martedì 9 aprile 2019

I Viaggi di Gulliver

Un classico che ovviamente non ha davvero letto nessuno (o quasi?), anche se tutti sanno che vi è un tizio che, a un certo punto, viene catturato degli ometti piccolissimi dopo essersi perso in una strana zona del mondo. Me lo sono recuperato, nella consapevolezza che non sarebbe stata una lettura travolgente, ma che sarebbe stato necessario "contestualizzare," ovvero comprenderla come frutto della sua epoca. Perché parliamo di qualcosa che risale a circa trecento anni fa (un po' meno, nel momento in cui scrivo). I Viaggi di Gulliver (Gulliver's Travels) fu scritto da Jonathan Swift, scrittore che a volte vedrete qualificato come irlandese ma che, pur vivendo in Irlanda, era inglese a tutti gli effetti.


Swift, che era tra l'altro un membro del clero, si segnala a mio parere per un'altro scritto che ho avuto il piacere di leggere, dal titolo Una Modesta Proposta. È un grande pezzo di satira in cui l'autore suggerisce una drastica soluzione per l'abbondanza di bambini poveri e affamati in giro per le strade d'Irlanda: il cannibalismo, ovvero cucinare in vari modi e mangiare i suddetti bambini. Un capolavoro nel suo genere, scritto con uno stile serioso e logico, lo stesso stile che riemerge spesso nei Viaggi di Gulliver, un libro che possiamo considerare fantasy "ante litteram" se vogliamo, con qualche spunto fantascientifico nella città di Laputa, come vedremo.

giovedì 4 aprile 2019

Tempi difficili per la libertà di internet?

Di leggi bavaglio e di diritto d'autore se n'è parlato altre volte su questo blog. La Direttiva Europea sul copyright, ormai approvata, è una legge che potrebbe avere conseguenze molto pesanti per piccole realtà di internet come, ad esempio, i blogger, o anche le piccole aziende commerciali. Avevo affrontato questo argomento l'estate scorsa, definendo il provvedimento come in teoria lodevole (perché offre protezione e ricompensa a chi crea contenuti) ma in realtà potenzialmente catastrofico.

Finora ho fatto finta di niente; uso link, prendo alcune fotografie, magari citando la fonte se si tratta di qualcosa un po' particolare. Io del resto uso ciò a cui mi collego come base per far partire la mia argomentazione. Non sono sicuro di cosa possa succedere adesso, con la nuova legge, così come non so bene cosa potenzialmente possa accadere (ma qui è una legge italiana) se in un commento sul mio blog venissero postati insulti verso terzi che io non riesca a rimuovere subito.

In pratica, per una grande piattaforma online starebbe arrivando il momento di dover pagare per i contenuti altrui che vengono pubblicati o linkati, usandoli come attrattiva su cui collocare la propria pubblicità. Ovviamente i grandi gruppi non hanno voglia di pagare, e filtrare o controllare quello che i loro utenti mettono in circolazione: io penso che sarebbe invece da fare, e non solo per motivi di compensi economici, ma per esempio anche allo scopo di impedire le cose più estreme e illecite. Storicamente le grandi piattaforme non hanno avuto voglia di fare nemmeno questo. Ora qualcosa dovranno fare, quindi il provvedimento della UE non è proprio da buttare via.

Però... Come si riflette in questo articolo (sarà corretto che io qui lo abbia citato?), si corre il rischio che il grande abbia i mezzi per adeguarsi alla legge, e il piccolo non li abbia.

Personalmente ritengo che qualche regolamentazione ci volesse, ma spero davvero di non riceverne un danno eccessivo.


mercoledì 27 marzo 2019

Building Imaginary Worlds

Cosa pensare di un libro che s'intitola Building Imaginary Worlds e si propone di insegnare "teoria e storia della subcreazione?" Certamente prima o poi dovevo leggerlo perché l'argomento è centrale per me (basti vedere il nome di questo blog...). L'autore è Mark J.P. Wolf, docente di comunicazione alla Columbia University del Wisconsin. Il libro parla di mondi immaginari partendo dal concetto (tolkieniano) di subcreazione, ovvero di quella creazione di mondi che è possibile a noi che apparteniamo al "mondo reale" e che non abbiamo quindi poteri miracolosi per produrne altri. E quindi ci affideremo alle parole o al disegno, alla fantasia, ma prendendo sempre spunto dal mondo "primario" (reale) per creare qualcosa di nuovo o di strano. E cercando la complicità del nostro pubblico per rendere la fantasia credibile.

L'autore ha compilato una notevole lista di mondi immaginari, partendo dall'alba dei tempi, dalle leggende e dall'epica, per arrivare ai giorni nostri mostrandoci, innanzitutto, quanto sia maggiore oggi la complessità di queste creazioni e la ricerca della coerenza interna. Certe ambientazioni del passato, quando la geografia del nostro mondo era sconosciuta, erano luoghi sconosciuti ma pur sempre reali, per quanto molto lontani o difficilmente raggiungibili. Poi ci sono stati i luoghi completamente fantastici, i mondi alternativi, le razze inventate, i linguaggi del tutto estranei, e una maggiore consapevolezza nel trattare di questi temi.

giovedì 21 marzo 2019

"Come" si gioca di ruolo?

C'è una cosa che dò (diamo) per scontata e invece non lo è. Molte persone sentono parlare dei GDR (Giochi di Ruolo), li associano magari coi videogame e coi boardgame (giochi da tavolo che talvolta hanno una lieve somiglianza, ma di solito no), e non avendo mai visto un gruppo di giocatori all'opera, non hanno la minima idea di come, in pratica, si svolga questo tipo di gioco.



Parto quindi con una spiegazione molto semplice e terra terra, che sarà certamente incompleta e lascerà fuori alcune tipologie di giochi, ma permetterà di farsi un'idea. Cominciando senza indugio, diciamo innanzitutto di cosa stiamo parlando.

domenica 17 marzo 2019

Un podcast sulla Guerra del Vietnam

Ho fatto l'espertone nel podcast di Simone T con un intervento (in diverse puntate) riguardante la Guerra del Vietnam, un argomento cui mi sono sempre appassionato, sebbene ovviamente io non sia uno storico ma solo uno che ha letto un po' di libri. Se mi volete ascoltare, la serie audio comincia qui.