martedì 6 gennaio 2009

L'Esercito delle Dodici Scimmie



Le storie che parlano di viaggi nel tempo le ho sempre viste con sospetto: la possibilità che succedano cose paradossali, o la necessità di non farle succedere, rende molto chiaro che con il tempo, questa entità mostruosa che ci porta via tutto, c'è poco da scherzare. La serie del Nuovo Sole di Gene Wolfe è un esempio del genere (i ritorni al passato del protagonista mi hanno lasciato un po' perplesso).
Un altro esempio è il magnifico film di Terry Gilliam, L'Esercito delle Dodici Scimmie, un film difficile da catalogare: è senz'altro fantascienza nell'apparenza, ma la sua solidità "scientifica" lascia molto a desiderare, eppure proprio questo aiuta a rendere accattivante la poetica del film. Gilliam lascia molti aspetti ambigui: compresa la possibilità che il protagonista, Cole, sia pazzo e soffra di allucinazioni. Questa tra l'altro è una possibile spiegazione di alcune assurdità che potrebbero confondere lo spettatore (ma qui non entro nella complessità della cosa).

Per parlare di questo film sottile e ambiguo, bisogna per forza anticiparne la trama e raccontarne un poco di storia (se non conoscete il film correte a vederlo anziché leggere questo post). L'esercito delle Dodici Scimmie è un'incursione nel cinema più convenzionale (ma fino a un certo punto!) da parte del controverso e anticonformista Terry Gilliam, che si è trovato a dirigere un cast di tutto rispetto (Bruce Willis, Brad Pitt e Madeleine Stowe). Per Brad e Bruce è stata una rara occasione di interpretare un ruolo con una vera profondità, perciò immagino che se la siano spassata. Il regista a quanto pare un po' meno, perché ha insistito per fare a modo suo tra i commenti sempre più orripilati dei produttori, convinti che stesse per portare in vita uno dei più bizzarri flop della storia del cinema. Non è stato così per fortuna, per quanto mi ricordo che quando uscii dalla sala dopo averlo visto (oltre 10 anni fa!) udivo i commenti di un sacco di gente che si lamentava di non averci capito nulla... e me la ridevo: non che io sia per i film estremamente cervellotici, ma non amo neanche gli spettatori pigri che stentano a sforzare un minimo l'intelligenza.

Il film si apre con la visione di un futuro oscuro e disperato: una malattia ha costretto l'umanità a sigillarsi in un grande rifugio sotterraneo (immagino che ce ne possano essere diversi in giro per il mondo, ma nella scena iniziale ci troviamo dalla parti di Philadelphia, USA). Il protagonista Cole (Bruce Willis) si trova in un carcere per qualche ignoto crimine, ma viene inviato come "volontario" sulla superficie per portare campioni di forme viventi agli scienziati: essi se ne servono per cercare una cura contro il virus che rende la terra inabitabile.
In seguito, Cole viene mandato nel... passato, mediante una macchina del tempo piuttosto capricciosa, che lo manda in un' epoca sbagliata e non nel 1996 (anno dell'epidemia). Compito di Cole è trovare un esemplare del virus nella sua forma originale (poiché ha subito delle mutazioni in seguito) perciò serve che lo trovi proprio nel periodo in cui venne diffuso. Fermare la malattia prima che nasca è impossibile perché il passato non si può alterare. E uno dei pochi indizi è un messaggio vocale misterioso: la responsabilità del disastro è dell'Esercito delle Dodici Scimmie.

In vari tentativi Cole riesce a mettersi nei guai (finendo in manicomio), fa la conoscenza di Jeffrey (Brad Pitt), un lunatico ecologista fanatico, il cui padre è un celebre virologo (e dal cui laboratorio il virus mortale sta in effetti per fuoriuscire, nelle mani del fanatico dott. Peters). In manicomio la dottoressa Railly (Madeleine Stowe) interroga per la prima volta Cole, credendolo pazzo (e la follia presunta di Cole rimarrà un tema del film). In seguito la dottoressa avrà dubbi sempre più angosciosi, mentre Cole comincerà a credere meno alla sua spedizione (nonostante l'incontro con dei bizzarri personaggi lo convinca che gli scienziati dal futuro lo stanno tenendo sotto controllo).

L'indagine sull'Esercito delle Dodici Scimmie sembra decisiva perché Cole scopre che Jeffrey ne è il capo, ma alla fine non porterà da nessuna parte. La dottoressa Railly e Cole decidono di eclissarsi, non sapendo se la catastrofe ci sarà, ma proprio all'aeroporto incontrano il dottor Peters, e riescono a capire da indizi precedenti che si tratta dell'untore, che sta partendo per diffondere il virus per il mondo. Dal futuro, compare uno dei compagni di cella di Cole e gli consegna una pistola. Cole cerca di fermare il dott. Peters e viene abbattuto dalla sicurezza dell'aeroporto, cadendo mentre un bambino lo guarda: è lui stesso, che aveva più volte ricordato quella scena. Da bambino (prima dell'epidemia) aveva viaggiato da quell'aeroporto e si era visto morire.

Il film è volutamente enigmatico, comunque la sua coerenza scientifica, o meglio fantascientifica, fa acqua. Tenta di evitare il paradosso temporale presentando un ciclo che si chiude in un tempo che rimane inalterato (Cole ha visto la sua morte, e inevitabilmente morirà). Ma il paradosso rimane: la dott. Railly si convince della possibilità che ci sia del vero nella futura minaccia di cui Cole parla, proprio per via di eventi e testimonianze legate ai viaggi nel tempo. Pertanto il tempo non è rimasto inalterato. Il messaggio vocale che accusa l'Esercito delle Dodici Scimmie viene lasciato dalla Railly nella segreteria telefonica messa a disposizione di Cole per poter lasciare messaggi agli scienziati nel futuro (possono monitorarla, chissà come...); tale messaggio viene dato a Cole come indizio per iniziare l'indagine, ma l'indizio è stato costruito a seguito dell'indagine stessa ovvero senza aver conosciuto Cole la dottoressa non lo avrebbe lasciato! E ancora, gli scienziati che controllano Cole dal futuro, loro che dovrebbero sapere se il destino si può cambiare o no con un viaggio nel tempo, spingono il protagonista a tentare disperatamente di fermare l'untore. Oppure vogliono solo togliere Cole di mezzo spingendolo a farsi uccidere dalla polizia. Ma perché?

I viaggi nel tempo, quindi, aprono inevitabilmente dei problemi di logica in una storia. Tuttavia la ricerca che parte da pochi brandelli di informazione, svolta da un uomo solo e sempre più in difficoltà, è uno degli aspetti più emozionanti del film. Il tentativo di cambiare quello che è stato rimane una chiave di lettura interessantissima.
Il tutto, però, si muove nell'atmosfera di follia che rende lecito dubitare di ogni fatto. Cole così potrebbe essere semplicemente un pazzo che crede di venire dal futuro? Ma anche così non si spiegano molti fatti.

Fantascienza o no, con i mille dubbi che pone L'Esercito delle Dodici Scimmie rimane uno dei film più affascinanti che io abbia mai visto. Ancora una volta, non è la storia in sé, ma come la si racconta a fare tutta la differenza.

Una pagina sulle anomalie temporali: si parla, fra tanti argomenti, dell'Esercito delle 12 Scimmie

Un sito dedicato al film.

Un altro sito dedicato a questo film.

14 commenti:

sommobuta ha detto...

Non sono mai andato pazzo per questo film, ma mi è sempre piaciuta l'idea "ciclica" della storia che ci viene presentata, con il "Bruce Willis" bambino che vede il sè stesso adulto morire (senza ovviamente sapere che si tratta del futuro lui...).

Sulle storie che parlano di "viaggi nel tempo" tuttavia, "L'esercito delle Dodici Scimmie" è uno dei pochi film - assieme all'immancabile "Ritorno al Futuro" e "The Butterfly Effect" - che andrebbe visto per forza!

tanabrus ha detto...

Hai letto "rabbia" di Pahlaniuk?
Lì altro che anomalia temporale... xD

Comunque il paradosso del "l'indizio futuro è dovuto al viaggio nel passato" è un classico, dai ;)

Bruno ha detto...

@Sommobuta: in effetti quei due mi mancano (urge rimediare).

@tanabrus: di Pahlaniuk ho letto solo fight club purtroppo... ma è uno scrittore che mi hanno indicato in molti come assai godibile. Quanto all'indizio: ok, ma non possono mettermi una cosa così in un film dove si afferma che non è possibile cambiare niente... comunque l'ho trovato in realtà assai curioso e fa parte degli aspetti intriganti del film, fermo restando che avrei trovato più interessante l'idea della missione di uno "spendibile" per cercare di cambiare il passato. Il che apre nuovi paradossi. Se c'è illimitata possibilità di viaggi nel tempo, gli scienziati del futuro possono ripetere il tentativo fino a che non riesce...

Anonimo ha detto...

Forse su questo sito puoi trovare qualche risposta a quella coerenza "scientifica" che dici fare acqua.
buona lettura,
massimo
http://www.mjyoung.net/time/monkeys.html

Bruno ha detto...

@ Massimo: è lo stesso link che ho messo io al termine del post, e il sito lo avevo consultato: quelle che indico come parti discutibili le ritengo (ritenevo) tali avendo già conosciuto il sito.
Disponibile comunque a discutere sui "fatti" del film (visto che sul link a quanto pare siamo d'accordo avendolo trovato interessante entrambi).

Stemby ha detto...

Ho rivisto stasera il film dopo un sacco di tempo. Non ricordavo più niente: è stato quasi come vederlo per la prima volta. Devo dire che è davvero bellissimo, nonostante i paradossi che avete riscontrato (che d'altra parte lo rendono ancora più stimolante).

A questo punto, dopo veloce ricerca, mi sono visto anche il cortometraggio da cui è liberamente ispirato ("La jetée", del 1962). Beh, quello è proprio un capolavoro. Se conoscete il francese bisogna guardarlo; altrimenti magari in giro si trovano i sottotitoli.

Bruno ha detto...

@ Stemby: il cortometraggio non l'ho visto, nel DVD che ho io ci sono solo delle immagini fisse tratte dal filmato. Se riesco a trovarlo, non mancherò di guardarlo.

Stemby ha detto...

Il corto è effettivamente fatto solo di immagini fisse (tranne un unico minuscolo pezzo in cui si vede una donna che sbatte le palpebre). Dura poco meno di mezzora.

Qui tutte le info: http://it.wikipedia.org/wiki/La_jet%C3%A9e

Alla voce ieri ho aggiunto anche il link alla sceneggiatura integrale che sono poi riuscito a trovare, sia in francese che in italiano.

Ciao!

Bruno ha detto...

Ho visto: e in effetti i richiami nella trama dell' Esercito delle 12 scimmie sono evidenti

Anonimo ha detto...

l'esercito delle 12 scimmie è un capolavoro nn un film!!!

Bruno ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Bruno ha detto...

@ Anonimo: come non essere d'accordo?

Anonimo ha detto...

@recensore: scusa ma il paradosso temporale, in questo film, non esiste:
innanzitutto l'indizio: è logico che l'indizio sia stato costruito 'dopo' l'indagine stessa, perchè senza l'indagine non ci sarebbe stato nessun cole tornato indietro nel tempo a formare tutti quegli eventi che porteranno, nel passato, alla chiamata della railly a quel numero.
seconda cosa: gli scienziati hanno tutto l'interesse a fare fallire l'obbiettivo della reilly e di cole poichè, senza contagio, loro non sarebbero potuti esistere - questa è anche una conseguenza (o prerequisito?) logico nell'andare del tempo: il cole del futuro esiste solo perchè esisterà il contagio.
il capolavoro del film, per me, sta proprio nell'essere riusciti a creare una trama che non faccia una piega sulla logica del tempo - è tutto perfetto.

Bruno ha detto...

@ Anonimo: la tua opinione sulla coerenza della faccenda del messaggio dato come primo indizio a Cole la trovo paradossale (come del resto più o meno tutto quello che ha a che fare con i viaggi nel tempo...), ma a ognuno le sue convinzioni.