martedì 14 febbraio 2023

La mostra di Hieronymus Bosch a Milano

 Hyeronimus Bosch è un pittore che probabilmente ha stuzzicato l'interesse della maggior parte degli appassionati del fantastico, pur avendo vissuto a cavallo tra il '400 e '500. Questo per il suo sfrenato immaginario fantastico e allegorico.  La mostra attualmente aperta a Milano pone l'accento sul fatto che è esistito un altro rinascimento: meno spinto al recupero dello stile classico e dell'armonia delle forme, e più aperto al macabro, al fantastico e all'onirico.

Bosch ha avuto un grande successo ai suoi tempi e, come la mostra ci documenta, una innegabile influenza su altri artisti come Bruegel il Vecchio, ma anche su diversi italiani; tanto che elementi "allo stile di Bosch" o direttamente presi a prestito da lui compaiono frequentemente nell'opera di autori di gran parte d'Europa per un lungo periodo.

venerdì 10 febbraio 2023

Ancora sul problema dell'arte moderna

 Un anno e mezzo fa avevo parlato in un post della "merda d'artista" di Piero Manzoni e in generale sulla crisi dell'arte moderna, che non riesce più a essere capacità di "fare" qualcosa ma solo idea astratta o provocazione (parlo di arti figurative principalmente). Ne era nata una discussione con un lettore del blog (M.N. Blackbeard) sul valore dell'arte nel tempo, che non sarebbe costante. La reazione di un mio amico (ora ex amico) al post mi ha spinto a fare altre valutazioni.

L'interlocutore, che conosce l'ambiente degli addetti ai lavori anche se non ci lavora direttamente, mi scrisse che era "curioso vedere due persone che fanno affermazioni su cose che non capiscono... anche questo è il bello della democrazia." Ora magari io non sono la persona più colta della terra, ma colsi subito la similitudine fortemente offensiva con la famosa fase di Umberto Eco, sul web che ha dato la parola a legioni di imbecilli. E chiesi spiegazioni. Ecco cosa ne venne fuori.

martedì 7 febbraio 2023

The Pale Blue Eye - I Delitti di West Point

 Ci sono film spettacolari ma privi di alcun valore che infestano per settimane migliaia di sale cinematografiche. E ci sono film come questo The Pale Blue Eye - I Delitti di West Point (senza "i delitti di..." nel titolo originale). Un film in costume, più che discreto, magari con qualche difetto o lungaggine ma rispettabilissimo, che però al cinema non arriva nemmeno, passando direttamente a Netflix. Il regista Scott Cooper ha adattato un romanzo (con lo stesso nome) creando questa pellicola fatta di atmosfere austere, divise militari, ambienti poco illuminati ma distese innevate e paesaggi naturali fantastici: la trama prende il via da un'indagine in cui viene coinvolto un investigatore in pensione, August Landor (interpretato da Christian Bale), che deve scoprire qualcosa di più sul presunto suicidio di un cadetto dell'accademia militare di West Point.

Gli ufficiali vogliono chiudere la cosa senza eccessivo scandalo, ma il caso ha dei particolari molto dubbi, e molto cruenti: il cuore è stato asportato dal petto della vittima. Landor è un alcolizzato la cui moglie è morta e la figlia è scappata via, ma non ha perso il proprio fiuto di investigatore. Arriva rapidamente alla conclusione che il cadetto è stato assassinato.

domenica 5 febbraio 2023

The Influence of the Great War on Tolkien

 When writing The Lord of the Rings, was Tolkien influenced by his war experiences? He denied the war had a significative effect on his writing, except maybe for some landscapes. But we know Tolkien was a bit reticent when questioned about his creative process. In his book Tolkien and the Great War, John Garth argued that the author's experiences in the conflict influenced Middle-earth's mythology.


Difficult to demonstrate. In some cases, it seems obvious; in others less evident, but we always remain in the area of conjectures.

giovedì 2 febbraio 2023

Stalingrado, 80 anni fa

 Il 2 febbraio è l'anniversario della fine della battaglia di Stalingrado. Un fatto antico (anno 1943, 80 anni fa), ma che ha contribuito a creare, nel bene o nel male, il mondo in cui viviamo.

Come si è arrivato a questa battaglia? L'offensiva tedesca del 1942 era l'ultimo tentativo di risolvere in maniera non sfavorevole per l'Asse la Seconda Guerra Mondiale. Ricordiamo che nel 1941 la famosa Operazione Barbarossa, l'invasione a sorpresa dell'URSS, era fallita alle porte di Mosca, con gravi perdite tedesche.

Alla Germania adesso stavano venendo a mancare le risorse, soprattutto il petrolio, e vi era l'esigenza di andare a toglierlo ai Russi. Pertanto venne dato il via a una offensiva che si divideva in due diverse direzioni: a nord, verso il fiume Volga e Stalingrado, e a sud, verso il Caucaso dove si trovavano i grandi pozzi petroliferi di Baku e Maikop. La parte nord dell'offensiva serviva a proteggere da attacchi alle spalle le forze nel Caucaso, e a bloccare il Volga, importante arteria di rifornimento sovietica.

Le cose si misero subito male per l'Asse. Diversamente dall'anno precedente, i Sovietici non si fecero bastonare sulla linea del fronte ma si ritirarono concedendo terreno, in previsione di dare battaglia nella stagione fredda più favorevole a loro. A sud, nel Caucaso, i Tedeschi arrivarono a uno dei loro obiettivi, Maikop, dove trovarono i pozzi petroliferi sabotati; poi la loro offensiva si arenò. Verso il Volga l'offensiva procedette a rilento, con grandi difficoltà logistiche, ma alla fine giunse al grande fiume.

venerdì 27 gennaio 2023

Suspiria (2018)

 Non ho visto nulla di Luca Guadagnino prima di questo film. Perché abbia deciso di fare un remake di Suspiria lo ignoro. Tuttavia dopo aver visto (finalmente) il film omonimo di Dario Argento, ho visto anche il suo per curiosità. A dire la verità Guadagnino va oltre la trama del film da cui trae ispirazione: oltre al tema del malvagio matriarcato che si nasconde dietro la maschera della scuola di danza, il regista esplora e cerca di collegarvi anche il cosiddetto "autunno tedesco," quel momento di grande crisi in cui il governo fu alle prese della richiesta avanzata dai terroristi (che avevano dirottato un aereo a Mogadiscio) di liberare dal carcere i membri della banda Baader- Meinhof. Si tratta in pratica, per chi non lo sapesse, di qualcosa di molto simile alle Brigate Rosse italiane. Quella faccenda finì male per i terroristi incarcerati, che si suicidarono (furono suicidati?) quando il tentativo di farli liberare fallì.

Infine, il film scava anche nei sensi di colpa tedeschi, la generazione che ha fatto la guerra e ne ha visto le tragedie. Insomma c'è il film horror e quello politico: ma perché i due temi sono stati affrontati assieme in questo film? A dire il vero non sembra ci sia un vero motivo se non quello di creare un'atmosfera di tensione e malessere. Anche la scelta degli interni, spesso vecchi, fuori di moda e un tantino scalcagnati, m'è sembrata molto particolare. Forse questa ricostruzione della Germania d'epoca, oso dire, è più interessante del tema principale del film.