Andrzej Sapkowski, scrittore polacco noto per la serie di libri (e videogiochi) dedicata a
The Witcher, ovvero lo "Strigo" Geralt di Rivia, ritorna con questa raccolta di racconti. Variegata, senza un principale filo conduttore. Al punto che coloro che sono rimasti delusi pensando che si trattasse di racconti fantasy più o meno collegati alla famosa serie hanno accusato la
Nord di essere stata fuorviante nella sinossi proposta ai lettori.
Io personalmente non ho nulla da ridire. Sapevo di questa discussione e quindi sapevo che nella raccolta
La Strada Senza Ritorno non c'erano solo racconti fantasy, o comunque legati al mondo di The Witcher, e del resto non mi interessava: perché volevo leggere qualcosa di questo autore, ma non necessariamente fantasy o legato al famoso ciclo che ho seguito di recente. Quanto alla sinossi, se proprio devo dir la mia, non può essere accusata di affermare che la raccolta si colleghi interamente alle vicende di Geralt di Rivia, e in questo è senz'altro correttissima; può però far pensare che i racconti siano di fantasy, diciamo, tradizionale. Parla di streghe, demoni, cavalieri, maghi, può dare quell'impressione. Mentre invece si tratta di racconti molto diversi l'uno dall'altro: si riferiscono a vari generi. Nota: l'autore ha voluto escludere dall'edizione italiana un'avventura "non canonica" di Geralt di Rivia (
Qualcosa finisce, qualcosa comincia).
Il primo dei racconti, il cui titolo dà il nome all'intera raccolta, è inserito organicamente nell'ambientazione dello Strigo; ed è l'unico. Vi si narra delle gesta (alcune) di Korin il guerriero, e della guaritrice Visenna, che gli permette di sopravvivere a un'avventura decisamente impegnativa. Dal momento che abbiamo in ballo un mostro che impedisce la pacifica e produttiva attività dei villici che abitano nei pressi alla sede che si è scelto, la tematica ben si adatta alle tematiche del Sapkowski fantasy.