Con questo post arriviamo ai film più recenti di Dario Argento da me visti, nella mia rassegna alla ricerca del Dario perduto. Per prima cosa parliamo di Giallo, del 2009, ambientato a Torino. È uno dei gialli sanguinolenti cui questo regista ci ha abituato. L'assassino è un tizio dai lineamenti rozzi e bruttissimi che si diverte a catturare giovani donne straniere bisognose di un taxi: una volta salite sul suo (finto) taxi queste donne vengono rapite, legate, torturate e uccise. Quando da solo, il nostro eroe si diverte a leggere pornografia e guardare sullo schermo del computer foto delle donne che uccide, mentre tiene un ciuccio in bocca (veramente). Se ve la sentite di sopportare le anticipazioni e tutto il resto, vi invito a procedere.
La giovane Linda, interpretata da Emmanuelle Seigner (Frantic), cerca disperatamente di interessare la polizia alla scomparsa di sua sorella Celine (interpretata da Elsa Pataky, attiva nella serie dei vari Fast & Furious). Così si appiccica a un poliziotto della omicidi, tale Enzo Avolfi. L'attore è Adrien Brody (La Sottile Linea Rossa) e la sua è forse la migliore interpretazione del film, sebbene il personaggio del poliziotto genio che lavora da solo, ma che tiene anche una grande colpa sulla coscienza (da ragazzino ha ammazzato qualcuno per farsi giustizia), non sia molto riuscito. In particolare, questa storia del passato di Enzo non ha grandi effetti sul resto del film.





