L'ultimo grido di Netflix si chiama Annihilation, ovvero annientamento, nella nostra lingua. È un film di fantascienza con sfumature horror diretto da Alex Garland, che ha diretto Ex Machina e tra le altre cose è stato lo sceneggiatore di 28 Giorni Dopo, e ispirato al libro omonimo di Jeff VanderMeer, uscito nel 2014. L'aspetto più intrigante del film (che in effetti era uscito nelle sale prima che su Netflix, ma senza enorme successo) è il susseguirsi di trovate insolite e spiazzanti (pur non essendo necessariamente un fenomeno di originalità) accoppiate con un insolito uso di effetti speciali e immagini.
Siamo alle prese con un mistero da risolvere: la biologa (ed ex soldato) Lena (attrice: Natalie Portman) partecipa a una spedizione guidata dalla dottoressa Ventress (Jennifer Jason Leigh) verso un luogo nella costa meridionale degli Stati Uniti dove si è manifestata una "anomalia," finora confinata a una zona paludosa e semideserta, ma che si sta allargando lentamente e prima o poi arriverà a toccare luoghi densamente abitati. La faccenda dura da qualche anno: un "luccichìo" vicino ad un faro, con la successiva morte delle persone andate a investigarlo, è stato l'inizio. Adesso la zona è larga diversi chilometri, accompagnata da quello strano effetto visivo osservato dai primi testimoni, e nessuno vive all'interno, le poche case sono abbandonate, i segnali radio non passano, i droni non funzionano, i soldati inviati in ricognizione generalmente non ritornano.
lunedì 19 marzo 2018
giovedì 15 marzo 2018
Black Mirror, quarta stagione
La quarta stagione di Black Mirror è iniziata con l'episodio più ambizioso e più divertente, USS Callister, personalmente però ho sentito molto meno parlare degli altri. In effetti, a mio parere, il primo è stato di gran lunga il migliore, mentre alcuni dei successivi non sono stati all'altezza, e nel complesso sono un po' deluso... mi chiedo se la serie nel suo insieme sia ancora così efficace nel perseguire il proprio scopo, ovvero giocare con le nostre inquietudini per il futuro, darne delle visioni talvolta provocatorie, talvolta terrificanti, a volte anche comiche ma sempre con dei significati che danno da pensare.
giovedì 8 marzo 2018
Il Re Giallo
Orrore sovrannaturale e mistero, un po' alla Edgar Allan Poe e un po' alla Lovecraft, quello che ci porta Robert W. Chambers con il suo libro Il Re Giallo, in effetti una raccolta di racconti.
Chambers è un autore vissuto a cavallo tra il diciannovesimo e il ventesimo secolo, morto nel 1933 dopo una lunga carriera letteraria. Il Re Giallo (che in inglese sarebbe piuttosto equivalente a "Il Re in Giallo") è stato pubblicato nel 1895.
L'autore era sicuramente conosciuto dal "quasi contemporaneo" H.P. Lovecraft (che del resto ha commentato la sua opera ed inserito riferimenti in un proprio racconto) ed è fra le sue influenze fondamentali. Senza dibattere su elementi secondari, mi limito a dire che ci sono due elementi ricorrenti nell'horror di Chambers che non si può evitare di notare ripetuti, e molto amplificati, nel lavoro dello scrittore di Providence: la presenza di un potere sovrannaturale misterioso, terrificante e malevolo, e riferimenti a località lontane, immaginarie, appena accennate, ovvero la città di Carcosa, il lago di Hali e altre ancora: posti da incubo, non orribili ma sottilmente inquietanti, appena intravisti ma certamente presagio di sventura e di morte.
Potrei anche aggiungere che Il Re Giallo, testo teatrale maledetto che ritorna nei racconti di Chambers come elemento della sua "mitologia negativa," nonché titolo dell'intera raccolta, è un testo misterioso e maledetto né più né meno del Necronomicon di Lovecraft.
mercoledì 28 febbraio 2018
Elezioni!
L'ultima volta è stato nel 2013, sembra una vita fa, e nel frattempo ci sono stati una quantità di valzer, giravolte, sorprese di ogni tipo. Sorprese? Fino a un certo punto.
Nel 2013 scrivevo che le elezioni non erano così importanti perché tanto le decisioni che si sarebbero prese sarebbero state al di là del controllo dei nostri politicanti. Penso che, all'epoca, avessi ragione, e credo che sia così anche adesso. Le elezioni italiane ci mostrano un teatrino che è, per usare un termine mediatico, più che altro "arma di distrazione di massa," perché le decisioni in massima parte devono armonizzarsi a diktat provenienti da fuori o, nel migliore dei casi, a situazioni in cui il nostro paese è coinvolto e non se ne può facilmente liberare (ad esempio appartenere all'Euro...). Per prendere decisioni vere ci vorrebbero persone autorevoli nella politica, dei grandi statisti disposti a imprese molto difficili, ma che branco di buffoni abbiamo adesso?
Così anche nelle forze più anti-sistema c'è chi va a dire che non è più tanto sicuro che si debba uscire dall'Euro o dall'Unione Europea, o a fare dichiarazioni anti-immigrazione che potrebbero trasformarsi in atto solo tramite grandissimi strappi con l'UE, e così via.
Nel 2013 scrivevo che le elezioni non erano così importanti perché tanto le decisioni che si sarebbero prese sarebbero state al di là del controllo dei nostri politicanti. Penso che, all'epoca, avessi ragione, e credo che sia così anche adesso. Le elezioni italiane ci mostrano un teatrino che è, per usare un termine mediatico, più che altro "arma di distrazione di massa," perché le decisioni in massima parte devono armonizzarsi a diktat provenienti da fuori o, nel migliore dei casi, a situazioni in cui il nostro paese è coinvolto e non se ne può facilmente liberare (ad esempio appartenere all'Euro...). Per prendere decisioni vere ci vorrebbero persone autorevoli nella politica, dei grandi statisti disposti a imprese molto difficili, ma che branco di buffoni abbiamo adesso?
Così anche nelle forze più anti-sistema c'è chi va a dire che non è più tanto sicuro che si debba uscire dall'Euro o dall'Unione Europea, o a fare dichiarazioni anti-immigrazione che potrebbero trasformarsi in atto solo tramite grandissimi strappi con l'UE, e così via.
venerdì 23 febbraio 2018
Altered Carbon
Ispirata ai romanzi di Richard Morgan, la serie Altered Carbon ci porta in un mondo cyberpunk con richiami visivi, stilistici e di trama fin troppo evidenti a Blade Runner (e dicono anche a Ghost in the Shell, ma non posso pregiarmi di ricordarne nemmeno un fotogramma anche se qualcosina avevo visto...). La serie, fortemente voluta da Laeta Kalogridis (implicata nella produzione di... be', di "un sacco di roba" di qualità e/o di successo), è a volte disorientante, di sicuro relativamente costosa, di una certa complessità da seguire e certamente benvenuta dalla maggior parte degli appassionati di fantascienza. Quella vera. Anche perché di tematiche come quelle trattate nella serie si parla molto, certo, spesso vengono portate sullo schermo, ma raramente con questa intensità, anche se ovviamente il prezzo da pagare è qualche difficoltà per lo spettatore che si deve fare sempre spiegare tutto.
Sono contento di questa serie, che porta in primo piano una quantità di tematiche che m'interessano.
Per prima cosa, la vita degli stra-ricchi, i Meth [attenzione ho visto la serie in inglese, può darsi che con la traduzione in italiano certi termini non coincidano]. Praticamente sono immortali, e praticamente sopra la legge. Ma in effetti l'immortalità non l'hanno raggiunta solo loro. Tramite una specie di innesto alla base della cervicale, tutti hanno i propri dati salvati.
Sono contento di questa serie, che porta in primo piano una quantità di tematiche che m'interessano.
Il fenomenale Poe
Per prima cosa, la vita degli stra-ricchi, i Meth [attenzione ho visto la serie in inglese, può darsi che con la traduzione in italiano certi termini non coincidano]. Praticamente sono immortali, e praticamente sopra la legge. Ma in effetti l'immortalità non l'hanno raggiunta solo loro. Tramite una specie di innesto alla base della cervicale, tutti hanno i propri dati salvati.
martedì 20 febbraio 2018
Il Rituale
Netflix ci propone un nuovo film horror con questo Il Rituale, una storia che, sulla falsariga di tante altre, porta l'orrore in agguato da una zona non sviluppata e fuori mano, in mezzo alle foreste di un paese peraltro assai sviluppato, la Svezia. Film realizzato con mezzi abbastanza modesti, si avvantaggia a mio parere di una buona professionalità, e se è vero che, come la maggior parte dei film horror, non riesce veramente a far paura, riconosco che ci abbia provato onestamente.
Il regista David Bruckner ci presenta la disavventura di un gruppo di quattro amici che partono per un breve percorso di escursionismo in onore di uno di loro, tragicamente scomparso da poco. In realtà la faccenda è anche più complessa perché la vittima era stata invitata da uno dei quattro, Luke (Rafe Spall, visto in Prometheus) ad entrare in un negozio per prendere del liquore, durante un'uscita serale del gruppo di amici, ma poiché all'interno era in corso una rapina Luke aveva praticamente visto uccidere l'amico senza poter intervenire.
Il regista David Bruckner ci presenta la disavventura di un gruppo di quattro amici che partono per un breve percorso di escursionismo in onore di uno di loro, tragicamente scomparso da poco. In realtà la faccenda è anche più complessa perché la vittima era stata invitata da uno dei quattro, Luke (Rafe Spall, visto in Prometheus) ad entrare in un negozio per prendere del liquore, durante un'uscita serale del gruppo di amici, ma poiché all'interno era in corso una rapina Luke aveva praticamente visto uccidere l'amico senza poter intervenire.
Iscriviti a:
Post (Atom)





