martedì 15 dicembre 2015

On Combat, ovvero la sottile arte di ammazzare

Evidentemente nella mia vita ho scambiato con il prossimo meno mazzate di quanto avrei dovuto, visto che, giunto a un'età in cui la tranquillità dev'essere ormai obbligo, sono ancora curioso su questa tematica. Mi sono quindi letto On Combat, di Loren Christensen e Dave Grossman, quest'ultimo ufficiale statunitense. Gli autori hanno raccolto studi di altri, e ne hanno fatti di propri, sul combattimento. Diciamo subito che il libro è lungo ed è un tantino noioso perché ha a tratti lo stile del libro di self-help, e ripete più e più volte gli stessi concetti con le stesse parole. Tratta però di questioni interessanti, e di alcune tematiche che condivido (altre... no). Il fatto che chiami le persone che portano le armi "warriors" ovvero guerrieri, e che faccia bizzarri paragoni (coi paladini per esempio) non aiuta a seguirlo meglio. Ma andiamo al sodo.

Innanzitutto si trattano gli aspetti fisiologici del combattimento, argomento che può sorprendere molti profani (ovvero sia quelli che non si sono informati che quelli che non hanno mai combattuto). L'essere umano nello stimolo di situazioni estreme (in verità anche altre situazioni di emergenza e non soltanto il combattimento) viene tramutato dall'adrenalina in qualcosa di primordiale, con rapide pulsazioni, una diversa distribuzione delle "risorse" che il corpo ha a disposizione, e uno stato mentale che riduce di molto il coordinamento motorio e il pensiero razionale.

domenica 13 dicembre 2015

La Druida di Ithil

Segnalo, visto che siamo in periodo di acquisti natalizi, un libro di un'autrice emergente, ovvero La Torre di Ithil di Silvana Fiderio.
Il libro si inserisce in un filone di fantasy piuttosto tradizionale, tra druidi, elfi, draghi e antiche leggende. Un fantasy da cui io mi sono distanziato avendone già fruito più che abbondantemente nella mia lunga esperienza di lettore. Con questo non mi metto a tranciare giudizi, so benissimo che un certo tipo di ambientazione ha la sua magia e chi segue le mie recensioni di autori soprattutto italiani sa che spesso quelli che leggo, anche oggi, alla fine sono epigoni di Tolkien, o non molto lontani da questa definizione. Apprezzo comunque chi mette impegno e originalità in quello che fa. L'autrice in questo caso introduce la sua narrazione (che ha il pregio di non dilungarsi per 6-700 pagine come altri fanno, anche se questo è un "libro primo" e non so quanti ne seguirano) con una  robusta presentazione di decine di pagine dove fa il punto sul mondo che ha immaginato e su tutta la sua storia pregressa. Anche questa una scelta insolita che certamente non vedrete fare da un autore che segue tutte le regole... storia quindi di una certa complessità e con un retroterra piuttosto variegato.

mercoledì 9 dicembre 2015

La generazione K

La distopia è, o forse era, uno dei miei generi preferiti. Siamo in un'epoca di poteri assoluti (magari mascherati da democrazie) e spesso occulti, di ideologie criminali, di controllo totale sulla persona. Molti scrittori lo hanno previsto e molto c'è ancora da scrivere sul nostro futuro.
Solo che ormai è così di moda e quindi così trito il tono cupo in libri e film di fantascienza (e supereroi) che ultimamente sento addirittura con un certo piacere qualche voce che spinge per il nascere di un filone più solare e ottimista. Chi vuole così lo fa quasi per reazione, non certo perché ci siano ragioni su cui fondare l'ottimismo. O forse abbiamo bisogno di illusioni. E magari in futuro ne avremo ancora più bisogno.

martedì 1 dicembre 2015

12 Monkeys, serie TV

L'Esercito delle Dodici Scimmie è una storia strana, con atmosfere uniche nel suo genere e la mano di un regista formidabile come Terry Gilliam, e degli ottimi attori. È uno di quei film di cui vorresti che ci sia un seguito, qualche altro materiale collegato, perché t'è piaciuto molto e sarebbe bello averne "un po' di più." Ma è anche chiaro che non si può, nel senso che l'idea è sfruttata, la combinazione che ha dato un ottimo risultato è difficile da ripetere, i seguiti e i prequel sono quasi sempre mosci, e via dicendo. Eppure, come scrivevo un paio di anni fa in un altro post, non vedevo l'ora di vedere qualcosa di questa serie televisiva che riprende e amplia la trama del film.

Ho avuto finalmente l'occasione di vedere alcuni episodi.

giovedì 26 novembre 2015

La Legione Straniera

La Legione Straniera... No, non si tratta di un'accozzaglia di brutti ceffi comandati da ufficiali francesi, stavolta, ma di un fatto storico: la Prima Guerra Barbaresca. Ne parla un fumetto dell'Editoriale Cosmo in una storia autoconclusiva: Tripoli.

Il protagonista è William Eaton, una specie di diplomatico, soldato e avventuriero che si trovò a gestire una situazione assai delicata con il pascià di Tripoli Yusuf, che chiedeva un tributo esorbitante agli USA per garantire l'immunità (ovvero incolumità dai pirati) ai loro vascelli. Il ricatto si fece insopportabile, scoppiò il conflitto e venne inviata una nave da guerra per far ragionare il farabutto locale. Per sfortuna, la nave si incagliò presso Tripoli e Yusuf poté aggiungerne l'equipaggio, trasformato in ostaggi, agli elementi che lo mettevano in una posizione di forza.



William Eaton, non accettando la situazione, prese contatto con il precedente pascià, ora deposto ed esiliato in Egitto, e gli offrì di unire le forze per contrattaccare e sconfiggere Yusuf, in modo da restituirgli il trono. L'epica marcia nel deserto e la battaglia di Derna sono il fulcro della vicenda narrata in questo fumetto, ben disegnato e a colori, decisamente piacevole nei suoi toni epici, e nel fare luce su un episodio così oscuro e lontano della storia. [Attenzione Spoiler!] Eaton, praticamente d'iniziativa personale, e con forze raccolte sul posto (solo un pugno di soldati statunitensi) sconfisse Yusuf, ma a quel punto i disonorevoli sotterfugi della politica cominciarono a entrare in gioco...

Quanto ai pirati barbareschi, non bastò questo conflitto a far cessare le loro razzie.

Storia epica dal finale amaro, lettura consigliata a tutti gli amanti dei fumetti.

martedì 24 novembre 2015

Prossimi film di fantascienza

E così Alien tornerà tra noi in due prossimi film. Il primo sarà del regista originale, Ridley Scott, che a quanto pare dopo aver detto tante belle cose sul nuovo progetto Prometheus deve aver visto a mente fredda la pellicola che ne è venuta fuori e, immagino, gli sarà scappato da ridere. No, va be', lui dichiara che rimettere "Alien" nel titolo era sempre stato previsto. Sarà. Così "Prometheus 2" si chiamerà, sembra, Alien - Paradise Lost riprendendo il nome della vecchia serie di film. Il tema dei creatori non sarà abbandonato (anzi forse andremo sul loro pianeta) ma dovrebbero ritornare connessioni con quel bel mostrone che tutti conosciamo e anche con il personaggio di Ripley (come? non sappiamo...). Speriamo bene, in fin dei conti Ridley Scott è sempre un grande regista. M'ero ripromesso di non andare a vedere il seguito di Prometheus, ma chissà, potrei ripensarci.






Un altro Alien, che a questo punto si stacca dalla cronologia della precedente serie e va in una direzione propria riprendendo la storia dopo il secondo film (Aliens Scontro Finale diretto da Cameron), uscirà dopo il film di Ridley Scott.