domenica 8 settembre 2013

8 settembre




Sono passati 70 anni dall'armistizio dell'8 settembre 1943. La morte della patria? Una figura ignobile? Un disonore?

mercoledì 4 settembre 2013

L'Evocazione - The Conjuring

L'horror, si sa, generalmente raggiunge il fondo e poi comincia a scavare. Nella difficoltà di tirare fuori qualche cosa di nuovo i registi e gli sceneggiatori macinano idee come possono, e spesso il risultato è catastroficamente scarso. Questo The Conjuring, con doppio titolo in italiano (L'Evocazione), diretto da James Wan, famoso per altri film dell'orrore da Saw in poi, sceglie di tirare fuori il vecchio armamentario: la villa tenebrosa dove è successo qualcosa di orribile, le porte che cigolano e si chiudono da sole, le cose misteriose intraviste per un attimo, le presenze invisibili, il mostro che ti viene sbattuto in faccia all'improvviso e via dicendo. La storia prende ispirazione da un vero caso gestito da veri "demonologi," Ed e Lorraine Warren (interpretati rispettivamente da Patrick Wilson che è niente meno che Dreiberg in Watchmen, e Vera Farmiga, attrice statunitense di origini ucraine).

Il film è ambientato negli anni '70. I due coniugi Warren fanno una vita da investigatori dell'incubo alla Dylan Dog, diciamo, e hanno una certa fama per interessarsi di casi di possessioni demoniche, dove intervengono con l'aiuto di strumentazione scientifica e assistenti, e riservano il ruolo dell'esorcista ad autentici sacerdoti. Non è un mestiere facilissimo, anzi Lorraine, soprattutto, ne è consumata, tuttavia insiste per continuare questa attività.



Quando la moglie di un trasportatore li chiama, i Warren intervengono con una sana dose di scetticismo iniziale ma presto comprendono che qualcosa non va. I due coniugi Perron (Ron Livingston e Lili Taylor) sono in difficoltà perché hanno acquistato una casa piuttosto cadente in un'asta e quando il posto si rivela infestato dagli spiriti non possono liberarsene perché vi hanno investito i risparmi: ci devono abitare per forza (con un'orda di figlie a carico, da una bambina in età pre-scolare a una adolescente). Fin dalla prima notte le cose si mettono male perché il cane di famiglia (spoiler?) ci lascia subito la pelle, e da lì arriva tutta una serie di macabri segnali.

Una gran quantità di fatti atroci si sono verificati nella casa e negli immediati dintorni. Dopo aver indagato e scoperto le radici di questo male Ed e Lorraine dovranno mettere in gioco la loro stessa sicurezza per aiutare i coniugi Perron. Con una trama tutto sommato non molto originale (interessanti comunque gli strumenti "d'epoca" veramente usati dai cacciatori di fantasmi), The Conjuring si ricatta per l'abilità del regista e per un commento musicale che non saprei se definire di gran qualità ma usato in maniera ben azzeccata. Lo stesso dicasi per i suoni e le immagini che appaiono improvvisamente a far venire il singhiozzo allo spettatore. Usando sapientemente i cliché del genere horror James Wan è riuscito a creare una pellicola che riesce a creare autentica tensione e inquietudine.
Giudizio finale: obbligatorio per l'amante del genere, direi.


martedì 3 settembre 2013

Frederik Pohl ci ha lasciati

L'anno 2013 sta portando via una grande quantità di artisti legati al fantastico, e purtroppo ieri è stato il turno di Frederik Pohl, nato la bellezza di 93 anni fa e in grado di vantare una interminabile carriera, dall'epoca d'oro delle riviste americane d'anteguerra fino ai giorni nostri. Riposi in pace.

giovedì 29 agosto 2013

Elysium

Neill Blomkamp non è il mio regista preferito (come mai? colpa di District 9, leggi qui...), tuttavia ha fatto certamente un passo in avanti costruendo con questo Elysium un film che, interpretato e goduto come semplice e ingenuo spara-spara (ovvero film d'azione con molti botti, molti muscoli e poco altro) può far passare il tempo piacevolmente. Stavolta può contare su un madget maggiore che nella sua precedente fatica, ed ecco che il protagonista è niente meno che Matt Damon, che interpreta Max Da Costa, operaio in tuta blu con precedenti penali all'inizio del film. Nella parte dell'amoruccio platonico, ovvero l'infermiera Frey, abbiamo Alice Braga. Tra i cattivi troviamo la perfida Jessica Delacourt (Jodie Foster), William Fichtner nei panni di Carlyle, un  industriale crudele e gelido, Sharlto Copley nel ruolo di Kruger, solito mercenario pronto a tutto, sadico e pazzoide, e un sacco di burocrati che assomigliano ai funzionari che stanno a Bruxelles (del resto la Foster la fanno parlare in francese...). Tra i buoni c'è un gruppetto di hacker, imprenditori del furto (Spider ovvero Wagner Moura), gente spiantata varia che cerca di riportare Max sulla brutta via.

martedì 27 agosto 2013

Livido

Una storia di fantascienza rancida e sporca, livida come la carne martoriata di botte, questa che ci propone Francesco Verso per la Delos Books. Livido è la storia di Peter, un trashformer, ovvero uno di quelli che spremono il valore ancora recuperabile dai rifiuti, cercando quello che i più fortunati sprecano per riciclarlo in un mondo più povero, un mondo di casermoni e squallore, in una società irrimediabilmente stratificata.
Un paesaggio di rifiuti circonda gli insediamenti umani, rifiuti che per alcuni sono una miniera ma che spargono anche malattie e veleno, rifiuti che si tramutano alla fine in irrimediabile marciume, la "palta" con cui i protagonisti lottano per strapparle qualche oggetto che abbia un residuo di valore. Un mestieraccio che in effetti è anche un business in grande stile, perché oltre ai disperati che lavorano in proprio ci sono quelli inquadrati da una grande multinazionale.

giovedì 22 agosto 2013

Kindle Paperwhite

Per alcuni anni me la sono cavata con il Bebook, un e-reader di scarsissima qualità pagato decisamente troppo per quello che valeva (ma ai tempi i prezzi erano elevati, quindi sembrava perfino una buona occasione).
In questo periodo mi sono trattenuto dal cercare qualcosa di meglio nella speranza che uscisse un prodotto di reale convergenza tra tablet e lettori di libri digitali (non è successo, per quanto ne so, anzi la gente si è messa a leggere libri su strumenti, come i tablet e gli smartphone, che non sarebbero indicatissimi allo scopo) e augurandomi invano che vi fosse una rinuncia al DRM da parte dei grossi produttori (cosa che mi incentiverebbe a utilizzare molto di più il digitale come sistema di lettura).

Quindi non mi sono comprato questo lettore che considero il prodotto ottimale, ovvero il Kindle Paperwhite, perché speravo che Amazon cambiasse politica. A dire la verità mi inquieta anche la prospettiva di Amazon come unico (o prevalente) detentore del mercato digitale del libro, se un giorno la cosa dovesse realizzarsi, ma è un altro discorso.
E' quindi a causa di un regalo che mi trovo felice possessore di un Kindle Paperwhite. Devo dire che a parte la modalità di funzionamento, che mi ha costretto praticamente a installare il wifi in casa, faccenda cui dovevo comunque provvedere ma che rimandavo allegramente da tempo, questo lettore unico nel suo genere è davvero prodigioso. E facilita enormemente la lettura dei libri.

Il vantaggio del Paperwhite è lo schermo illuminato in maniera non fastidiosa per gli occhi, una tecnologia che per adesso la concorrenza non possiede. Per il resto è di utilizzo semplice anche se il touch screen a volte litiga coi miei ditoni. Lo schermo viene difficilmente influenzato da fonti di luce esterne e si può "zoomare" fino a leggere con caratteri molto grandi, se si vuole. Lo schermo grigiastro e magari disturbato da riflessi, che a volte faceva rimpiangere la pagina di carta, è un ricordo del passato.

Per leggere formati di testo non supportati esiste un software molto semplice (calibre) che dà risultati generalmente decenti. Un po' un guaio se il testo ha molte note e rimandi, ma non si può avere tutto.