lunedì 14 marzo 2022

Non siamo più Vivi

 Può ancora funzionare l'argomento zombie? Ma certo che può, sembra avere una vitalità inesauribile. Questa volta fanno centro i Coreani con la serie Non siamo più Vivi, che se fosse tradotta letteralmente suonerebbe un po' come "ora nella nostra scuola." Infatti la serie, prodotta da Netflix, si svolge principalmente in un liceo della località di Hyosan (periferia o hinterland di Seoul) e la maggior parte dei personaggi sono studenti della scuola o i loro familiari e insegnanti.

La serie riprende un webtoon, ovvero un fumetto pubblicato in rete, e ci sono infatti momenti "fumettosi" nella messa in scena, soprattutto delle scene di combattimento. Come ci si può facilmente aspettare, c'è moltissima violenza, sangue e budella, ma anche qualche aspetto particolare.

lunedì 7 marzo 2022

Collapse - The Fall of the Soviet Union

 Questo libro, scritto dal professor Vladislav M. Zubok, è forse il racconto più dettagliato e approfondito sugli eventi che, una trentina di anni fa abbondante, portarono alla dissoluzione dell'Unione Sovietica.

Non è una lettura che ho intrapreso con l'occasione della crisi ucraina, anche se leggere Collapse può essere utile per crearsi una opinione sulle origini di certi eventi che, oggi, ci portano ad essere spettatori del conflitto. Avevo affrontato questo libro per scoprire la verità riguardo a un mistero: come fu che il gigante dai piedi d'argilla (ma pur sempre potenza nucleare) cercò di gestire la propria trasformazione, e perché non vi riuscì. Mentre un altro potente vicino si trasformò in un paese moderno (parlo ovviamente della Cina), l'Unione Sovietica non riuscì a trasformarsi, ma solo a distruggersi.

Ci si può chiedere se questo esito potesse essere evitato, e molto discutere si concentra sulle scelte di un singolo uomo. Parlo ovviamente di Mikhail Gorbachev, l'ideatore della "perestrojka" e della "glasnost," le politiche di ristrutturazione e trasparenza condotte in maniera così rovinosa.

Qual è stato il ruolo di Gorbachev in tutto questo? Di sicuro Gorbachev ha fallito, ma avrebbe fallito chiunque? C'è chi crede che la storia la facciano gli uomini, e che talvolta un "uomo del destino" cambi nel bene e nel male le sorti del mondo. C'è chi invece crede che la storia sia lo svolgersi di anonime forze sociali ed economiche. Io penso che la logica degli eventi (quindi il risultato di forze anonime) trovi il personaggio che realizza i fatti storici. Se Gorbachev è arrivato al potere e ha potuto fare quello che ha fatto, commettendo gli errori che vedremo, senza che lui stesso o qualcun altro prendesse il timone in mano per cambiare strada, evidentemente il sistema si era indebolito a tal punto da permettere che le cose andassero così.

Nessun "uomo forte" della conservazione comunista è emerso a fermare le riforme che Gorbachev aveva avviato. E non è nemmeno apparso un riformatore più brillante di Gorbachev che prendesse in mano le redini del potere e portasse a termine una trasformazione meno devastante. E il successore di Gorbachev come grande leader (stavolta non dell'URSS ma della Russia) fu Boris Yeltsin, un personaggio che procurò danni ancor maggiori.

martedì 1 marzo 2022

L'Integrale

 Altro fumetto francese: L'Integrale è la raccolta delle storie a fumetti create da Jacques Tardi adattando alla striscia i romanzi neri/gialli di Jean-Patrick Manchette, quest'ultimo defunto nel 1995. Tardi, anarchico, è il creatore (in mezzo a molto altro lavoro compiuto) del personaggio di Adèle Blanc-Sec, riproposto da Luc Besson al cinema. Manchette è stato uno scrittore attivo soprattutto tra la fine degli anni '60 e gli anni '80. Nei suoi romanzi noir traspare uno studio acuto e non convenzionale dei personaggi umani e delle loro motivazioni, e un'analisi della società francese, come traspare anche nel fumetto: un vero sguardo nel passato, quasi una macchina del tempo in cui vediamo vecchi modelli di auto, temi politici d'epoca, locandine cinematografiche, pubblicità e manifesti. Diversi film (francesi e non solo) sono adattamenti dei romanzi di Manchette. Per citarne uno: Per la Pelle di un Poliziotto, diretto da Alain Delon.

Le storie sono poco edificanti: gente marcia o corrotta, violenta, dedita alla sopraffazione e all'omicidio, o stritolata in quel tipo di ingranaggi. Assassini di professione ma anche gente che per caso viene incastrata, strappata dalla propria noiosa e regolare vita e trascinata in faccende troppo grosse e pericolose...

venerdì 25 febbraio 2022

Secondo giorno di guerra

 Pochi giorni fa scrivevo in questo post che chi ammassa truppe al confine di un'altra nazione ha probabilmente l'intenzione di usarle.

Ho sperato che, con il previsto riconoscimento delle repubbliche separatiste, si potesse aprire una pausa di dialogo. Ma era difficile che tutto il movimento di forze avesse solo quello come obiettivo, e infatti non è stato così.

Se Putin avesse rinunciato ad attaccare, da un certo momento in poi avrebbe fatto la figura del buffone. L'occidente peraltro ha dato il via libera, rendendo noto chiaramente che non avrebbe ostacolato direttamente sul terreno l'attacco all'Ucraina. Ma senza fare alcuna concessione o reale apertura al dialogo. Del resto la richiesta-ultimatum di Putin (che praticamente chiedeva il riconoscimento di una sfera di influenza molto ampia, in stile quasi sovietico, sull'Europa orientale) era irricevibile così come era stata formulata.

In questo modo Putin ha avuto la certezza che nessuno avrebbe appoggiato militarmente l'Ucraina, e Biden ha evitato di fare una figura da pollo, anche se ci sarà senz'altro chi dirà che si è dimostrato di nuovo debole. La Russia si sta complicando certamente la vita, tra sanzioni e possibile malcontento popolare. Ma non penso che l'occidente avrà solo da guadagnarci, e certamente non ne avrà l'Europa, dipendente dal gas russo.

È inutile dare tutta la colpa a Putin. La responsabilità di quello che sta succedendo grava su tutti gli attori di decenni di politica e storia europea, da Gorbachev a Bush padre, a tutti i leader che hanno preso le decisioni cruciali del periodo post-sovietico. Ma chi vede in Putin il cavaliere bianco, che ci fornirà un'alternativa rispetto ai cattivi yankee, sta prendendo una grossa cantonata.


martedì 22 febbraio 2022

In the Earth

 Ho espresso già in passato i miei dubbi sul folk horror, che di questi tempi ha tanti sostenitori. Quando ci si limita alla storiellina sul gruppo di amici che finisce nel posto fuori mano e viene sacrificata a qualche dio (inventato dallo sceneggiatore) per mano dei bifolchi degenerati, be', si tratta di un tipo di trama ormai abusata e spesso realizzata in maniera noiosissima. Ma non è così per In the Earth, realizzato nel 2021 dal regista britannico Ben Wheatley (che ricordo bene per Kill List).

Il film, tra le altre cose, è il primo che vedo dove il Covid-19 appare come naturale elemento del vivere quotidiano, tra disinfettanti e mascherine. Qualcuno ci ha visto un collegamento con la natura maligna della natura come rappresentata nel film, io non sono del tutto sicuro, ma non approfondisco anche perché non voglio creare eccessive anticipazioni sulla trama. La storia ci porta in una foresta, dove una scienziata, Olivia, sta compiendo una ricerca, vivendo isolata in un tendone. Una foresta fuori mano, senza comunicazioni: un luogo dove per giorni puoi camminare senza incontrare nessuno. E un luogo pericoloso, per di più.

sabato 19 febbraio 2022

Optimus

 Parliamo oggi di un giochino facile e divertente, Optimus, uno dei rappresentanti della categoria dei cosiddetti "roll & write," ovvero tira (i dadi) e scrivi.

Optimus si compone di sei dadi colorati, delle schede per i giocatori e di uno striminzito regolamento. Non indispensabili, ma presenti nella scatola, anche quattro piccoli pennarelli.

In cosa consiste Optimus? Nel procedere su cinque tracciati diversi, secondo regole specifiche per ogni  tracciato, allo scopo di massimizzare il proprio punteggio alla fine del gioco. Gioco che ha una durata decisamente ridotta, al massimo sei turni, e che si può giocare fino in quattro persone, e anche in solitario. Il giocatore al proprio turno lancerà i dadi, ne userà uno ponendolo sulla propria scheda (li vedete i tre spazi quadrati bianchi in alto a sinistra?), e scarterà tutti quelli con un numero più basso rispetto al numero che ha usato. Questi dadi scartati hanno un utilizzo che vedremo tra poco. Il giocatore registra sulla scheda l'effetto del dado che ha scelto, poi procede a un secondo lancio coi dadi rimasti, segue le stesse regole del primo lancio, infine se ha ancora dadi lancia per la terza volta. I dadi scartati menzionati prima sono disponibili agli avversari, che li potranno usare per procedere sulle proprie schede. Poi si passa al turno di un altro giocatore, e così via.