Torno alla Francia, di cui ho parlato non molto tempo fa nell'articolo sulla Francia di Vichy, per esaminare il periodo immediatamente precedente. Ovvero la sua sconfitta nella Seconda Guerra Mondiale. La caduta della Francia nel 1940 forse sembra oggi meno strana e strabiliante di quanto sia apparso all'epoca, ma è un esempio interesante di cattiva gestione di un problema militare, e perciò è rilevante parlarne ancora oggi.
In pratica questa fase del conflitto durò poche settimane e, quasi subito, fu chiaro che gli Alleati avrebbero perso. Da parte tedesca, ci si aspettava una dura lotta coi Francesi e la vittoria fu una sorpresa grandissima anche per quelli che l'avevano guadagnata.
venerdì 12 maggio 2017
lunedì 8 maggio 2017
Dark Star
Dark Star, opera di anarchia hippy, è un film assai bizzarro diretto da John Carpenter e realizzato con quattro soldi negli anni '70. Il regista non ha bisogno di presentazioni, in quanto è un genio del cinema americano in generale e della fantascienza in particolare. Coautore della sceneggiatura è Dan O'Bannon, che recita anche, nella parte del (falso) sergente Pinback: O'Bannon ha al suo attivo molte eccellenti opere, in quanto ha scritto la sceneggiatura di Alien e lavorato a Guerre Stellari e Heavy Metal.
La storia verte attorno all'astronave Dark Star, in viaggio ormai da vent'anni ai margini dell'universo abitato, con il suo compito di distruggere i pianeti che, per anomalie orbitali, potrebbero provocare dei danni. A causa di un incidente, anni prima, il comandante Powell è morto, e il tenente Doolittle ne ha preso il posto. Ma l'equipaggio è particolarmente annoiato e demoralizzato. Doolittle è un amante del surf con pochissima voglia di continuare la missione. Il bizzarro Pinback, che cerca di far ridere il resto dell'equipaggio con giochi e scherzi cretini, è in verità un estraneo che ne ha preso il nome e il posto... o almeno così lui stesso dice, ma non si sa se sia uno scherzo pure questo. Boiler, navigatore, fa giochi pericolosi tipo sparare con un fucile all'interno dell'astronave, e infine Talby se ne sta in una cabina a guardare le stelle e non ha più praticamente alcuna relazione con gli altri. Gli piace stare lì a guardarsi intorno, non vuole la compagnia. Il computer, con una suadente voce femminile, è come se fosse un altro membro dell'equipaggio, ma perfino le bombe sono senzienti, dialogano e ragionano.
La storia verte attorno all'astronave Dark Star, in viaggio ormai da vent'anni ai margini dell'universo abitato, con il suo compito di distruggere i pianeti che, per anomalie orbitali, potrebbero provocare dei danni. A causa di un incidente, anni prima, il comandante Powell è morto, e il tenente Doolittle ne ha preso il posto. Ma l'equipaggio è particolarmente annoiato e demoralizzato. Doolittle è un amante del surf con pochissima voglia di continuare la missione. Il bizzarro Pinback, che cerca di far ridere il resto dell'equipaggio con giochi e scherzi cretini, è in verità un estraneo che ne ha preso il nome e il posto... o almeno così lui stesso dice, ma non si sa se sia uno scherzo pure questo. Boiler, navigatore, fa giochi pericolosi tipo sparare con un fucile all'interno dell'astronave, e infine Talby se ne sta in una cabina a guardare le stelle e non ha più praticamente alcuna relazione con gli altri. Gli piace stare lì a guardarsi intorno, non vuole la compagnia. Il computer, con una suadente voce femminile, è come se fosse un altro membro dell'equipaggio, ma perfino le bombe sono senzienti, dialogano e ragionano.
lunedì 1 maggio 2017
American Gods, la serie TV
È arrivata su Amazon Prime la serie molto attesa ispirata al libro di Neil Gaiman. Libro che a me non era piaciuto moltissimo, ma certo American Gods lascia il segno, anche se può avere dei difetti. E così vale anche per questo primo episodio, che ha il suo punto di forza ma forse un po' anche il suo limite nella potenza grafica. Inquadrature con forti contrasti e forte colore, tanto sangue, scene truculente, un gusto per l'insolito. Per adesso la storia ricalca abbastanza quella del libro, e per quanto riguarda gli attori la scelta mi sembra buona.
Partiamo da Wednesday, il personaggio che più salta all'occhio, bizzarro amichevole truffatore, un po' magnanimo e un po' cialtrone. Ian McShane, attore inglese dalla lunga carriera, riesce secondo me a impersonarlo abbastanza bene, un volto che non dice niente di particolare ma una recitazione che lascia il segno. Shadow Moon, l'ex carcerato cui Wednesday offre un lavoro, è interpretato da Ricky Whittle (che abbiamo visto in The 100), con indubbia presenza fisica e quella solidità di espressione e di carattere che vanno bene nel ruolo. Pablo Schreiber, Leprechaun, è uno dei carcerieri in Orange is the new black. Devo dire che non lo avevo riconosciuto, la trasformazione è impressionante. Vediamo poco Emily Browning (Sucker Punch), ovvero Laura, la moglie di Shadow Moon, e la nigeriana Yetide Badaki che interpreta Bilquis, antica dea dell'amore. Non mi pronuncio ancora sugli attori che interpretano gli antagonisti di Wednesday.
La trama non si è ancora rivelata un gran che, e presumo che ci metterà un poco (è così anche nel libro). Per adesso posso dire che il primo episodio attira certamente l'attenzione.
Partiamo da Wednesday, il personaggio che più salta all'occhio, bizzarro amichevole truffatore, un po' magnanimo e un po' cialtrone. Ian McShane, attore inglese dalla lunga carriera, riesce secondo me a impersonarlo abbastanza bene, un volto che non dice niente di particolare ma una recitazione che lascia il segno. Shadow Moon, l'ex carcerato cui Wednesday offre un lavoro, è interpretato da Ricky Whittle (che abbiamo visto in The 100), con indubbia presenza fisica e quella solidità di espressione e di carattere che vanno bene nel ruolo. Pablo Schreiber, Leprechaun, è uno dei carcerieri in Orange is the new black. Devo dire che non lo avevo riconosciuto, la trasformazione è impressionante. Vediamo poco Emily Browning (Sucker Punch), ovvero Laura, la moglie di Shadow Moon, e la nigeriana Yetide Badaki che interpreta Bilquis, antica dea dell'amore. Non mi pronuncio ancora sugli attori che interpretano gli antagonisti di Wednesday.
La trama non si è ancora rivelata un gran che, e presumo che ci metterà un poco (è così anche nel libro). Per adesso posso dire che il primo episodio attira certamente l'attenzione.
venerdì 28 aprile 2017
L'altra Francia
Da bravo appassionato di storia, e in particolare del periodo più recente (diciamo dalle guerre mondiali, o poco prima, fino agli anni recenti) sono andato a pescare un libro che narra di un aspetto poco seguito della Seconda Guerra Mondiale. L'aspetto è la storia della Francia di Vichy, ovvero un paese che si trovò in una situazione ibrida: non sconfitto e sotto occupazione tedesca come molti altri, ma in parte collaborazionista (diciamo con il freno a mano parzialmente tirato) e soprattutto nemico di quello che era stato il suo alleato più importante, ovvero la Gran Bretagna. Il libro, che si concentra sugli aspetti militari (senza trascurare completamente gli altri) ed è infuso di sottile e non sottile umorismo britannico, è intitolato England's Last War against France con sottotitolo Fighting Vichy, 1940-1942, e l'autore è Colin Smith, storico e giornalista.
La Francia di Vichy nasce da una sconfitta, ovvero l'invasione tedesca del 1940. Il successo sperato ma non veramente creduto da Hitler e dai suoi generali, il trionfo di quella "guerra lampo" che porterà a una sbornia di illusioni, di poter affrontare qualsiasi nemico e farlo fuori in qualche mese o addirittura nel giro di poche settimane. Illusioni che poi moriranno in terra di Russia.
martedì 25 aprile 2017
Tredici (13 Reasons why)
La famosa (o comunque molto pubblicizzata in questo periodo) serie di Netflix su una ragazza che si suicida e lascia una specie di diario-atto d'accusa da fare ascoltare (perché si tratta di vecchie cassette a nastro) ai presunti responsabili ha sollevato un certo rumore e avevo deciso assolutamente di verderla.
Ho cominciato, non so se e quando finirò perché per certi aspetti non è quello che mi sarebbe desiderato vedere. Ne parlerò un poco e dove ci saranno anticipazioni avvertirò in tempo.
Innanzitutto siamo ovviamente negli USA e nella solita città sfigata dove tutti vorrebbero andare via e che sta in mezzo al nulla (in Italia cosa dovremmo dire, ma vabbè...) o comunque non c'è nulla di interessante. Seguiamo la storia di Hannah (Katherine Langford, attrice australiana) che va in una scuola nuova, vive diverse situazioni di disagio e alla fine si uccide... questo non è uno "spoiler" perché è ben chiaro fin dalla prima puntata, o fin da quando avete sentito parlare di questa serie. I problemi di lei nascono molto dalle dinamiche che si instaurano nel suo liceo (traduco così high school che comunque indica le superiori). Voglia di seguire le dinamiche personali di questi ragazzi del liceo ne avrei anche avuta ma ci sono gli ovvi limiti... io sono troppo vecchio e quando avevo quell'età niente cellulari, niente chat, niente internet e insomma niente un sacco di cose belle e di str... (pardon) che ci sono oggi. E questo non toglie che fosse un mondo difficile anche allora ma la differenza di epoca mi impedisce ogni tentativo di immedesimazione e anche la differenza di società, perché il mondo USA, che conosciamo solo attraverso la TV, è molto diverso dal nostro.
Ho cominciato, non so se e quando finirò perché per certi aspetti non è quello che mi sarebbe desiderato vedere. Ne parlerò un poco e dove ci saranno anticipazioni avvertirò in tempo.
Innanzitutto siamo ovviamente negli USA e nella solita città sfigata dove tutti vorrebbero andare via e che sta in mezzo al nulla (in Italia cosa dovremmo dire, ma vabbè...) o comunque non c'è nulla di interessante. Seguiamo la storia di Hannah (Katherine Langford, attrice australiana) che va in una scuola nuova, vive diverse situazioni di disagio e alla fine si uccide... questo non è uno "spoiler" perché è ben chiaro fin dalla prima puntata, o fin da quando avete sentito parlare di questa serie. I problemi di lei nascono molto dalle dinamiche che si instaurano nel suo liceo (traduco così high school che comunque indica le superiori). Voglia di seguire le dinamiche personali di questi ragazzi del liceo ne avrei anche avuta ma ci sono gli ovvi limiti... io sono troppo vecchio e quando avevo quell'età niente cellulari, niente chat, niente internet e insomma niente un sacco di cose belle e di str... (pardon) che ci sono oggi. E questo non toglie che fosse un mondo difficile anche allora ma la differenza di epoca mi impedisce ogni tentativo di immedesimazione e anche la differenza di società, perché il mondo USA, che conosciamo solo attraverso la TV, è molto diverso dal nostro.
mercoledì 19 aprile 2017
Scrivere, e poi?
Avrei dovuto uscire con un nuovo libro l'anno scorso ma a quanto pare ci sono state difficoltà creative perciò i tempi si sono allungati, ma non temete, nel 2017 avrete il dispiacere comunque di leggere qualcosa di mio.
Però ci sono stai momenti, negli ultimi due anni, di crisi creativa, di svogliatezza nera, da non riuscire a trovare la minima voglia per mettere una parola dietro l'altra. Una delle vittime (incolpevole in questo caso) della situazione è stata la mia collaborazione con Fantasy Magazine, ma comunque di tante idee che avevo in testa ben poco è venuto fuori. Il problema è che anche le mie scarse aspettative non si sono realizzate e non credo si realizzeranno. Di questo parlo oggi. Non di come navigare nelle difficili acque dell'editoria o dell'autopubblciazione. Non sono uno di quelli capaci di creare manuali sul come e per come dello scrivere, anche io leggo ciò che scrivono altri in merito, posso darvi però la mia personalissima, esistenziale visuale su come vedo andare le cose.
Però ci sono stai momenti, negli ultimi due anni, di crisi creativa, di svogliatezza nera, da non riuscire a trovare la minima voglia per mettere una parola dietro l'altra. Una delle vittime (incolpevole in questo caso) della situazione è stata la mia collaborazione con Fantasy Magazine, ma comunque di tante idee che avevo in testa ben poco è venuto fuori. Il problema è che anche le mie scarse aspettative non si sono realizzate e non credo si realizzeranno. Di questo parlo oggi. Non di come navigare nelle difficili acque dell'editoria o dell'autopubblciazione. Non sono uno di quelli capaci di creare manuali sul come e per come dello scrivere, anche io leggo ciò che scrivono altri in merito, posso darvi però la mia personalissima, esistenziale visuale su come vedo andare le cose.
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