Non avendo accesso alla fonte (Sky) se non presso i miei familiari, ho visto solo una puntata della serie Queste Oscure Materie, la serie della HBO tratta dal romanzo di Philip Pullman dello stesso nome (His Dark Materials).
Questo libro, ricordiamo, aveva già ricevuto un trattamento cinematografico, La Bussola d'Oro, che vidi nel lontano 2012. Film non malaccio e che doveva avere un seguito, che però non ebbe.
martedì 17 marzo 2020
venerdì 13 marzo 2020
Un Virus che ci insegna qualcosa
Non lo abbiamo trattato bene, il "coronavirus." Innanzitutto lo chiamiamo con un nome improprio, che in verità indica una numerosa famiglia di microrganismi e non uno solo, mentre il nome specifico assegnato a lui, quello che ha causato la presente epidemia, ovvero Covid-19, sembra non abbia fatto breccia nella fantasia della gente. E inoltre molti si sono presi gioco di lui, pensando che fosse "soltanto un'influenza."
Ma questo atteggiamento sembra stia passando rapidamente, almeno per quanto riguarda la maggioranza delle persone, quelle che fanno funzionare almeno un pochino il cervello. E ora si vedono cose mai viste: voli bloccati, città deserte, partite di calcio o gare di Formula 1 che non si fanno e non si sa se verranno recuperate (chissà le Olimpiadi).
Il Coronavirus "festeggiato" al carnevale di Dusseldorf - Fonte: France 24
Ma questo atteggiamento sembra stia passando rapidamente, almeno per quanto riguarda la maggioranza delle persone, quelle che fanno funzionare almeno un pochino il cervello. E ora si vedono cose mai viste: voli bloccati, città deserte, partite di calcio o gare di Formula 1 che non si fanno e non si sa se verranno recuperate (chissà le Olimpiadi).
lunedì 9 marzo 2020
Joker
Quando sei a terra e hai bisogno di una mano, la società, gli altri, ne approfittano per prenderti a calci in faccia. Questo uno dei messaggi, direi il più forte, espressi nel film Joker, per la regia di Todd Phillips (Borat). Sebbene tecnicamente sia un film di "supereroi," in quanto narra le origini del malvagio "villain," il Joker, e anche parzialmente del suo antagonista Batman ovvero Bruce Wayne, questo non è un film di eroi in calzamaglia ed effetti speciali. Anzi, per la maggior parte è una storia triste e cupa, storia di una vittima che alla fine decide di reagire.
A dire la verità, vedendo i trailer m'ero aspettato qualcosa di troppo tetro e insopportabile, poi il fatto che Joker abbia vinto degli Oscar mi ha instillato più sospetti che voglia di vederlo. Tuttavia devo ricredermi, si tratta di un grande film, di una grande "storia delle origini," anche se il Joker geniale e super attrezzato di certe trame successive fa un po' a pugni con il malato e sconfitto protagonista che apre la scena qui.
A dire la verità, vedendo i trailer m'ero aspettato qualcosa di troppo tetro e insopportabile, poi il fatto che Joker abbia vinto degli Oscar mi ha instillato più sospetti che voglia di vederlo. Tuttavia devo ricredermi, si tratta di un grande film, di una grande "storia delle origini," anche se il Joker geniale e super attrezzato di certe trame successive fa un po' a pugni con il malato e sconfitto protagonista che apre la scena qui.
martedì 3 marzo 2020
Theft of Swords
Non si tratta di un libro, ma di due. Theft of Swords fa parte della serie The Ryria Revelations, ed è composto dai primi due libri che la compongono: The Crown Conspiracy e Avempartha. L'autore è Michael J. Sullivan, statunitense, la cui prolifica produzione (tradotta in diverse lingue tra cui l'italiano) verte, da circa una dozzina di anni, quasi tutta sul medesimo mondo, raccontando avvenimenti precedenti, successivi e collaterali alla prima serie. Avendo raggiunto un discreto successo grazie all'autopubblicazione, dopo diversi tentativi andati a vuoto e tanta pazienza, Sullivan ci presenta una storia di perseveranza e successo, che non può che essere di grande ispirazione. O meglio.... potrebbe esserlo, se solo queste cose accadessero anche da noi, giusto?
Essendo un "doppio" libro, questo tomo mi ha tenuto impegnato per parecchi giorni. Oltre 600 pagine da leggere, all'inizio molto velocemente, perché la storia sa prendere. Poi, nella seconda parte (Avempartha), ci sono stati momenti di noia e mi sono impantanato, per riprendere ad appassionarmi con il finale. Per fortuna.
Essendo un "doppio" libro, questo tomo mi ha tenuto impegnato per parecchi giorni. Oltre 600 pagine da leggere, all'inizio molto velocemente, perché la storia sa prendere. Poi, nella seconda parte (Avempartha), ci sono stati momenti di noia e mi sono impantanato, per riprendere ad appassionarmi con il finale. Per fortuna.
martedì 25 febbraio 2020
Il Destino di Roma, ovvero le pandemie del passato
Già che parliamo di pandemie come materia quotidiana (di terrore, ormai) propongo una delle mie più recenti letture riguardanti epidemie e cambiamento climatico come le cause della caduta di Roma antica. Unico dettaglio confortante in questa lettura: se il Covid-19 (il virus che ci tormenta adesso) uccide "solo" il 2% degli infetti, possiamo dire che nel passato, pur in mancanza di dati certi, le cose andassero molto peggio. Basta per rallegrarvi? No? Peccato. Ma continuiamo.
Il libro che ho letto è Il Destino di Roma di Kyle Harper, uno storico secondo cui la recente evoluzione nelle indagini archeologiche (con un migliore studio dei resti umani, ecc...) ci presenta un quadro più realistico sull'impatto delle malattie nella decadenza dell'Impero Romano. L'urbanizzazione tipica del mondo romano avrebbe creato un terreno estremamente accogliente per le malattie infettive, per nulla mitigato dalla presenza di fognature (presenti, ma insufficienti) e della pulizia personale degli abitanti (pulizia che per molti significava lavarsi nei vasconi dei bagni pubblici e delle terme, insomma nuotare nei germi lasciati dalle altre persone).
Il libro che ho letto è Il Destino di Roma di Kyle Harper, uno storico secondo cui la recente evoluzione nelle indagini archeologiche (con un migliore studio dei resti umani, ecc...) ci presenta un quadro più realistico sull'impatto delle malattie nella decadenza dell'Impero Romano. L'urbanizzazione tipica del mondo romano avrebbe creato un terreno estremamente accogliente per le malattie infettive, per nulla mitigato dalla presenza di fognature (presenti, ma insufficienti) e della pulizia personale degli abitanti (pulizia che per molti significava lavarsi nei vasconi dei bagni pubblici e delle terme, insomma nuotare nei germi lasciati dalle altre persone).
martedì 18 febbraio 2020
Color out of Space
Se arriva un film ispirato ad un racconto di H.P. Lovecraft bisogna vederlo, perfino se il protagonista fosse l'insopportabile Nicolas Cage. Ed è proprio quello che succede in Color out of Space, film diretto dall'australiano Richard Stanley, a me ignoto.
Precisiamo subito che già dal titolo l'impresa si preannuncia impegnativa. Il colore descritto da Lovecraft era indefinibile, misterioso, ma finché questo rimane sulla pagina scritta è un conto, quando bisogna mostrarlo al cinema è un altro. Nei vari effetti speciali il "colore venuto dallo spazio" si rivela tendente al rosso, con sfumature violacee e rosa, accompagnato da una specie di nebbia e a volte da varie distorsioni. Questa misteriosa influenza ha anche altri nefasti effetti per attualizzarla rispetto ai tempi di Lovecraft (disturba il wi-fi, i computer, il telefono, ecc...).
Quanto alla trama, è ispirata al racconto lovecraftiano senza seguirlo pedissequamente. Il protagonista interpretato da Cage è un certo Nathan Gardner che cerca di convertirsi in contadino e di fornire ristoro alla moglie Theresa (Joely Kim Richardson), consulente finanziaria reduce da una mastectomia. La consorte in realtà non è contentissima perché cerca di lavorare da remoto ma la connessione del suo portatile funziona male, e questo rovina i rapporti coi clienti.
Precisiamo subito che già dal titolo l'impresa si preannuncia impegnativa. Il colore descritto da Lovecraft era indefinibile, misterioso, ma finché questo rimane sulla pagina scritta è un conto, quando bisogna mostrarlo al cinema è un altro. Nei vari effetti speciali il "colore venuto dallo spazio" si rivela tendente al rosso, con sfumature violacee e rosa, accompagnato da una specie di nebbia e a volte da varie distorsioni. Questa misteriosa influenza ha anche altri nefasti effetti per attualizzarla rispetto ai tempi di Lovecraft (disturba il wi-fi, i computer, il telefono, ecc...).
Quanto alla trama, è ispirata al racconto lovecraftiano senza seguirlo pedissequamente. Il protagonista interpretato da Cage è un certo Nathan Gardner che cerca di convertirsi in contadino e di fornire ristoro alla moglie Theresa (Joely Kim Richardson), consulente finanziaria reduce da una mastectomia. La consorte in realtà non è contentissima perché cerca di lavorare da remoto ma la connessione del suo portatile funziona male, e questo rovina i rapporti coi clienti.
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