venerdì 21 ottobre 2016

Deadpool

Mi ero prefissato di vederlo anche se con i supereroi sono in fase un po' sì e un po' no, ma alla fine al cinema l'ho perso. Prodigi dei canali on-demand, ho recuperato la visione di questo film senza dovermi comprare il DVD o ricorrere a mezzucci illegali. Sto parlando di Deadpool, l'antieroe (e quindi anti-supereroe) della Marvel interpretato da Ryan Reynolds, che fa una discreta figura per quanto, la maggior parte del tempo, il suo volto sia coperto da un cappuccio rosso. Il regista, Tim Miller, è alla prima prova ma era già un esperto di effetti speciali... quindi proprio quello che ci vuole per questo genere di film.

Deadpool, il protagonista, ottiene i suoi poteri, rimanendo però sfigurato, quando usufruisce di una prodigiosa trasformazione che può permettergli di sopravvivere a un tumore. La cura non è stata data per spirito caritatevole né tutte le conseguenze erano spiegate, e ne consegue che tra Deadpool e Ajax (Ed Skrein) ovvero il suo "salvatore," non correrà buon sangue. Tutt'altro. Perciò Deadpool cerca vendetta e nel frattempo resiste ai tentativi degli X-Men di arruolarlo nel loro team di supereroi "buoni."


Il film è a modo suo irriverente e fuori da tutte le regole. Mi ha ricordato un po' Kick-Ass, che mi era piaciuto (un po' meno il numero due) ma è simile solo per il fatto che le "regole" e i canoni vengono stravolti in entrambi i film, ciascuno a modo proprio. Deadpool ha veramente dei superpoteri e non si parla di una sua vita da ragazzotto di belle speranze al di fuori della "finzione" del supereroe. Però non ha un gran che di etica. Le sue scorribande sono piene di cattiverie, scorrettezze, allusioni sessuali di ogni tipo e inclinazione. A volte si rivolge direttamente allo spettatore, e il suo rapporto con i personaggi che lo circondano è occasione per irriverenze dello stesso genere (vedi il turpiloquio della cieca sua compagna di stanza). A differenza dei "buoni" di Kick-Ass, Deadpool è spinto da motivazioni personali, ma possiamo ben capire perché, visto il danno che ha ricevuto. Lui vorrebbe poter tornare dalla sua donna dopo aver trovato la cura per rimettere il proprio aspetto a posto, e pertanto deve costringere Ajax a dargliela, la cura. Se cura esiste...


Il film ha avuto un indubbio vantaggio dal fatto che, date le premesse, s'era deciso per una volta tanto di accettare che fosse vietato ai minori, e non avendo questo peso i produttori ci hanno potuto dare dentro con le scene al limite (e oltre il limite). Risultato, grande successo commerciale. Il mio giudizio? Mi sono divertito moltissimo, forse anche più che con Kick-Ass, se vogliamo cercare un possibile paragone. Non so, tuttavia, se la formula possa essere ripetuta con il medesimo successo.


5 commenti:

Babol ha detto...

Tra i due ho preferito Kick-Ass ma Deadpool è stato veramente una sferzata di energia all'interno del compassato mondo PG-13 dei supereroi Marvel (o Fox). Aspetto con ansia il 2!

Michele Borgogni ha detto...

a me invece è piaciuto più questo di Kick-Ass, anche per il suo abbracciare orgogliosamente il suo essere b-movie :)

Marco Grande Arbitro ha detto...

Ho apprezzato gli esperimenti fatti, ma a dirla tutta non mi ha fatto impazzire... Lo reputo troppo sopravvalutato.

Bruno ha detto...

Per me è difficile il confronto... Deadpool adesso avrà un secondo episodio e vedremo se riuscirà (una volta che si esaurisce l'effetto sorpresa) a piacerci ancora così tanto.

M.T. ha detto...

Il bello di Deadpool è che è sopra le righe, irriverente, scorretto, e soprattutto sa che è un personaggio inventato e che fa parte di un'invenzione: non si prende sul serio e gioca su questo. Rovescia i canoni in modo diverso da Kick Ass, ma ugualmente dà una sferzata a copioni ormai fin troppo uguali.