martedì 23 settembre 2008

Come scrivere un romanzo fantasy di successo


Non sono riuscito a capire chi è l'autore di questo piccolo pezzo di satira che gira per la rete, ma poiché è troppo divertente ne abbozzo una traduzione (frettolosa, volutamente abbreviata e senz'altro piena di errori) in italiano. Ok, rischio di violare un principio sacrosanto: il copyright di chi ha scritto queste righe o, per lo meno, il riconoscimento e i ringraziamenti. Mea culpa.




Come scrivere un romanzo fantasy di successo

1. Create un protagonista.
La maggior parte dei vostri lettori saranno maschi privi di fiducia in se stessi. Perciò il protagonista dev'essere uno Sfigato. Senza scopo nella vita, timido, vigliacco, oppresso da sensi di colpa, malato, pigro, ignorante - va bene tutto.

2. Inventate una Cerca.
Improvvisamente lo Sfigato viene a sapere che il fato del mondo (o di qualche altro mondo lontano) è nelle sue poco capaci mani. Per salvare il mondo deve compiere un'impresa, sconfiggere un nemico, imparare qualche segreto misterioso.

3. Create un'Accozzaglia di Compagni di viaggio.
Lo Sfigato deve avere una Compagnia proveniente dalle specie più diverse (nani, elfi, tamarri, ecc...). Ciascuno dei Compagni ha qualche abilità che risulterà fondamentale prima o poi nella storia.

4. Create una Guida, saggia ma inutile.
La Guida è un saggio consigliere che sa tutto della Cerca, ma non la rivela mai completamente. Sembra avere anche immensi poteri, ma quando servono non li adopera mai (vedi parte 7: tirala in lungo)

5. Create la Terra.
La prima sfida per la nostra Accozzaglia è compiere un interminabile viaggio attraverso paesaggi e climi dei più disparati. Tutte le terre fantasy hanno ogni tipo di clima possibile, e ogni caratteristica fisica immaginabile (montagne, paludi, foreste, deserti...) disseminate a caso nel territorio senza alcun riguardo per la verosimiglianza geografica ed ecologica.
(Nota: i mondi fantasy sono quadrati: hanno all'incirca la forma di due pagine aperte di un libro tascabile).

6. Create il nemico.
Ogni terra Fantasy ha un Oscuro Nemico, un Cattivo quasi onnipotente che cerca di annientarla, anche se non sempre è chiaro che beneficio ne abbia facendolo.
Questo Cattivo ha a disposizione numerose armate che non hanno bisogno di cibo, paga o altro supporto logistico e possono viaggiare per distanze infinite e assalire gli avversari senza difficoltà. Eppure il potere Nemico dipende completamente da qualche oggetto insignificante, come un anello o una roccia.

7. Tiratela in lungo.
La cosa più importante di un romanzo di epic fantasy è che il lettore al termine dev'essere esausto. Si deve sentire come se avesse dovuto attraversare molti ostacoli per arrivare a finire il libro, così come gli eroi hanno dovuto faticare per portare a compimento la Cerca. Perciò il libro dev'essere al più possibile difficile da leggere. Pertanto:
a. Raccontate la storia con ogni dettaglio possibile. Descrivete ciascun giorno del viaggio, quanta distanza hanno percorso, cos'hanno mangiato, dove hanno dormito, il clima: specialmente nei giorni in cui non succede nient'altro.
b. Ogni situazione drammatica dev'essere piena di lunga introspezione. Ad ogni momento critico lo Sfigato deve ripensare ai suoi sentimenti, alla sua identità, se ha lasciato il gas aperto, e così via.
c. Non risolvete mai una crisi nella maniera più facile. Ad esempio, se il Mago che fa da personaggio Guida ha grandi poteri, non li userà mai per risolvere una situazione. Ad esempio:
SBAGLIATO: Groll sollevò il suo randello per colpire. "Non vi preoccupate" disse Gordian: il venerabile mago sollevò la sua Sfera di cristallo e pronunciò le oscure parole "Astalavista." Ci fu un accecante lampo di luce e il Re dei Troll si sciolse in un mucchio di fanghiglia verdastra.
GIUSTO: Groll sollevò il suo randello per colpire. "Se usiamo la Sfera aumenteremo soltanto il potere del Nemico" disse il Mago Gordian. Il randello colpì, e Gimlet il Nano cadde con la testa spaccata.

Se il Mago avesse veramente usato il suo potere, non avrebbe avuto bisogno dello Sfigato per salvare la Compagnia, e il libro finirebbe in un centinaio di pagine. Pertanto, sebbene i Maghi possano evocare spiriti e resuscitare morti, dovranno arrangiarsi come meglio possono per sconfiggere anche il più stupido dei Troll.

8. Saltate le parti difficili.
Nonostante la necessità di scrivere un libro più lungo possibile, ci sono alcune parti troppo difficili. Mentre un viaggio di mille miglia è lungo, ma facile da descrivere, le battaglie sono difficili perché richiedono conoscenza della strategia militare. Perciò se state descrivendo una battaglia ma diventa difficile, basterà che lo Sfigato subisca una ferita e perda i sensi. Ad esempio:
"Improvvisamente la sua testa scoppiò, e fu avvolto come da una nebbia mentre l'oscurità lo avvolgeva, eterea. La spada, ancora in movimento nell'aria, sembrava immobile, imprigionata nel tempo: il suono della battaglia sembrava all'improvviso provenire da molto lontano, mentre egli chiudeva gli occhi e sprofondava nella nuvola nera."
Ecco fatto! Subito dopo il nostro eroe si sveglia nella Sala di Guarigione su un giaciglio candido, e una Vergine Guerriera gli dice che la battaglia è finita ed essi hanno vinto! Così evitate molte pagine di complesse descrizioni militari.
Per altri punti difficili come l'attraversamento di montagne, vedi Caverne, più in basso.

9. Giungete ad una battaglia decisiva.
Sebbene dotato di poteri magici il Nemico, per qualche strana ragione, deve sempre sconfiggere i Buoni alla vecchia maniera, sul campo di battaglia. Per quanto potere il Cattivo abbia, finirà per galoppare alla carica sul campo di battaglia, mulinando una spada.

10. Fate morire quasi tutti.
Lo Sfigato deve raggiungere il suo obiettivo, scoprire la parola magica o quel che è sempre all'ultimo momento, quando tutto sembra perduto. Pertanto bisognerà che cada e si sloghi una caviglia, soffra una crisi d'identità, ecc... mentre cerca di avvicinarsi all'obiettivo. La maggior parte della raffazzonata Compagnia deve morire orribilmente, prima che lo Sfigato riesca finalmente a fare quello che gli compete. Così il lettore se la prenderà con il Nemico anche se è lo Sfigato ad essere lento o incompetente.

Altri punti chiave

I cattivi sacrificabili.
Sono indispensabili. Sono orchi, goblin, troll, draghi o qualsiasi altra creatura che ci piace massacrare a migliaia. Di solito sono scuri, pelosi, viscidi e sudati o comunque inaccettabili in un tradizionale ambiente borghese. Spesso sono anche deformi, seguendo l'antica credenza che un corpo brutto rifletta un'anima malvagia. Facciamo un'opera buona ricordando al lettore che chi è brutto e sfigurato è così perché è malvagio.
Nota: nelle terre Fantasy non esiste il concetto di riabilitazione. Tutti i servitori e i vassalli del Nemico devono essere sommariamente giustiziati, anche se hanno aiutato il Cattivo solo perché costretti con il terrore.

I vecchi veterani.
Tutte le storie fantasy devono avere un ordine di guerrieri di eccezionale capacità e lealtà, che si tramandano il ruolo di padre in figlio. Sono invariabilmente malconci, mutilati e pieni di cicatrici, ma anche se non vi sembra logico, più sono malconci e maggiore è la loro abilità di combattenti.

Pure Vergini Guerriere.
Gli Sfigati hanno paura della sessualità, perciò le donne nei romanzi fantasy sono così potenti e pure che al confronto Giovanna d'Arco è come Paris Hilton.
Sono forti, nobili d'animo e di nascita, leali, coraggiose, e di solito alla fine della storia muoiono. Cos'altro potreste fare di loro? Fanno troppa paura per sposarle, e nei romanzi fantasy nessuno ha mai rapporti sessuali.

Tipi fisici.
Gli smilzi sono sempre astuti e intelligenti, la gente robusta e grossa è invariabilmente cretina.

Nomi dei personaggi.
Per creare i nomi basta combinare sillabe senza senso finché non salta fuori qualcosa che assomiglia a un nome straniero. Sembrerà ancor più vero se è impronunciabile. Le Y, le H e gli apostrofi aggiungeranno un tocco esotico.
Perciò i vari "Dn’a’brht", "ynhazzmhn", "jbreheh’m" vanno benissimo. Potete anche mettere insieme a casaccio delle parole in inglese e usarle come nomi.

Tecnologia
i mondi fantasy hanno sempre delle inspiegabili mancanze tecnologiche. Sono retti da consigli di saggi venerabili, guardiani del sapere accumulato in millenni, eppure non riescono mai a inventare nulla che potrebbe servire contro troll e orchi, ad esempio una 44 Magnum.
Nota: i mondi fantasy non hanno mai economie che funzionino in modo sensato. Sono pochi quelli che lavorano, c'è poca agricoltura e non si sa bene da dove provenga il cibo.

Magia.
Quando i maghi si affrontano a lampi di energia che scagliano l'uno contro l'altro, il fuoco magico del buono è sempre azzurro, quello del cattivo è sempre rosso o verde.

Abitazioni.
Sono di tre tipi: Caverne, Capanne e Castelli.
Le Caverne sono il miglior alleato dello scrittore, sono ideali come nascondigli per armi, santuari dei saggi, tane dei mostri e così via. Richiedono poca descrizione e possono, unite insieme, formare un labirinto. Hanno sempre un pavimento piatto come nei film di Hollywood. Sono anche utili per superare ostacoli geografici intransitabili come montagne elevatissime ecc... basta che la Compagnia vada sottoterra, e quando ne emergerà sarà infallibilmente arrivata dall'altra parte, salvando anche allo scrittore tante pagine di descrizione complessa.

Le Capanne si trovano in luoghi remoti. Chiunque vi abiti è sempre semplice e buono.

I Castelli sono sempre "ricavati dalla roccia viva," quale che sia il significato della frase... le stanze nei castelli sono quasi completamente spoglie, con il minimo di arredi.

La Fortezza del Nemico.

Lo Sfigato deve penetrare prima o poi nella Fortezza del Nemico. Ma non è mai così difficile. Le sentinelle sono sbadate e lo Sfigato può sempre avvicinarsi senza essere visto.
Anche le Fortezze più difese avranno sempre un piccolo passaggio non sorvegliato, tipo una porticina per gettar fuori la spazzatura. Una volta dentro il castello del Nemico, c'è solo una manciata di persone che vanno in giro a casaccio. Lo Sfigato potrà penetrare nelle più recondite nicchie del potere Nemico senza essere fermato.
Nota: il difetto che porta il Nemico alla rovina è invariabilmente un'eccessiva fiducia nei propri mezzi.

E' tutto ciò di cui avete bisogno! Cominciate a scrivere il vostro romanzo fantasy oggi stesso!

211 commenti:

1 – 200 di 211   Nuovi›   Più recenti»
Mirtillangela ha detto...

@bruno: ma è assolutamente geniale! Aggiungerei una piccola considerazione personale: il/la protagonista è INVARIABILMENTE orfano!!

Bruno ha detto...

Beh, in effetti va molto di moda. E già che ci siamo, il protagonista avrà dai 14 ai 17 anni...

Claudio Giubrone ha detto...

La cosa più bella è che quello che c'è scritto lo si trova per davvero nei libri XD

Per quanto riguarda il protagonista orfano c'è però da dire che è più una soluzione pratica. Niente problemi per un adulto che vive da solo, ma se il protagonista sta con la famiglia occorre preoccuparsi pure dell'addio.
Nella realtà, infatti, le cose andrebbero così:
-Ma' vado a salvare il mondo sotto la guida di questo vecchio sconosciuto con una lunga e ampia veste grigia (cosa mai ci sarà sotto?).
-Basta che torni entro le sette che si cena.
-Dice che ci metteremo un anno e che potrei pure morire.
-Scimunito! E chi lo dice a tuo padre? Cosa facciamo per la scuola di tortura? Hai idea di quanto ci mettano le notizie a girare? E se muori e io non vengo a saperlo che si fa? ecc. ecc.
Molto più facile piazzarci un orfano con conseguenti complessi dappresso.

Parao ha detto...

A me, invece, quello che fa molto ridere di tutta la faccenda è che quando si contravviene ad alcune di queste "regole", subito si viene attaccati (perché, naturalmente, in Italia non si pensa allo scrittore pensante, ma a un analfabeta che si arrampica sugli specchi).
E, vi dirò, ormai stanno diventando clichè anche questi pezzi che prendono in giro il Fantasy più classico: classici essi stessi.

Bello, ma basta, grazie. Preferisco discorsi costruttivi, sempre, anziché distruttivi.

Bruno ha detto...

Andrea, forse hai ragione ma tra cloni di Tolkien e monopolio dei babyscrittori bisogna almeno farci sopra una risata garbata... e pensa, in questa satira non ci sono neanche insulti e attacchi personali: si vede che non l'hanno scritta in Italia.

@Claudio: certo, queste cose sono davvero nei libri, potremmo citarne alcuni che vanno per la maggiore ma meglio evitare. Ovviamente alcuni di questi cliché partono proprio da Tolkien ma essendo il primo era giustificabile...

Claudio Giubrone ha detto...

E' da un po' di tempo che ci sto pensando, ma credo che quando si vedono certe cose strausate nei libri sia sbagliato attaccare lo scrittore accusandolo di mancanza di fantasia. Voglio trattare l'argomento in un post lungo, ma forse proprio l'uso di tutti questi clichè può essere il mezzo per fare un buon libro, anziché partire da basi nuovi. Un po' contorto, però se da un lato è giusto far notare certe banalità, dall'altro trovo altrettanto giusto cercare di capire il perché.

Anonimo ha detto...

Non sono d'accordo su questo punto: "La maggior parte della raffazzonata Compagnia deve morire orribilmente, prima che lo Sfigato riesca finalmente a fare quello che gli compete. "
Purtroppo gli scrittori piuttosto di far crepare un personaggio importante lo salvano nelle maniere piu' impensabili compromettendo spesso la credibilità del racconto stesso come se il lettore debba per forza sentire il bisogno fisico di quella presenza, anche per sfruttare sicuramente l'affetto che si spera si sia creato per quel pg...

alladr ha detto...

grandioso.
e una non piccola soddisfazione per chi scrive qualcosa per scrivendo ha contravvenuto ad almeno cinque o sei di quelle regolette.

mi piacciono le critiche distruttive, non l'avevo ancora letto, grazie per averlo tradotto.

Niccolò ha detto...

Una cosa: 'ste cose non sono esattamente nate con Tolkien, quanto piuttosto coi suoi epigoni scalcagnati usciti dagli anni '70 e oltre - i caproni come Edding, Brooks e compagnia.

Bruno ha detto...

Non accuso di nulla Tolkien, ha fatto un lavoro di spessore ed è stato un precursore (lui sì!), e questo supera ogni difetto che si possa trovare nella sua opera. Il problema sono tutti quelli che gli sono venuti dietro, senza avere un centesimo delle sue qualità.

Bruno ha detto...

@ claudio: sarebbe interessante se elaborassi ulteriormente quello che stavi dicendo...

Aramcheck ha detto...

Non fa una piega, pero' adesso la cosa davvero interessante sarebbe scrivere un romanzo fantay senza usare nessuno di questi ingredienti.

Bruno ha detto...

@ Aramcheck: a parte il punto 2 che è da interpretare (nel senso che comunque la giri, probabilmente esiste una missione importante da compiere o una lotta cui prendere parte), per il resto questi cliché sono perfettamente evitabili.

Niccolò ha detto...

Aramcheck: ce n'e' a dozzine, in realta'. Basta pensare al Jack Vance di "La Terra Morente" e "Lyonesse", al Robert Heinlein di "La via della Gloria", ovviamente agli scrittori pretolkieniani come R.E. Howard che pero' e' troppo facile perche' sono appunto pretolkieniani, al Fritz Leiber del mondo di Lakhmar, e negli ultimi tempi a George RR Martin. Questa e' tutta roba di altissimo livello e completamente estranea al modello tolkieniano e ai suoi derelitti discendenti.

Carla ha detto...

Sono d'accordo con la critica, dopo Tolkien ci sono stati autori poco geniali, che hanno solo "scopiazzato" elementi e clichè senza un biciolo di fantasia in più. Quello che però vorrei far notare è che un genere può sempre essere modificato e adattato alle nuove esigenze. La letteratura dovrebbe evolversi, quindi suggerisco, per gli appassionati del fantasy, di attendere fiduciosi nuovi autori che possano elevare questo genere e farlo rivivere di elementi nuovi e sorprendenti.
Per un pubblico femminile, suggerisco i fantasy di Cecilia Dart-Thornton, sebbene non superi del tutto certi clichè, le sue descrizioni sono bellissime e soprattutto, non ci sono draghi, troll, nani, ecc.. ma altre creature fantastiche tratte dalle credenze popolari irlandesi.
Un saluto a tutti!!

Carla ha detto...

Sono d'accordo con la critica, dopo Tolkien ci sono stati autori poco geniali, che hanno solo "scopiazzato" elementi e clichè senza un biciolo di fantasia in più. Quello che però vorrei far notare è che un genere può sempre essere modificato e adattato alle nuove esigenze. La letteratura dovrebbe evolversi, quindi suggerisco, per gli appassionati del fantasy, di attendere fiduciosi nuovi autori che possano elevare questo genere e farlo rivivere di elementi nuovi e sorprendenti.
Per un pubblico femminile, suggerisco i fantasy di Cecilia Dart-Thornton, sebbene non superi del tutto certi clichè, le sue descrizioni sono bellissime e soprattutto, non ci sono draghi, troll, nani, ecc.. ma altre creature fantastiche tratte dalle credenze popolari irlandesi.
Un saluto a tutti!!

Carla ha detto...

Sono d'accordo con la critica, dopo Tolkien ci sono stati autori poco geniali, che hanno solo "scopiazzato" elementi e clichè senza un biciolo di fantasia in più. Quello che però vorrei far notare è che un genere può sempre essere modificato e adattato alle nuove esigenze. La letteratura dovrebbe evolversi, quindi suggerisco, per gli appassionati del fantasy, di attendere fiduciosi nuovi autori che possano elevare questo genere e farlo rivivere di elementi nuovi e sorprendenti.
Per un pubblico femminile, suggerisco i fantasy di Cecilia Dart-Thornton, sebbene non superi del tutto certi clichè, le sue descrizioni sono bellissime e soprattutto, non ci sono draghi, troll, nani, ecc.. ma altre creature fantastiche tratte dalle credenze popolari irlandesi.
Un saluto a tutti!!

Bruno ha detto...

La mia lista di libri da leggere e di cose da fare è molto lunga, ma se ce la faccio leggerò qualcosa di questa autrice...

Tolkien è stato indubbiamente grande ma senza la sua fama avremmo avuto un fantasy con maggiore varietà (era così, prima!). Adesso, secondo me, tante cose stanno cambiando: ci sono di generi simili ma anche piuttosto differenziati (urban fantasy per esempio) che hanno reintrodotto una maggiore varietà. Ma il vecchio fantasy che sapeva di mondi immaginari antichi e pieni di meraviglie o si è chiuso nel cliché o è scomparso.

aramcheck ha detto...

@Niccolo': Beh martin, che tra l'altro adoro, riguardo al punto 7 ci va giu' pesante. Anche sul punto 6 "gli estranei" calzano abbastanza. Sul punto 10 al quarto libro c'e' una lunghissima lista di morti eccellenti.

In generale i temi dell'antagonista, dell'eroe e della cerca sono elementi strutturali della fabula e hanno radici nelle favole classiche e nei poemi epici, ben precedenti a Tolkien e al genere che chiamiamo fantasy.

Comunque si', condivido in pieno lo spirito del post e il genere produce ultimamente quasi esclusivamente merda ritrita (a cominciare dall'osannato Heitz).

Bruno ha detto...

Sui temi classici sono del tutto d'accordo. La Cerca, l'Eroe, la sfida ecc... esistono da tempo immemore e non è ripetitivo o "ritrito" usarli oggi: sarebbe assai peggio fare qualche cavolata strana in nome dell'originalità ad ogni costo.
Però sul "come" li si usa, i temi eterni, lì è il problema...
Nulla mi infastidisce di più come vedere per la centesima volta usare elfi, nani e compagnia, nulla è più tedioso che vedere personaggi che da lontano un miglio assomigliano ai soliti Gandalf, ecc... anche se non dico che sia impossibile costruire una buona storia con questo universo standard. Mi da parecchio fastidio però che molti lettori non si sentano a loro agio se leggono qualcosa che esca dagli schemi ripetitivi: atteggiamento punitivo verso chi cerca di essere un minimo originale, è veramente il massimo!

Sofware & Hardware ha detto...

Ti devo fare i complimenti, proprio un'ottima guida, anche se mentre che la leggevo ridevo a crepapelle, perché in fin dei conti sono le linee guida che seguono tutti i migliori libri e film di successo.

Anche il romanzo che sto tentando di scrivere, senza volerlo rispecchia la linea guida.. assurdo..

Ciao!

leonardo marra ha detto...

Ehm, c'è un piccolo problema.
Prima di leggere questa guida avevo già iniziato un libro fantasy, e adesso lo sto per finire. Ho notato che senza volerlo ho seguito tutte le regole, tranne una. Da me il protagonista non è affatto un pigro rammollito fifone, anzi,è tutto il contrario. Un po' alla Tolkien.
Comunque ottima guida, sei grande, Bruno.

Bruno ha detto...

@leonardo marra: la guida non è mia, l'ho tradotta e basta. Comunque il protagonista apparentemente debole (ma dotato di forza d'animo, va detto) Tolkien ce l'ha: è Frodo.

Anonimo ha detto...

Comunque è impossibilie non rispettare tutti questi punti!
penso che 2-3 se ne debbano rispettare

Bruno ha detto...

@anonimo: beh, se vuoi proprio un GRANDE successo devi cercare di rispettarli TUTTI ! :)

Anonimo ha detto...

io sto scrivendo un fantasy e cercavo di essere creativo, ma alla fine piu o meno il mio racconto rispecchia questi canoni. dite chedevo provare qualcosa di nuovo e questi clichè hanno successo ancora?

Anonimo ha detto...

io sto scrivendo un fantasy e cercavo di essere creativo, ma alla fine piu o meno il mio racconto rispecchia questi canoni. dite chedevo provare qualcosa di nuovo e questi clichè hanno successo ancora?

Bruno ha detto...

@ Anonimo: se il massimo della tua creatività è ritornare a questi cliché, penso che dovresti sospendere le tue attività artistiche o dar loro una vigorosa sterzata!

Se però stai dicendo sul serio: a esser creativo può darsi tu non ci sia riuscito, ma questi cliché possono ancora funzionare: purtroppo.

Anonimo ha detto...

Credo che tutto ciò sia purtroppo sbagliato...usate la vostra testa sicuramente porterà a qualcosa di meglio di queste regole poco sensate.

Bruno ha detto...

Rendo omaggio alla saggezza dell'Anonimo del 13 settembre ;)

Anonimo ha detto...

IO HO SCRITO UN LIBRO FANTASI senza le caratteristiche sopra citate!

Anonimo ha detto...

Divertentissimo!
Grazie per averlo tradotto perchè sarebbe stato difficile ridere così tanto se non fosse stato in italiano..
Comunque è davvero distruttivo, per me che voglio fare la scrittrice fantasy(!) leggere queste cose. Comunque meraviglioso non ho mai riso tanto, credo..
Vi saluto e vi auguro una buona giornataaaaaaaaa..
CIAO!

Anonimo ha detto...

Leggere questa bellissima critica distruttiva mi ha fatto ridere, ma anche pensare: sto scrivendo un libro fantasy e su diverse cose non coincido con quello che c'è scritto qui. Esempio: mi diverto a descrivere completamente le battaglie, il mio protagonista non è orfano (vive con la madre), la guida non è un mago ma un ex soldato e il "cattivo" dev'essere annientato solo con una forza maggiore della sua e il suo potere non dipende da alcun oggetto. Comunque, sui punti 2, 3, 4, 5, 7, 10, cattivi sacrificabili, veterani, tipi fisici, nomi, tecnologia e magia sono assolutamente d'accordo.

podo danderfluff ha detto...

Salve,mi chiamo Simone esono capitato in questo sito molto carino perchè avevo propio bisogno di un aiuto a scrivere un romanzo fantasy.
Io al mio romanzo ho dato il nome di Ghlendak ed è fantasy-linguistico,perchè invento linguaggi in stile fantasy!!
Che ne pensate? vi piace come titolo?
vabbè grazie di tutto
CIAO!!

Bruno ha detto...

Il mio libro si chiama Magia e Sangue e un editore mi disse che se anche avesse deciso di pubblicarmelo (poi non lo ha fatto) avrebbe cambiato il titolo che era pessimo.
Credo che però tu sia riuscito a fare peggio di me (la gente che dovrebbe pensare di una parola che non capisce?). Senza offesa!

Anonimo ha detto...

bello, forse si potrebbe fare un testo piu serio ma va bene cosi',
magari un esperto la puo formattare un po e dopo viene un manoscritto bello.
Sul protagonista orfano a me non va tanto bene, ad esempio nella spada di shannara non e' orfano.
Oppure si puo fare che il padre muore all'inizo...

Anonimo ha detto...

salve mi chiamo matteo, sono molto iovane e dotato di grane fantasia, spero che un giorno potrete leggere il mio libro in best seller, nel mio libro il protagonista è un ragazzo di 11 anni, troppo giovane per trovarsi tra le mani grosse responsabilità e il desiderio di avere poteri magici lo porta a scegliere la via sbagliata, alleandosi con i nemico, fino al sacrificio del padre per salvarlo dalla malvagità. l protagonista non è orfano ma lo diventa. Sono daccordo con tutti i punti e il bello sono sicuramente i paesaggi e le battaglie, molto belle e poi i personaggi, mi piace creare creature che mai nessuno ha descrito, non uso i soliti troll, nani ecc,mi diverto nel descrivere nuove creaature.

Anonimo ha detto...
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Bruno ha detto...

Grande contributo, Matteo, forse però non era il caso id pubblicarlo sette volte!
Non c'è problema, gli altri sei messaggi li ho cancellati io.

Anonimo ha detto...

ciao...nei compagni di dello sfigato ti sei dimenticato di mettera l'amica gnocca...alla fine lui la salva e si mettono insieme...

Bruno ha detto...

@ Anonimo: per quanto riguarda l'amica, in alcuni fantasy in effetti è apparsa, ma questa satira (che ricordo non essere mia) mi sa che è più basata sullo stile di Tolkien e dei suoi imitatori (soprattutto): quindi l'eroe ha una patina "solenne" da non intaccare.

Anonimo ha detto...

Salve a tutti! Concordo con Matteo. Anche io scrivo fantasy e vi dirò una cosa: questo genere letterario si chiama fantasy proprio perchè non ci sono regole da seguire, bisogna solo fantasticare con la mente. Quindi credo che questa "guida" sia davvero una cosa stupida per criticare il fantasy, mentre invece è un genere che si sta diffondendo sempre di più ultimamente!...hemm..ok volevo dire solo questo xD
saluti!

Anonimo ha detto...

ciao a tutti.... questi consigli fanno veramente ridere. ma il motivo per cui ho deciso di lasciare questo commento è che non mi sembra aver senso. e poi se tutti seguissero alla lettera queste regole i libri del futuro prossimo sarebbero tutti identici. io ho già finito il mio libro usando uno stile quasi del tutto nuovo. penso che fra un anno e mezzo lo pubblicherò.... comunque credo che ognuno pensa quel che vuole io volevo lasciare soltanto un oppignone, ecco.
CIAO...... Isabella

Anonimo ha detto...

Bellissima questa guida!!! Comunque dovrebbero aggiungere che alla fine vincono sempre i "buoni"! Non s'è mai visto un film o libro in cui vincano i cattivi... almeno, io non ne ho visti e non ne ho sentito parlare...

Anonimo ha detto...

Cercare di essere originali dovrebbe essere uno degli obiettivi principali di uno scrittore, soprattutto fantasy. Cercare l'originalità a costo di tutto il resto, no.
Provate a pensare ad un romanzo che faccia tutto il contrario di quello che le regolette satiriche hanno espresso, e vediamo se il romanzo funziona. Dai comincio io:

-Protagonista: bello, forte, dotato di inimmaginabili poteri, intelligente, furbo, quasi indistruttibile (al confronto Superman è una mollica)
-Si muove senza scopo. Non ha obiettivi, missioni, ostacoli da superare. Se trova un intralcio, lo abbatte senza sforzo. (magari andasse bene così anche nella realtà, però... che noia)
-Una compagna di viaggio femminile che sa combattere? Ma no!! Non ha mica bisogno di una spalla, lui!! Mettetegli affianco una ragazza inutile, molto carina, fragile ed indifesa, e costantemente in pericolo, così quando l'avrà finalmente salvata, potranno consumare la loro cocente passione.
-Niente Guide. L'eroe non è mica uno sfigato! Non ha bisogno di maestri. Fa tutto da solo. Ha imparato tutto nei suoi sogni. E funziona.
-Il Nemico? QUELLO, è lo Sfigato. Un deficiente. Non molto potente, giusto un po' arrogante, ha fatto l'errore di aver preso una cotta per la principessa del nostro figaccione protagonista. L'eroe non ci metterà poi tanto a spiaccicarlo.
-Morti?? Macché, siamo nell'era dell'ottimismo. Forgiamo una guerra dove non muore nessuno, solo il protagonista. Per sbaglio gli facciamo dare un assaggino ad una mela avvelenata, e siamo a posto.
-Introspezioni? Sentimenti? Ma quando mai. E poi l'eroe non ha crisi di coscienza o dubbi di sorta. Lui è perfetto, che cavolo. In un fantasy non ce n'è bisogno di sfoderare grandi capacità di analisi interiore o psicologica. Quella roba lasciamola ai romanzi rosa, giusto?.
-Abitazioni? Beh, che problema c'è? Esistono i Motel, no? e i grattacieli. Diamo un tocco originale ad un fantasy dove ancora usano le spade, dai. Paglia? Capanne? Roba da medioevo, cribbio.
Una vasca idromassaggio farebbe proprio bene al nostro valente eroe.

Potrei continuare, ma sto riempendo già troppo questo commento. Se volete provate voi, Date uno sguardo alle regolette. Io ho scelte alcune a caso, e le ho capovolte. riflettere sulla banalità va bene. Mi ha aiutato molto. E ho potuto farmi un sacco di risate. Ma alcune di quelle regole sono un pò forzate. Si rischia di cadere nella banalità anche dall'altro lato. Moderazione, Moderazione, Moderazione, ragazzi.

P.S: Ci sono un sacco di scrittori fantasy in italia, caspita!! Buona fortuna a tutti :)

Anonimo ha detto...

vero, queste regole descrivono un centinaio di fantasy che sono stati scritti ultimamente, io ne ho letti alcuno(uno in particolare)davvero ridicoli nella rigidità con cui seguono queste regole,spesso a discapito della credibilità stessa della storia. però è vero che non vanno stravolte totalmente,non seguirle ma con moderazione potrebbe essere un ottimo sistema per scrivere un buon fantasy, magari creando un personaggio simile ad Elric Di Melniboné,un grandioso fantasy che con queste regole non ha niente a che vedere. Insomma basta personaggio idioti e gentili fino al midollo! creiamo protagonisti bastardi e autosufficienti che lascerebbero morire i loro compagni, proprio come il sopracitato Elric, che per salvarsi la pellaccia albina ha sacrificato la vita di un centinaio di soldati tra cui il suo miglior amico,che non ha mai viaggiato da solo e che non ha mai incontrato elfi,nani o roba simile!

Bruno ha detto...

Anonimo, sono d'accordo che capovolgere il cliché, come è stato fatto con il personaggio di Elric, possa funzionare, ma l'idea ha valore per la prima volta che la si mette in atto, e lo ha già fatto il sig. Moorcock...

Anonimo ha detto...

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Anonimo ha detto...

Io ho scritto un fantasy che non ha praticamente nulla di quanto qui sopra e ne sono più che orgogliosa.
Ok, se proprio devo essere sincera, c'è uno 0,5 del commento in cui si dice che il/la protagonista deve essere orfana... ma non è nell'elenco, quindi non lo conto :)
Però, sinceramente, dopo che si scrive un lavoro che va così fuori dagli schemi lo sbattimento per trovare un editore che ti voglia pubblicare è deprimente. E non lo dico tanto per dire; ho ricevuto diverse risposte in cui mi si dava atto dell'ottimo lavoro assolutamente non in linea con il loro piano commerciale, cosa che mi faceva più incavolare di quando non mi si dava atto di niente e punto.
Fortunatamente ora sono prossima alla pubblicazione, ma ragazzi che fatica!

Jo

Bruno ha detto...

Congratulazioni Jo, io non ho quasi mai nemmeno ottenuto una risposta, e talvolta ho visto la casa editrice da cui ero stato ignorato pubblicare come fossero oro le porcate più indecorose. Quindi ti è andata molto bene per quella che è la mia esperienza. Sempre che non hai pubblicato a pagamento...

Anonimo ha detto...

Ovviamente no!
Non mi è stato chiesto un centesimo, per fortuna. Di proposte a pagamento, per quanto cercassi di evitare questo genere di editori, ne ho avute a iosa...
Comunque, se vuoi qualche dato, per un romanzo che pur essendo puramente fantasy non riporta i cliché classici di cui sopra in un anno e mezzo ho:

-Inviato a 5 grandi editori che non mi hanno mai dato risposta,
- Inviato a 15 editori medio-grandi, due dei quali mi hanno risposta negativa
- Inviato a 7 piccoli editori con distribuzione comunque nazionale (due dei quali mi hanno risposto e una è stata appunto l'unica proposta di pubblicazione, l'altra ovviamente era negativa)
- Inviato a 10 piccoli editori ricercati a fatica tra fiere/internet/giornali, etc... (5 non mi hanno mai risposto, uno mi ha dato risposta negativa, 4 mi hanno proposto di pubblicare con contributo. La proposta minima è stata di c.a. 500 Euro, la massima di 2.800)

... insomma, tutto questo per dire: è una faticaccia cercare un editore, quasi un secondo lavoro!
Non dico che proponendo un'opera "classica" (per non usare il termine "spazzatura") sarebbe sicuramente stato più facile, ma il dubbio mi viene.

gabriele ha detto...

beh ragazzi qui ho letto definire Terry Brooks un caprone....io non lo so se fate sul serio o è l'invidia che fa parlare....stiamo parlando dello scrittore fantasy vivente più grande...se poi non vi piace il fantasy è un altro discorso, ma non riempitevi la bocca con insulti indecorosi. Per quanto esistano delle regole base occorre un'enorme fantasiaper creare un mondo alternativo. E assolutamente molta sapienza narrativa per fare in modo che questo sia verosimile e coerente (all'interno del fantastico è chiaro).non definirei spazzatura tutto ciò che segue il normale percorso del fantasy, sempre meglio di storie forzatamente originali

Bruno ha detto...

@ Gabriele: non conoscendo il lavoro di Brooks, non darò commenti definitivi in merito.

Però la grandezza te la costruisci creando qualcosa che abbia distintamente la tua impronta e non andando sulla scia di un altro, cosa che generalmente si dice della serie di Shannara, almeno nel suo inizio. Poi se Brooks si sia evoluto in modo da acquisire una sua dimensione, non lo so. Ma se vai su google e scrivi le parole "shannara imitazione tolkien" oppure "shannara plagio tolkien" trovi parecchi risultati interessanti. Se vai sulla pagina dei commenti di IBS http://www.ibs.it/code/9788804376552/brooks-terry/spada-shannara.html trovi che tanti italiani amano quel libro ma parecchi lettori ne hanno una opinione... ben precisa.

Con questo, io non ho letto e non condanno. Ma per la corona di più grande scrittore fantasy vivente non mi viene in mente Brooks.
Moorcock? Gaiman, Wolffe? Magari qualcun altro di cui ora non mi viene in mente il nome?

Sul fatto dell'originalità, è sempre una questione dibattuta. Sono d'accordo con te al 50% diciamo.
A me è capitato di scrivere un racconto (pubblicato su Writer's Magazine) con una storia per nulla originale e lo sapevo, volevo costruire un'atmosfera, i sentimenti di una persona, perciò era più importante il "come" che il "cosa" stessi scrivendo. A qualcuno è piaciuto, altri mi hanno beccato a non finire per la questione dell'originalità. Ho imparato che forse un pizzico ce ne devi mettere.

Anonimo ha detto...

Bene bene, ammetto che queste "regolette" hanno appagato la mia sete di perfida ironia. A dir la verità anch'io sto scrivendo un romanzo fantasy (leggendo i commenti ho notato una certa concorrenza XD) e mi sono resa conto che senza volerlo ho seguito alcuni dei punti elencati - e miseriaccia, per come la rigiro il protagonista rimane sempre orfano! =.= - tuttavia non credo che sia un difetto, anche se dovrò rivedermi in certe parti. Penso che il cliché sia indispensabile per un buon romanzo, bisogna avere fondamenta solide se si vuole elaborare qualcosa di grande, altrimenti si rischia di cadere in buffonate come Twilight (Angel... volevo dire, Edward: "essere vampiro è la cosa più brutta del mondo". Io: "certo, sei super forte, super veloce e anche bonazzo, non puoi morire con i metodi normali e l'unico male che puoi fare è accecare qualcuno se sbrilluccichi troppo al sole... perché non conquisti il mondo? Pensaci, un esercito di vampiri immortali come cavolo lo vuoi abbattere se non usando l'atomica? rifletti, caro, rifetti!"). I cliché non vanno però seguiti alla lettera, ma "arricchiti, elaborati", sennò viene fuori un papocchio abominevole e Dio solo sa quanta voglia io abbia di divagare ancora su questi...
Tuttavia, la chiave è la via di mezzo: 1) C'è bisogno di un protagonista divertente e a suo modo affascinante - non attraente e super figo, ma affascinante nella sua presentazione e psicologia - e di una missione, altrimenti il libro su cosa lo scriviamo?
2) Un'accozzaglia di personaggi a loro modo utili -e inutili, per fare pagine - e un certo numero di personaggi femminili per far contente le femministe e i ragazzi con molta fantasia...
3) la terra, a mio parere, è la cosa più difficile da fare per via delle questioni politiche, economiche, razziali e morfologiche. Una certa scrittrice di nostra conoscenza il cui cognome inizia per "Tro" e finisce per "Si" ha preso un foglio di carta, ci ha fatto un cerchio al centro da cui dipartono sei o sette raggi storti, e ha chiamato ogni sezione "Terra di... squallido nome di poca fantasia che riguarda la dubbia morfologia del luogo", perché nella Terra della Notte è sempre buio e in quella del Fuoco ci sono i vulcani. Wow. Se state scrivendo un libro, non siate così banali, per favore, inseriteci un minimo di sensatezza e riflessione. In questi casi io sono una rompiballe, ho addirittura calcolato i sistemi di illuminazione dei nani, per farvi un esempio - infatti, se per cliché le loro case stanno "nelle viscere della terra", il fumo delle torce dove va a finire? Avranno dei condotti d'aria o hanno deciso di usare tecnologie alternative per non morire soffocati? Dio, sono pazza. Andiamo avanti - non dico di fare come me, ma riflettete su come sarebbe un mondo con l'esistenza della magia: mettiamo un paese governato dai maghi, sarà sicuramente impensabile che qui dentro ci siano villaggi che mettono al rogo una strega, vi pare? La magia è conosciuta come una realtà di vita e di fronte ad un mago che svolazza placidamente per i campi un contadino abbasserà la testa rassegnato, e così via.
Non mi dilungo più di così, sono noiosa, logorroica e forse leggermente sgrammaticata (colpa della tastiera, ovviamente) e questa è una combinazione fatale. Ho detto quello che volevo dire, date sfogo ad una buona dose di perfidia e rotto le palle anonimamente. Grazie e scusa a chi riesce a leggere fino a qui.
J.P.R.

Bruno ha detto...

Intervengo solo per ringraziare JPR per il perfido intervento, ed esprimere i miei profondi dubbi sulla possibilità (per intere comunità) di campare sottoterra, anche se nel fantasy sembra che al sole ormai non ci vuol più stare nessuno :)

Quanto al fatto che i vampiri di Twilight non hanno nessun vero svantaggio (e quindi che si dannano a fare?) ne avevo già parlato in uno dei post qui in giro...

antonello ha detto...

Ciao bruno.
Ho letto con attenzione il tuo sito.
lo trovo alquanto singolare e molto utile.
Da un paio di anni vorrei scrivere un libro fantasy.
Devo dire che le tue informazioni non fanno una piega.
Ho in mente da circa 3 anni un personaggio che vorrei far nascere in un libro.
Ho iniziato a scrivere, ma ho delle serie difficoltà a continuare perché mi sembra che tutte le volte che lo faccio, si orienta su qualcosa che è già stato scritto.
Credo che per scrivere un libro fantasy , bisogna allontanarsi totalmente dalla realtà.
Ma avvolte i problemi della vita , gli impegni non lo permettono.
Ricorderai sicuramente fantasy come “labirint” o la storia infinita?
Sicuramente si.
Film come questi si imbattono nei tuoi consigli, per questo ti dico che non fanno una piega le tue informazioni.
Però ….. …. si c’è un però.
Il nostro fantasy deve nascere dalle ceneri, dove non deve ricordare assolutamente niente di ciò che è stato letto.
Non possiamo utilizzare bacchette magiche , scope volanti,draghi, ecc… sarebbe sempre simile a ciò che è stato scritto.
Tu non credi che dovremmo costruire i nostri personaggi o animali magici, o armi magici come un inventore costruisce un macchinario e lo mette nel mercato per la prima volta?

Bruno ha detto...

@ Antonello: no, io non credo niente del genere. L'originalità è preziosa quando si associa alla qualità, essere originali in maniera fine a se stessa non serve a niente.
Uno può anche parlare di nani ed elfi (io preferirei di no, beninteso) purché cerchi una maniera nuova di farlo, o sappia esprimere qualche significato diverso da ciò che abbiamo visto e letto centomila volte.

Questo post, che non è mio, ma è la traduzione di un articoletto satirico in inglese, se la prende con la ripetizione di elementi triti e ritriti, sfruttati infinite volte nel fantasy.

Ma il punto non è "proibirsi" certi elementi, il punto è saper trovare una maniera significativa per utilizzarli.

Anonimo ha detto...

Complimenti per la guida che mi ha fatto morire dalle risate ma vorrei dire una cosa. mi piace molto il fantasy e spesso disegno mappe e butto giù bozze di libro, ma inevitabilmente ogni cosa che mi viene in mente scopropresto che qualcuno le ha già pubblicata e quindi sembra subito una copia.
Penso che questo succeda perché ormai tra film e libri ci sono così tante storie ( tra cui molte sempliciotte, noiose, del genere: il cristallo magico apre la porta incantata protetta dalle fate del bene, e può passare solo un cuore puro...un'accozzaglia di pezzi di favole per bambini) che non si trova mai niente di nuovo; e magari spesso si pensa che qualcosa sia nuovo solo perché non si ha ancora letto quel libro di cui esiste una sola copia conservata in una libreria sulla vetta del K2!! Esempio: una volta avevo creato un mondo perfetto per la mia storia in cui c'era una enorme montagna che torreggiava solitaria: non avevo ancora letto "Lo Hobbit" di Tolkien... Quindi spesso si seguono queste regole e si "copia" senza nemmeno sapere di farlo.
Comunque mi farebbe piacere se si potesse sapere dove trovare la versione originale della guida.

Bruno ha detto...

Il link da dove avevo tradotto questo articolo è "morto."

Comunque la guida satirica in inglese si trova ad esempio qui: http://www.workathomecareers.com/library/writing-fantasy-novel.html
invece un articolo che cerca di far sul serio lo puoi trovare qui:
http://www.ehow.com/how_5836522_write-best_selling-fantasy-novel.html

Ad ogni modo poiché tutto più o meno è stato già detto e scritto bisogna fare un distinguo fra usare un concetto chiave, un topos, archetipo o come si vuol chiamare, il che non è scopiazzare, e tirar fuori i vecchi cliché, le cose già viste cento volte fin nei dettagli.

Esempio: La spedizione di un gruppo di eroi che devono compiere una missione va benissimo, non è una scopiazzata. E' semplicemente un tema classico della narrativa (epica, fantastica, mitologica, ecc...). Vale anche per la "montagna solitaria" qualsiasi cosa sia. Magari chiamiamola in un altro modo, comunque.

Se però nella mia storia ci metto il nano barbuto e brontolone, pronto con la sua ascia ad affrontare eserciti di orchi, sto sfruttando un cliché visto troppe volte.

E se creo una stupenda metafora sul potere cui il saggio deve saper rinunciare, e uso un anello per il simbolismo sul potere, e decido che tale anello DEVE essere distrutto nella mia storia, sto scopiazzando Tolkien.

Chiaro no?

Giuly ha detto...

Quanto è scritto nella guida è sommariamente vero, e mi ha fatto pure ridere (per una volta, niente insulti gratuiti e offensivi!).
Però, come qualcuno ha scritto sopra, è anche vero che scrivere un romanzo fantasy senza nessuno di quei clichè è impossibile.
Guardate un po', adesso vi faccio la scheda di un giallo:
1. Ci vuole un'introduzione in cui non si comprende bene chi e cosa c'entrino vari personaggi presentati (solo apparentemente, badate) a caso.
2. Una volta messi in scena i personaggi, uno viene magicamente trovato morto dalla cameriera o da uno stretto famigliare. Probabilmente sarà stato colpito alla testa da un proiettile o da un oggetto molto duro. Al secondo posto troviamo il pugnale, e poi tutti gli altri metodi di omicidio, come veleni, impicagioni, etc.etc. (nota: è preferibile il proiettile)
3. Entra in gioco il detective. Spesso è uno scrittore di gialli (pertanto avvezzo a certe situazioni), oppure un poliziotto molto sveglio, ma quasi sempre in bolletta.
4. Le indagini si snodano nei modi più impensabili, e bisogna fare tante di quelle ipotesi che alla fine il lettore decide di seguire il destino della vittima, giusto per farla finita. (nota: l'assassino non viene mai trovato se prima non si è passati per un sacco di ipotesi assurde)
5. L'assassino, ovviamente, è molto vicino all'indagatore, ma per qualche motivo quest'ultimo non se ne accorge MAI.
6.L'assassino ha sempre un alibi perfetto, che alla fine dei giochi verrà rotto da una banalità assurda.
7. L'assassino, per quanto cerchi di pensare ad ogni particolare, viene SEMPRE beccato. Non si hanno casi irrisolti nei gialli.
8. Alla fine, quando viene messo alle strette, l'assassino confessa sempre. Non esistono quelli che negano anche all'evidenza, e che pertanto sono destinati a decenni di inutili processi (ma questo è un caso puramente italiano)
9. L'assassino viene giudicato colpevole (il movente sarà o antipatia, o eredità) L'indagatore ricevere encomi vari, e si ritirerà in vacanza, come era da progetto prima che venisse interpellato per il caso.

E potrei farne altri mille di esempi come questi, ad esempio con le storie rosa, etc...
Il fatto è che il fantasy è un genere come gli altri, e pertanto avrà i suoi clichè. Sta all'autore decidere quali seguire e quali no.
Io ad esempio ho scritto un romanzo di questo tipo, ma non ho mai parlato di maghi che si combattono a suon di saette azzurre e rosse, nè di battaglie finali, nè di vecchi veterani, etc. etc...

parlanodifantasiaesichiamanotuttianonimo ha detto...

Jo mi piacerebbe sapere come si chiama il tuo libro perche' vorrei poterlo leggere. Certo un libro fantasy che non segue NESSUNA di questa regole potrebbe essere molto bello e originale.

Comunque per quanto, sotto certi aspetti twilightsia ridicolo, ha avuto successo ( anche se le sue fan corrispondono ad una banda diragazzine arrapate alla massima potenza, che sono d'accordo con bella sul fatto che non avere un fidanzato sia una cosa terribile ) ed e' anche abbastanza originale ( tutti i romanzi sui vampiri, a parte quelli storici tip Dracula .. Etc... Sono stati scritti dopo da scrittori che credevano di avere successo soltanto perché parlavano di vampiri bonazzi con gli addominali scolpiti )

Bruno sono d'accordo con te sull'ultimo commento

Ps : ormai ci sono piu' scrittori che lettori, vedo -.-"

Bruno ha detto...

@ Giuly: ti rimando al mio intervento precedente. Ci sono dei temi universali cui non si può rinunciare, ci sono delle figure e trame già viste che si possono rinverdire. Peraltro, hai sollevato una questione interessante. Il giallo (che al pari del fantasy rientra nella narrativa di genere) è, a quanto dici, molto più strutturato (io non me ne intendo) del fantasy, che spesso si riduce a quattro idee ripetute mille volte ma volendo potrebbe spaziare assai più liberamente di quanto generalmente faccia.
O forse anche del giallo si può dire la stessa cosa?

(per quanto riguarda il rosa, ne ho voluti leggere un paio, ne ho parlato con addetti ai lavori, e pare proprio che per funzionare debba essere SEMPRE la stessa storia. Eppure con i vari vampirucci anche il rosa si è dato una scrollata e ha cercato maggiore originalità).

Bruno ha detto...

@ parlanodifantasyesichiamanotuttianonimo:

in Italia ci sono pochi lettori, e dopo aver letto qualche libro la maggior parte di questi si trasforma in scrittori...
Vale anche per me del resto :)

Anonimo ha detto...

non fatemi pensare al rosa twilightiano, per favore! ogni volta che entro in libreria e vedo la sezione giovani, mi viene la pelle d'oca perché è tutto tremendamente NERO (Alla faccia del rosa)! con i soliti titolacci come "Raven" "Fallen" "Torment" "Cazzen" ecc... comunque sia, è vero che molti lettori si trasformano in scrittori(Come potrebbe essere altrimenti??), anche se spesso lo fanno emulando qualche libricino letto per caso e che ovviamente hanno trovato "fantastico". A mio parere, il processo per diventare scittore è molto lungo e passa per il 90% nella lettura invece che nella scrittura. Certo non puoi metterti in testa di scrivere una storia sui vampiri senza documentarti bene su cosa sia effettivamente un vampiro. (Riferimento a scrittrici e saghe puramente voluto).
RPG, che tiene segretamente d'occhio questa pagina.

Bruno ha detto...

RPG: c'è stato anche chi ha creato dei capolavori di botto, chi ha scritto delle cose interessanti da giovanissimo, ma sono le eccezioni.

Il sottoscritto, che non ha pubblicazioni a dimostrare il proprio valore (sono riuscito solo ad arrivare alla selezione finale di concorsi che avevano come premio la pubblicazione) si è tritato parecchie esercitazioni, un paio di corsi e di manuali, e soprattutto tanti tanti tentativi e riscritture.

Ma in fin dei conti a che serve? Se hai sedici anni e segui le regole illustrate nell'articolo (LOL) arrivi al successo in un attimo!

Peppe R. ha detto...

Ieri, dopo un bel pò di tempo che non gli facevo visita, mi sono recato nella più grande e rinomata libreria della mia città... Avvicinandomi di soqquatto alla sezione del fantasy ho trattenuto a stento le lacrime! Quello che prima era un'intero stanzone, allagato di libri... ridotto ad uno scaffale sotterrato da "Cicli di Shannara"... Devo dire però che ve n'erano in ogni formato e colore possibile! Molto timidamente la sola cosa che cercava di venir fuori era un libricino de la saga di, nientepocodimenoché, "World of Warcraft"... ovviamente con tutto il rispetto! Mentra una gigantografia di Niahl mi guardava più incazzata del solito... Decido di cercar conforto nella sezione Horror... effettivamente ho avuto paura, tanta paura, quando i miei occhi sono per sbaglio passati davanti a un libro dall'enigmatico titolo: "Lo Zio Vampiro" (non è uno scherzo) lì volevo piangere sul serio... I tempi sono duri e concordo con quanto detto da Bruno: la guida, per quanto ironica o meno, (sicuramente molto divertente) esprime dei concetti, sicuramente già rivisti, ma che non obbligatoriamente debbano risultare spiacevoli! Io ad esempio l'ho trovata illuminante: esprime in modo geniale cosa fare e allo stesso tempo da cosa tenersi lontani per scrivere una storia sicuramente più gradevole de "la nuora vampira" o "Il bisnonno dai canini appuntiti"! Concordo anche con RPG citando Edison: "il genio è 1% ispirazione e 99% traspirazione"... E anche se alla fine la nostra storia non diventerà un best seller, sicuramente la potremo difendere a testa alta! P.s.: Bruno, La mia gratitudine per questo blog!

Bruno ha detto...

@ Peppe R.
grazie a te e agli altri miei lettori per l'attenzione.

Anonimo ha detto...

Ragazzi tutto molto bello è divertente, ma l'unico consiglio davvero utile l'ha dato colui che ha detto "I Fantasy sono fantasy perchè quando si scrive bisogna soltanto spaziare con la fantasia".
Suggerire di imitare modelli che non seguono quel clichè non porta all'anticonformismo dell'editoria..crea solo cloni di differenti modelli, ergo non sono consigli utili.

Volevo chidere se mi sapreste indicare un sito dove controllare le uscite del settore fantasy, italiane e non..grazie
matteo

Bruno ha detto...

@ Anonimo: ma chi è colui che ha detto: "I Fantasy sono fantasy perchè quando si scrive bisogna soltanto spaziare con la fantasia" ?

Quanto al sito per controllare le uscite fantasy, posso consigliarti:
http://www.fantasymagazine.it/home/

Lucry ha detto...

Bei consigli...gli metterò subito in pratica con il mio racconto...
Ciao...

Bruno ha detto...

@ Lucry: poi fammi leggere
:)

Grace ha detto...

Dire che leggere queste linee guida mi ha fatta ridere e contemporaneamente a pensare a tutti i libri fantasy che ho letto...non ha prezzo!!!
Devo dire che è un ottimo spunto per cercare di non fare quello che tutti hanno fatto!
Anche io, come molti di voi, ho in mente una storia fantasy che mi piacerebbe scrivere e magari veder pubblicata, però più provo ad evitare questi clichè più me li ritrovo in testa inevitabilmente... Motivo per cui ho deciso di non scrivere un libro fantasy, ne un urban fantasy, ne un libro sui vampiri...nonostante questi ultimi siano i miei preferiti (riferendomi ad Anne Rice ovviamente!!!)
Ho letto tanti libri fantasy e molti di ottima qualità, come le saghe di Dragon Lance di Margaret Weis, oppure i libri di Bernhard Hennen, però alla fine anche lì è sempre il solito schema.
Ma c'è da dire una cosa, per quanto mi riguarda questo genere è l'unico che riesce davvero a farmi allontanare dalla vita quotidiana e posso assicurarvi che per me è una vera goduria!! =)
Spero davvero di leggere qualche fantasy originale prima o poi, con storie diverse e magari qualcosa che vada fuori dagli schemi...ma soprattutto spero che questo genere continui sempre a fornirmi un rifugio sicuro dal mondo!

Bruno ha detto...

@ Grace: prova, per esempio, il buon China Miéville, autore di gran talento con la fissa dell'originalità.

Grace ha detto...

Grazie Bruno...sono sempre alla ricerca di nuovi autori nel tentativo ormai difficile di trovare qualcosa di diverso!
Terrò in considerazione...thanks!!

Anonimo ha detto...

queste regole funzionano davvero..pero io ho gia provato a scrivere un fantasy e la parte più difficile per me è stato l'inizio....potete aiutarmi??cioe insomma voglio dire darmi un consiglio su cm dovrei fare...

Bruno ha detto...

@ Anonimo: sono contento che questi consigli ti siano utili! Quanto all'inizio, credo che il mago che arriva nel villaggio per fare una bella festa con i fuochi d'artificio sia un incipit molto ben collaudato e in linea con gli altri consigli :)

Anonimo ha detto...

Questa guida alla stesura di un fantasy è formidabile! Ogni tanto la rileggo e muoio dal ridere. Trovo sia un ironia arguta e leggera, che,come avete già detto, essendo priva di attacchi personali non può essere stata scritta in Italia. Grazie mille per averla tradotta in Italiano:D

Hei hei, quanti scrittori fantasy che abbiamo quì! Me compresa:(
Non avrò mai successo credo, i miei protagonisti sono 5,tre ragazze e due ragazzi e la patatina non è così sacra! La protagonista principale non è orfana, la redenzione esiste e le battaglie sono descritte,credo,discretamente. I ragazzi non fanno nessuna cerca,il malvagio è donna!
Povera me! :(

Anonimo ha detto...

Salve gente, sono ludovica:)
Questa guida alla stesura di un fantasy è formidabile! Ogni tanto la rileggo e muoio dal ridere. Trovo sia un ironia arguta e leggera, che,come avete già detto, essendo priva di attacchi personali non può essere stata scritta in Italia. Grazie mille per averla tradotta in Italiano:D

Hei hei, quanti scrittori fantasy che abbiamo quì! Me compresa:(
Non avrò mai successo credo, i miei protagonisti sono 5,tre ragazze e due ragazzi e la patatina non è così sacra! La protagonista principale non è orfana, la redenzione esiste e le battaglie sono descritte,credo,discretamente. I ragazzi non fanno nessuna cerca,il malvagio è donna!
Povera me! Che devo fare?:(

;)

Bruno ha detto...

@ Ludovica: tradurla è stato un piacere, del resto è l'articolo più googlato del blog...
Quanto alle battaglie, entro un mesetto pubblicherò qualcosa in merito. Auguri per il tuo libro.

joanne ha detto...

per chi vuole scrivere un fantasy -e a quanto pare non siamo pochi;)- questa guida non solo è divertente ma è anche illuminante!!! e i commenti lo sono ancora di più!! ( critiche, consigli, opinioni e... errori grammaticali proprio da chi vorrebbe scrivere un libro D: ).

Comunque secondo me ciò che rende veramente bello un libro è il COME viene scritto, piuttosto che il COSA.
E' inevitabile che le storie siano sempre le stesse, lo sfigato (l'antieroe in narrativa) è anche fondamentale: se il protagonista non avesse problemi da risolvere di che cosa narrerebbe il libro??

P.S. nessuno di voi ha menzionato la Rowling! Lei è un genio! seppure il protagonista è uno sfigato e ci siano bacchette magiche,maghi, profezie e "gandalf" sono stati rielaborati in maniera del tutto originale!

Bruno ha detto...

@ Joanne: in un blog credo che gli errori grammaticali non siano poi così da sanzionare, le persone scrivono magari con leggerezza e alla svelta. A parte questo, la questione del COME e del COSA è importante. E' possibile riprendere temi ritriti e farli comparire sotto una luce originale, se si è capaci di farlo ovviamente. Ma, al di là delle categorie della narrativa e dei grandi temi del fantasy che sono sempre gli stessi, si può anche approfittare dell'enorme libertà di azione per sfoderare delle idee nuove.
Non è impossibile cambiare il COSA. Purtroppo le idee nuove le confezionano altri, sotto forma di mode insulse. Oggi si sveglia qualcuno e decide che bisogna fare il "weird," domani lo steampunk, e insomma che rottura...
Quanta alla Rowling: non conosco. La roba per infanti, salvo rare eccezioni, la lascio lì dove sta.

Anonimo ha detto...

Sempre Ludovica.

Ah, quanto mi trovo in disaccordo con il tuo ultimo commento (posso darti del tu?) quanto invece stimo Joanne!
La Rowling è un genio, assolutamente non è roba per infanti.
La sua saga? GENIALE.
Il suo modo di scrivere? GENIALE.
Il suo è un romanzo universale, non per infanti, per tutte le età.

Un bacio:)

Bruno ha detto...

Ohi, mi vedo redarguito per le mie opinioni sulla Rowling, e non posso che accettare la cosa: perché di questa scrittrice ho letto solo qualche brano di soppiatto, quando ho trovato i libri in casa di amici.
Baso le mie impressioni sui film (ne ho visti tre) e concludo comunque che, a me personalmente, difficilmente potrebbe interessare.

joanne ha detto...

dovresti iniziare a leggerlo dal 5 prima di dire che non ti potrebbe interessare. non sai che ti perdi :)

Anonimo ha detto...

indovinate un po' chi torna a rompere? No, non indovinatelo, dovete leggere fino alla fine per scoprirlo.
Anch'io -naturalmente- ho letto la Row, appartengo a quella generazione detta "Harrypotteriana" e non posso fare a meno di rispondere a questi ultimi commenti. Prima di tutto, Harry Potter è un fantasy per ragazzi così come twilight è un fantasy-horror. Che la saga del maghetto sfigato sia una lettura adatta a tutti è assodato, trovo che sia un po' ingenuo parlare di un "libro per ragazzi", anche perché non esistono libri adatti ai ragazzi e libri adatti agli adulti, secondo me. Questa divisione è stata inventata per le persone che vogliono fare un regalo alla nipotina lettrice e si scocciano di leggere la trama del libro che le comprano, affidando la sicurezza mentale della ragazzina all'etichetta "per ragazzi". Ma che carini.
Con harry Potter abbiamo un caso leggermente diverso.Ecco, questo libro è stato classificato "per ragazzi", quindi i ragazzi -su costrinzione dei loro parenti- lo hanno letto così come avranno letto quel "capolavoro" da lobotomia, Fairy Oak. ma a differenza di Fairy Oak, i ragazzi hanno effettivamente trovato interessante harry Potter, perché Harry Potter non ha insultato la loro intelligenza. Da molti punti di vista non è un granché, la trama è senza pretese, la scrittura un po' banale, ma è comunque affascinante. Diciamo che è un mix intelligente e leggero, scritto per piacere a tutti, come ha detto stesso la Rowling. In conclusione, per non dilungarmi troppo, penso che Bruno si sbagli nel dire che è solo lettura per infanti, ma anche Ludovica e Joanne non dovrebbero attribuire alla Rowling tutta questa genialità perché, in fondo, non c'è.
un'altra cosa. I film sono da cavarsi gli occhi, quindi non basare il tuo giudizio su quelli.
J.P.R.

Bruno ha detto...

@ J.P.R. hai ragione, non posso giudicare dai film, non poso giudicare non avendo letto. Ma se dici che "la trama è senza pretese, la scrittura un po' banale," non è che mi fai venir tanta voglia...
Comunque mai dire mai.

Ryan ha detto...

Io credo che per scrivere un buon libro, a prescindere dal genere che si vuole seguire, bisogna avere qualcosa da dire; mi spiego meglio: tutti i grandi romanzi hanno temi (giusti o sbagliati che siano) e lo scrittore vuole comunicare qualcosa al lettore. Prendiamo ad esempio Tolkien (che è il mio autore preferito)nelle sue opere ci sono temi quali titanesimo, viaggio esistenziale, sacrificio ecc. insomma c'è una morale alla fine dell'opera. Lo stesso si può dire di Harry Potter: lì il tema e la morale dell'opera è il coraggio. Quello che voglio far capire è che hanno qualcosa di spessore che vogliono comunicare. Infatti poi ci sono scrittori che scrivono solo per il gusto di farlo, vedi la Troisi: lei è caduta nei clichè anche perchè alla fine non ha nulla da dire: frasi pronunciate da vecchi saggi non vogliono dire nulla perchè sono vuote. Con questo non voglio dire che di tutti i romanzi bisogna fare un'allegoria ma potrete capire meglio la differenza tra Agatha Cristie e Pirandello: entrambi hanno scritto gialli ed entrambi sono famosi e di successo, però: la Cristie scrive letteratura di consumo e Pirandello letteratura psicologica. Ora il lettore tipo preferirà leggere di più la Cristie perchè la troverà più facile anche se la psicologia dei personaggi cadrà (non sempre eh!)in alcuni clichè e leggerà di meno pirandello che troverà sicuramente più ostico perchè puramente psicologico e introspettivo. Lo stesso accade per i vampiri (che io adoro) molti leggono twilight (che trovo orrendo) che certamente è solo azione e non ha nulla di spessore psicologico e non comunica nulla al lettore; e i libri di anne rice che al contrario sono molto spesso puramente psicologici (io ne ho letto qualcuno e devo dire che a volte è davvero troppo troppo pomposa e si perde in disquisizioni filosofiche a mio parere noiossissime) e non c'è moltissima azione. La via di mezzo ? Il Conte Dracula: giusta azione e giusta caratterizzazione dei personaggi. La morale ? La fede in cristo è la soluzione per sconfiggere il male demoniaco. Concludo: è meglio avere qualcosa da dire che scrivere così, senza uno spessore.

Bruno ha detto...

Mmm... Pirandello ha scritto dei gialli ?

Ryan ha detto...

Pardon, errore imperdonabile, intendevo dire Sciascia!

Bruno ha detto...

Era Sciascia... Ora si comincia a ragionare!

Ma a parte questo, il successo commerciale per me non necessita di tematiche fortemente sentite e di grandi significati. Anzi direi il contrario, molto spesso.
Poi si possono fare tutti i distinguo di questo mondo, una cosa che per me è una orribile boiata creata a tavolino per intercettare i gusti della gente, per l'autore potrebbe essere sinceramente un capolavoro. Chi lo sa?

wiress2376 ha detto...

wow... io sto scrivendo un fantasy ma non ho mai seguito e non seguirò mai queste regole i fantasy devono essere immaginati da noi come ovvio mi sembra palese...

bye bye

Ryan ha detto...

certo che i fantasy devono essere immaginati, ma moltissimo è gia stato scritto. Scrivere un fantasy senza apportare nulla di nuovo, a mio parere, equivale a riempire un genere dei soliti clichè. Con questo non voglio affermare che è possibile scrivere senza usare qualche clichè però se un autore non mette "la propria firma" (e non intendo solo il modo in cui scrive ma anche ciò che comunica)il romanzo potrebbe avere un vasto successo commerciale ma alla lunga cadrebbe nell'oblio. Insomma se un romanzo ricalca più o meno la trama di un altro, anche se scritto bene, diventa prevedibile (e credo che la prevedibilità sia tra le cose che un autore debba in assoluto temere...). Inoltre, quello che credo rovini il mondo dell'editoria sia anche la trasposizione cinematografica di un romanzo. Infatti molti vengono a conoscenza di un romanzo solo perchè hanno ne hanno visto il film (vedi twilight...). Un romanzo è bello perchè ognuno immagina la storia in modo diverso, il cinema rovina tale immaginazione e anche se leggiamo prima il libro e poi vediamo il film saremo sempre condizionati dagli attori. Inoltre credo che molti aspiranti scrittori di fantasy si "nutrano" solo di fantasy, ovvero leggono solo ed esclusivamente fantasy, ma questo è assolutamente sbagliato perchè non fa altro che aumentare i clichè. Credo che se in un fantasy ci fossero, almeno un "pizzico" di altri generi... forse eviteremmo molti clichè che rendono un genere letterario che, a differenza di altri generi letterari che necessitano di elementi comuni (ad esempio il genere vampiresco: cosa succederebbe se non ci fossero vampiri ?) potrebbe benissimo farne a meno. Il fantasy è vastissimo, non esiste solo l'high fantasy o l'epic fantasy (generi a mio parere già saturi). Bisogna esplorare.

Anonimo ha detto...

Nessuno ha nominato Andrzej Sapkowski, la saga the witcher è abbastanza differente dai classici

Anonimo ha detto...

A me sembra una schifezza!!! Non so perchè ma la trama non mi sembra per niente avvincente a me piacciono fantasy come: le cronache di Narnia, tutta la catena del mondo emerso cioè le guerre del mondo emerso, le leggende del mondo emerso e le storie del mondo emerso e anche l'immancabile twighlit?!!!!!!!!!!!!!!!!Forse sono io sofisticata :(

Anonimo ha detto...

O_O" è l'unico commento che può fare JPR. Scusa, ma non posso fare a meno di chiedertelo... hai letto qualche altro libro, escluse le trilogie elencate? Vedi, anch'io ho letto Licia Troisi e lei sta al genere fantasy come, non so, Raffaè' il tabacchino sotto casa mia sta ad un centro commerciale di Los Angeles. i suoi libri non sono avvincenti, anzi entrano nel noioso, nel già visto e a volte anche nello squallido.
P.s. twilight non è un fantasy -.-

Anonimo ha detto...

Davvero una bella guida, tutto ciò che si trova scritto qui è vero, si ritrova sempre nei libri fantasy.
Aggiungerei anche il fatto che i personaggi di ogni buon libro fantasy che si rispetti stranamente non vanno mai in bagno XD.

Bruno ha detto...

@ Anonimo (del 13 agosto) a dire il vero in un sacco di libri i personaggi non vengono mai mostrati mentre vanno in bagno. O meglio, nella MAGGIORANZA dei libri non ci si sofferma un gran che su questo particolare. Se nel Signore degli Anelli venisse descritto minuzionsamente come Gandalf va ad appartarsi ogni mattina dietro a un cespuglio, sarebbe un libro migliore?

@ Anonimo (del 29 luglio): Twilight è un fantasy, perché non dovrebbe esserlo?

@ Anonimo (del 26 luglio) Sapkowski incuriosisce anche me, comunque di fantasy diverso "dai soliti" (e dai soliti cliché) ne esiste quanto ne vuoi.

Anonimo ha detto...

Ehi bruno posso dirti una cosa? Io in questo momento sto leggendo diversi libri diciamo....di fantasy alternativo...e li riconosco ho letto il Signore Degli anelli, e ovviamente anche Lo Hobbit. Certe di queste non è che le odio (gli elfi? sono tipici, come i nani...però a mio parere la razza si può usare, però dandogli un nuovo carattere....Gli elfi non devono essere perfetti...Comunque Alcuni di questi autori e i loro libri che consiglio vivamente sono:
1: Saprowsky, il "papà" di geralt di Rivia
2: Terry Brooks (è lui quello di Shannara???)...lui non l'ho letto ma mi ispirava
3: Rumo e Le 13 vite e mezzo del capitano orso blu, veramente belli è alternativi....questo è poco ma sicuro
4: (questo è un forse, lo sto leggendo) Goodking, con la spada della verità...per ora mi sembra diverso...Protagonista non mezzo handicapato ma mezzo onnipotente? Mi va bene....
5: Molto belli sono anche i libri della saga della Guerra Degli Elfi (almeno a me piacciono)
6: Infine aggiungerei la saga che inizia con la Corporazione dei maghi...interessante

Anonimo ha detto...

Scusa x il doppio commento, sono quello di prima (quello che ha citato Saprowsky, Rumo e il capitano orso blu) non chiamatemi anonimo...per favore chiamatemi Lorenzo..e poi...Santo DIO!!! Qualcuno che cita il tipo di fantasy....e...cioe...WOW!!!! High e epic fantsy....piuttosto...qualcuno avrebbe dei dark fantasy da consigliare??? Li leggerò fra un po' al momento sono occupato Con un Epic Fantasy storico...Hyperversum...Che del fantasy non ha nulla xD

Bruno ha detto...

@ Lorenzo: purtroppo non ho avuto il paicere di leggere nessuno dei libri che hai citato...

Anonimo ha detto...

ola a tutti! mi sono appena sparata tutti i vostri commenti e ho deciso di lasciarne uno anche io.
per prima cosa, consiglio a tutti di leggere assolutamente l'intera trilogia di Hyperversum. come ha detto Lorenzo, del fantasy ha molto poco, giusto un accenno con la storia del "viaggio nel tempo" tramite il videogioco, ma è scritto davvero bene. le battaglie sono dettagliate e i personaggi ben fatti. come clichè ha più che altro il vecchio "donzella in pericolo con il cavaliere senza macchia e senza paura", tuttavia merita.
Twilight è semplicemente un prodotto per la massa ben riuscito, anche Harry Potter è di poche pretese, ma il vero successo è dato dal modo in cui la Rowling ha saputo creare un mondo parallelo dettagliato e funzionale. (non era una parte importante da scrivere ma ce l'ho messa in mezzo lo stesso XD)
Alla fine non importa se e quali regole classiche ti ritrovi ad utilizzare, prendete JRWard, ha preso elementi logori come vampiri e sesso, ma è riuscita comunque a creare una cosa carina e piacevole (anche se te ne rendi davvero conto più o meno dal 4°libro), perché ha saputo sfruttare l'idea di base.
Boh, volevo solo mettermi in mezzo anche io alla discussione! :)
ALIX

Bruno ha detto...

@ ALIX: e se volevi metterti in mezzo alla discussione chi sono io per impedirtelo?
:)

chiara ha detto...

salve anche io ho letto tutti i commenti e volevo dire che anche io voglio scrivere un fantasy (e ho 11 anni) l'ho appena iniziato e gia nlle prime 3 pagine vedo che seguo la traccia in alto... adesso che so che tutti scivono la stesse cose cambiero' un po... cerchero' di farmi venire in mente qualcosa di diverso.
harry potter mi piacerebbe leggerlo ma nn ho avuto ancora tempo, il signore degli anelli mi piace un casino e adoro tolkien

ciao a tutti

chiara :)

Bruno ha detto...

@ chiara: Ciao Chiara, spero che Mondi Immaginari abbia un'influenza positiva sulle tue aspirazioni letterarie.

chiara ha detto...

mi piace molto Mondi Immaginari, ho letto anche qualche altro aiuto su cm creare un fantasy e mi sta aiutando, quindi ti ringrazio per questo testo che sta aiutando molto :)

Chiara :)

chiara ha detto...

bruno il mio libro l'ho intitolato L'Armatura d'Oro e ti volevo chiedere se tu entrassi in una libreria un libro cn questo nome ti interesserebbe?

Bruno ha detto...

@ Chiara: il titolo non ha mai molta importanza anche perché generalmente lo decidono gli editori (l'autore può suggerire...).

fatina ha detto...

ciao a tutti.
... ho messo nella ricerca di google" come scrivere un racconto fantasy" e mi ritrovo un post come non scrivere un racconto fantasy.Che strano!^^
Penso che poi vada a gusti , io personalmente adoro tutto ciò che parli di fate,elfi,folletti,
draghi, ecc..
Quando mi hanno insegnato a scuola a scrivere temi e racconti mi facevano fare una scaletta un po' come l'analisi logica e alla fine penso che la tecnica è quella ma quello che conta è quello che si deve trasmettere al lettore.
Io personalmente cerco di metterci ogni mio stato d'animo avvolto un po' nel fantastico e assurdo.In poche parole guardo la realtà e poi la ribalto nel impossibile. Nel racconto che sto provando a scrivere anche se adoro fate e company sto cercando di non inserirli ma è difficile ricreare un mondo fantastico senza cadere in tentazione.
Sò che il mio racconto non arriverà mai in libreria e non mi ritengo uno scrittore, però come in ogni cosa il gusto è sogettivo.
Comunque la Troisi di cui ho tutti i libri trovo che sia una buona scrittrice contemporanea e non paragoniamola a i geni della letteratura perchè lo appena detto quelli sono Geni.
Tania

Bruno ha detto...

@ Fatina: non so di che scuola parli ma se alle superiori ti hanno insegnato a scrivere racconti, o a organizzare un tema secondo criteri logici, sei fortunata. Comunque questo post facendo dell'ironia sui luoghi comuni potrebbe anche insegnare qualcosa...

Anonimo ha detto...

Salve a tutti, anche io navigando in internet ho scoperto questo post, e leggendolo sin dall'inizio mi è venuta voglia di dire la mia. Sicuramente prima di iniziare a infrangere le regole della narrativa fantastica bisogna impararle per bene, diciamo come un Picasso che prima di diventare maestro di cubismo, produsse lavori di stile neoclassico, "impadronendosi" delle tecniche. Secondo me la struttura di questi racconti alla fine è sempre la stessa: l'eroe, l'antagonista, la cerca o le peripezie, i vari scontri e la classica conclusione della storia. Ora che sia proposta sotto forma di poema epico(con personaggi della mitologia classica), cavalleresco (con personaggi quali cavalieri maghi e streghe) o preso dalla letteratura Tolkeniana ( con personaggi presi dalla mitologia greca, norrena e celtica) alla fine "l'ossatura" è sempre quella, quindi concludendo credo stia allo scrittore disegnare il "corpo" del suo racconto, ma comunque mantenedo sempre o quasi quella struttura che da forma e senso al suo lavoro.

Bruno ha detto...

@ Anonimno: sono d'accordo, anche se certi "esperimenti" che rompono gli schemi hanno dato talvolta risultati interessanti.

Anonimo ha detto...

Ciao, se al posto del mago ci metti le divinità sembra di leggere l'Odissea ;)

MagicamenteMe/Simona

berhaven ha detto...

Ovviamente rinunciare completamente alla quest, all'eroe e all'antieroe, e a un mondo in qualche misura "fantastico" renderebbe molto difficile ottenere qualcosa che possa rientrare sotto la definizione di fantasy, così come scrivere una crime-story senza criminali e qualcuno che risolva il caso è impossibile. Certo che non è obbligatorio che il personaggio del detective sia per forza una variazione sul tema di S.Holmes o di Marlowe.
Distinguere gli elementi essenziali dai triti topos di genere, restando all'interno di alcune "regole" fondamentali caratterizzanti è a mio modesto avviso qualcosa di molto vicino alla definizione di creatività per uno scrittore "di genere".

Bruno ha detto...

@ Simona: l'Odissea però ha una leggerezza sua che il fantasy con il male assoluto non ha. Gli dèi agiscono per capriccio.

@ Berhaven: sono d'accordo, l'originalità sta nel dire la solita cosa in un altro modo ancora, di solito...

Anonimo ha detto...

Salve,
11 - Il nome autore sempre con iniziali rigorosamente attaccate senza spazi JR JK + cognome JRRossi JKBianchi se non rispettando questa regola avrete più successo di essere presi dallo scaffale erroneamente scambiati per altri con nome similare.
so che mi direte che non è vero ecc però ultimamente quando vado in libreria vedo spesso questa regola voluta o non voluta, anche se credo sia una cosa scelta dalla casa editrice e non dall'autore per via del a mi son sbagliato non JRRTolkien be dai aspetta che leggo la trama potrebbe interessarmi.....

Bruno ha detto...

@ Anonimo: ok, ma questa storia delle iniziali è semplicemente una cosa tipica degli anglosassoni. Allora la regola 12 dovrebbe essere: scrivete in inglese... E forse non sarebbe del tutto priva di senso.

Gianmarco ha detto...

In effetti mi sono sempre domandato del perchè questi clichè vengano strausati e STANDARDIZZATI fino alla nausea.Non sono un lettore ad ampio raggio d'azione,però posso dire di aver letto quei fantasy più in nomea e più in "lizza",se vogliamo così definirli.
In sostanza definitiva,siccome il mio primo libro è stato Harry Potter,e tutti gli altri sei,ho sempre avuto la tendenza a fare il confronto con esso di qualsiasi altro romanzo fantasy che poi avrei letto in seguito.Naturalmente sapevo e so che il fantasy moderno si rifà tutto a Tolkien,dal quale anche zia Jo non ha potuto fare a meno di attingere.
Però quello che mi ha sempre colpito di Harry Potter,e adesso parlo da lettore e non da potteriano,è che è un fantasy che non può assomigliare a nessun'altro...ho notato che dopo Tolkien ci sono stati tanti di quei libri copia/incollati direttamente dal LOTR.Harry Potter è oggettivamente recente,quindi devo iniziare ad aspettarmi,entro breve,altri romanzi basati tutti su scuole di magia/negromanzia?
Spero ardentemente di no,anche se ci credo poco.L'originalità è un pregio di pochi,e i loro opposti,i molti,provano a mettere su storie non riuscendosi a staccare da uno schema fin troppo predefinito e ordinario.Un po' come le fan fiction,insomma.
Ammetto di aver provato a scrivere qualcosa.Ma confesso che sono fin troppo tedioso...mi piacerebbe raccontare in un fantasy ogni dettaglio esistente,come in un diario.Oppure d'avventura reale,ma sempre iperdettagliato.
E questo non può certo funzionare,se manco di originalità.
Ma Tolkien,con le sue descrizioni infinite di paesaggi e direzioni,mi ha sconquassato il cervello irrimediabilmente xD concordo con tutti che HP è una lettura scorrevole e leggera,ma al tempo stesso intrigante.
I libri della Troisi sono pervasi da un'aura di scontatezza che non so definire,almeno la penso così.
Su twilight stendo un velo pietoso,con un bel NO COMMENT :D

Saluti :-)

Bruno ha detto...

Gianmarco, quanto al quesito se devi aspettarti i cloni di Harry Potter, immagino che ci siano già :)
Se il filone crescerà molto ci vorrà un altro articolo come questo...

Anonimo ha detto...

wow... bello e utile!!!!!!!!!! ;)

Giusy Montagnani ha detto...

Ciao! Ho appena scritto un romanzo fantasy chiamato "Cosa vuole Eva?" in formato eBook. Il titolo non porta a pensare ad un ambiente antasy ma, vi garantisco una conclusione impensabile e scioccante, che instillerà nella mente del lettore domande forse mai poste prima. Di sicuro per il prossimo seguirò questi utilissimi consigli. Grazie ;-)

Anonimo ha detto...

Ciao a tutti! scusate, se lascio questo post un po' lungo, ma ci tengo a dare la mia opinione sul come scrivere un fantasy.
La guida qui citata è molto utile, ma voglio dare qualche altro consiglio che possa dare una mano alla mia concorrenza:
1. Prima di buttarvi a scrivere le prime pagine del vostro romanzo, conviene scriversi da parte, i nomi di tutti i posti, personaggi, mostri o animali che man mano inventate.(con tanto di piccola descrizione!)
2. Scrivere a grandi punti l'intera trama, in modo da poterla ricontrollare velocemente, se sorgono dei dubbi.
3. Per quanto possibile, disegnate una mappa del mondo che immaginate per avere chiare le idee.( non importa disegnare un opera, basta che sia chiaro)
4. Più che preoccuparsi di cadere nel banale con l'uso di qualche creatura(es.draghi, elfi, nani ecc.) preoccupatevi di non cadere in una trama banale.(es. cattivone invincibile, vuole conquistare il mondo; ma un ragazzo tanto buono trova una spada o che so io con cui sconfigge lui e i suoi servi cattivoni anche loro!)
Questo punto, come in questo sito si è già parlato, è il più importante è difficile; perché a mio parere i grandi autori passati, hanno già racchiuso nelle loro storie gli elementi più spontanei della fantasia.
Forse non sono le parole giuste per spiegare quello che penso, ma spero che qualcuno trovi utili i miei consigli.
Un saluto a tutti gli autori sorgenti come me, mentre per chi già ha scritto un romanzo sappiate che è meglio il mio! :P
ciiaaaooooo

Bruno ha detto...

@ Anonimo: sei un po' semplicistico, ma meglio i tuoi punti che niente.

Anonimo ha detto...

Bruno hai ragione, in effetti per dare vita ad un buon romanzo fantasy quei punti da soli non bastano, la si può definire più che altro una sorta di traccia da seguire.
Però vorrei aggiungere un mio commento sui molti fantasy scoppiazzati o ripetitivi: a mio parere il vero problema è lo scopo dell'antagonista.
Tolkien,(il signore degni anelli è comunque uno dei miei libri preferiti) per esempio in quel senso è stato fortunato, perchè se lui avesse scritto ai nostri tempi, anche Sauron sarebbe stato banale e forse la storia che tutti conosciamo molto bene non verrebbe nemmeno scritta.

Bruno ha detto...

Be', Tolkien in verità è stato criticato molto proprio per il "cattivo" che è sempre lì che abbaia (e tutti dicono che sia terribile) ma non morde... A me sembrano critiche eccessive, con un briciolo di verità forse. Di fatto, in Tolkien il cattivo è "il" male, il diavolo praticamente: non si può banalizzare o rendere realistico, non può diventare un uomo "realistico" con le sue zone chiare e scure. Del resto NON E' un uomo.

Anonimo ha detto...

dopo essermi fatto delle grasse risate con la guida, aver letto l'infinta lista di post ed aver scoperto di avere una concorrenza allucinante (ebbene si, pure io sto scrivendo un fantasy assieme ad un amico) ho sentito il bisogno di dire la mia.
1) mi trovo assolutamente d'accordo con tutti coloro che ritengono i libri della troisi noiosi: mi ero appassionato alla prima trilogia, la seconda mi ha lasciato perplesso e infine non ho nemmeno finito il primo libro della terza tanto era ritrito l'argomento.
2) per chi non l'avesse letto, suggerisco "la corona di Lytar", di DeWitt, interessante ed appassionante fantasy un po' diverso dai soliti.
3) faccio i migliori auguri a tutti i miei concorrenti: spero davvero che qualcuno riesca ad avere successo, perchè ho trovato molti spunti ed argomenti interessanti nei vari commenti.

complimenti a bruno per il fantastico blog.
saluti a tutti
Lapo

Bruno ha detto...

Ringrazio Lapo per i complimenti, e in bocca al lupo a tutti quelli che stanno scrivendo. E leggendo...

Anonimo ha detto...

Sono arrivato al punto 6, ora devo solo tirarla sul lungo.

Anonimo ha detto...

mi è venuto in mente un altro titolo da consigliare a chi legge i commenti e vuole gustarsi una buona saga fantasy: leggete i primi due libri della trilogia di miki monticelli. sono "La scacchiera nera" e "L'ombra del guerriero": rimanendo in tema di fantasy "alternativi" che si discostino un pochino da quei punti, questi a mio avviso sono dei buoni libri. scorrono bene e la storia è piacevole ed avvincente ed ha un'ambientazione molto particolare.
Lapo

Anonimo ha detto...

Vorrei ringraziare il gentil Bruno per avermi permesso di leggere questa simpatica "guida".
Ebbene sì sono uno pseudo scrittore fantasy ma a differenza di molti, da quel poco che ho letto, sto scrivendo un fantasy esclusivamente per me e per i miei amici.
Non ho nessun interesse nel pubblicarlo e fortunatamente non ho bisogno di ricavare denari da questo hobby.
Sono intervenuto per spezzare una lancia a favore di Bruno: la Rowling non ha nulla di geniale, a mio avviso, e il suo lavoro è per me tutto, tranne un capolavoro.
Sinceramente ho sempre avuto una concezione diversa di "mago"; ho letto tutti i racconti della Sig.ra Rowling perchè in me era viva la speranza che, prima o poi, si sarebbe vista un'evoluzione sino ad arrivare a un livello di magia "moderna".
Il tutto invece finisce con due signori che blaterano parole che ricordano il latino sparandosi, con una bacchetta di zanne di drago, pongo colorato. (perchè questa è stata la trasposizione, personalemnte seguita dalla scrittrice, di ciò che ci ha raccontato).
Ho apprezzato la trama, il modo di raccontare e descrivere paesaggi e situazioni ... Ho apprezzato la minuzia con cui vengono descritti i personaggi.
Ciò nonostante non posso concepire un concetto di mago così riduttivo; forse perchè sono di un'altra epoca, forse perchè vorrei vederne una nuova.

Cordiali Saluti

E.G.P.

Bruno ha detto...

E.G.P.
mandami un capitolo, se ti va...

Anonimo ha detto...

daccordissimo con te ho appena finito di leggere inheritance
e sembra veramente che la figa gli faccia paura XD

Bruno ha detto...

Shh!!
Questo è un blog a basso contenuto di parolacce, anonimo, ti prego!

Anonimo ha detto...

Ehi, guardate che io (va bene, lo ammetto, faccio la sapientona e ho solo 12 anni XD)sto scrivendo un libro completamente fuori da ogni legge!numero uno certo, ammazzerò come posso, ma lo farò con la protagonista per farla risorgere proprio contro il cattivo e proprio qui parte il punto due:il mio cattivo è buono(approfitto degli spettri che possono fregare i corpi hehe...)e poi io ho creato un epoca mia(solo il castello del cattivo, più paesetti da casa di paglia)e non c'è un troll o un mostro simile in tutta la vicenda!(perchè diavolo dovrei sostituire gli esseri umani?Sono comodi e ce n'è a bizzeffe!). Ora direte che, ribadisco, sono un ultrasaccente, il mio libro farà schifo, che non è un fantasy ecc., ma in realtà ci sono maghi e combattimenti, terre infinite e addirittura una piccola scoperta sull'elettricità, quindi posso dire che è UN FANTASY!!!!!!scusatemi per il post infinito, ma questo è quello che volevo dire.
M.M.

Bruno ha detto...

M.M. ma se anche il cattivo è buono, di cattivi veri restano solo gli spiriti??

Anonimo ha detto...

io sono contrario/a alla 7 a)sono un'appassionata/o di fantasy e odio quando lo scrittore ci mette tre pagine per descrivere una radura con tre cose in croce. comunque le altre sono vere.

morte viola ha detto...

hai dimenticato i genicidi. morti ovunque sopratutto per le guerre. senza almeno un morto il libro è insipido; a meno che tu non sia un maestro, a alla fine di morte se ne parla sempre.

Bruno ha detto...

@ morte viola: ma questo è implicito! Si è mai visto un fantasy di successo in cui non muore nessuno?

morte viola ha detto...

uno c'è: i segreti di Nicholas Flamel l'immortale. ne ho letti due e non è ancora morto nessuno.

Bruno ha detto...

Oddio! pensa che non lo conosco affatto...

Anonimo ha detto...

Scusatemi per il ritardo alla risposta, sono sempre M.M.
Comunque no, lo spettro può essere comodamente colpito(anche se è un'impresa sconfiggerlo data la sua potenza, no, non sto dicendo che sia impossibile!) e in più assolda una miriade di mercenari, soldati e personaggi vari per mandarli all'attacco oppure per scontri 1 vs 1.

Anonimo ha detto...

ciao la guida devo dire è molto simpatica... i punti sono molto azzeccati però ci sono tantissimi libri che anche se dite essere imitazioni fanno la loro sporca figura
Terry Brooks è tanta ma tanta roba Paolini anche soprattutto con i primi 2 ma anche il 3 e il 4... la rowling è un genio ha creato quello che voi definite un fantasy originale...per esempio dobby era un elfo però un elfo domestico...geniale...ora sto leggendo Il nome del vento di Patrick Rothfuss ve lo consiglio
la saga di Shannara è bellissima e sol oil primo assomiglia un po' al signore degli anelli gli altri per niente...gli eredi di shannara anche quelli tanta roba non so come possiate infamarlo...
buona fortuna per i vostri libri

Anonimo ha detto...

E' davvero triste leggere determinati commenti. Credo che alla base della scrittura ci sia qualcosa che vada oltre alle "regole". Si deve seguire si una sorta di "percorso", e ciò non è banale,anche perchè un racconto può essere originale comunque. Esiste un modo per scrivere? Esitono dei target da rispettare? Ragazzi,piantatela! Soprattutto se si parla di fantasy. L'unica difficoltà può essere inventare qualcosa di nuovo. Bisogna scrivere con l'anima,con la mente e con il cuore. Tutto il resto verrà da se. Davide

Bruno ha detto...

Le "regole" di questo post, peraltro, sono SATIRA. Anche se spesso vengono prese sul serio.

Anonimo ha detto...

Ciao a tutti, :-) Sono Angelo Cardillo. Ho letto con molto piacere sia i mitici 10 sia i vari commenti. Ho trovato alcuni interventi davvero interessanti e con alcune persone, tipo Grace ad esempio, mi farebbe molto piacere scambiare pareri. Bruno mi sembra la classica persona tagliente attenta e concreta. Complimenti. Son un lettore fantasy e anche uno "scrittore". Tra i tanti scritti ne ho organizzati e pseudopubblicati 2. Consiglio a tutti di non cercare di vendere il proprio libro tramite i classici editori che spesso vi chiederanno un sacco di soldi. usate piuttosto sistemi tipo il miolibro di kataweb. Potrete mettere giu' il lavoro e presentarlo ad eventuali editori già fatto e finito. Per quanto mi riguarda, mi ha fatto piacere che dei 10 comandamenti sono stati snobbati. Nelle mie storie ad esempi non ci sono i super cattivi. :-) Ora che ci penso mi sento in colpa e mi sa che devo mettercene qualcuno.. Ahahah.. Altro consiglio, prima di scrivere rimanete a digiuno di lettura x un po'. :-) Io uso anche una casualità dovuta a dadi per scegliere cosa succede in certe situazioni. Un po' come nelle partite RPG :-) E' divertente a volte ci si deve adeguare ai risultati e rende la cosa un po' + plausibile...

Anonimo ha detto...

ciao sono Veronica e da poco ho iniziato a leggere fantasy,cioè ho chiaramente letto il signore degli anelli tanto tempo fa,ma letture fantasy una dietro l'atra solo da un anno,e devo dire che si è vero,io da lettrice scelgo il fantasy perchè voglio trovare elfi, maghi, terre sconosciute,un supercattivo e storie d'amore in situazioni inproponibili.Quindi devono essere scritti benissimo apposta perchè gira rigira la storia è sempre la stessa,io lo so,li scelgo apposta è bello leggere quegli scrittori che ti portano con loro nel mondo che hanno creato.
Però ho appena finito di leggere " la paura del saggio" e li il protagonista è orfano, povero,mago e all'inizio è pure poco sveglio con le donne anche se ne conosce tantissime,ma....durante la storia diventa: supercattivo e affascinante. In Pratica una leggenda e vi giuro che ora mi manca. scusate io non sono una scrittrice come molti su questo forum quindi non so se son riuscita a rendere la mia idea.Ho letto un'altro fantasy dopo quello,uno più legato agli schemi ma scritto peggio...ragazzi io aspetto il terzo volume e nel frattempo spero di incontrare il mago Kvothe.
Tutto questo per dire che,è ovvio che lo stile fantasy abbia delle linee guida altrimenti noi lettori non li compriamo,se cerchiamo fantasy ... però siamo pronti alle novità e siamo pronti ad abbraciarle.
Ho letto pure "le cronache del ghiaccio e del fuoco" e mison piaciute,ma eccco un'altra cosa che mi fa comprare un fantasy è la certezza che alla fine di una trilogia buona parte delle questioni siano chiarite,e in quello dopo 5 libri erano ancora tutte aperte....non va.

Per i vostri libri fatasy se volete vi faccio dei disegni personalizzati e in cambio me li fate leggere...hihihihi...

Bruno ha detto...

@ Veronica: Rothfuss (ovvero l'autore de Il Nome del Vento) aveva in effetti come obiettivo prendere gli elementi tradizionali delle storie fantasy e riproporli in maniera innovativa. Per me ci è riuscito molto bene. E ha anche (volutamente) cercato qualche novità. Nei sui libri il protagonista è sempre nei guai con i soldi e si parla spesso di denaro, spese da pagare, prestiti ecc... un'altra cosa che nel fantasy di solito vedi raramente.

Anonimo ha detto...

Son sempre Veronica;bruno si infatti oltre le cose che ho scritto quel libro mi è piaciuto per un sacco di cose anche le varie lingue del regno,il fatto che si deve procurare i soldi verissimo,le canzoni ecc ecc.
Ora non sto leggendo un fantasy ma la prossima ondata di lettura fantasy mi auguro di trovarne uno che mi faccia pensare a quel mondo anche quando non sto leggendo.

Bruno ha detto...

Buona lettura a Veronica!

giovanni cosentino ha detto...

grazie per i commenti XD è la prima volta che scrivo :) cercherò di seguirli passo passo ciao : )

Anonimo ha detto...

ciao a tutti! io sto scrivendo un libro fantasy! inizialmente sembra rispettare tutti questi canoni e essere uguale a libri precedenti, poi alla 4 pagina tutto lo stato iniziale si sconvolge... in pratica sembra il solito libro fantasy, ma più uno va avanti a leggere più divernta interessante...
Io sono dell'idea che se è un buon libro può anche non rispettare i soliti canoni (che considero 1 po' noiosi!!) e vendere lo stesso!

vitto ha detto...

salve a tutti.
io ho cominciato da poco a leggere fantasy, e ho letto solo HP, i libri di licia troisi e deltora.
mi trovo d'accordo su tutti i vostri commenti, tranne sul fatto che la Troisi sia noiosa.
beh, ammetto che l'ultimo volume delle guerre del mondo emerso l'ho letto a metà perchè mi annoiava, ma devo dire che "i regni di nashira" mi ha costretto a rifiutare alcune giocate a diablo 3 (che è veramente cosa difficile), infatti l'ho divorato in una settimana.

samantha ha detto...

Io sto scrivendo un fantasy, ma finora non ce niente di tutto ciò e questo mi scoraggia un tantino... spero comunque che il mio sia un libro di successo...anche se non ne sono sicura, come posso fare per migliorarlo?

samantha ha detto...

Salve a tutti, sono samantha e ho 14 anni. Sto già scrivendo un libro ma non sono sicura che sia di successo, il mio fantasy non ha niente di ciò che cè scritto????come posso farlo rendere di successo?

Bruno ha detto...

Samantha, questo articolo è SATIRA, elenca tutte le cose troppo scontate del fantasy. Evitale, e avrai già fatto un piccolo passo avanti.

samantha ha detto...

Ok grazie mille

R.R. - D. Rossella ha detto...

Salve a tutti.
Caro Bruno, dopo aver letto questa fantastica scaletta e dopo avermi regalato un buon quarto d'ora di risate, posso dirti con sincerità che ti sei conquistato gran parte della mia stima per averla tradotta e pubblicata. (So che non è tua,ma ti ringrazio lo stesso). Si è vero questa è una buona satira, nessun attacco personale nei confronti degli scrittori di questo genere, però ad essere sincera dopo aver letto queste cose un pò mi viene da pensare ''Che noia,ora so che tutti i fantasy seguono la stessa linea...'' e per un attimo ci rimani un pò.
Da quello che ho letto (e posso dirti con certezza che mi sono sciroppata tutti i commenti, dal primo all'ultimo),qui in Italia ci sono tanti scrittori Fantasy ed ho pensato ''Miseraccia!!!'' (non è una bestemmia), e questo da lettrice che sono un pò mi sconcerta perchè penso ''dove andremo a finire prima o poi? - riavremo mai un giorno scrittori degni di essere definiti tali?''. Penso questo ed in parte ho paura, poichè mi domando se i racconti Fantasy dei tempi nostri andranno sempre a parare sul banale senza riuscire in qualcosa di diverso ed originale. Credo che il problema di fondo in Italia sia proprio questo, non voglio offendere nessuno sia ben chiaro, ma penso che troppe persone vogliono fare gli scrittori senza conoscerne il vero significato; io ad esempio ho sempre creduto che per fare lo scrittore o la scrittrice non dovevi essere solo potenzialmente dotato di talento ma bensì avere anche una laurea in Storia, Filosofia o Letteratura o quel che sia...insomma credevo che ci volesse un tipo di ''licenza'' che ti permettesse di farlo; ma tutto questo l'ho creduto fino a 13 anni.Io come tanti altri, mi sono abbracciata al ''Lo Hobbit'' e al bel mattoncino del ''Signore degli anelli'' di Tolkien, e credo che ancora tutt'oggi a distanza di anni, lui sia stato l'unico a portare l'idea dell'originalità ma nel mondo Classico, e quindi comunque non seguendo nessuna ''scaletta'' ma bensì darle le orme e crearla, infatti tutti sappiamo che viene definito il progenitore e l'ideatore del genre Fantasy.In realtà ho letto poco di libri Fantasy,e qualche anno fa mi passò per mano un libro della saga di Harry Potter (credo fosse il secondo) e ad essere sincera a quanto ne parlavano così bene, ci sono rimasta veramente male e amareggiata, poichè mi aspettavo molto di più;non voglio dire che è stato noioso (di noioso e di peggiore c'è ben altro) ma è stato se non altro banale, poichè non hanno fatto altro che mettere assieme tanti semplici elementi che è vero assieme funzionano, ma che non hanno nulla di assolutamente geniale per quanto dicono! Ho letto alcuni del genere ''Romanzo storico'' nulla a che vedere con il Fantasy; come Il cavaliere Nero di Bernard Cornwell oppure La spada che canta di Jack Whyte, che mi sono piaciuti ma non mi hanno appassionata in gran modo. E solo in ultimo, che veramente mi ha annoiata e non ho concluso di leggere, è uno dei Best seller modiali (così lo definiscono) di Marion Zimmer Bradley ossia dal Ciclo di Avalon Le Nebbie di Avalon praticamente un classico dei classici, ma per noiosissimo ...
Quindi vi prego cari ''Neo-Peseudi-In erba-Scrittori''... la mia non è una critica, ne un'offesa, ne un attacco, non sto qui a dire di non scrivere nessuno ve lo vieta e non lo faccio di certo io...ma la cosa più importante cercate di far del vostro talento qualcosa di originale e non ripetitivo e soprattutto cercate il fine per un messaggio da dare, un significato, perchè credo che senza di quello un libro muore.

Perdonatemi per il post lunghissimo, ma ci tenevo a dire anche la mia ;)
Buon lavoro a tutti!

Bruno ha detto...

Ciao R.R. D. Rossella, come probabilmente saprai Tolkien non ha fondato il fantasy ma ha creato un bel problema... ha costruito un canone cui si sono ispirati a valanga tutti gli altri. E per uscirne si sono creati altri canoni: urban fantasy, fantasy romance, vampirucci e simili.
John Wright, in un'antologia che sto leggendo (Songs of the Dying Earth), scrive un commento che voglio citare: "sono abbastanza vecchio da ricordare i giorni prima di Dungeons & Dragons, quando i libri fantasy erano così rari e bizzarri che non ve n'erano due simili... si potevano trovare molte idee brillanti e strane in quelle fantasie."

Falhxer Focsa ha detto...

Gia pero ritotornamdo alle vecvhie regole ,essere troppo origunali e uscinirne da tutti glischemi a volte non fa bene la gente abituata al solito fantasy nncapirebbe e bam falimento.consiglio la.cos migliore da fare secondo voi e non perforza copiare o essere originali gatte un po di tutte due e questo la vera conquista dello svrtore,nota copiare intendo gli schemi,scusate per la grafia brutta scritto dal cellp. Anonimos poi pensero un nick

Bruno ha detto...

@ Falhxer Focsa: per un racconto breve credo che far riferimento a un universo conosciuto da tutti i lettori (elfi nani e quelle robe lì) possa essere prezioso per via dell'ambientazione che esiste già ed è condivisa. Ma chi scrive un libro fantasy dovrebbe CREARE qualcosa di suo.

Anonimo ha detto...

notavo come anche l'epopea di Gesoo di Nazareth, coincida con le tue "regole" fantasy. Con qualche sapiente ritocchino potremmo farne una pubblicazione importante e longeva...




Ghi(g)no di Tacco

Bruno ha detto...

Ghigno di Tacco, a dire il vero i Vangeli raccontano una storia molto, molto diversa.
Comunque le cose scritte nel post non sono mie regole, e non sono nemmeno regole. Come dicevo fin dai tempi del post, è un pezzo satirico che ho tradotto dall'inglese.

Andrea ha detto...

Premesso che non sono un grande lettore di romanzi fantasy, posso comunque affermare con certezza che tali regole si applicano a quasi tutti i film del genere fantasy, che siano basati su libri o meno... e anche a telefilm - La Spada della Verità ad esempio, che ho trovato interessante nonostante l'originalità non fosse il suo forte, ma i bellissimi paesaggi, le battute argute e la bellezza delle protagoniste mi ha tenuto incollato allo schermo!

Buona fortuna a tutti gli aspiranti futuri scrittori che hanno postato qui i loro commenti - soprattutto a quelli che scrivono "oppignone" anziché opinione o "Ma avvolte" invece di "Ma a volte"... ne avranno davvero bisogno! ;-)

Bruno ha detto...

E dai Andrea non fare il cattivo!

Kahlan Rahl ha detto...

Questa guida mi fa troppo ridere perché è lo stesso che penso io di molti libri fantasy epicocavallereschi =)
Genere che tra l'altro ho scopeto da poco e che mi piace

Ammetto di non aver letto tutti i commenti, quindi mi scuso se ripeto cose già dette.

In un commento ad un libro lessi una cosa molto bella, ovvero il fantasy è in poche parole un romando d'avventura, e che avventura sarebbe sensa mirabolanti pericoli? Senza l'eroe? Il cattivo poi è indispensabile, che sia un mago, un uomo o un limite stesso dell'eore in ogni romanzo d'avventura c'è qualcosa/qualcuno da combattere. Il fantasy non può quindi fare a meno di un eroe, di un nemico e dell'avventura che porterà alla sua sconfitta.

Secondo me non ci si dovrebbe soffermare sui singoli punti della trama, vededre se ancora una volta gli elfi sono vulcaniani ed i nani sono klingon, mettere a confronto i singoli maghi. Si dovrebbe imparare a soffermaci sul COME viene narrata la storia. Ci sono autori che presentano degli eroi senza emozioni, altri che invece ci mostrano le loro paure e titubanze. Ci sono libri in cui le battaglia sono solo di magia e spada, altri in cui gli ostacoli da superare sono allegorie della della difficoltà della vita. ...
Secondo me si può essere innovativi pur rispettando tutti i punti del canovaccio perché l'innovazione è sul come si conduce il lettore lungo l'avventura.
Certo un pizzico di originalità in alcuni punti del canovaccio non guasterebbe, sono ancora alla ricerca di elfi grassi ubriaconi e di nani dediti al giardinaggio ornamentale =P


Se uno ci pensa poi tutti i romandi "di genere" hanno un copione da seguire.
In giallo non possono mancare il morto e l'assassino, il cerca è dato dal movente ed il protagonista è l'investigatore di turno. I moventi dopo quello per soldi/potere, il passionale e "mi scusi ho sbagliato vittima" non ne trovo altri.
La maggior parte delle volte l'investigatore arriva alla soluzione dopo un processo logico deduttivo ... ed un pizzico di culo. Certo si può giocare sull'ambientazione, ma se uno ci pensa quello che distigue veramente un giallo dall'altro è il protagonista ed come ogni protagonista arriva alla soluzione in modo diverso, anche se poi le regole investigative sono le stesse per tutti.
Lo stesso di dovrebbe dire per il fantasy, ogni eroe ha il suo buon "manuale del giovane salvamondo", ma gli autori dovrebbero fare in modo di rendere ogni eroe unico,


Bruno ha detto...

Kahlan Rahl ha fatto un intervento molto interessante, per quanto enigmaticamente concluso con una virgola...

Kahlan Rahl ha detto...

ops! La virgola voleva essere un punto =)

Bruno ha detto...

Benissimo, il mistero è risolto :)

Anonimo ha detto...

Molto utile questa guida ^^

Elisa Regano ha detto...

Io sono la prima ad essere un'agguerita "ANTIBANALITA'..e come voi sono convinta che per scrivere un buon fantasy ,la prima regola sia cercare di essere creativi il più possibile.. (invece che giocare a fare i miniTolkien.. che tanto non saremo mai...dato che di Tolkien nella storia ce n'è stato uno e uno solo...e io lo adoro con tutto il cuore *__________*)...
Secondo me però, è anche vero che alcuni elementi citati e catalogati come "clichè" rappresentano in qualche modo l'essenza del genere fantasy..e debellarli del tutto potrebbe rivelarsi contropruducente...insomma.. io ssono molto per "il giusto sta nel mezzo"...Ok all'originalità e l'innovazione...ma sempre in modo intelligente..altrimenti si rischia di scrivere qualcosa che ha la pretesa di essere fantasy...ma che in realtà non ci somiglia nemmeno lontanamente.. io stessa lavoro da un po a un romanzo fantasy..e mi sono resa conto che è veramente difficile!!! speriamo ne esca fuori qualcosa di almeno discreto..

Bruno ha detto...

@ Elisa: se hai letto la lunga sfilza di commenti a questo post probabilmente hai già visto come la penso... un conto è rinunciare a scopiazzare nei dettagli un altro autore. Un altro è rifiutare di aderire ai topoi, ai grandi temi di un genere. Scrivere del viaggio di un eroe che deve compiere una impresa non è scopiazzare Frodo nel Signore degli Anelli, è semplicemente dire la propria su una tematica eterna.

Scrivere di saggi elfi immortali e di nani che sfoderano l'ascia e bevono birra è rigirarsi nelle solite banalità.

Falhxer Focsa ha detto...

Il mio fantasy ke scrivo nn ha un cativo e un buono ma sono la stessa cosa .L eroe e diventato oscuro e la ma ggior parte delromanxo si svolgera dalla parte del lato oscuro ovviamente il cattivo classico nn ha motivi per distrugere il mondo il mio cela :la semplice banale sopravvivenza e nn e detto ke ci devono essere cattivo e buono scusate per il post lungo

Bruno ha detto...

@ Falhxer Focsa: l'idea del cattivo che una volta era buono, o che potrebbe diventarlo, in effetti non è ancora così sfruttata e ritrita (pur non essendo originale al 100%). Spero però che non la scriverai con il linguaggio da SMS, che io sono un po' all'antica.

Anonimo ha detto...

Illuminante, non c'è che dire, ho divorato con avidità la traduzione da te fatta ed anche i commenti, e devo dire che anche non intendendomi quanto i lettori accaniti di fantasy a modo vostro avete tutti ragione...

Credo soprattutto a uno dei commentatori che ha detto che basta leggere un piccolo libricino fantasy per sentirsi subito scrittori, perche quel commento toccava me in particolar modo.

Frase del tutto scontata: anche io pensavo di scrivere un fantasy, sì lo so era ovvio, da notare che ho trovato questa guida cercando appunto su google una guida quindi cosa potevate aspettarvi?

Io non ho letto molti libri proprio come disse il sopracitato commento, tuttavia mi sono sempre trovato bene nel creare storie, anzi ho sempre trovato difficile restare nella realtà perche spesso vago molto con i pensieri e la fantasia (non avendo nulla di meglio da fare) e stata la mia ragazza (lettrice accanita di libri) a spingermi verso questa direzione dopo aver ascoltato qualcuna delle mie idee durante una discussione iniziata chi sa quando, ha detto che avevo potenzialità e così mi sono imbarcato in questa impresa.

Solo che ora mi chiedo vale davvero la pena di scriverlo?
Certo io tempo da perdere ne ho tanto quindi potrei farlo (guardando questo aspetto), sono anche disposto a studiare eccetera ma a che pro se poi devo seguire una storyline gia predisposta da un secolo?
Pensavo di dover essere io a scrivere la storia invece in più di un sito ho trovato questi 8-10 punti e c'è chi è severo nel dettarli anche.
Secondo voi è sbagliato scrivere seguendo i propri canoni casomai prendere solo spunto da anche solo una di queste "regole"?
Personalemnte vorrei citare un libro che ho letto, in cui alla fine uno dei protagonisti viene catturato dal'oscuro signiore e interrogato da egli stesso (che evidentemente non aveva niente di meglio da fare che interrogare questo povero idiota) poi durante l'interrogatorio il sogniore oscuro ha un crollo emotivo e si mette a parlare dei suoi sentimenti con questo tizio in catene (mi riferisco a un certo libro di una certa Troisi).

Critico invece chi crtica il nostro buon Sauron di Tolkien, a parer mio lui non ama distruggere il mondo perche si e svegliato con l'occhio di traverso, vuole creare un nuovo mondo, e per farlo a deciso di usare la terra di mezzo ma prima era meglio dargli una bella ripulita.

Sono sempre stato logorroico e mi scuso, vi saluto e spero mi diate opinioni su cio che ho scritto sopra.

Saluti, Max

Bruno ha detto...

Oddio, Max... il cattivo che a un certo punto ha un crollo ce l'aveva servito anche Manzoni, poi non so se questo caso ci somiglia o no...
Quanto a Tolkien: lui va per archetipi* e scrive un'epica. Il male è il male e non si discute. Ma come Tolkien ce ne può essere solo uno.

*Archetipi: vedi ad es. http://it.wikipedia.org/wiki/Archetipo

Kahlan Rahl ha detto...

All'anonimo che vuole scrivere il fantasy con le sue regole io suggerisco di provare.
In fin dei conti cosa hai da perdere?
In alcuni casi penso che siano le "regole" a venire da te, nel senso che se vuoi scriere un romando di un determinato genere devi comunque seguire un determinato percorso e/o determinate regole: non c'è romanzo di avventura senza appunto una avventura, non c'è romanzo rosa senza due innamorati, non c'è giallo senza un cadavere... non c'è romando fanstasy senza almeno un elemento che ci faccia capire che non siamo proprio su questa terra anche se nel romanzo non ci sono persone con le orecchie e punta, altre che vanno a giro facendosi luce con globi luminosi, o bambini che fanno capricci perché per il compleanno vogliono un cucciolo di drago.

Al massimo potresti innaugurare un nuovo filone fantasy che verrà avidamente seguito e copiato dagli scrittori futuri =)

Tanto tempo fa lessi una discussione secondo la quale la trilogia classica di Guerre stellari era in realtà un fantasy con linguaggio da fantascienza:
1) c'è lo sfigatello di turno che guarda caso si scopre pieno di potere magico ... vedi la forza
2) c'è un cattivone da sconfiggere e guarda caso solo tu, con l'aiuto della simpatica combriccola, lo puoi sconfiggere
3) Naturalmente il nostro eroe deve prima impadronirti del suo potere (lezioni da Yoda)
4) Prima di sconfiggere il cattivone deve superare un poco di avventure ... ci sono voluti tre episodi per sconfiggere il male
...


Per il cattivo non cattivo possiamo dire che adesso vanno di gran moda, basta citare due personaggi televisivi di gran moda come Dr. House e Dexter



Comunque ripeto, tenta, scrivi. Potrebbe nascere come un fantasy e finire come un altro genere, ma comunque sempre bello.


Se mi posso permettere allego il link http://www.latelanera.com/scritturacreativa/lezioni/ ad una pagina internet in cui uno scritto di fantasy da i suoi consigli di scrittura, consigli che a ben vedere sono validi un poco per tutti i generi.

Bruno ha detto...

Sul fatto che Guerre Stellari abbia moltissimo della saga fantasy non ci piove. Del resto la Forza e tutto quel che ci gira intorno vanno verso il sovrannaturale e non l'ipertecnologico.

Il link è pertinente e quindi è approvato.

Anonimo ha detto...

Aramcheck te lo scrivo io un libro fantasy anticonvenzionale!!! aspetta e vedrai ;)
Clizia M.

Bruno ha detto...

E cosa vuoi scrivere, Clizia?

Ghilandre ha detto...

Perchè un libro fantasy non può avere una scena di un rapporto sessuale? Nel mio l'ho scritto u.u

Falhxer Focsa ha detto...

Ghilandre , un fantasy e letto anche dai piu piccoli nn puo essere erotico , sono sicuro che se magari trovassi una casa editrice che te lo publica quelli paryi le toglierebbe e poi se ti piace tanto scrivere cose del genere potresti svrivere un romanzo erotivo , nessuno ti dice di no.

Bruno ha detto...

@ Ghilandre: il post è un pezzo di SATIRA che ho tradotto dall'inglese. E ovviamente scrivere di sesso in un fantasy si può, ma come ti ricorda Falhxer Focsa dipende se va bene per il pubblico cui ti rivolgi.

Anonimo ha detto...

Salve a tutti, vorrei un consiglio, sto lavorando a una trilogia, il primo l'ho finito, con tanto di mappa e simboli delle varie lingue, il secondo procede bene, e vorrei sapere quale casa editrice in italia può avere interesse nel pubblicarlo. Secondo voi e meglio tradurlo in inglese e spedirlo dove regna veramente il fantas? (tipo america Inghilterra) o dovrei tentare in italia? E se si da chi? Aiutatemi vi prego, il primo volume sono 400 pagine. E vorrei evitare di vederlo in una libreria dimenticata da Dio, per questo mi ripongo al parere di persone competenti. Grazie Marco!

Bruno ha detto...

In Italia se non hai 12 anni ti vedo male ( http://www.corriere.it/cultura/12_dicembre_23/romanziere-12-anni-filippo-torrini-porta-misteri_b92811f8-4d38-11e2-83d8-cd3029dc7d61.shtml ) per l'estero, dipende da come te la cavi con l'inglese. Se fossi così esperto, avrei prima pubblicato il mio, poi ti avrei dato le dritte per pubblicare il tuo :)

Anonimo ha detto...

Grazie per la risposta bruno, purtroppo o 23 anni, e il mio timore e di vedere il libro in una libreria dimenticata da Dio, per la lingua non c'è problema, non sono esperto. Ma posso pagare un amico che è laureato in lingue affinché lo traduca, odio dirlo, ma in italia nessuno da credito ai giovani, sopratutto agli sconosciuti come me, mamma mia, penso che anche a te darebbe fastidio lavorare con impegno e passione su di una cosa a cui tieni per poi vederla in frantumi solo perché in Italia c'è questo scetticismo, speriamo bene, il fantasy e il genere che preferisco, hai la possibilità di creare un mondo tutto tuo, con le tue regole, con le tue idee, e lotterò fino alla morte per riuscire a pubblicare in qualche casa editrice che possa valorizzare, grazie della risposta. Auguroni di buon Natale! Marco!

Bruno ha detto...

Marco, innanzitutto buon Natale, e se vuoi un consiglio (serio stavolta) non puntare su una singola "opera della tua vita."
Prova a essere prolifico e generoso di idee e ispirazioni, a regalare del materiale al pubblico, a cercare il riscontro e il feedback (scusami per l'inglesismo) e a offrirne a tua volta. Fai passare del tempo, studiati le tecniche, perché no, poi riguarda quello che hai scritto e che ora ti sembra ottimo e vedi se non è possibile arricchirlo... insomma, migliorati, perfezionati e fatti conoscere. Può darsi che riesca a farti notare, oppure no, ma se sei un appassionato non sarà tempo perduto.


Anonimo ha detto...

Grazie del consiglio, penso che inizierò un nuovo libro,ci penso da un pò, e credo che il libro tratterà vampiri e licantropi. Ultimamente questi due esseri sono stati resi buoni e rispettosi della vita umana, ma quando mai?? Un vampiro che non tocca umani? Un lupo mannaro che difende gli umani? Mio Dio! E un offesa, questi due esseri sono sempre stati malvagi, odio che vengano ridicolizzati in questa maniera, comunque, grazie della risposta bruno, sei stato di grande aiuto, Marco!

maurino87 ha detto...

ciao mi chiamo mauro ,ho 25 anni e leggo moltissimo,da qui la mia passione di iniziare a scrivere un libro fantasy,perchè mi appassionano molo...di fantasia ne ho...ho già provato a buttare giù qualche riga e sxo che ne esca non un capolavoro ma un buon libro!!!!!continuiamo a sognare per ora!!!!!ciaoo

Bruno ha detto...

Ciao Mauro, come procede?

Bruno ha detto...

A parte la satira che è il tema di questo post, chi desidera leggere le mie opinioni su cosa si deve fare e cosa evitare quando si scrive le trova qui: http://www.mondifantastici.blogspot.it/2013/01/come-non-bisogna-scrivere-un-libro.html

buona lettura.

Anonimo ha detto...

Buona sera! Sono sempre Marco! Mi servirebbero un altro paio di consigli!! Avete mai sentito parlare della booksprint? Aiutatemi!! Sto iniziando a sondare l'insidioso mondo dell'editoria! E mi sto ritrovando con le dita nella marmellata!! Conoscete questa casa editrice?? Grazie in anticipo! Marco!

Bruno ha detto...

Ciao Marco,
se sei proprio proprio sicuro di lanciarti in una autopubblicazione potresti cominciare a chiederti se il cartaceo è indispensabile oppure se non possa per adesso bastarti una forma digitale virtualmente gratuita (sei andato a guardare l'altro mio post, linkato qui sopra?).

Comunque in fondo a questo paragrafo c'è il link a un sito dove vi sono valutazioni su parecchie case, tra cui quella che hai indicato.
Tieni presente comunque che per la tua iniziativa non ha senso spendere diverse migliaia di euro. Secondo me, nemmeno mille (quando mai li recupereresti?). Occhio alle richieste esorbitanti quindi...

http://www.softwareparadiso.it/studio/letteratura/scrittori/autopubblica.html

Anonimo ha detto...

Grazie, come al solito sei stato illuminante!! Temevo si trattasse di autopubblicazione, non ci penso nemmeno di dover pagare, visto che deve essere l'editore a scommettere su di te!! E qui si ritorna alla solita domanda. Quella da un miliardo di euro, chi tra gli editori in italia e in grado di scommettere su un libro di uno sconosciuto?? Mamma mia, ragazzi in bocca al lupo, la strada e ardua! Ma se si crede nel proprio lavoro bisogna essere determinati, ancora grazie, come al solito mi illumini!! Comunque in breve tempo o ideato un altra trilogia horror fantasy!! La bozza e già stilata! Vediamo un pò come si svilupperà!! A proposito, piccola domandina anche se è molto individuale, scrivere tre pagine al giorno e poco? Io seguo più o meno questo ritmo,e un ritmo accettabile? Grazie ancora, Marco!

Bruno ha detto...

Tanto per chiarire, Marco, in quel caso si tratta di editoria a pagamento. L'autopubblicazione può esser fatta anche in altri modi (anche gratuiti...).

Quanto ai ritmi dello scrivere, direi che ognuno ha i suoi e c'è poco da fare.

Eiden ha detto...

Ciao :)
Ho letto questi punti e sono consapevole che molti fantasy li rispettano. Purtroppo ciò diviene poi banale e prevedibile.
Sto scrivendo un romanzo fantasy e l'ho paragonato rispetto ai punti di sopra. Devo dire che alcuni li ho rispettati, ma sono quelli meno banali. Altri no o non del tutto. Vediamo:

1. La protagonista non è scema, ignorante, senza scopo. Ha alle sue spalle un passato poco felice ed è "orfana", ma questa è faccenda più complicata.

2.La cerca ci dev'essere. In ogni storia c'è uno scopo da perseguire, anche se da me la cerca non diventa il classico: partiamo a salvare il mondo perchè so che il destino di tutti è nelle mie mani. La mia protagonista ha uno scopo, e intraprende un viaggio, ma lo fa da sola e persegue scopi strattamente personali senza curarasi del mondo.

3. Non posso dire di aver creato una copia della "compagnia dell'anello". La protagonista viaggia solitaria per quanto è possibile. Il suo unico compagno permanente è il co-protagonista. La storia parla infatti di due giovani le cui vite, i sogni e il viaggio s'intrecciano, perchè si accorgono col tempo di essere simili. Gli altri personaggi "di supporto" in genere compaiono lungo il viaggio e prestano il loro aiuto o meno sul posto, ma non si spostano insieme alla protagonista.

4. La mia protagonista non ha una guida. Almeno non nel presente. Nei flashback verrà svelato da chi ha appreso quello che sa, ma in ogni caso quella "guida" non è il classico tipo barbuto, vecchio mago saggio e inutile. Quella guida è un personaggio particolare con una sua caratterizzazione interna che a volte compie gesti che vanno contro tutti iclichè della figura del maestro.

5. creare la mappa è indispensabile direi, giusto perchè il lettore sappia come avvengono i spostamenti. Quindi questo punto lo rispetto in pieno. La creazione della mappa non dev'essere per forza subordinata alla realtà, ma basta che appaia verosimile.

6. Da me il cattivo c'è, ma ha la peculiarità di essere assente per gran parte della narrazione e compare verso la fine. Per lungo tempo si è ignari della sua esistenza. Egli però non è nè onnipotente ne assetato di potere. Ha i suoi buoni motivi per agire, e non è del tutto senza cuore. Certo, è molto forte, ma può essere ucciso e non per forza dal protagonista (infatti non sarà la protagonista ad ucciderlo). Comunque è un antagonista apparente. Il vero nemico non è ne una persona ne un essere vivente, bensì un'ideologia di base.

Eiden ha detto...
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