Questo titolo (in inglese, Dark Dance) è l'inizio di una trilogia di Tanith Lee imperniata sulle vicende di un gruppo di vampiri... che forse non sono proprio vampiri al cento per cento, ma non sono nemmeno persone normali. Insomma una storia complicata, lontana dai cliché del genere horror. A dire il vero io considero questo Danza Macabra quasi un fantasy, perché di elementi veramente "da paura" a mio parere non ce n'è, tuttavia la storia è tutt'altro che allegra e i toni non sono certo ottimistici.

La (compianta) autrice, come suo solito, non si lascia incasellare facilmente. Abbiamo una protagonista, Rachaela, vittima di un destino maledetto cui sembra possa sfuggire con uno sforzo di volontà, ma non è così... in realtà in un modo o nell'altro pare obbligata a cadervi. È ricercata, come sua madre un tempo, da una famiglia di strani personaggi, la famiglia degli Scarabae, che sta cercando di non estinguersi. Non vuole andare a vivere con loro, ma la sua esistenza è grama e priva di piacere. Rachaela infatti è sola, priva di affetti, apparentemente condannata a vivere una vita monotona e senza stimoli, tra alloggi modesti e impieghi poco interessanti che le permettono a malapena di andare avanti (è così per quasi tutti noi, ma Tanith Lee ce ne dà una descrizione particolarmente desolante). Diffidente, senza amore; anche con sua madre il rapporto è arido... peraltro la madre si toglie di scena morendo prima dell'inizio degli eventi narrati, per nulla rimpianta da Rachaela. La madre non l'ha mai apprezzata, e viceversa.