Improvvisamente, Netflix comincia a dirmi un po' dappertutto (ok, non esageriamo, c'è la pubblicità su Facebook) che devo vedere Black Mirror (serie prodotta da Charlie Brooker, un veterano della TV britannica), e sento dei commenti estasiati riguardo alla terza stagione. Dal momento che sono uno che cerca di fare le cose con ordine, ho cominciato dalla prima, che è di diversi anni fa, ma poi non ho resistito alla curiosità e sono passato alla terza, quella commissionata da Netflix, per vedere un po' di cosa si tratta.
Come contenuti potremmo dire che, spesso e volentieri, si tratta di fantascienza, anche se parliamo più spesso che no di innovazioni che sono appena dietro l'angolo. L'approccio è sempre orientato sull'impatto che le nuove tecnologie hanno sulle nostre vite (o avranno), sebbene come serie TV questa sia un po' un salto nel passato, perché è fatta di episodi a sé stanti con un tema comune (senza quindi il "meta-plot" che accompagna un cast più o meno costante di personaggi lungo tutta la storia).
mercoledì 2 novembre 2016
lunedì 31 ottobre 2016
Elfes: Le Crystal des elfes bleus
Nel mio viaggio in Francia sono stato attratto dalla copertina, e dalla qualità dei disegni di Elfes, una corposa serie di fumetti fantasy che può vantare una qualità grafica superba. Gli autori del primo volume sono Jean Luc Istin (sceneggiatura), Kyko Duarte (disegni), Saito (colori) per conto della Soleil Productions. Nicolas Jarry e il già citato Istin sono le menti propulsive dell'intera serie. In effetti non si tratta di una sola serie ma di un complesso progetto dove compaiono anche gli Elfi Silvani e gli Elfi Bianchi, e anche le altre razze hanno la loro da dire: per quanto riguarda i Nani ho già visto diversi albi nelle fumetterie francesi. Per inciso qualcosa di tutto questo è anche comparsa in italiano ma, avendo la fortuna di poter leggere in francese (questa lingua, e non l'inglese, è in effetti quella che ho studiato a scuola), generalmente se si tratta di fumetto d'oltralpe non mi affido alle edizioni di casa nostra. Perché arrivano anche molto dopo, se pure arrivano, a completare una serie. Tornando a questo fumetto e all'intera serie di cui fa parte, basta pensare ai titoli per porsi ovviamente una domanda angosciante: cosa sarà, un fantasy alla Tolkien dipanato in un'infinità di volumi? In effetti non è così, e nel primo volume gli elfi blu ci mostrano una cultura variegata dove non mancano, tanto per fare un esempio, dei custodi marini (custodi del cristallo magico del titolo) che hanno delle forme decisamente inquietanti per non dire cthulhoidi.
venerdì 28 ottobre 2016
Lollipop
Lollipop, di Germano Greco, è uno spin-off di Due Minuti a Mezzanotte, l'universo di supereroi condiviso cui anche io ho dedicato un racconto (Gruppo 42, al momento non disponibile). L'eroina (supereroina), Marilyn, è una bionda che potrebbe essere all'aspetto una stella del cinema o della musica rock, lavora per un'agenzia di servizi segreti e fa tante, cattivissime, cose. È anche una ragazza sofferente, di una malattia micidiale che potrebbe ucciderla e influenza tutto quello che pensa e che fa. E per giunta Marilyn non ha un pieno controllo sui suoi stessi ricordi...
Ma poiché il racconto è abbastanza breve, se mi metto a raccontare anche quello che avviene anticipo tutto... e comunque quello che avviene non è essenziale, in questo caso è più importante come la storia è scritta.
Lo stile di Greco qui è visionario e viscerale, costringe il lettore a immedesimarsi e seguire la vicenda. Una storia d'azione con delle sfaccettature imprevedibili che vi consiglio di sperimentare.
Lollipop è adesso in una raccolta con il racconto successivo della serie.
Ma poiché il racconto è abbastanza breve, se mi metto a raccontare anche quello che avviene anticipo tutto... e comunque quello che avviene non è essenziale, in questo caso è più importante come la storia è scritta.
Lo stile di Greco qui è visionario e viscerale, costringe il lettore a immedesimarsi e seguire la vicenda. Una storia d'azione con delle sfaccettature imprevedibili che vi consiglio di sperimentare.
Lollipop è adesso in una raccolta con il racconto successivo della serie.
martedì 25 ottobre 2016
Ekhö Monde Miroir: Paris Empire
Torniamo sul mondo parallelo di Ekhö, il fumetto a cura di Alessandro Barbucci e Cristophe Arleston. Dopo aver risolto il mistero della scomparsa di sua zia a New York, Fourmille Gratule si reca nella gaia Parigi per sistemare i problemi contrattuali con il Poulain Rouge (che ovviamente in questo mondo parallelo è l'equivalente del Moulin Rouge) dove lo spettacolo delle spogliarelliste Yummy e Yumma è saltato, per un motivo abbastanza comprensibile: Yummy, per le vicende del primo volume della serie, è (spoiler!) finita in prigione. Per salvare il ricco contratto l'impresaria Fourmille impara il numero sperando di sostituire lei stessa la ballerina mancante, al fianco di Yumma, la sua contabile-spogliarellista di fiducia. A Parigi ovviamente deve portarsi anche Yuri, che per decreto dei Preshaun è diventato inseparabile, onde evitare uno squilibrio nelle forze che sostengono il mondo parallelo.
Dal momento che il fumetto è... francese, in Francia c'è un grande impero retto da un discendente di Napoleone. All'arrivo dei nostri protagonisti però il principe ereditario viene assassinato e si verificano degli attentati. C'è quindi un altro mistero da risolvere e anche stavolta, per via degli strani poteri acquisiti nel transitare fra i due mondi, Fourmille si trova a fare da ospite al personaggio assassinato mentre si cerca di scoprire i colpevoli. Verrà fatta giustizia? E come andrà a finire il numero al Poulain Rouge?
La storia procede con alcune minori novità sulla falsariga del precedente fumetto ambientato a New York, sempre ben disegnata e di piacevole lettura.
Dal momento che il fumetto è... francese, in Francia c'è un grande impero retto da un discendente di Napoleone. All'arrivo dei nostri protagonisti però il principe ereditario viene assassinato e si verificano degli attentati. C'è quindi un altro mistero da risolvere e anche stavolta, per via degli strani poteri acquisiti nel transitare fra i due mondi, Fourmille si trova a fare da ospite al personaggio assassinato mentre si cerca di scoprire i colpevoli. Verrà fatta giustizia? E come andrà a finire il numero al Poulain Rouge?
La storia procede con alcune minori novità sulla falsariga del precedente fumetto ambientato a New York, sempre ben disegnata e di piacevole lettura.
venerdì 21 ottobre 2016
Deadpool
Mi ero prefissato di vederlo anche se con i supereroi sono in fase un po' sì e un po' no, ma alla fine al cinema l'ho perso. Prodigi dei canali on-demand, ho recuperato la visione di questo film senza dovermi comprare il DVD o ricorrere a mezzucci illegali. Sto parlando di Deadpool, l'antieroe (e quindi anti-supereroe) della Marvel interpretato da Ryan Reynolds, che fa una discreta figura per quanto, la maggior parte del tempo, il suo volto sia coperto da un cappuccio rosso. Il regista, Tim Miller, è alla prima prova ma era già un esperto di effetti speciali... quindi proprio quello che ci vuole per questo genere di film.
Deadpool, il protagonista, ottiene i suoi poteri, rimanendo però sfigurato, quando usufruisce di una prodigiosa trasformazione che può permettergli di sopravvivere a un tumore. La cura non è stata data per spirito caritatevole né tutte le conseguenze erano spiegate, e ne consegue che tra Deadpool e Ajax (Ed Skrein) ovvero il suo "salvatore," non correrà buon sangue. Tutt'altro. Perciò Deadpool cerca vendetta e nel frattempo resiste ai tentativi degli X-Men di arruolarlo nel loro team di supereroi "buoni."
Deadpool, il protagonista, ottiene i suoi poteri, rimanendo però sfigurato, quando usufruisce di una prodigiosa trasformazione che può permettergli di sopravvivere a un tumore. La cura non è stata data per spirito caritatevole né tutte le conseguenze erano spiegate, e ne consegue che tra Deadpool e Ajax (Ed Skrein) ovvero il suo "salvatore," non correrà buon sangue. Tutt'altro. Perciò Deadpool cerca vendetta e nel frattempo resiste ai tentativi degli X-Men di arruolarlo nel loro team di supereroi "buoni."
martedì 18 ottobre 2016
Conquistador
Un fumetto eccezionale, ambientato ai tempi dei "conquistadores" spagnoli ma con una decisa sterzata verso il fantastico, con venature horror. Conquistador, di cui ho letto in italiano il primo volume, è sceneggiato da Jean Dufaux e disegnato da Philippe Xavier. Si tratta di una coppia di successo, reduce da altre creazioni di indubbio valore. La storia narra della famosa spedizione di Cortés alla conquista del Messico, e della debolezza di Montezuma, l'imperatore azteco, che tratta gli Spagnoli come se fossero divinità.
Il consigliere di Montezuma non perde tempo a mostrargli come invece stanno le cose, e dal governatore spagnolo parte una spedizione per fermare l'avventuriero Cortés, che ha fatto più di quello che era nei suoi compiti. Ma l'ambizioso condottiero non teme le difficoltà. Anzi. ha annusato i tesori degli aztechi e li vuole a tutti i costi. Pertanto incarica un gruppo eterogeneo di soldati e avventurieri di provvedere a impadronirsene. Hernando Royo, il protagonista della nostra storia, fa parte di questo gruppo che, nella sua missione, dovrà fare i conti con oscure divinità ancestrali, giungle sterminate, spietati inseguitori dalla pelle rossa, droghe dal potere strabiliante. E ovviamente tanta, tantissima morte.
Eccezionale la capacità artistica di questo fumetto (ovviamente siamo in territorio di disegno realistico, alla occidentale) anche se a mio parere in qualche occasione prevale la voglia di creare l'affresco sul dinamismo che sarebbe più appropriato al mezzo espressivo. Le tonalità di colori si alternano dai paesaggi luminosi delle spiagge e della metropoli azteca all'interno della foresta, il "cuore di tenebra" della giungla in cui le tonalità cupe, verde marcio e bluastre fanno da sfondo a questa terribile avventura.
Ben fatto, bella storia, atmosfera resa in maniera convincente. Val la pena di provare questo fumetto.
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