Non ho visto tutti i film dello straordinario Terry Gilliam, ma ho deciso, per quello che posso, di scrivere sulla sua opera: lo ritengo infatti uno dei maggiori esponenti del fantastico nel cinema. Ho cominciato a parlarne già diverso tempo fa, commentando un film che non si poteva tralasciare, ovvero L'Esercito delle Dodici Scimmie. Doveroso, ora, parlare di Brazil. Un film uscito nel 1985, che voleva riprendere le tematiche del 1984 orvelliano ma voltandole in chiave comica, satirica, di commedia nera. Vi sono molte altre influenze, in realtà, dal cinema dell'anteguerra, da Fellini, Kafka, perfino una citazione dalla Corazzata Potemkin (per noi italiani, di fantozziana memoria).
La genialità del film è di aver creato una cupa distopia riuscendo a riderci sopra, a creare umorismo dalle circostanze più impossibili, riuscendoci.
Il protagonista Sam (Jonathan Pryce) conduce una modesta esistenza fatta di lavoro noioso e sogni insoddisfatti (i sogni e le fantasticherie sono un elemento cruciale del film). Nei sogni desidera salvare una bella ragazza, che poi si materializzerà in Jill, la vicina di un certo Buttle, una persona il cui destino si incrocia con quello di Sam perché, a causa di un banalissimo errore burocratico, Buttle è stato eliminato dalla polizia segreta e Sam dovrebbe indagare sull'evento. Buttle in effetti è quasi omonimo di Tuttle, un guerrigliero che si batte contro il governo (interpretato da Robert de Niro), e il problema verificatosi (una mosca incastrata nella stampante!) ha portato al suo arresto. Poiché Jill vuole risolvere il mistero di Buttle e aiutare sua moglie (vedova in effetti), Sam si fa promuovere dalla madre (maniaca degli interventi di chirurgia plastica e dotata delle necessarie relazioni) a una posizione in cui può accedere a informazioni riservate. Questa nuova posizione giunge a fagiolo, perché Sam è in grado di aiutare Jill prima che sia travolta dall'interessamento della burocrazia, la quale non potendo ammettere di aver fatto un errore con Buttle, potrebbe sopprimere sopprimere la ragazza a motivo delle sue proteste. Ma Sam ha esagerato nell'uso dei suoi poteri...
Ci fermiamo qui per non rivelare troppo della trama. Non c'è un lieto fine, anche se Gilliam ha dovuto lottare perché la produzione non ne imponesse uno (come è effettivamente avvenuto, ad esempio, per Blade Runner). La burocrazia asfissiante, disumana e omicida è il tema prevalente del film, ed è mostrata in molte personificazioni e metafore: dalla spietata indifferenza dei funzionari, da un onnipresente marchingegno fatto di intricate tubature che dovrebbe fornire aria condizionata o riscaldamento a seconda delle esigenze, e non funziona mai, dalle cartacce che assumono un ruolo assai sinistro in una certa scena, dalla generale sensazione di oppressione. Ma anche dalla terribile normalità di tanta gente, per prima la madre di Sam, che si preoccupa solo di sfruttare i suoi privilegi per condurre una vita privilegiata e cercare di sembrare una ragazzina per mezzo del bisturi.
L'eroe non ha una statura drammatica, e la sua ribellione è molto velleitaria, ben poco consapevole: la sua lotta è semmai più orientata a sconfiggere la propria intima repressione e ottenere il cuore di una ragazza. Questo permette di parlare di argomenti cupi con toni leggeri, almeno superficialmente: anche se in realtà l'effetto è estremamente disorientante. La visione cupa di un mondo in cui governano le macchine, e uomini che si comportano come macchine, non lascia certo col sorriso sulle labbra.
Questo è un film straordinario, nonostante la consueta caoticità di Gilliam lo renda in alcuni momenti un po' eccessivo o confuso. Purtroppo, parlarne non rende l'idea. Guardatelo, quindi.
domenica 8 gennaio 2012
giovedì 5 gennaio 2012
L'Ombra dei Sogni
L'Ombra dei Sogni è una raccolta di racconti molto esile (nemmeno cento pagine) di Fabio Musati, scrittore con già un paio di pubblicazioni alle spalle; l'esilità non impedisce alla casa editrice Edizioni Cento Autori di prezzarlo a ben 10 euro.
La brevità comunque non è un problema per me, e nemmeno la diversa natura dei racconti, che spaziano in diversi generi: anzi la varietà di questa raccolta è interessante. Abbiamo dei personaggi alla ricerca di misteri, situazioni kafkiane, drammi e tragedie, prospettive sulla natura umana.
A volte i misteri non si disvelano, e a volte il finale mi lascia perplesso anche quando la storia in sé ha risvegliato interesse.
Storie strane. Un capolinea del metrò di Milano, che conosco bene, diventa un posto misterioso (le persone scompaiono! O è il personaggio narrante a essere diventato pazzo?). Un tizio che fa strana vita da recluso, scrivendo manuali per elettrodomestici come lavoro, che ad un certo punto si ritrova un criceto in casa, che subdolamente interrompe la sua routine fossilizzata. Curiosità, storie dell'assurdo, indagini che finiscono nel nulla... i racconti di Musati mi ricordano un po' il grande Buzzati, e alcuni sarebbero molto carini... se fossero un po' meno ermetici.
La brevità comunque non è un problema per me, e nemmeno la diversa natura dei racconti, che spaziano in diversi generi: anzi la varietà di questa raccolta è interessante. Abbiamo dei personaggi alla ricerca di misteri, situazioni kafkiane, drammi e tragedie, prospettive sulla natura umana.
A volte i misteri non si disvelano, e a volte il finale mi lascia perplesso anche quando la storia in sé ha risvegliato interesse.
Storie strane. Un capolinea del metrò di Milano, che conosco bene, diventa un posto misterioso (le persone scompaiono! O è il personaggio narrante a essere diventato pazzo?). Un tizio che fa strana vita da recluso, scrivendo manuali per elettrodomestici come lavoro, che ad un certo punto si ritrova un criceto in casa, che subdolamente interrompe la sua routine fossilizzata. Curiosità, storie dell'assurdo, indagini che finiscono nel nulla... i racconti di Musati mi ricordano un po' il grande Buzzati, e alcuni sarebbero molto carini... se fossero un po' meno ermetici.
sabato 31 dicembre 2011
Riflessioni sul 2011
Quest'anno lo ricorderemo come uno dei più difficili, anche se penso che il peggio (dal punto di vista della crisi economica) debba ancora arrivare. Ma a parte la situazione economica, sociale e politica del Paese, potrei dire di aver avuto qualche soddisfazione personale con la pubblicazione di due racconti, nei 365 Racconti Horror per un Anno e nel Magazzino dei Mondi. La cosa che invece mi spiace di più è che sto ancora lottando per vedere pubblicato il mio gioco (che davo per certo solo un annetto o due fa: stolto!) e non ho avuto tempo di procedere coi miei progetti librari.
A parte i fatti miei personali, il 2011 si segnla anche per lo "sdoganamento" dei lettori di ebook. Due anni fa avevo cercato di fare il profeta su quello che poteva comportare questa rivoluzione (in seguito il tema su come cambierà il mondo, l'editoria, l'intero universo con l'avvento del lettore digitale è diventato tormentone periodico di riviste e quotidiani, e non più solo sfizio di qualche blog). Anche qui, però, non c'è da essere troppo ottimisti. Salvo qualche decantato caso, non è nata una editoria "democratica," di qualità e diffusa dal basso per mezzo degli ebook, anzi si rischia un clamoroso monopolio fatto di macchine dedicate e autorizzazioni DRM quando di distributori sul mercato ne sarà rimasto solo uno.
Ma a parte le fosche previsioni, quello che si deve constatare adesso è un sostanziale cartello per non abbassare i prezzi (salvo la "guerriglia" delle piccole case editrici), decisamente una grossa delusione.
Letture del 2011: per il fantasy non ho dubbi, la lettura (mia) più interessante dell'anno è The Wise Man Fear di Rothfuss. Per la fantascienza, The Windup Girl di Bacigalupi. Entrambi letti in lingua originale. Italiani: senz'altro il Burattinaio di Barbi.
Quanto al 2012, ci riserva probabilmente molti dolori, ma almeno quando sarà finito avremo fatto una risata sulle profezie che lo indicano l'anno della fine del mondo. Facendo i debiti scongiuri, ovviamente.
A parte i fatti miei personali, il 2011 si segnla anche per lo "sdoganamento" dei lettori di ebook. Due anni fa avevo cercato di fare il profeta su quello che poteva comportare questa rivoluzione (in seguito il tema su come cambierà il mondo, l'editoria, l'intero universo con l'avvento del lettore digitale è diventato tormentone periodico di riviste e quotidiani, e non più solo sfizio di qualche blog). Anche qui, però, non c'è da essere troppo ottimisti. Salvo qualche decantato caso, non è nata una editoria "democratica," di qualità e diffusa dal basso per mezzo degli ebook, anzi si rischia un clamoroso monopolio fatto di macchine dedicate e autorizzazioni DRM quando di distributori sul mercato ne sarà rimasto solo uno.
Ma a parte le fosche previsioni, quello che si deve constatare adesso è un sostanziale cartello per non abbassare i prezzi (salvo la "guerriglia" delle piccole case editrici), decisamente una grossa delusione.
Letture del 2011: per il fantasy non ho dubbi, la lettura (mia) più interessante dell'anno è The Wise Man Fear di Rothfuss. Per la fantascienza, The Windup Girl di Bacigalupi. Entrambi letti in lingua originale. Italiani: senz'altro il Burattinaio di Barbi.
Quanto al 2012, ci riserva probabilmente molti dolori, ma almeno quando sarà finito avremo fatto una risata sulle profezie che lo indicano l'anno della fine del mondo. Facendo i debiti scongiuri, ovviamente.
martedì 20 dicembre 2011
Nel prequel di Alien non c'è Alien
Un rapido aggiornamento sulle fatiche di Ridley Scott intenzionato a tornare alla fantascienza con il prossimo film. Prometheus, il "prequel" di Alien, non avrà affatto un collegamento diretto con la storia che tutti conosciamo. Anzi, non ci sarà la creatura terrificante che amiamo così tanto. Che fregatura, eh? Comunque il legame c'è, nel senso che si tornerà a parlare dell'astronave dove Alien (o meglio, il suo bozzolo) viene incontrato per la prima volta. Chi era il personaggio (cadavere) che si vede nella scena? Da dove veniva la misteriosa astronave? dove era diretta? E se siamo di fronte alla civiltà che ha creato un'arma biologica così potente (perché questo è Alien, in fondo) cos'altro potrebbero fare questi stranieri?
Bene, aspetto con ansia il risultato, anche se il perfido mostriciattolo mi mancherà.
Bene, aspetto con ansia il risultato, anche se il perfido mostriciattolo mi mancherà.
domenica 18 dicembre 2011
Segnalazioni
Un fine settimana privo di novità per Mondi Immaginari. Segnalo però un paio di cose in giro per la rete.
Innanzitutto, nel blog di Ferruccio Gianola abbiamo i consigli di scrittura di Neil Gaiman.
Per chi ha qualche soldo da spendere, nel blog di Patrick Rothfuss è segnalata una serie di iniziative di beneficienza (donazioni, aste, ecc...).
La Torre di Tanabrus invece ci porta al libro rivelazione (praticamente un evento prima ancora che qualcuno del comune pubblico lo avesse letto...) The Night Circus.
E qui chiudo. Buon Natale se non riesco ad aggiornare prima...
Innanzitutto, nel blog di Ferruccio Gianola abbiamo i consigli di scrittura di Neil Gaiman.
Per chi ha qualche soldo da spendere, nel blog di Patrick Rothfuss è segnalata una serie di iniziative di beneficienza (donazioni, aste, ecc...).
La Torre di Tanabrus invece ci porta al libro rivelazione (praticamente un evento prima ancora che qualcuno del comune pubblico lo avesse letto...) The Night Circus.
E qui chiudo. Buon Natale se non riesco ad aggiornare prima...
giovedì 15 dicembre 2011
Sangue straniero e letteratura fantasy
L'accaduto è doloroso, ma dedicherei un grandissimo "chi se ne frega" riguardo allo specifico fatto che l'assassino di Firenze fosse un amante del fantasy. Perché bisognerebbe sentire il bisogno di chiedere scusa di esistere? Perché allora non va Clint Eastwood a chiedere scusa per aver interpretato
l'ispettore Callaghan, visto che l'uccisore di Firenze era
"ossessionato" dalla figura del giustiziere cinematografico?
Perché la chiesa non chiede scusa per la strage di Oslo visto che l'aggressore (Anders Breivik) era un fanatico cristiano e si definiva un crociato? La verità è che questi personaggi sono semplicemente pazzi, e di fatto nel caso di Breivik la schizofrenia è stata diagnosticata.
Di qualsiasi cosa si parli, anche fosse del tutto paciosa e pacifica, si corre il rischio di essere associati a qualche azione brutta... così come tanti altri interessi, il fantastico può piacere a gente molto varia: che il mondo se ne faccia una ragione.
Perché la chiesa non chiede scusa per la strage di Oslo visto che l'aggressore (Anders Breivik) era un fanatico cristiano e si definiva un crociato? La verità è che questi personaggi sono semplicemente pazzi, e di fatto nel caso di Breivik la schizofrenia è stata diagnosticata.
Di qualsiasi cosa si parli, anche fosse del tutto paciosa e pacifica, si corre il rischio di essere associati a qualche azione brutta... così come tanti altri interessi, il fantastico può piacere a gente molto varia: che il mondo se ne faccia una ragione.
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