domenica 16 ottobre 2016

Luke Cage

Ho letto su Fantasy Magazine il giudizio, non proprio entusiasta, di Emanuele Manco su Luke Cage, nuova serie TV di Netflix, e ovviamente della Marvel, riguardante un supereroe. Questa volta si tratta di un nero, e molti dei protagonisti sono neri, il che sarebbe una novità. O meglio, diciamo che Luke Cage era ai suoi tempi, quando era un fumetto negli anni '70, una novità per come si inseriva nella cultura dell'epoca e faceva il verso alla "blaxploitation," ovvero a quel filone narrativo (mi ricordo un certo numero di film) con protagonisti neri. Luke Cage non è, comunque, il primo supereroe di colore.


Ho visto solo pochi episodi della serie ma posso dire che tra quelle create dalla Marvel è l'unica che mantiene il mio interesse (Daredevil e Jessica Jones) non ce l'hanno fatta), anche se non è, e qui condivido il parere di Emanuele Manco, così originale o ben congegnata come storia. Questa mi sembra in effetti la critica più importante, mentre il fatto (altra critica su Fantasy Magazine) che la serie non sia attualizzata al linguaggio, ai contenuti o ai problemi della comunità nera di oggi sinceramente non mi preoccupa più di tanto. Non mi aspetto il realismo dallo "show business" americano e spesso sospetto che la "narrativa" riguardo all'evoluzione storica o sociale di una comunità o una nazione sia comunque molto più complessa di come ti viene semplificata per uno show di 40 o 50 minuti. Anche guardando un episodio di Sons of Anarchy non è che io mi preoccupi di sapere se davvero le bande di tamarri in motocicletta siano veramente così: non lo sono pazienza... (per la cronaca: so che in quella serie si è cercato un certo realismo).

Quello che se mai mi dà fastidio, almeno dopo i primi episodi che magari non svelano tutto quello che c'è in ballo, è come mai Luke Cage si comporti come un cane bastonato che cerca di rimanere in penombra e fa fatica a pagare l'affitto, e non se la sente di affrontare direttamente il cattivo Cottonmouth che conosce benissimo, quando in realtà ha dei poteri tali da poter essere vincente facile come Superman (e noioso uguale se vogliamo) e potrebbe fare piazza pulita dei suoi avversari in, su per giù, due o tre giorni.
Per carità, finora non mi sono annoiato ma... dal momento che il protagonista è invulnerabile, non gli resistono le porte blindate e le casseforti, spezza le ossa a chiunque e lo fa con la facilità con cui un uomo normale spezza un grissino, credo che questa serie abbia una certa debolezza di sceneggiatura, almeno per quello che ho visto fino ad adesso.

3 commenti:

Moreno Pavanello ha detto...

A me sono piaciute da matti le due stagioni di Daredevil e quella di Jessica Jones... Sicuramente vedrò anche questa. Il punto debole di Cage dovrebbe essere quello che si vede in jessica Jones e anche nell'unico fumetto in cui ho letto in cui compare (e non come protagonista), mi sembra si intitolasse Guerra Segreta, disegnato da Gabriele dell'Otto: La pelle è invulnerabile ma gli organi interni no. Se un colpo abbastanza forte gli spezza le ossa o gli squassa le budella o che so io, non è possibile operarlo.

Bruno ha detto...

oddio non è un problema da poco, quello...

Marco Grande Arbitro ha detto...

Ammetto che non sono un grande fan delle serie tv... Ma su quelle Netflix sto facendo eccezione. Questa volta non sono rimasto soddisfatto... Ho trovato Luke Cage troppo forzato rispetto a come me lo ricordavo. O puoi può darsi che è cambiato con il tempo e io non mi sono aggiornato :/