Oggi è già una giornata di merda per i fatti suoi, visti i fatti sanguinosi di Parigi, così ci metto la ciliegina sulla torta decidendomi a parlare di una cosa di cui non avrei nemmeno voglia di parlare, tanto questo mondo mi sta facendo schifo.
È di pochi giorni fa la notizia che al World Fantasy Award hanno deciso di non usare più le fattezze di H.P. Lovecraft, il padre dell'horror moderno, nella statua del premio annuale. Motivo, Lovecraft era razzista. E lo era, sicuramente. Tra le sue ossessioni di Bianco Anglosassone Protestante l'assedio delle minoranze, questa gentaglia sordida, incomprensibile, infida, intenta a complottare contro la gente civile: in uno dei suoi racconti ne aveva anche per gli italiani, se vi fa piacere saperlo.
Ma negare il suo valore non ha senso. Condannare così, fuori contesto storico e senza alcun apprezzamento per i meriti dell'uomo e dell'artista, è tipico di quest'epoca in cui si commettono le peggiori atrocità contro l'umanità e il suo patrimonio culturale senza rendersene nemmeno conto, in nome di un falso concetto di democrazia e di un pensiero unico, un "politicamente corretto" modo di pensare che ormai è diventato asfissiante come il marxismo estremista che imperava quando ero ragazzo.
Uso una frase non mia per definire questo modo di vedere le cose: l'isteria tipica di chi non ha alcun controllo sulla propria vita, e sbraita contro qualunque cosa possa fungere da bersaglio comodo. Sì, questo è l'uomo comune della nostra era, che si illude di essere libero quando assume e ripete a pappagallo slogan, modi di essere, ideologie falsamente umanitarie, valori che gli vengono inculcati da altri.
La frase è del blogger (scrittore, editor, ecc...) Germano Greco ed è tratta da questo post sull'argomento, un valido articolo che vi consiglio di leggere in quanto 1) è meglio di quello che saprei scrivere io su un argomento che mi dà troppo sui nervi per discuterlo pacatamente e 2) lo condivido pienamente, perciò mi risparmio lo sforzo di continuare a provarci e vi invito a seguire il link.
sabato 14 novembre 2015
giovedì 12 novembre 2015
Alcuni dei, e il resto di noi
Chi segue il mio blog anche distrattamente sa che una delle mie ossessioni catastrofiste per il futuro è l'esclusione di enormi masse di persone da ogni elementare forma di sostentamento, o se non altro la condanna a una vita in condizioni di estremo disagio. Grazie ai prodigi e alle meraviglie della globalizzazione, mi aspetto inoltre che questa catastrofe tocchi anche, e forse soprattutto, i paesi dove oggi come oggi ci si sente in qualche modo un minimo "garantiti." Corollario: l'estremo privilegio di quel ridotto ceto che possiede, controlla e fa funzionare tutto il meccanismo. Del corollario però me ne frega abbastanza poco, visto che sarei (non so voi) nella massa di quelli che si impoveriscono e non uno di quei pochi che si avvantaggerebbero di questa situazione.
giovedì 5 novembre 2015
L'horror come critica del capitalismo?
Un link per farsi due risate (tutto in lingua straniera purtroppo). Il sito è marxist.com, ma non è che voglia sparare sulla croce rossa, anzi ho sempre ritenuto che il filosofo di Treviri avesse creato un'analisi molto acuta dei problemi della società capitalista (avrebbe dovuto fermarsi lì, anziché proporre delle soluzioni). Quando però nell'anno di grazia 2015 si fa una citazione scrivendo "la società capitalista è ed è sempre stata un orrore senza fine" bisognerebbe avere il pudore di riconoscere che un ottimo esempio storico di come si possa fare di peggio ci sia venuto proprio dai paesi comunisti.
lunedì 2 novembre 2015
The Final Girls
Questo è un film horror che ai critici cinematografici piacerà un sacco perché, creando una situazione assurda, con dei personaggi che finiscono dentro un altro film (rendendosene conto), permette di usare per descriverlo i paroloni come metacinema. Ovvero cinema che parla di cinema, dove si prendono in giro i canoni di un certo genere, e perfino metacinema elevato al quadrato, visto che abbiamo un film (fittizio) in cui i protagonisti entrano e prendono un ruolo, e questo a sua volta ha un riferimento precedente, in un flahback in bianco e nero (la genesi del cattivo che poi andrà in giro ad ammazzare la gente). Sto parlando di The Final Girls, che è senz'altro una pellicola più attinente al fantastico che non al vero e proprio horror, anche se la base sarebbe quella. Dal momento che abbondano i momenti comici lo si potrebbe definire una commedia un po' macabra, ma in realtà c'è anche una certa dose di dramma e di dolceamaro... be' è un po' difficile da inquadrare. La doverosa premessa è che non bisogna cercare una logica o una rigorosa coerenza in quello che succede: pensate a divertirvi e non sarete delusi.
All'inizio, una delle protagoniste principali (Malin Åkerman nei panni di Amanda) attrice con scarso successo, nessun marito, bollette da pagare e una figlia a carico, schiatta malamente in un incidente stradale. Com'è possibile, se è una delle protagoniste? Ci arriveremo tra poco.
All'inizio, una delle protagoniste principali (Malin Åkerman nei panni di Amanda) attrice con scarso successo, nessun marito, bollette da pagare e una figlia a carico, schiatta malamente in un incidente stradale. Com'è possibile, se è una delle protagoniste? Ci arriveremo tra poco.
sabato 31 ottobre 2015
Sorti e Monaldi, chi sono costoro?
Solo una curiosità. Arriva a bomba un articolo del corriere che svelerebbe l'esistenza di due scrittori italici che, per misteriosa costrizione vaticana, sono ignoti al pubblico della penisola nonostante incredibili fasti in mezzo mondo. Avrebbero scoperto fatti clamorosi e assai scomodi che sono alla base dei loro romanzi storici. A me la storia interessa molto (quando è vera però, non romanzata) e mi meraviglia di non aver mai saputo nulla di questi due. Mi meraviglia anche che uno certe cose non le sveli in un saggio storico e invece ci faccia un romanzo, in verità... Ma allora di che si tratta? Di una mia amnesia (ovviamente del resto non sto tutto il giorno dietro ai libri, magari potessi...) o di una mossa di marketing assai spregiudicata?
Se sapete l'inglese potete anche leggere cosa pensa il Vaticano (e cosa dissero a Mondadori) su questa ipotesi del boicottaggio.
Se sapete l'inglese potete anche leggere cosa pensa il Vaticano (e cosa dissero a Mondadori) su questa ipotesi del boicottaggio.
martedì 27 ottobre 2015
Crimson Peak
Crimson Peak lo aspettavo da un po', memore del capolavoro creato da Guillermo del Toro con Il Labirinto del Fauno. Per certi aspetti non è affatto quello che mi aspettavo. La storia è essenzialmente un grande classico, un film in costume in bianco e nero come si facevano tanto tempo fa ricreato in magnifici colori; la trama e le atmosfere da sviluppare impongono anche un passo narrativo che all'inizio stanca un poco, e, peggio ancora, i mostri, che qui sono essenzialmente degli spettri, non fanno paura. Non è che siano fatti male, ma si comportano come si comportano tutti i bravi fantasmi di tutti i film da cento anni a questa parte: la fantasia nella creazione, e il comportamento inquietantissimo di certe creature orrende del Labirinto qui non li ho visti. Insomma, Del Toro ha voluto creare un film gotico, non un film dell'orrore, e non lo ha mica nascosto del resto, quindi tocca farsene una ragione.
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