domenica 1 giugno 2014

Nasce Moon Base Factory

Ha preso il via un laboratorio creativo che è anche casa di "autoproduzione" dal nome Moon Base Factory, gruppo di cui faccio parte anche se di autoprodotto, da parte mia, a tutt'oggi esiste solo un racconto che ho distribuito gratuitamente l'anno scorso, Gruppo 42 (qui una pagina di presentazione - non mia - con il giudizio di Gianluca Santini).
Diversi appartenenti hanno spiegato e spiegheranno sui propri blog perché esiste questo gruppo. Ciascuno la intende a modo proprio ovviamente, e questo vale anche per me. Per alcuni aspetti non "combacio" con la maggior parte dei membri (che appaiono più improntati all'horror e alla fantascienza che non al fantasy), tuttavia mi sono interessato all'autopubblicazione fin da subito - ho fatto vedere poco di mio ma le cose cambieranno - e ho solidarizzato verso quelli che hanno scelto questa strada anche perché talvolta sono stati capiti poco, e trattati con sufficienza.

mercoledì 28 maggio 2014

Segnalazione

Di Paolo Bacigalupi avevo parlato in occasione della mia recensione di The Windup Girl. L'autore italoamericano era stato premiato per questo libro, molto appassionante anche se avevo manifestato dei dubbi riguardo alla sua ambientazione. Ora leggo che è in arrivo un'altro suo romanzo (The Water Knife) dove si parlerà della scarsità di acqua e di come le città dovranno farci i conti. Dalla Bangkok minacciata dal mare passeremo quindi a centri abitati americani che muoiono di sete. La crisi ambientale rimane nel mirino di questo autore, in un modo o nell'altro. Ce la farò a leggere questo nuovo libro?

lunedì 26 maggio 2014

I Daimon di Pandora

Questo breve ebook è il primo di una collana della Delos Books (Delos Digital in questo caso) dal nome Urban Fantasy Heroes. L'autore è Emanuele Manco, che curerà anche il progetto. Il titolo è I Daimon di Pandora e non si tratta solo di un racconto ma dell'impostazione di tutta un'ambientazione che dovranno seguire gli altri narratori che parteciperanno alla collana.


Il racconto parte dalle disavventure di un certo Enzo, stressatissimo lavoratore di "help desk" informatico, che si ritrova un bel giorno una strana applicazione Jinn che parte per i fatti suoi da una chiavetta USB.

mercoledì 21 maggio 2014

Di ritorno da Istanbul

Ho trascorso alcuni giorni nella ex-capitale della Turchia. Per un appassionato di storia Istanbul ha una serie di attrattive irresistibili: vi hanno vissuto popoli antichissimi già prima che venisse scelta da Costantino per essere la capitale dell'Impero Romano. La varietà di civiltà che hanno lasciato testimonianze qui fa della città un caso forse unico, certamente assai notevole, sebbene il suo antico fascino sia, a detta di coloro che la vissero nel recente passato, sfumato sempre di più nel fracasso del mondo moderno e globalizzato (e pieno di conflitti, che influiscono ancora adesso sulla moderna Turchia). In pratica: c'è moltissimo da vedere, e sarebbe anche una meta a buon mercato se tutto non costasse il doppio che nel resto del paese... e se il turista non fosse oggetto di una serie estenuante di truffe e di fregature.


In verità la città è immensa e molto varia. Esiste una Istanbul moderna e occidentalizzata, con qualche punta di avanguardismo trasgressivo; esistono parecchi quartieri poveri e piuttosto squallidi, ma anche palazzi moderni di vetro e cemento. Resistono in scarso numero le vecchie case di legno soprattutto nel centro storico e nei quartieri antichi. E proprio l'area della vecchia Costantinopoli oggi è abitata dalla popolazione più tradizionalista (moschee dappertutto, donne con il pastrano nero o per lo meno i capelli coperti, ecc...).

lunedì 12 maggio 2014

Small World


Small World è un boardgame del 2009 pubblicato dalla Days of Wonder. È basato sul controllo del territorio, facile, di breve durata (in una serata si possono concludere diverse partite). Il disegnatore è Philippe Keyaerts, belga, non alla prima impresa. Poiché il gioco ha avuto successo ci sono innumerevoli espansioni (e una versione digitale) ma l'idea di base è semplice, semplice e geniale.

Abbiamo una mappa divisa a zone con vari tipi di territorio (montagne, mari o lago, foresta, e via dicendo), varie pedine appartenenti a diverse "razze" che devono contendersi questo mondo, e delle tessere di cartoncino di diversi tipi che si combinano per crearne le caratteristiche. Le razze sono descritte così con un nome e un aggettivo. Ad esempio, nella fotografia che ho scattato, si può vedere una di queste accoppiate (le due tessere che si congiungono una nella concavità dell'altra). Ogni razza ha una caratteristica base data dal nome (e descritta con dei simboli, nella tessera a destra) e una capacità aggiuntiva casuale, l'aggettivo, diversa a ogni partita (tessera più piccola, a sinistra). Con questo facile accorgimento il progettista del gioco ha creato una grande varietà di combinazioni, dando già al gioco base una buona longevità. Si può facilmente comprendere come questo sistema sia espandibile all'infinito pubblicando delle espansioni con nuove curiose combinazioni, nuove mappe e via dicendo.

Va da sé che in qualche caso la caratteristica base di una razza si accoppia particolarmente bene con il potere attribuito dall'aggettivo, talvolta la combinazione è meno forte. I giocatori possono vedere un certo numero di queste razze giocabili, disposte in ordine di apparizione. Si può "pagare" un bonus di punti vittoria per scegliere quella che piace di più; altrimenti si prende la prima disponibile. Quello che non si può fare è cambiare le combinazioni nome-aggettivo, che restano casuali.

C'è poco spazio per la fortuna (esiste il dado ma è poco rilevante). Ciascun giocatore cerca di espandersi e prendere più territorio possibile partendo da bordo mappa e attaccando le zone adiacenti, contendendosi questo mondo che, come dice il titolo, è troppo piccolo per tutti. Più zone si controllano e più punti di vittoria si prendono, molto semplicemente. A seconda dei vari bonus a qualcuno sarà più facile conquistare certi tipi di terreno, a qualcun altro toccherà un bonus aggiuntivo controllando i territori con certe caratteristiche, altri vinceranno più facilmente le battaglie, altri saranno più coriacei in difesa, e via dicendo.

Per conquistare un territorio c'è un numero fisso di pedine da collocare, a seconda delle difese e del tipo di terreno eccetera; pertanto una razza non raggiunge subito la propria massima espansione. Nei turni successivi si riprendono in mano le tessere (contrariamente al risiko, qui si possono eventualmente abbandonare dei territori) e si cerca di effettuare nuove conquiste e disporsi al meglio.

Va da sé che quando è il turno degli avversari prima o poi i nostri territori verranno attaccati così alcune delle nostre preziose truppe andranno perse e altre si ritireranno. Un giocatore può ad un certo punto decidere che è meglio rinvigorire le proprie forze con sangue fresco: la scelta è di saltare il turno e ripartire poi con una nuova razza. Quella vecchia rimane passiva, non muove più e non attacca, però fornisce ancora dei punti vittoria; notare che non si difende bene come prima (resta solo una truppa per ogni territorio). Quando il giocatore sceglie di fare un secondo cambio di razza giocante, la più vecchia scompare e così via (massimo due razze in gioco, una attiva e una passiva).

Il gioco dura un numero fisso di turni e questo garantisce partite brevi; il giocatore dovrà gestire al meglio le proprie forze, decidere quando è il caso di perdere un turno per immettere una nuova razza in gioco e massimizzare le possibilità di guadagnare punti vittoria, offerte dalle particolari caratteristiche delle forze che sta muovendo. Insolito, ma non impossibile, è giocarsi tutta una partita con una sola razza.

Una volta presa confidenza con questo gioco un veterano dei boardgames potrebbe sentire che, sebbene ci siano illimitate combinazioni per creare le razze, quello che c'è da fare sia fin troppo ovvio; le cose cambiano se si introducono nuove espansioni, ma a mio parere la semplicità di Small World ne può limitare alla lunga la rigiocabilità. Tuttavia questo boardgame ha diversi vantaggi che ne hanno determinato il successo: è semplice e accessibile ai giocatori occasionali, presenta diverse idee valide, e per chi ha bisogno di novità per superare la noia di conoscerlo troppo bene ci sono molte espansioni disponibili. Un altro lato positivo è che l'ambientazione è fantasy.







lunedì 5 maggio 2014

Dominion

Un libro scritto da un inglese su un'ipotetica pace tra la Gran Bretagna e la Germania di Hitler nel 1940, Dominion, ha suscitato qualche polemica e clamore (dal momento che nella sua ambientazione parla di leader in carne ed ossa di quel periodo) e vinto il Premio Sidewise per la Storia Alternativa nel 2012.
Essendomi acclimatato alla politica interna inglese del periodo con una precedente ponderosa lettura (il libro di Charmley su Churchill) ho affrontato quest'opera di Christopher John Samson scoprendola ricca di spunti di riflessione, sebbene non manchino aspetti che mi hanno convinto poco.

L'azione parte nel 1952, dodici anni dopo che Lord Halifax, politico conservatore, è stato scelto al posto di Churchill come capo del governo dopo che Neville Chamberlain(*) era stato costretto a dimettersi per come aveva trattato la politica estera (nei confronti di Hitler) prima del conflitto, e per la deprimente prestazione nei primi mesi di guerra.

domenica 4 maggio 2014

Recensione

Una nuova recensione per il mio ebook Nove Guerrieri, è presente da pochi giorni sul blog Quotidiano di Ventura.
C'è un po' di spoiler, come si dice; comunque è interessante (non del tutto favorevole), e ringrazio senz'altro l'autore di avermi dato fiducia e acquistato il libro. Chi la vuol leggere la trova qui.

giovedì 1 maggio 2014

lunedì 28 aprile 2014

Il Mondo Nuovo: distopia realistica?

Il libro di Huxley di cui ci ha parlato Simone nel recente post lo considero interessante perché, quando lo lessi, nel confronto con 1984 di Orwell mi pareva più azzeccato per l'individuazione dei pericoli da cui ci dobbiamo guardare. Comunque va anche detto che dal punto di vista artistico 1984 al confronto dell'opera di Aldous Huxley vince alla grande, a mio parere, e che le previsioni del Mondo Nuovo andrebbero largamente riviste alla luce dei progressi scientifici successivi, che hanno portato a nuove minacce e a nuove opportunità. Del resto "indovinare" come sarà il futuro è un terno al lotto e Huxley ci parla di un'epoca molto lontana

venerdì 25 aprile 2014

Il Mondo Nuovo

Fatto molto raro: lascio qui la parola a un ospite, Simone, per parlarci di Brave New World ovvero Il Mondo Nuovo, romanzo distopico di Aldous Huxley che io ho già letto, in verità, ma parecchi anni fa. Voglio parlarvene e la lettura, assai datata, non intendo ripeterla. Almeno non adesso, perché lo stile di Huxley, dico la verità, mi è parso pesantissimo.

Quindi preferisco una voce che è più "fresca" di me nella lettura. E ricordo che Simone parla di musica nel suo blog, The ItalianJam. Vi invito a visitarlo.
Da qui in poi sono parole sue. Io dirò la mia nei prossimi giorni.

mercoledì 23 aprile 2014

Le mode

Oggi sono di malumore e parlo di qualcosa che mi mette di cattivo umore, giustamente.

La moda è una cosa che odio tantissimo. Sia le fregnacce da passerella che tutte le manie per cui un argomento oggi è "in" mentre domani è "out."
Soprattutto per quanto riguarda i libri, e ne ho la prova anche per quanto riguarda il mio: le (poche) recensioni che ho avuto sottolineano freschezza e originalità ma in alcune occasioni mi son trovato a sentire questo atteggiamento negli altri, che insomma il fantasy adesso è una palla e non va di moda.


Poco importa la fatica che uno fa per scrivere, lo sforzo di rinnovare ed essere originali, e la qualità che si riesce a raggiungere (se riesce, beninteso). Se sei fuori moda sei fuori moda. Allora visto che capita a proposito vi propongo il link a quelle che, secondo il sito di io9, sono le cose più fuori moda.
Ci sono gli Zombi, i viaggi nel tempo e il "falso Steampunk." Perché poi solo quello falso? Non ha rotto abbastanza, quello vero?

Buon divertimento.




giovedì 17 aprile 2014

Terra Mystica (un bel gioco dal sapore fantasy)

Ci sono giochi da tavolo che pur rispettando i principi "tedeschi" della mancanza di interattività diretta fra i giocatori e della mancanza di casualità (intesa come affidarsi troppo al tiro del dado) mantengono una competitività elevata. In Terra Mystica (gioco ideato da Jens Drögemüller  e Helge Ostertag e pubblicato dalla Feuerland Spiele) è così: la competizione per il territorio e l'occupazione dello spazio fisico è fondamentale per il proprio sviluppo ma ha l'effetto di soffocare gli avversari.


Il gioco consiste nel "terraformare" il territorio per poterci costruire degli edifici. Gli edifici si evolvono e danno certe risorse o capacità particolari, e possono essere combinati in modo da costituire delle città. Le città e il territorio contiguo sono i principali fornitori di punti di vittoria, pertanto è ovvio che la lotta si orienterà molto verso il controllo dello spazio, anche perché non è possibile scalzare un giocatore da un territorio (esagono) dove ha piazzato un edificio: non c'è la possibilità di rettificare le cose con la guerra, perciò la corsa allo spazio vitale sarà disperata.

Il DVD di Rush

Avviso agli appassionati di cinema (e di Formula 1). Il DVD di Rush, che ho appena comprato, ha un audio piuttosto mal bilanciato (se c'è rumore la voce degli attori non si sente) e i sottotitoli sono una tragedia (sia quelli in inglese che quelli in italiano). Davvero scarsi di numero e di durata i contenuti aggiuntivi (qualcosina c'è ma insomma... nemmeno tutto quello che ho rimediato su youtube).

Sembra una brutta abitudine delle case cinematografiche ormai: se vuoi qualcosa di decente ti devi comprare il cofanetto lussuoso e costoso che esce un anno dopo, non il primo disco che esce dopo qualche mese e che spesso ha ben poco da offrire oltre al film nudo e crudo, il film che magari hai già visto al cinema e che quello più furbo di te si è già visto in streaming sulla rete senza pagare nulla.

Per quanto riguarda questo film penso che se vale la pena di acquistarne il DVD vale la pena di comprare il migliore possibile, perciò suggerisco di aspettare.

lunedì 14 aprile 2014

Europa Report

Di fronte alla vastità del sapere che dobbiamo acquisire, che importanza ha la vita di una persona? Questa è una delle frasi che danno il senso di Europa Report, una pellicola di fantascienza mista a horror, dove la storia è narrata con la tecnica di fare finta che il materiale sia il rimontaggio di parti di filmato "ripescate" in modo più o meno fortuito. Mentre in certi film si tratta della telecamera ritrovata dopo la morte della persona che la utilizzava (found footage), qui è un po' diverso ma in certe scene l'effetto è simile.

La cosa notevole di questo film è che non ci sono pretese troppo stravaganti o concessioni forzate all'avventura (come in Gravity, che comunque era piacevolissimo). Europa Report, per la regia di Sebastiàn Cordero, è un film di solida fantascienza, sebbene girato con mezzi relativamente modesti (sarebbero comunque parecchi per un film italiano).

Grandi novità per gli appassionati di Civilization

La grande serie di videogiochi Civilization, iniziata da Sid Meier tanti anni fa è riuscita a mettere un piede malamente in fallo, almeno per quanto mi riguarda. Ho pagato per Civilization V ma a parte una mezza partita l'ho trovato una vera schifezza (salvo un paio di idee buone, una ipersemplificazione).

Adesso però sta per uscire il nuovo gioco della serie e sarà di fantascienza (Civ: Beyond Earth): i nostalgici si ricorderanno certamente di un altro grande gioco, Alpha Centauri, vecchissimo ma indimenticabile... i diritti purtroppo ce li ha la concorrenza ma alcuni concetti simili, pare, torneranno in questo nuovo Civ. Staremo a vedere!