lunedì 10 giugno 2019

Hunger Games


Ho letto finalmente il libro che ha ispirato il film Hunger Games (medesimo titolo), cogliendo l'opportunità di prenderlo gratuitamente in biblioteca. La trilogia, che a quanto pare ha venduto un milione di copie in Italia e una valanga all'estero, ha fatto la fortuna di un'autrice che comunque era già realtivamente affermata... A quanto pare è facendo zapping tra le immagini della guerra vera e dei reality show che Suzanne Collins avrebbe avuto l'idea per questa storia, secondo quanto dice lei stessa. Sul film m'ero fatto un'altra idea. Non ero molto propenso a crederci, poiché aveva parecchie somiglianze con il giapponese Battle Royale, che è venuto decisamente prima.

Il fatto che forse un'opera sia ispirata a un'altra comunque non toglie che abbia le sue specifità e ispirazioni proprie, quindi lascio sospesa la questione, anche perché l'originalità assoluta è una cosa praticamente impossibile, oggi come oggi.


giovedì 6 giugno 2019

Rachel, Jack e Ashley Too

Bombardato dagli avvisi di Netflix sull'arrivo della nuova stagione di Black Mirror non mi sono fatto pregare e ho visto l'episodio (Rachel, Jack e Ashley Too) dove tra i protagonisti c'è Miley Cyrus, la cantante pop, e una coppia di sorelle una delle quali è la classica fan instupidita e l'altra invece è una rockettara, quindi completamente diversa. Le due sorelle sono orfane di madre, e il padre, piutosto impegnato a studiare metodi per... dare umanamente la caccia ai topi, non sembra molto aiutarle nel loro momento difficile, o forse non è nemmeno in grado di rendersi conto di questa difficoltà.


venerdì 31 maggio 2019

The Perfection

The Perfection, da poco disponibile su Netflix, fa parte di quelle offerte strane e sopra le righe che ci vengono offerte dal colosso dello streaming online, per quanto la casa produttrice sia all'origine un'altra (Miramax). È un film horror con la sua buona quota di splatter, ma è anche una storia d'intrigo in cui lo spettatore viene continuamente colto di sorpresa dalle trovate dello sceneggiatore, azzeccate o meno che siano, e offre allo spettatore un'atmosfera molto particolare, carica di follia e di minaccia, di situazioni strane, di violenza.

Credo che Richard Shepard, essendo il regista e uno degli sceneggiatori, sia nel bene e nel male il responsabile delle stravaganze della pellicola, ben supportato da diversi validi attori. Una sola citazione da parte mia: Allison Williams, nei panni della protagonista Charlotte, capace di dare una interpretazione ambigua, di insinuare nello spettatore la sensazione che le cose non stiano come sembra. Ed è, ovviamente, così: in quanto la storia viene in un paio di occasioni "riavvolta" e ripetuta per farci vedere quello che veramente è successo, e non mancano i flashback per spiegare o anticipare i colpi di scena. Come ho scritto sopra, si esagera, la logica viene stiracchiata un po' troppo, ma complimenti per la quantità di idee storte e trovate ribalde che sono riusciti a infilare in un solo film, che sembra del resto muoversi fra generi diversi e non risparmia colpi per quanto riguarda sangue, orrore e schifo.

sabato 25 maggio 2019

Astenuti o non astenuti

Lo spunto me lo dà, come tante altre volte, un articolo che ho trovato in rete. Cosa pensa dal punto di vista psicologico, non politico, chi decide di non andare a votare? Come al solito quando si parla di questo argomento saltano fuori gli attacchi più disparati, come: se non vai a votare dopo non hai diritto di protestare per come vanno le cose (ridicolo), c'è gente che ha dato la vita per il tuo diritto di voto (ma anche non andarci è un diritto, o no?), chi non va a votare è stupido perché preferisce il calcio (o la spiaggia), e via dicendo.

Vediamo se stavolta c'è qualcosa di più sostanzioso, partendo dall'affermazione del presidente dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia: gli astenuti ritengono che la politica non li riguardi e, soprattutto, che non abbia effetto sulle loro vite concrete. Questo ovviamente per un certo numero di persone sarà anche vero, ma in moltissimi casi non lo è, altrimenti non si spiegherebbe perché, in certe elezioni, vada a votare una percentuale molto bassa degli elettori, e in altre una percentuale più alta. Se nel 2006 andava a votare l'81,2% degli aventi diritto e nel 2013 il 75,2% (dati di Wikipedia), con un ulteriore calo di circa due punti e mezzo nel 2018, la spiegazione deve essere diversa, non credo che ci sia stato un grande ricambio generazionale, o mutamento di visione del mondo di tale portata, nel giro di così pochi anni.

giovedì 23 maggio 2019

Magia e narrativa - terza parte


Riprendendo il discorso da dove lo avevamo lasciato: cosa dice la terza legge di Sanderson sulla magia? Una cosa importante, ma in verità riferibile anche ad altri aspetti di una buona ambientazione. E in parte sono cose di cui abbiamo già parlato qui. La legge dice prima di aggiungere qualcosa di nuovo espandi quello che hai. Se volete leggervela in inglese andate qui. Innanzitutto, è un invito per chi ha creato un mondo ricco e complesso a non seppellire il lettore riempiendo la propria narrazione con l'esposizione di questo bellissimo mondo. Il "worldbuilding" è necessario per una storia di argomento fantastico, ma una storia non ha bisogno di essere incentrata sul worldbuilding, salvo rare eccezioni.

Se si esagera si rischia di annoiare chi legge, e il risultato narrativo migliore non si ha raccontando "tanta roba," ma raccontando bene. In secondo luogo, e qui ci ricolleghiamo a ciò che abbiamo visto prima, chi scrive deve rendersi conto delle implicazioni del magico che ha creato, e analizzarne le conseguenze. Questo arricchisce l'ambientazione molto più che infilarvi a forza nuovi personaggi, nuove meraviglie, incantesimi e via dicendo.

mercoledì 15 maggio 2019

Hellboy (2004)

Di Hellboy, film del 2004 diretto da Guillermo del Toro, è appena uscito un remake. Io sono rimasto un po' indietro e mi sono limitato a vedere il primo (su due) film diretti dal regista messicano sul cornuto diavoletto dei fumetti. Ne parlerò con qualche anticipazione, che spero non dia fastidio visto che il film ormai è in giro da 15 anni.

Guillermo del Toro è uno dei miei registi preferiti ma Hellboy uscì prima della pellicola che gli diede la maggior notorietà (Il Labirinto del Fauno) e pertanto, digiuno dell'argomento trattato (ovvero il fumetto della Dark Horse che diede vita al personaggio) non ho recuperato all'epoca questo film, né ovviamente il seguito. Scopro che la carne al fuoco non manca, parlando di questo protagonista. Hellboy è un personaggio complicato: un demone, ma votato al bene per scelta, e grazie alla guida di un tutore che lo ha allevato, Bruttenholm. Potrebbe essere un personaggio tragico ma la sua indole spaccona e baldanzosa, nel film, rovina un po' questo aspetto, non ce lo vedo molto a fare l'eroe tormentato, piuttosto ama fumare sigari, tenere le corna della lunghezza giusta limandole con la fresatrice, e scatenarsi in una buona scazzottata quando c'è la possibilità.