senso stretto (i fumetti li ho letti saltuariamente) ma mi è sempre piaciuto, perciò ho voluto vedere come lo rovinavano (sul fatto che lo rovinassero non avevo dubbi).
L'attore Brandon Routh non assomiglia affatto a Dylan Dog; non c'è Groucho (problemi di diritti e copyright, pare) ma un altro persoanggio a far da spalla, un certo Marcus interpretato da Sam Huntington. Marcus è un personaggio venuto meglio del protagonista stesso, e intorno al fatto che ad un certo punto diventa uno zombi girano alcune delle gag meglio riuscite della storia. La committente che chiama il nostro eroe in azione è una certa Elizabeth (interpretata da un'attrice islandese), classica biondina che improvvisamente si mette a tirare mazzate. Gli attori comunque sono l'elemento migliore del film e si impegnano decentemente nel proprio ruolo.

Il regista Kevin Munroe si sforza, gettando qua e là riferimenti al fumetto italiano, di dare un contentino al pubblico che conosce l'eroe di carta nostrano (per quanto londinese), e c'è pure un vampiro di nome Sclavi, che per chi non lo sapesse è il creatore di Dylan Dog; esiste un certo humour e gusto per il paradossale nelle battute, ma se il titolo fosse stato
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diverso penso che molti potrebbero guardare questo film senza pensare neanche a Dylan Dog.

La sceneggiatura è decisamente pessima, per quanto ci sia un certo ritmo e una sorpresa verso il finale. Azione a tutti i costi. Da un indizio o una rivelazione si va in questo o quel luogo dove, immancabilmente, c'è una scena movimentata con botte a volontà. Roba da videogame. L'ambientazione, in una New Orleans di lupi mannari e non morti vari nascosti nel sottobosco della città, è estremamente abusata e ritrita: questo è particolarmente doloroso perché il fumetto originale, sia pur criticabile per una certa abitudine di saccheggiare i classici e i grandi successi altrui, e chiamare questi saccheggi "citazioni," ha costruito un mondo enormemente variegato, con antagonisti ricorrenti e situazioni tipiche proprie. C'era proprio bisogno di farne l'ennesimo film di vampiri?

In definitiva, il film "in assoluto" non è completamente da buttare via, se avete visto la serie di Underworld, per esempio, vi potete vedere anche questo che ha il vantaggio di un minimo di spirito in più: ma è estremamente leggero e non lascia il segno in alcun modo. Però... dov'è Dylan Dog con la sua malinconica ironia e il suo gusto per il surreale? Non c'è. Il film italiano Dellamorte Dellamore (ben povero di trama e di mezzi, eppure carino) azzeccava molto di più lo spirito del nostro eroe, sebbene non si trattasse nemmeno di lui: cento volte meglio di questo film d'azione statunitense. Se consideriamo lo scempio che è stato fatto del fumetto originale c'è davvero da gridare vendetta.