Immaginare il futuro? Un'altra attività che sembra avere le sue stagioni. Una volta quando si pensava agli scenari futuri l'immaginazione si accompagnava a un grande ottimismo. Nel duemila avremo tutti un robot che farà i lavori di casa, le automobili voleranno, si viaggerà comunemente nello spazio, e un sacco di strampalate previsioni che non si sono avverate.
Oggi invece le previsioni sul futuro sono nere, nerissime, così come la maggior parte dei libri e dei film di fantascienza o distopici. Tra i mille modi in cui possiamo immaginare di finire male c'è (ne ho già parlato) la sovrappopolazione, problema esplosivo che ha il bonus (per modo di dire) di poterci portare alla catastrofe senza che necessariamente accada nient'altro di "sbagliato." Ma non mancano le guerre, per quanto in teoria la nostra epoca escluda i conflitti diretti fra le superpotenze (da quando esiste la bomba atomica); la pandemia (il virus Ebola ci insegna che non è affatto da escludere), l'avvelenamento del pianeta e l'esaurimento delle risorse, il riscaldamento globale, il tutto senza che si debba nemmeno tirare in ballo eventuali catastrofi non causate dall'uomo (che nel lungo periodo non sono da escludere, come i famosi asteroidi che ogni tanto colpiscono la Terra). Può darsi che scrittori e sceneggiatori la menino fin troppo male, ma una cosa è sicura, un felice espandersi dell'umanità verso nuove frontiere fisiche (lo spazio!) o tecnologiche è tutt'altro che garantito.
lunedì 12 gennaio 2015
giovedì 8 gennaio 2015
E c'è anche chi ti vuol dire come devi vivere a casa tua
Non so se questa (prossima) copertina sia vera o inventata ma rende lo spirito di un giornale irriverente, la cui satira spesso è andata oltre il limite di ciò che io trovo piacevole e godibile, ma che nessun fanatismo religioso ha diritto di soffocare.
mercoledì 7 gennaio 2015
Utopia
Una serie televisiva fantascientifica, ma nemmeno poi tanto: c'è solo un presupposto che, spero, non è al giorno d'oggi realizzabile in campio biochimico. E qui mi fermo con le anticipazioni.
Utopia, di produzione britannica, ha avuto due sole stagioni. Ho visto la prima e l'ho giudicata intelligente e non stereotipata, se non nella riproposta di una gran quantità di teorie della cospirazione in chiave sia mortalmente seria (in parte) che ironica (in qualche scena).
Utopia, di produzione britannica, ha avuto due sole stagioni. Ho visto la prima e l'ho giudicata intelligente e non stereotipata, se non nella riproposta di una gran quantità di teorie della cospirazione in chiave sia mortalmente seria (in parte) che ironica (in qualche scena).
venerdì 2 gennaio 2015
Le banalità di Paulo Coelho per i viaggiatori
Lo ammetto, qui me la prendo con un autore che, nel mio unico tentativo di leggerlo (il libro era Veronika decide di morire) mi è sembrato banale e insopportabile, e poiché in rete ci sono i suoi "consigli di viaggio" e mi è capitato di leggerli, probabilmente ero già prevenuto.
Comunque pur con tutta la buona volontà di fare il bravo devo dire che, se non proprio completamente, sono abbastanza in disaccordo con Paulo Coelho. Vediamo un po' i suoi nove punti (che sintetizzerò per non farla troppo lunga).
Comunque pur con tutta la buona volontà di fare il bravo devo dire che, se non proprio completamente, sono abbastanza in disaccordo con Paulo Coelho. Vediamo un po' i suoi nove punti (che sintetizzerò per non farla troppo lunga).
lunedì 29 dicembre 2014
Orleans
Un gioco complicato ma interessante, questo Orleans, uscito da poco per la Dlp Games. L'ho sentito definire un "bag building game," ovvero una variante dei "deck building games" dove il giocatore deve selezionare le carte che vanno a costituire il suo mazzo. Qui abbiamo invece dei lavoratori, ma non è un comune gioco di piazzamento lavoratori perché si tratta di personaggi che ricoprono diverse conoscenze e mestieri: contadini, artigiani, monaci e così via. Quindi il giocatore può decidere "chi" acquisire e mettere nel suo sacchetto, poi dovrà pescare a caso e giocarsi la mano nel miglior modo possibile.
sabato 27 dicembre 2014
Riflessioni finali sul 2014
Quest'anno è stato molto problematico, più ancora del 2013. Non solo un sacco di guai, anche di salute (la polmonite!), mi hanno costantemente impedito di concentrarmi su quello che volevo fare, ma ho inoltre provato un senso di stanchezza, che è diventato crescente nel corso dell'anno. Credo che quello ci sarebbe stato comunque, indipendentemente da tutto il resto. Sebbene aver pubblicato con una casa editrice (e aver poi diffuso gratuitamente il mio secondo libro) sia stato un momento a cui ho dato la sua importanza, sebbene certi giudizi favorevoli, o per lo meno positivi, mi abbiano fatto piacere, il risultato finale è stato un sacco di tensione e una sensazione di spossatezza e e logoramento.
Non ho ben inquadrato questa sensazione e il motivo ultimo della sua origine; spero che passi senza richiedermi ulteriori travagli interiori, per permettermi di completare a breve un altro progetto che in teoria avrebbe potuto essere finito e pubblicato un anno fa almeno. Il tempo passa. È notevole il fatto che da quando accantonai "per il momento" il mio libro Magia e Sangue per sforzi editoriali "più leggeri" siano trascorsi anni, e gli sforzi che nell'intenzione erano leggeri non siano stati in fin dei conti affatto lievi.
Nel frattempo il mio blog ha macinato il settimo anno. Sempre precario, con poche migliaia di accessi al mese che erano diventati un po' di più fino a un annetto o due fa, per poi declinare nuovamente.
Parecchi lettori-commentatori, a volte assidui, sono arrivati e se ne sono andati col tempo. Chissà a cosa si stanno interessando ora, mi domando. In fin dei conti se tieni aperto un blog non sei così importante, la gente può stancarsi e decidere di fare a meno di te, così come tu puoi decidere di abbandonare questa continua fatica che generalmente non trova grandi ricompense. Ogni tanto mi chiedo: smettero? Quando? Perché? Che sensazione mi darà farlo?
Chi lo sa. Per adesso auguro a tutti, e a me stesso, un migliore 2015.
Non ho ben inquadrato questa sensazione e il motivo ultimo della sua origine; spero che passi senza richiedermi ulteriori travagli interiori, per permettermi di completare a breve un altro progetto che in teoria avrebbe potuto essere finito e pubblicato un anno fa almeno. Il tempo passa. È notevole il fatto che da quando accantonai "per il momento" il mio libro Magia e Sangue per sforzi editoriali "più leggeri" siano trascorsi anni, e gli sforzi che nell'intenzione erano leggeri non siano stati in fin dei conti affatto lievi.
Nel frattempo il mio blog ha macinato il settimo anno. Sempre precario, con poche migliaia di accessi al mese che erano diventati un po' di più fino a un annetto o due fa, per poi declinare nuovamente.
Parecchi lettori-commentatori, a volte assidui, sono arrivati e se ne sono andati col tempo. Chissà a cosa si stanno interessando ora, mi domando. In fin dei conti se tieni aperto un blog non sei così importante, la gente può stancarsi e decidere di fare a meno di te, così come tu puoi decidere di abbandonare questa continua fatica che generalmente non trova grandi ricompense. Ogni tanto mi chiedo: smettero? Quando? Perché? Che sensazione mi darà farlo?
Chi lo sa. Per adesso auguro a tutti, e a me stesso, un migliore 2015.
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