Film per nulla fantastico, ma divertentissimo, dei fratelli Joel ed Ethan Coen, che ne hanno anche scritto la sceneggiatura, Ave, Cesare! (Hail, Caesar!) è della prima parte del 2016 (uno dei tanti che "avrei dovuto" vedere al cinema).
La pellicola si avvale di una carriolata di attori famosi: George Clooney, Ralph Fiennes, Scarlett Johansson, Tilda Swinton, Channing Tatum, e altri... tra cui Josh Brolin (Non è un Paese per Vecchi), protagonista nei panni di Eddie Mannix, uomo che "risolve problemi" nella Hollywood degli anni '50. In pratica le stelle del cinema hanno comportamenti immorali, scandalosi o sopra le righe, ma siamo in epoca di conservatorismo e tutto questo va messo a tacere con ogni mezzo.
Così abbiamo un attore, che sta recitando in un film nella parte di Cesare (George Clooney) quando viene rapito da un gruppo di intellettuali comunisti da salotto, con l'aiuto di controfigure, e passa dalla più completa ignoranza di ogni tematica sociale a una ingenua e ridicola adesione alle trame dei congiurati; Scarlett Johansson, diva dei film alla Esther Williams (quelli con le coreografie di nuoto sincronizzato) rimasta incinta, pertanto bisogna rimediarle un marito, c'è poi un rozzo attore di film western che per una strana decisione dei produttori deve passare alle commedie sofisticate (sa a malapena esprimersi, quindi fa impazzire il regista), e così via. Poiché Mannix è disilluso e potrebbe decidere addirittura di lasciare il mestiere, affrontare e sistemare tutte queste catastrofi è una vessazione quotidiana per lui. Ma è in gamba e rimedia sempre a tutti i guai.
Omaggio scanzonato ai film di una certa epoca, e alle paranoie maccartiste (c'è addirittura un sommergibile russo che compare a un certo punto del film...), Ave Cesare! non è in effetti una pellicola con una storia definita o qualche contenuto serio da raccontare, ma solo una piacevole presa in giro del mondo del cinema (di quell'epoca). Non c'è la tragedia che sbuca inaspettatamente a rovinare la festa, ma solo umorismo e divertimento.
Giudizio finale: assolutamente godibile. Consigliato.
lunedì 19 dicembre 2016
martedì 13 dicembre 2016
Serie TV: Westworld e 3%
Con le serie TV non ti puoi distrarre un attimo... finisce l'esaltazione per Black Mirror e ce ne sono subito altre quattro o cinque da vedere assolutamente.
Parlerò (piuttosto rapidamente) di due di esse, che al momento non hanno particolarmente attecchito con il sottoscritto.
Westworld è una serie USA ambientata in un parco di divertimento tematico. Nomi famosi: Evan Rachel Wood e Jonathan Nolan, fratello del più famoso Cristopher, oltre a Ed Harris e Anthony Hopkins. Westworld è un parco tematico. Un vecchio West dove arrivi, ti ubriachi, vai a cavallo, fai il prepotente contro dei robot quasi indistinguibili dagli umani, fai stragi, compi soprusi sulle donne (robot) eccetera, tanto nessuno reagisce, o meglio, reagiscono solo per farsi ammazzare. Impossibile soffocare l'impressione di "già visto" perché la tematica è la stessa de Il Mondo dei Robot, film anni '70 con Yul Brinner (attore pelato a zero famoso all'epoca) nei panni del robot che si ribella. C'è poco da stupirsi.
Parlerò (piuttosto rapidamente) di due di esse, che al momento non hanno particolarmente attecchito con il sottoscritto.
Westworld è una serie USA ambientata in un parco di divertimento tematico. Nomi famosi: Evan Rachel Wood e Jonathan Nolan, fratello del più famoso Cristopher, oltre a Ed Harris e Anthony Hopkins. Westworld è un parco tematico. Un vecchio West dove arrivi, ti ubriachi, vai a cavallo, fai il prepotente contro dei robot quasi indistinguibili dagli umani, fai stragi, compi soprusi sulle donne (robot) eccetera, tanto nessuno reagisce, o meglio, reagiscono solo per farsi ammazzare. Impossibile soffocare l'impressione di "già visto" perché la tematica è la stessa de Il Mondo dei Robot, film anni '70 con Yul Brinner (attore pelato a zero famoso all'epoca) nei panni del robot che si ribella. C'è poco da stupirsi.
venerdì 9 dicembre 2016
Come Pubblicare su Amazon e Sopravvivere agli Stronzi
Guida all'autopubblicazione di Alessandro Girola, autore "indie," con riferimento alle difficoltà che nel fangoso stagno del mondo editoriale italiano un autore può incontrare... Ovvero come difendersi dagli invidiosi che fanno "killeraggio" con le recensioni negative agli ebook altrui, agli odiatori professionali che trollano, alle persone che spiano quello che gli altri dicono sui social network, e via dicendo.
Come Pubblicare su Amazon e Sopravvivere agli Stronzi non è una guida tecnica, né una via maestra al successo, che per seguire i consigli indicati (certamente validi) occorre una dedizione, un tempo da sacrificare, una capacità relazionale col prossimo che non tutti gli scrittori e aspiranti tali possiedono.
Però è garantita qualche risata, magari un po' amara, perché l'impietosa immagine dell'ambiente fornita da questo breve manuale è purtroppo corrispondente al vero.
Come Pubblicare su Amazon e Sopravvivere agli Stronzi non è una guida tecnica, né una via maestra al successo, che per seguire i consigli indicati (certamente validi) occorre una dedizione, un tempo da sacrificare, una capacità relazionale col prossimo che non tutti gli scrittori e aspiranti tali possiedono.
Però è garantita qualche risata, magari un po' amara, perché l'impietosa immagine dell'ambiente fornita da questo breve manuale è purtroppo corrispondente al vero.
lunedì 5 dicembre 2016
Breve Storia del Futuro
Strano libro che mi è stato regalato e che ho letto con interesse nonostante un certo iniziale scetticismo, Breve Storia del Futuro è stato scritto da un economista, Jacques Attali: non quindi da uno scrittore di fantascienza che si diverte a fare delle ipotesi, per quanto Attali vanti di aver previsto esattamente molti fatti poi verificatisi... ma non mi è dato di verificare le sue affermazioni. Di lui so che è un francese di religione ebraica e origine pied-noir (ovvero: faceva parte della comunità residente in Algeria, spazzata via dal paese quando è diventato indipendente), ed è stato l'eminenza (economica) grigia dello stato francese per parecchio tempo, ricoprendo importanti incarichi sotto Mitterand e Sarkozy, nonché un banchiere di primo piano. Il libro è già un po' vecchiotto ma è stato aggiornato, quella che ho letto è la versione più recente.
Con tanto curriculum, mi sarei aspettato che questo autore sia un altro cantore delle gioie della globalizzazione, ma non è così: nonostante il libro di Attali abbia una specie di lieto fine appiccicato un po' a forza (vedremo dopo) il ritratto del mondo che verrà non è affatto roseo. La globalizzazione la dà per scontata e inevitabile, non per una bella cosa. Un lettore di romanzi cyberpunk vi vedrà molte delle premesse di quel genere fantascientifico.
Con tanto curriculum, mi sarei aspettato che questo autore sia un altro cantore delle gioie della globalizzazione, ma non è così: nonostante il libro di Attali abbia una specie di lieto fine appiccicato un po' a forza (vedremo dopo) il ritratto del mondo che verrà non è affatto roseo. La globalizzazione la dà per scontata e inevitabile, non per una bella cosa. Un lettore di romanzi cyberpunk vi vedrà molte delle premesse di quel genere fantascientifico.
lunedì 28 novembre 2016
The Neon Demon... quando la bellezza è tutto.
The Neon Demon è un inquietante film horror diretto da Nicolas Winding Refn (danese a me ignoto) e di produzione euro-statunitense. Dico subito che ha un inizio un po' tedioso e scontato, varie parti che si trascinano con dialoghi lenti in stile "film serio all'europea," e che non è andato un gran che bene al botteghino. Tuttavia questa pellicola ha saputo prendermi soprattutto con la parte centrale e il finale, quindi non posso che fare, tutto sommato, i miei complimenti al regista. Forse sono un po' meno da apprezzare gli sceneggiatori (un trio di cui comunque Refn fa parte) per la partenza scialba di questo film dove una ragazzina in fuga arriva a Los Angeles dalla provincia USA con la speranza di fare la modella. Quante volte ho già visto questa storia, una decina? Il regista "lo ha fatto apposta" per mostrare l'evoluzione della protagonista ma lo stratagemma per me non funziona.
La ragazza è Jesse (ovvero Elle Fanning, giovanissima ma con una carriera già corposa alle spalle) accompagnata e tutelata, inizialmente, da un giovanotto che è anche quello che le ha fatto il provino fotografico. Questo ragazzo, Dean (Karl Glusman, vedi foto), tutela Jesse da un insidioso manager del motel dove la ragazza ha trovato una sistemazione (il manager è un Keanu Reeves con barba); lui vorrebbe affermarsi come fotografo ma vedremo presto che "non ha la stoffa" per frequentare l'ambiente cui invece aspira la ragazza.
La ragazza è Jesse (ovvero Elle Fanning, giovanissima ma con una carriera già corposa alle spalle) accompagnata e tutelata, inizialmente, da un giovanotto che è anche quello che le ha fatto il provino fotografico. Questo ragazzo, Dean (Karl Glusman, vedi foto), tutela Jesse da un insidioso manager del motel dove la ragazza ha trovato una sistemazione (il manager è un Keanu Reeves con barba); lui vorrebbe affermarsi come fotografo ma vedremo presto che "non ha la stoffa" per frequentare l'ambiente cui invece aspira la ragazza.
giovedì 24 novembre 2016
La Ballata di Beta-2
Di Samuel Delany so poco, salvo che è uno scrittore nero che ebbe successo in un'epoca assai favorevole per la fantascienza (anni '60). La Ballata di Beta-2 è un romanzo breve che vide la luce in quel periodo e fu candidato al premio Nebula: l'argomento è uno di quelli che mi affascinano, una lunghissima missione per colonizzare un mondo lontano. Una spedizione di diverse astronavi, "navi generazionali," dove i viaggiatori che pilotano e fanno funzionare le navi spaziali vivono e muoiono in un viaggio destinato a durare molto di più delle loro vite, e una "sala nascite" mette al mondo passeggeri più giovani perché il viaggio prosegua.
Ovviamente, niente va come avrebbe dovuto andare.
Pretesto per raccontare la storia è un lavoro di ricerca assegnato a uno studente, che avrebbe voluto fare qualcosa di più interessante e invece è inviato dal suo docente a studiare quel popolo di derelitti che è arrivato a destinazione quando c'era già una colonia umana ad attenderlo... già, perché mentre le astronavi generazionali viaggiavano, un nuovo sistema di propulsione (di cui in realtà Delany ci dice poco) ha permesso di spostarsi molto velocemente, e le mete raggiungibili in secoli sono diventate estremamente più accessibili.
Ovviamente, niente va come avrebbe dovuto andare.
Pretesto per raccontare la storia è un lavoro di ricerca assegnato a uno studente, che avrebbe voluto fare qualcosa di più interessante e invece è inviato dal suo docente a studiare quel popolo di derelitti che è arrivato a destinazione quando c'era già una colonia umana ad attenderlo... già, perché mentre le astronavi generazionali viaggiavano, un nuovo sistema di propulsione (di cui in realtà Delany ci dice poco) ha permesso di spostarsi molto velocemente, e le mete raggiungibili in secoli sono diventate estremamente più accessibili.
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