martedì 20 febbraio 2018

Il Rituale

Netflix ci propone un nuovo film horror con questo Il Rituale, una storia che, sulla falsariga di tante altre, porta l'orrore in agguato da una zona non sviluppata e fuori mano, in mezzo alle foreste di un paese peraltro assai sviluppato, la Svezia. Film realizzato con mezzi abbastanza modesti, si avvantaggia a mio parere di una buona professionalità, e se è vero che, come la maggior parte dei film horror, non riesce veramente a far paura, riconosco che ci abbia provato onestamente.


Il regista David Bruckner ci presenta la disavventura di un gruppo di quattro amici che partono per un breve percorso di escursionismo in onore di uno di loro, tragicamente scomparso da poco. In realtà la faccenda è anche più complessa perché la vittima era stata invitata da uno dei quattro, Luke (Rafe Spall, visto in Prometheus) ad entrare in un negozio per prendere del liquore, durante un'uscita serale del gruppo di amici, ma poiché all'interno era in corso una rapina Luke aveva praticamente visto uccidere l'amico senza poter intervenire.


Questo brutto episodio lascia traccia nel rapporto con gli amici, tra cui serpeggia una riprovazione verso Luke. Alcuni la respingono, ma uno in particolare, Dom (Sam Troghton, visto in Ave Cesare), si lascia andare ad a mezze allusioni alla sua vigliaccheria. D'altra parte a Luke non basta che qualcuno gli dica "non potevi farci niente, non è colpa tua," perché in verità è il primo a condannarsi.

L'escursione in Svezia è una specie di rito mascolino senza donne al seguito, e l'occasione per una breve cerimonia commemorativa, con piccola bevuta e sacrificio votivo in nome dell'amico assassinato. Poco dopo a Dom capita una brutta caduta, e di conseguenza può camminare poco e solo con l'aiuto di un bastone. In mezzo a una terra fredda e poco ospitale, dove non c'è modo di chiedere aiuto per telefono (sarebbe troppo facile...) il più organizzato del gruppo, ovvero Hutch, interpretato da Robert James-Collier, studia una possibile scorciatoia per non passare un'altra notte in tenda: transitando attraverso una vicina foresta si potrebbe arrivare rapidamente al rifugio dove il quartetto è atteso. Viene presa quindi la via più breve.

Non voglio anticipare la trama ma, come potete immaginare, la foresta comincerà a dilatarsi all'infinito, a sembrare sempre più oscura e inospitale, piena di strani rumori, simboli runici che compaiono sugli alberi, e altri indizi che si faranno sempre più concreti e preoccupanti. Di fronte a questi episodi, che presto diventeranno una vera minaccia condita di antichi simboli pagani, la virilità da impiegati in libera uscita dei quattro amici verrà messa a dura prova, e Luke troverà nell'antico orrore svedese un contraltare al proprio inferno personale.

Non aggiungo altro, se non che abbiamo in questo film una "creatura" ben disegnata e un sapiente crescendo di atmosfere. Se questo Rituale non è certo il film horror più originale degli ultimi tempi, per lo meno non possiamo dire che sia realizzato male.


2 commenti:

Carlo Croce ha detto...

Non mi è piaciuto. Assai deludente e anche la tensione, dopo la prima parte va calando...

Bruno ha detto...


La tensione per dire la verità non c'è quasi mai...