giovedì 1 agosto 2024

In breve su Decameron e Those About to Die

 Decameron è una serie proposta da Netflix e ispirata all'opera più nota di Giovanni Boccaccio. Nella devastazione portata dalla peste, alcuni personaggi di nobili natali si rifugiano in una tenuta di campagna sperando (invano?) di essere sicuri dal morbo. Vedremo vizi, virtù e speranze di costoro; i paesaggi e i costumi sono molto belli, nulla da ridire.

La storia non mi ha preso, però. La produzione è statunitense, ma la serie pare una commediaccia all'italiana di qualche tempo fa, con qualche momento piccante e qualcosa di pecoreccio qua e là (mai come le nostre gloriose produzioni, però). Otto episodi, io ne ho visti soltanto due, ma mi sono bastati.

Those About to Die, proposta da Amazon Prime Video, è una serie ambientata nell'antica Roma. La serie ha tra i registi un nome famoso Roland Emmerich (Midway, The Day after Tomorrow ecc.), e tra gli attori niente meno che Anthony Hopkins nei panni di un anziano imperatore Vespasiano. Those About to Die narra le rivalità all'interno della famiglia reale (tra i figli dell'imperatore, che non ha molto da vivere), l'ambiente delle corse di cavalli e delle scommesse, le battaglie di gladiatori. Uno dei plot che si incrociano nella serie verte sulle disavventure di una famiglia che cade nelle mani degli schiavisti. Non posso essere un valido giudice della ricostruzione storica, e ho visto solo un episodio: noto soltanto che un tabellone in cui vengono segnati dai "bookmakers" i nomi su cui scommettere mi sembra stranamente moderno. Ma a dire la verità, le scene e i costumi mi piacciono, nonostante ci sia qualche momento di brutta grafica computerizzata nelle scene panoramiche. La serie mi ricorda un po' Il Gladiatore, ma non ne ha né lo stile né la spettacolarità, è piuttosto moscia. Mentre Decameron mi ha decisamente deluso, magari riprenderò la visione di Those About to Die, se mi avanza... il tempo.

martedì 30 luglio 2024

Mobile Suit Gundam Unicorn

 Nei commenti che si leggono in rete, vedo che molti amano Mobile Suit Gundam Unicorn, che in questo momento è disponibile su Amazon Prime, e alcuni lo odiano. Dico subito che sebbene questa serie abbia qualche elemento di novità rispetto alle solite tematiche di Gundam, non mi è piaciuta. La serie fa parte della linea temporale "ufficiale" della serie anche se vediamo che Bright Noa (il comandante della "Base Bianca" nella prima serie) non sembra invecchiato un gran che, mentre Mineva Zabi, l'ultima rappresentante della famiglia regnante dei cattivi di Zeon, è ora adulta.

La serie dura sette lunghi episodi. Si colloca pochi anni dopo il Contrattacco di Char; stavolta Il nuovo eletto che piloterà un Gundam si chiama Banagher Links, è un tipo molto incerto sulla guerra e sulla necessità di combattere (come spessissimo accade con i giovani talenti che pilotano il Gundam). I cattivi chi sono? In un certo senso è difficile dirlo. Gundam Unicorn segue una storia complessa, dove hanno posto elementi di intrigo, politica, misticismo, filosofia, e diverse parti in causa che, tra alleanze e fregature reciproche, hanno ciascuna i propri obiettivi.

martedì 23 luglio 2024

Secret Window

 Tratto da un racconto di Stephen King, questo Secret Window è un thriller del 2004 che ho ripescato su Netflix per puro caso, incuriosito dal fatto che il protagonista è uno scrittore. Inoltre m'incuriosiva vedere Johnny Depp in un ruolo non d'azione, e anzi in uno dove interpreta un personaggio, diciamo così, intellettuale. Qui infatti è il protagonista, lo scrittore Mort Rainey, che è andato in crisi dopo uno spiacevole divorzio: la moglie lo ha lasciato per un altro uomo. Mort non riesce a scrivere, è tentato dal riprendere a fumare, beve. Non è riuscito a mettere una pietra sopra al rapporto con la moglie.

Quello che si aggiunge a mettere ancora più in crisi la sua tranquillità è l'arrivo di un estraneo che gli capita davanti a casa improvvisamente, accusandolo di aver plagiato un suo racconto.

mercoledì 17 luglio 2024

Soylent Green (1973)

 Non avrete certo aspettato me per guardare questo film, perciò ne parlerò facendo delle anticipazioni (anzi, parecchie anticipazioni) sulla trama. Soylent Green (in italiano 2022: I Sopravvissuti) è uno dei molti film che saltai perché all'epoca ero troppo piccolo, e poi c'erano cose che ritenevo più interessanti da vedere. Insomma negli anni ne ho sentito parlare diverse volte, ma non mi ero mai deciso a guardarlo.

Vederlo adesso, quando ci siamo abituati a un cinema molto diverso, pone il famoso problema della contestualizzazione, tocca farsene una ragione. Cosa pensare del film? Ci sono alcune critiche da fare, ma parecchie idee della storia mi paiono molto azzeccate, anche se il film non ha "indovinato" il futuro (i fatti sono ambientati nel 2022).

La regia è di Richard Fleischer, che ha cavalcato gli anni d'oro di Hollywood con distinzione. Lo ricordo per un bellissimo film, Tora! Tora! Tora! ma anche per due pellicole che non sono capolavori: Conan il Distruttore e Yado.

lunedì 15 luglio 2024

Come non farsi pubblicità con i social media

 Per prima cosa: non ce l'ho con nessuno, voglio solo raccontare un episodio che mi è capitato e che, devo dire, mi ha stupito un po'. E scusate se parlerò di cose che per molti (ma evidentemente non per tutti) sono estremamente banali e comprensibili.

Dal momento che sono su facebook anche per motivi promozionali, sebbene non mi faccia poi tutta questa gran pubblicità, spesso accetto le richieste di amicizia senza fare controlli. Ammetto che, quando arrivano da qualcuno con cui non ho alcun contatto in comune, dovrei farne.

Pertanto a volte accadono episodi curiosi, fra cui quello di un tizio che per una modica cifra avrebbe mandato via Messenger foto di lui stesso nudo. E anche una spasimante dal Burkina Faso. Ma quelle sono altre storie.

Nel caso in questione: un mesetto fa, semplicemente ho accolto una richiesta di amicizia, il richiedente mi ha ringraziato, io ho replicato con un pollicione alzato perché non è che avessi un gran che da dire, e la cosa sembrava finita lì.

domenica 7 luglio 2024

Horizon: An American Saga - Chapter I

 Per andare a vedere il primo capitolo di Horizon: An American Saga mi sono sacrificato parecchio, in quanto in sala mancava l'aria condizionata. Pur preavvisato di questa sciagurata lacuna, ho preso il biglietto e visto il film, confidando nel fatto che la giornata fosse meno calda del solito.

Ne sono uscito conciato da strizzare tre ore dopo.

Il film, diretto da Kevin Costner e da lui fortemente voluto, verte attorno a fatti che riguardano la località immaginaria che dà il titolo al film. (Da qui in poi delle anticipazioni, ma non esagerate).

Horizon è la terra promessa per tanti poveracci che sono convinti da una promozione a tamburo battente a cercare fortuna in una terra in realtà dall'aspetto non troppo rigoglioso, e che ha un altro problema: è territorio degli Apache.