Nuova serie di Black Mirror su Netflix, e subito un episodio che "fa il botto." USS Callister sembra inizialmente una specie di Star Trek dove un quasi sosia del famoso capitano Kirk trionfa fin troppo facilmente sui nemici, fa il gradasso con l'equipaggio, e alla fine dell'episodio, mentre è osannato da tutti quanti, bacia le componenti femminili dell'equipaggio (ovviamente la loro divisa prevede la minigonna).
[Attenzione, ci sono anticipazioni della trama in questo post]. In realtà tutto si svolge in una simulazione! L'eroe in realtà è un programmatore, Robert Daly (attore: Jesse Plemons, già visto in Breaking Bad) e quello a cui gioca è una sua versione privata del videogioco (Infinity) che produce, assieme a un socio che lo tratta male, James Walton (Jimmi Simpson) e ad altri colleghi, in teoria suoi sottoposti, che non lo rispettano. Solo nel mondo virtuale è un grande eroe e tratta tutti come pezze da piedi per compensare la sua frustrazione.
mercoledì 3 gennaio 2018
martedì 2 gennaio 2018
GDR e Giochi da Tavolo, non è la stessa cosa
Mi capita di leggere un post su un blog dove si parla di giochi, con paragoni fra il mondo del gioco da tavolo e GDR (ovvero gioco di ruolo), e scopro di non essere per niente d'accordo con i concetti espressi. Non ho nessuna voglia di fare polemiche con l'autore, a distanza o da vicino che sia, o di metterla giù dura, però vorrei leggere e commentare con voi questo post, che potete trovare qui.
Sarà anche occasione per approfondire certi argomenti con voi riguardo alla natura di queste categorie di giochi.
Argomento: cosa i giochi di ruolo dovrebbero imparare dai giochi da tavolo?
Già, cosa? l'articolista parte dalla constatazione che il boardgame (gioco da tavolo) ha avuto migliori fortune, recentemente, rispetto al GDR, e si chiede se alcune delle metamorfosi attraversate dal boardgame non possano far bene anche al gioco di ruolo. La prima differenza è la facilità di utilizzo e apprendimento, che i boardgame hanno saputo rendere generalizzata, e qui da una parte mi viene da dirmi d'accordo ma ho anche le mie eccezioni. Andiamo con ordine.
lunedì 1 gennaio 2018
L'Immortale, un bagno di sangue
Takashi Miike è un regista giapponese associato, generalmente, a storie di samurai e Yakuza (mafia giapponese). Faccende di sangue e di violenza, praticamente sempre, con problemi di onore mescolati in maniera inscindibile, alla giapponese, e tantissimo gore, o splatter che dir si voglia: sangue che sprizza, arti amputati, budella che si sparpagliano, il tutto condito da una certa autoironia. Insomma uno che nel proprio stile non si fa mancare niente.
Questo regista molto prolifico l'ho conosciuto con Ichi The Killer e Audition, quest'ultimo un film horror in piena regola, ma non senza gli elementi sanguinolenti cui ho accennato sopra. Una delle recenti produzioni, che ho potuto recuperare su Netflix, è L'Immortale, tratto da un fumetto, film lungo e sanguinoso sulle vicissitudini di uno spadaccino - samurai diventato fuorilegge - che ha un grosso problema: non può morire. Il destino di questo combattente, che si chiama Manji (attore: Takuya Kimura), si origina dal regalo che gli ha fatto una strega, un innesto, per così dire, che rende il suo corpo capace di rigenerarsi con incredibile rapidità.
Questo regista molto prolifico l'ho conosciuto con Ichi The Killer e Audition, quest'ultimo un film horror in piena regola, ma non senza gli elementi sanguinolenti cui ho accennato sopra. Una delle recenti produzioni, che ho potuto recuperare su Netflix, è L'Immortale, tratto da un fumetto, film lungo e sanguinoso sulle vicissitudini di uno spadaccino - samurai diventato fuorilegge - che ha un grosso problema: non può morire. Il destino di questo combattente, che si chiama Manji (attore: Takuya Kimura), si origina dal regalo che gli ha fatto una strega, un innesto, per così dire, che rende il suo corpo capace di rigenerarsi con incredibile rapidità.
Una prima recensione su Amazon per Autostrada Gialla
Nei miei ebook prego sempre i lettori di commentare e recensire, in rete, nei gruppi e via dicendo. Se il libro è piaciuto, è diffondendo la loro approvazione che potrebbero fare la differenza. Un lettore lo ha fatto, su Amazon, e il commento è molto lusinghiero. Pone tra l'altro una questione, scrivendo che spera di vedere un seguito. Ci sarà un Autostrada Gialla Due? Il finale del primo è aperto, per cui tutto può essere...
venerdì 29 dicembre 2017
Addio al 2017
E così quest'anno è alla fine. È durato pochissimo, e per me è cominciato molto male, a causa di un problema di salute veramente rognoso e imprevisto. Lo concludo pubblicando, meglio tardi che mai, Autostrada Gialla, ed è bello far uscire nuovamente qualcosa di mio dopo una pausa che era durata anche troppo.
Per il 2018 spero... cose semplici. Di viaggiare, di star bene (compresi i miei cari ovviamente), e soprattutto di scrivere.
Per il 2018 spero... cose semplici. Di viaggiare, di star bene (compresi i miei cari ovviamente), e soprattutto di scrivere.
mercoledì 27 dicembre 2017
Intervista a Simone, il mio amico musicista
Alcune domande al mio amico musicista Simone , che è anche il mio più grande lettore: sulla musica, il 2017 che va a chiudersi e altro.
Una delle sue peculiari caratteristiche: suona diversi strumenti. Con l'attrezzatura che consente certe diavolerie, può comporre una canzone da solo. Tutta roba che suona arabo per me, che non ricordo nemmeno il pentagramma. L'altra caratteristica, e forse più importante: Simone è un fan sfegatato di Prince, perciò si può ben capire come sia stato colpito dall'evento del 21 aprile dell'anno scorso.
Simone lo potete visitare sul suo blog...
Ma andiamo alle domande:
Una delle sue peculiari caratteristiche: suona diversi strumenti. Con l'attrezzatura che consente certe diavolerie, può comporre una canzone da solo. Tutta roba che suona arabo per me, che non ricordo nemmeno il pentagramma. L'altra caratteristica, e forse più importante: Simone è un fan sfegatato di Prince, perciò si può ben capire come sia stato colpito dall'evento del 21 aprile dell'anno scorso.
Simone lo potete visitare sul suo blog...
Ma andiamo alle domande:
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