Esistono ancora i grandi autori, nel fantasy? I mostri sacri? I libri che riescono a calamitare l'interesse di schiere di lettori con storie di immensa forza?
È abbastanza spontaneo, quando pensiamo ad autori come Tolkien, Clark Ashton Smith o Robert Howard, chiederci se oggi ci sia qualcuno di paragonabile.
In parte può essere un effetto nostalgia, il vecchio è sempre meglio del nuovo e bla bla bla. Anche la fantascienza ha avuto la sua età dell'oro, il periodo in cui un certo numero di autori "classici" sono diventati popolari e i loro libri hanno guadagnato fama duratura, mentre lo sviluppo successivo è stato più problematico, meno lineare (e ci sono i motivi per cui è stato così). Per il fantasy invece sembra evidente che abbiamo un "prima di Tolkien" e un "dopo Tolkien." Mi piacerebbe che non fosse vero, e questo indipendentemente dal fatto che Tolkien è uno dei miei autori preferiti, temo però che sia così.
Ma c'è anche da dire che un genere nasce, si codifica, certamente si trasforma un po' per un certo periodo, e fino a che non cambieranno i gusti in maniera definitiva (facendo iniziare un nuovo genere), i primi "classici" che si affermano inevitabilmente diventano"mostri sacri," esempi da venerare ecc...
martedì 11 febbraio 2020
mercoledì 5 febbraio 2020
Charlie Says
Un altro film sulle famigerate imprese della "famiglia" di Manson, ma visto da un'angolazione diversa dal solito. Charlie Says, diretto da Mary Harron (nota per la regia di molti film indipendenti), narra della storia di tre delle ragazze hippy della "famiglia" detenute in isolamento dopo essere state condannate per gli omicidi commessi. La storia è basata su fatti realmente accaduti: un'antropologa che lavora con il carcere, Karlene Faith, cerca di instaurare un dialogo con loro (è interpretata da Merrit Wever, che forse avete visto in The Walking Dead).
Le tre ragazze, tutte condannate al carcere a vita, sono:
Patricia Krenwinkel (detta Katie nella banda di Manson), che aveva fatto parte del gruppo già da un certo tempo, e attivamente partecipe negli omicidi. È interpretata da Sosie Bacon (13 Ragioni perché) e nel film sembra la più sicura e convinta del gruppo.
Leslie Van Houten (Lulu), ha partecipato a uno degli omicidi con una certa goffaggine e confusione. Era ai tempi una ragazza carina, nelle foto non ha nulla dell'aria smarrita e incerta dell'attrice che la interpreta nel film (Hannah Murray, vista in Game of Thrones), che inoltre non le somiglia. Nel film è un personaggio centrale.
Susan Atkins (Sadie), morta alcuni anni fa, ha partecipato a quasi tutti gli omicidi commessi dalla "famiglia." Incarcerata prima delle altre due, rivelò incautamente ad altre detenute informazioni che portarono l'arresto di Krenwinkel e Van Houten, e altri, risolvendo finalmente il caso dell'omicidio di Sharon Tate. Ritornata al cristianesimo, nel film è poco collaborativa verso Karlene. È interpretata da Marianne Rendòn.
Il film ci offre i progressi di Karlene nei colloqui con le carcerate (inizialmente scarsi) intervallati con le scene del passato.
Le tre ragazze, tutte condannate al carcere a vita, sono:
Patricia Krenwinkel (detta Katie nella banda di Manson), che aveva fatto parte del gruppo già da un certo tempo, e attivamente partecipe negli omicidi. È interpretata da Sosie Bacon (13 Ragioni perché) e nel film sembra la più sicura e convinta del gruppo.
Leslie Van Houten (Lulu), ha partecipato a uno degli omicidi con una certa goffaggine e confusione. Era ai tempi una ragazza carina, nelle foto non ha nulla dell'aria smarrita e incerta dell'attrice che la interpreta nel film (Hannah Murray, vista in Game of Thrones), che inoltre non le somiglia. Nel film è un personaggio centrale.
Susan Atkins (Sadie), morta alcuni anni fa, ha partecipato a quasi tutti gli omicidi commessi dalla "famiglia." Incarcerata prima delle altre due, rivelò incautamente ad altre detenute informazioni che portarono l'arresto di Krenwinkel e Van Houten, e altri, risolvendo finalmente il caso dell'omicidio di Sharon Tate. Ritornata al cristianesimo, nel film è poco collaborativa verso Karlene. È interpretata da Marianne Rendòn.
Il film ci offre i progressi di Karlene nei colloqui con le carcerate (inizialmente scarsi) intervallati con le scene del passato.
lunedì 3 febbraio 2020
Manson Family Vacation
Non me ne vogliate, indulgo ancora un poco sul cinema ispirato a Charles Manson, questo personaggio scellerato che è riuscito a richiamare l'attenzione su di sé per decenni. Manson Family Vacation è un film indie del 2015 dove vengono messi a confronto due personaggi: Nick, un avvocato con un certo successo e una vita tranquilla, con l'unico problema di un figlio che sembra avere qualche difficoltà a scuola, e Conrad, il fratello sbalestrato che capita improvvisamente a casa di Nick, perché si sta trasferendo in una località vicina per iniziare un nuovo lavoro.
Dal momento che è un appassionato di teorie della cospirazione e in particolare di tutto ciò che riguarda Charles Manson, Conrad trascina il fratello tranquillo e regolare in un pellegrinaggio sui vari luoghi del delitto della "famiglia," scattando foto, cercando di entrare nelle abitazioni, e causando sconcerto nei nuovi proprietari delle case.
Dal momento che è un appassionato di teorie della cospirazione e in particolare di tutto ciò che riguarda Charles Manson, Conrad trascina il fratello tranquillo e regolare in un pellegrinaggio sui vari luoghi del delitto della "famiglia," scattando foto, cercando di entrare nelle abitazioni, e causando sconcerto nei nuovi proprietari delle case.
venerdì 31 gennaio 2020
Luna Nera
Serie italiana su Netflix, una serie fantasy. Ovviamente mi ha incuriosito. Ma sembra un'occasione perduta.
Luna Nera ha una recitazione debole, impacciata, quasi ai livelli delle peggiori produzioni nostrane. Pure la storia non mi ha preso, anche perché non ce l'ho fatta a terminare il primo episodio, ad essere sincero.
Luna Nera ha una recitazione debole, impacciata, quasi ai livelli delle peggiori produzioni nostrane. Pure la storia non mi ha preso, anche perché non ce l'ho fatta a terminare il primo episodio, ad essere sincero.
giovedì 30 gennaio 2020
Midsommar - Il Villaggio dei Dannati
Diciamo la verità, il titolo italiano fa schifo. Quello originale è semplicemente Midsommar, e suona bene così, perché si tratta di un folk horror ambientato nella boscosa Scandinavia, in occasione della festa di mezza estate. È una produzione statunitense e svedese, e certo può vantare magnifici scenari e scene suggestive, anche se è prevalentemente girato in Ungheria e non in Svezia.
Ora, prima di iniziare ad anticipare una buona metà dei contenuti della trama, esprimo la mia prima sensazione davanti a questo film: un frutto dell'ignoranza e arroganza yankee, con la presunzione che in Europa ci siano ancora selvaggi sanguinari, dopo secoli di cristianesimo. Ma è una coproduzione, ho scoperto. Non c'è il moghul che butta milioni di dollari dietro a un'idea irragionevole. Si tratta soltanto di una finzione che lo spettatore deve accettare, in quanto elemento portante e premessa di questo genere. Ovvero: a non moltissimi chilometri dalle nostre moderne città esistono comunità chiuse o segrete che mantengono in vita antichi riti diabolici, o credono in divinità malvagie, o hanno tramandato usi sanguinari.
Ora, prima di iniziare ad anticipare una buona metà dei contenuti della trama, esprimo la mia prima sensazione davanti a questo film: un frutto dell'ignoranza e arroganza yankee, con la presunzione che in Europa ci siano ancora selvaggi sanguinari, dopo secoli di cristianesimo. Ma è una coproduzione, ho scoperto. Non c'è il moghul che butta milioni di dollari dietro a un'idea irragionevole. Si tratta soltanto di una finzione che lo spettatore deve accettare, in quanto elemento portante e premessa di questo genere. Ovvero: a non moltissimi chilometri dalle nostre moderne città esistono comunità chiuse o segrete che mantengono in vita antichi riti diabolici, o credono in divinità malvagie, o hanno tramandato usi sanguinari.
martedì 28 gennaio 2020
The Manson Family
Visto che recentemente ho parlato della "famiglia" di Charles Manson in relazione al recente film di Quentin Tarantino, mi prendo un momento per parlare di un'altra produzione che ne ha parlato, risalente a una quindicina abbondante di anni fa. The Manson Family, per la regia di un certo Jim Van Bebber, regista alternativo e a basso budget. The Manson Family ha avuto una lunghissima gestazione, più o meno un decennio, finanziata di tasca propria da Bebber.
È un film con un aspetto volutamente grezzo, immagini di repertorio (vere o false?) di scarsa qualità, scene confuse, una presentazione della storia non sempre semplice da seguire. La colonna sonora, secondo Wikipedia, è stata donata da amici del regista, e anche la produzione del film, che si era incagliata, è stata rimessa in moto con l'aiuto di altri soggetti.
È un film con un aspetto volutamente grezzo, immagini di repertorio (vere o false?) di scarsa qualità, scene confuse, una presentazione della storia non sempre semplice da seguire. La colonna sonora, secondo Wikipedia, è stata donata da amici del regista, e anche la produzione del film, che si era incagliata, è stata rimessa in moto con l'aiuto di altri soggetti.
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