Continuiamo il discorso aperto qualche giorno fa con una disamina degli argomenti espressi nel libro (in inglese) Your Brain on Porn, scritto dal biologo Gary Wilson. Per l'autore la pornografia è una dipendenza seria, e un numero crescente di persone se ne è resa conto. In vita Wilson ha gestito dei forum, dove chi voleva liberarsi dalla pornografia veniva a scambiare le proprie esperienze. Molto di questo materiale lo si trova nel libro, anche se qui non potrò dare spazio. Gary Wilson ritiene che il mondo sia in ritardo nel riconoscere il pericolo della pornografia, perché, come altre dipendenze, come ad esempio quella dal tabacco, anche questa non è subito stata riconosciuta come tale.
Non voglio addentrarmi eccessivamente nelle diatribe, ma Wilson lamenta che vi siano ancora forti opposizioni, anche di stampo "ideologico," nel mondo di psicologi e psichiatri, all'accettare l'esistenza di una dipendenza da pornografia. L'autore afferma di non voler dire al lettore che "ha per forza" un problema con il porno, ma desidera semplicemente dare delle indicazioni a quelli che cominciano a rendersi conto di avere questo tipo di problema. Per lui il discorso non riguarda il conformismo religioso o la sessualità, o essere libertari e simili punti di vista. Riguarda la natura dei nostri cervelli, e la risposta che danno a un ambiente che cambia radicalmente, con adolescenti esposti al porno fin da giovanissima età, la disponibilità di contenuti gratuiti di ogni genere in streaming, con possibilità di fruirne comodamente nell'anonimato. Esperienze che, evidentemente, mettono a dura prova le menti di primati come noi, geneticamente predisposti a una vita di fatiche e a trovare il piacere come e quando capita, e non a essere tentati da immagini eccitanti a valanga in quantità infinita.





