mercoledì 21 maggio 2014

Di ritorno da Istanbul

Ho trascorso alcuni giorni nella ex-capitale della Turchia. Per un appassionato di storia Istanbul ha una serie di attrattive irresistibili: vi hanno vissuto popoli antichissimi già prima che venisse scelta da Costantino per essere la capitale dell'Impero Romano. La varietà di civiltà che hanno lasciato testimonianze qui fa della città un caso forse unico, certamente assai notevole, sebbene il suo antico fascino sia, a detta di coloro che la vissero nel recente passato, sfumato sempre di più nel fracasso del mondo moderno e globalizzato (e pieno di conflitti, che influiscono ancora adesso sulla moderna Turchia). In pratica: c'è moltissimo da vedere, e sarebbe anche una meta a buon mercato se tutto non costasse il doppio che nel resto del paese... e se il turista non fosse oggetto di una serie estenuante di truffe e di fregature.


In verità la città è immensa e molto varia. Esiste una Istanbul moderna e occidentalizzata, con qualche punta di avanguardismo trasgressivo; esistono parecchi quartieri poveri e piuttosto squallidi, ma anche palazzi moderni di vetro e cemento. Resistono in scarso numero le vecchie case di legno soprattutto nel centro storico e nei quartieri antichi. E proprio l'area della vecchia Costantinopoli oggi è abitata dalla popolazione più tradizionalista (moschee dappertutto, donne con il pastrano nero o per lo meno i capelli coperti, ecc...).

Come considerare i Turchi? Europei, asiatici o "sospesi fra due mondi?" Laici o musulmani? In questo periodo l'islam sta tornando prepotentemente di moda e i disordini politici mettono in dubbio che vi saranno progressi verso una integrazione con l'UE. Comunque, per me, questo popolo non era europeo prima e tanto meno lo sarà domani, tantopiù se l'islamismo "ottomano" del presidente Erdogan avrà il sopravvento.
 
Cenno storico (primo). Cambiando nome da Bisanzio a Costantinopoli (ma per Costantino avrebbe dovuto essere la "Nuova Roma") la città fu capitale dell'Impero Romano fino al 1453, di fatto per un periodo assai più lungo della stessa Roma. Non solo perché la parte occidentale dell'Impero cadde mentre quella orientale resistette, ma anche perché Roma di fatto era già stata spodestata da altre città più vicine alle zone nevralgiche dei confini, rimanendo un simbolo ma non essendo più sede del governo. L'Impero d'Oriente ebbe comunque delle trasformazioni che lo differenziarono dalla romanità classica: il trionfo del cristianesimo come unica religione, un modo diverso di intendere l'arte, l'adozione del greco come lingua ufficiale (non avrebbe avuto senso che il governo continuasse a parlare in latino visto che erano perdute le terre dove lo si parlava). I "Bizantini" continuarono però a ritenersi "l'Impero Romano" e così venivano intesi dai loro nemici. La lotta contro gli Arabi e poi contro i Turchi consumò, coi secoli, le energie dell'Impero.


I monumenti storici di Istanbul raccontano una storia di trapasso violento fra civiltà. Le vestigia pagane del periodo classico vennero saccheggiate senza ritegno da Costantino per costruire la sua gloriosa capitale e questo atteggiamento venne tenuto pure dai sovrani successivi. Le colonne e le statue che fecero grande Bisanzio provenivano spesso da città greche o ellenizzate dell'Impero. Quando i Turchi conquistarono la città trasformarono molte chiese in moschee (quando non le ridussero a magazzini e simili). La famosa basilica di Santa Sofia conserva ancora alcune vecchie decorazioni e mosaici, ma come potete vedere reca dei gianteschi medaglioni dove sono elencati i nomi dei personaggi chiave dell'Islam. Molte decorazioni che recavano la croce sono state distrutte.

Non lontano dalla celeberrima Santa Sofia c'è la moschea Blu, uno dei tentativi di superare l'opera degli architetti greci (da una parte i Turchi non ci sono mai riusciti, dall'altra va detto che la volta di Santa Sofia era troppo audace dal punto di vista architettonico ed è crollata in diverse occasioni). Purtroppo la cosa che ricordo di più di questa moschea è la terribile puzza di piedi. Troppa gente, e
troppa senza nemmeno le calze. I turisti che non osservano l'uso musulmano di lavarsi i piedi prima di entrare, forse. Comunque nella mie esperienza sono entrato in tre moschee, in due non c'era alcun cattivo odore (moschea di Solimano il Magnifico e Piccola Santa Sofia) ma nella moschea Blu regnava un tanfo tremendo. Le volte della moschea offrono comunque un notevole spettacolo...

Cenno storico (secondo). Nel 1204 i Crociati conquistarono la città (il cristianesimo aveva subito uno scisma, e vi era una decisa ostilità tra orientali e occidentali) procurando al patrimonio artistico enormi danni. Un Impero "Latino" con sede a Costantinopoli durò qualche decennio, dopo di che i Greci, non vinti, si ripresero la loro capitale e resistettero con modeste fortune fino al 1453 quando i Turchi, già avversari da secoli, si impadronirono della città sotto il comando del sovrano Maometto II. I Sultani crearono un grandissimo impero che giunse a minacciare Vienna, ma già alla fine del '600 l'evoluzione tecnologica e militare europea li lasciò spiazzati e arretrati. L'Impero Ottomano divenne uno stato debole e diverse potenze europee (Italia compresa) lo aggredirono in continuazione per strapparne qualche pezzo.

Uno dei preparativi migliori per affrontare una meta come Istanbul è munirsi di una guida turistica fatta come si deve. Ho preso la guida Routard perché aveva una mappa ed era assai recente (2012). Da una parte la mappa era comunque insufficiente (nota: compratene una quando arrivate, costano pochi spiccioli!) e dall'altra le informazioni non erano proprio del tutto fresche e precise. Di solito uso le guide della Lonely Planet, ho interrotto la mia abitudine e sono stato castigato.

Il viaggiatore deve anche fare attenzione al sistema dei trasporti di Istanbul, in rapida evoluzione. A quanto sembra i tram erano stati soppressi pensando di giovare così al traffico. Ovviamente i fatti dimostrarono il contrario. Vennero quindi create nuove moderne linee di tram (un paio, per adesso), e in alcuni percorsi ripristinati i vecchi tram "nostalgici" come quello della foto all'inizio del post. Ci sono soltanto due linee di metropolitana ma ne stanno rapidamente nascendo altre. La linea M1 parte dall'aeroporto Ataturk e si collega con il tram (T1) che va al centro storico. Se avete l'albergo lì, potrete arrivarci con bagagli e tutto spendendo un'inezia. Ovviamente i Turchi, che sono senza pudore nel loro sfruttamento del turista, propongono in albergo "viaggi di trasferimento all'aeroporto per prezzi modici" ai viaggiatori che lasciano la città! Se accettate spenderete anche dieci volte di più.

Il fatto che la città sia tagliata in due dal Bosforo e ulteriormente divisa dal Corno d'Oro non aiuta comunque a far sì che i mezzi siano interconnessi. Esistono tre funicolari (nota: la città è molto scoscesa, i camminatori sono avvisati) una delle quali è l'antica (ottocentesca) "metropolitana" di Istanbul e oggi si chiama Tünel. Esistono molti autobus dai percorsi misteriosi (sono riuscito a servirmi anche di quelli) e numerosi taxi delle cui fregature si narrano leggende. Non stento a crederci ma l'unica volta che sono salito sul taxi ho pagato la modesta cifra indicata dal tassametro, senza alcun problema. Non ho sperimentato un'altra delizia tipicamente locale, i minibus collettivi, quelli che partono quando c'è abbastanza gente a bordo.
Per usare tutti questi mezzi esiste la Istanbulkard, una potentissima e modernissima carta ricaricabile che potete rimpinguare usando le macchinette automatiche (ce l'ho fatta io, quindi dovrebbero potercela fare tutti).


Sulla sponda asiatica io ho trascorso solo qualche ora, nel quartiere di Moda-Kadiköy, un simpatico posticino che brulica di turisti e spumeggia di birra a buon mercato (la metà rispetto al lato europeo del Bosforo). Comunque un giretto in battello è doveroso, se pensate di trascorrere più di qualche giorno in questa città.


Cenno storico (terzo). Dopo la sventurata partecipazione alla Prima Guerra Mondiale il Sultanato crollò e si manifestò il rischio che l'impero venisse occupato e diviso fra i vincitori. I Greci ovviamente avevano le loro rivendicazioni e una ampia colonia di connazionali sia a Istanbul che sulle coste dell'Anatolia, le potenze vincitrici, tra cui anche l'Italia, volevano spartirsi l'immenso territorio del paese sconfitto. Di fatto Siria, Palestina, Giordania ecc... finirono sotto governatorato britannico o francese proprio in questo periodo. La Turchia si difese sotto la guida di Mustafa Kemal Ataturk, il "padre della patria." Salvò il salvabile, divenne una repubblica, diminuì l'influenza del clero e cacciò via i Sultani. Ataturk, che se andrete a Istanbul vi rivolgerà uno sguardo arcigno da mille monumenti, compì incredibili opere di riforma tra cui l'adozione dei caratteri latini (tranne quella maledetta "i" senza il puntino e alcune altre eccezioni). Sotto il suo governo si decise di spostare la capitale da Istanbul ad Ankara.
Nonostante la saggia decisione di saltare la Seconda Guerra Mondiale, i guai della Turchia comunque non finirono lì e temo che la via intrapresa da Erdogan, attuale presidente, sia solo l'inizio di un nuovo scivolamento verso un autoritarismo di tipo islamico (senza dar troppo a vedere). Comunque che il paese sia oggi laico o no, già adesso i muezzin vi svegliano con il loro canto (registrato) alle quattro e mezza del mattino.


Non credo che uno vada in Turchia per bere e per mangiare ma va detto che la cucina è interessante e abbastanza varia (peraltro avrete già conosciuto il kebap, no?). A Istanbul mi è parso che la gente si ingozzasse a tutte le ore nei locali all'aperto (probabilmente è uno di quei paesi dove c'è l'abitudine o la frequente necessità di mangiare fuori casa). Oltre a vari tipi di taverna e ristorante ci sono numerosi locali, equivalenti alle rare e costose sale da the italiane, dove ci si può sedere e prendere una bevanda rimpinzandosi di dolciumi. Oltre a pasticcini fatti di una pasta simile a quella del panforte, esiste l'immancabile baklava (sfoglia inzuppata di miele o zucchero, ripiena di crema di pistacchio e altra frutta secca) e molte altre piacevolezze. A Istanbul peraltro comprerete un sacco di acqua minerale (e ve la faranno pagare cara, se non vi saprete organizzare) perché non si può bere l'acqua del rubinetto. A mio parere la Turchia è anche uno dei pochi posti fuori d'Italia dove si può bere un caffè decente. Intendiamoci, io riesco se necessario a sopportare anche i beveroni americani che spacciano per caffè, ma quello turco è un'altra cosa. L'importante è non bere la feccia in fondo alla tazzina. I Turchi comunque bevono continuamente piccoli bicchieri di the prodotto localmente e hanno diminuito il consumo di caffè dopo aver perso i territori che lo producevano a buon mercato.

Il quartiere di Galata-Pera è uno dei luoghi più interessanti ma anche dei più tristi. Nato dalle varie "colonie" europee (Francesi, Genovesi ecc...) era un pezzo di Europa nella collina al di là del Corno d'Oro, antico e assai caratteristico. A causa delle varie esplosioni di odio anti occidentale e anti cristiano ormai si tratta di un quartiere europeo abitato da... anatolici.


Una delle mete fuori dai percorsi normali a cui ho destinato una visita è il museo militare (a nord di Piazza Taksim, quella dove ci sono spesso le manifestazioni). C'è la possibilità di ascoltare nel pomeriggio la banda dei Giannizzeri, ma quel giorno... non c'era. Mi sono accontentato di ammirare una grande quantità di armamenti antichi e moderni (il museo fa sfoggio anche di un caccia F 104, la bara volante su cui sono morti tanti piloti italiani, e un carro armato di fabbricazione sovietica T 26). Ampio spazio viene dedicato alla confutazione del genocidio armeno, se lo avessi saputo avrei boicottato quel museo.

Tre note finali. un posto valido per pranzare e anche abbastanza elegante: ristorante Asitane, vicino alla chiesa (in realtà ridotta a museo) di San Salvatore in Chora. Una galleria interna, dove si trova un'incredibile quantità di libri e riviste in tutte le lingue, gadget e modernariato: Aslihan Pasaji nella Meşrutiyet street. A Istanbul le librerie non hanno mai molti clienti all'interno, ma sono piuttosto fitte. Infine, le mura di Teodosio II. Restaurate malissimo in parte, cadenti nella maggior parte dei tratti. Tristi e solitarie, sono ancora lì, e meritano almeno un'occhiata.


7 commenti:

Salomon Xeno ha detto...

Un viaggio che piacerebbe molto anche a me. Un po' tutto il medio oriente, ma sicuramente inizierei da Istambul. E terrò conto di questi tuoi appunti di viaggio!

Alessandro Girola ha detto...

Bellissimo post, me lo salvo per il mio futuro viaggio in loco.
Hai reso assai bene l'atmosfera di Istanbul.

Bruno ha detto...

Vi invito a farlo, questo viaggio. Magari io sono un po' infastidito per certi aspetti (peraltro inevitabili) di cui non riesco a cogliere il lato "pittoresco," ma come è stato interessante per me visitare l'India, così considero anche questa tappa molto importante.

Mauro Longo ha detto...

Molto interessante!!

Bruno ha detto...

@ Mauro Longo: grazie.

Yondo ha detto...

Post scorrevolissimo e molto interessante, specie le nozioni storiche.

Bruno ha detto...

e del resto è per la storia della città che ci sono andato ;)