Avevo già anticipato sul blog di avere gli occhi puntati su questo boardgame pubblicato da Giochi Uniti - Stratelibri (gli autori sono italiani: Marco Maggi e Francesco Nepitello). Venetia è un gioco che ripercorre le fasi di ascesa, apogeo e decadenza della Serenissima, da intraprendente città commerciale a vera regina del Mediterraneo fino a diventare uno stato regionale italiano (sempre più impegolato nelle faccende locali) non più capace di proiettare il proprio potere commerciale e militare sulle rotte dell'oriente, dove si è affacciato un nuovo nemico (i Turchi ottomani).
A dire il vero, come spesso avviene con i boardgames di oggi, il contatto con la storia è piuttosto limitato anche se il gioco contiene un manualetto dove si ripercorrono le tappe della storia veneziana. Procediamo ad approfondire il boardgame iniziando da una piccola avvertenza: il mio commento sul gioco si riferisce al regolamento avanzato e non a quello base.
giovedì 6 febbraio 2014
lunedì 3 febbraio 2014
The Wolf of Wall Street
Spinto dalla fama indiscutibile di Martin Scorsese come regista e Leonardo di Caprio come attore, non potevo esimermi dal guardare questo film che ripercorre le scorribande selvagge della finanza nei radiosi (?) anni '90, anni di collocamenti azionari (IPO) truffaldini e fantasiosi, anni del "nuovo paradigma" della net economy, anni di tanti guadagni facili seguiti poi dalla doccia freddissima del nuovo millennio, in cui fu finalmente chiaro che la festa era finita.
Tante cose eccessive e ribalde che hanno lasciato di stucco altri spettatori e commentatori non mi hanno fatto effetto perché le caratteristiche di un certo ambiente le conoscevo. C'è da dire però che Scorsese ha fatto un film che racconta quasi tutto senza reticenza, mettendo in mostra la realtà perversa dietro il mondo della finanza. Dico "quasi tutto" perché salvo qualche accenno nella prima parte del film e l'inevitabile crollo di tutto quanto verso la fine, Jordan il Lupo di Wall Street e i suoi soci sono e restano degli amiconi, restano insieme nel truffare la gente, fare bisboccia, imbottirsi di stupefacenti e schifezze, e organizzare festini con le prostitute. La gretta realtà del fare tranelli agli altri operatori e tirarsi fregature da una scrivania all'altra, rubarsi i clienti, divorarsi a vicenda questo film forse non la mostra abbastanza. Ultima critica che potrei fare: ci sono alcune scene in cui conferisce una certa "grandezza" a una categoria di squallidi delinquenti (che molto raramente pagano davvero per quello che fanno).
Detto questo, The Wolf of Wall Street è un film molto godibile.
Tante cose eccessive e ribalde che hanno lasciato di stucco altri spettatori e commentatori non mi hanno fatto effetto perché le caratteristiche di un certo ambiente le conoscevo. C'è da dire però che Scorsese ha fatto un film che racconta quasi tutto senza reticenza, mettendo in mostra la realtà perversa dietro il mondo della finanza. Dico "quasi tutto" perché salvo qualche accenno nella prima parte del film e l'inevitabile crollo di tutto quanto verso la fine, Jordan il Lupo di Wall Street e i suoi soci sono e restano degli amiconi, restano insieme nel truffare la gente, fare bisboccia, imbottirsi di stupefacenti e schifezze, e organizzare festini con le prostitute. La gretta realtà del fare tranelli agli altri operatori e tirarsi fregature da una scrivania all'altra, rubarsi i clienti, divorarsi a vicenda questo film forse non la mostra abbastanza. Ultima critica che potrei fare: ci sono alcune scene in cui conferisce una certa "grandezza" a una categoria di squallidi delinquenti (che molto raramente pagano davvero per quello che fanno).
Detto questo, The Wolf of Wall Street è un film molto godibile.
martedì 28 gennaio 2014
The Birthgrave
Una donna si sveglia in una caverna sotto a un vulcano. Non è una donna comune e nemmeno una donna nel vero senso della parola: appartiene a una Antica Razza dotata di grandissimi poteri, superiore ai comuni uomini, e nonostante ciò estinta ormai da molto tempo, e semi dimenticata. Un antico demone maledice questa sua resurrezione annunciandole che dovrà andare alla ricerca della sua identità e dei suoi poteri, e che soffrirà per una maledizione di grande bruttezza: sarà costretta a portare una maschera.
Inoltre non potrà morire, se viene uccisa rinascerà ogni volta. E porterà sempre l'infelicità con sé. Tuttavia avrà la scelta, sempre disponibile, di darsi la morte con una lama che le viene indicata.
Così inizia The Birthgrave di Tanith Lee, tradotto in italiano come Nata dal Vulcano.
La nostra eroina affronta così il mondo, infelice e insoddisfatta, incontrando vari popoli, varie civiltà e inevitabilmente vari uomini. Conosceremo un gruppo di predoni e assassini che terrorizzano e saccheggiano le carovane di mercanti, città opulente e decadenti dove si tengono grandi mercati, ci si diverte con corse di cavalli con il cocchio in stile antica Roma, e la perfidia dei potenti si muove nei corridoi di grandi palazzi. E poi ancora le civiltà tribali, con poche leggi e regole, e una razza che vorrebbe imitare gli Antichi ma (ovviamente) non vi riesce salvo qualche aspetto superficiale.
Inoltre non potrà morire, se viene uccisa rinascerà ogni volta. E porterà sempre l'infelicità con sé. Tuttavia avrà la scelta, sempre disponibile, di darsi la morte con una lama che le viene indicata.
Così inizia The Birthgrave di Tanith Lee, tradotto in italiano come Nata dal Vulcano.
La nostra eroina affronta così il mondo, infelice e insoddisfatta, incontrando vari popoli, varie civiltà e inevitabilmente vari uomini. Conosceremo un gruppo di predoni e assassini che terrorizzano e saccheggiano le carovane di mercanti, città opulente e decadenti dove si tengono grandi mercati, ci si diverte con corse di cavalli con il cocchio in stile antica Roma, e la perfidia dei potenti si muove nei corridoi di grandi palazzi. E poi ancora le civiltà tribali, con poche leggi e regole, e una razza che vorrebbe imitare gli Antichi ma (ovviamente) non vi riesce salvo qualche aspetto superficiale.
giovedì 23 gennaio 2014
Quatermass ovvero L'Astronave degli Esseri Perduti
Il professor Quatermass è un personaggio celebre della fantascienza inglese ed è apparso in varie incarnazioni. Io ho ripescato L'Astronave degli Esseri Perduti, ovvero Quatermass and the Pit. Questo classico della fantascienza, diretto nel 1967 da Roy Ward Baker con l'interpretazione di Andrew Keir nei panni del dottor Quatermass, ci mette alle prese con la scoperta di uno strano oggetto nel centro di Londra, durante lavori di ampliamento della rete metropolitana.
All'inizio, quando arrivano i militari a prendersi carico del ritrovamento, si pensa che si tratti di un grosso ordigno che risale ai tempi della Seconda Guerra Mondiale (una V-1 oppure V-2). Il dottor Quatermass non ne è convinto ma un antipatico e saccente militare (cliché!) controlla le operazioni e non gli dà retta. Si pensa quindi all'eventualità di rimuovere l'ordigno o comunque di renderlo inoffensivo. Ma le cose presto si complicano, dal momento che il materiale è decisamente alieno e resiste molto bene ai tentativi di penetrazione con gli strumenti disponibili.
All'inizio, quando arrivano i militari a prendersi carico del ritrovamento, si pensa che si tratti di un grosso ordigno che risale ai tempi della Seconda Guerra Mondiale (una V-1 oppure V-2). Il dottor Quatermass non ne è convinto ma un antipatico e saccente militare (cliché!) controlla le operazioni e non gli dà retta. Si pensa quindi all'eventualità di rimuovere l'ordigno o comunque di renderlo inoffensivo. Ma le cose presto si complicano, dal momento che il materiale è decisamente alieno e resiste molto bene ai tentativi di penetrazione con gli strumenti disponibili.
mercoledì 22 gennaio 2014
Colonia
Devo aver già in passato espresso accorati lamenti per il fatto che i giochi da tavolo "tedeschi" insistono sempre sugli stessi temi. I giocatori gestiscono lavoratori, denaro, materie prime, materie trasformate, e anziché competere gareggiano in partite parallele dove l'unico vero conflitto è quello, al limite, di soffiarsi a vicenda le opportunità. Siamo sicuri che sia sempre così? A dire la verità qualche variante sul tema esiste ma certi elementi si ripetono in maniera eccessiva, almeno per me. (Altri giocatori ovviamente adorano questo tipo di giochi e avendone magari già provati una ventina non esitano a cacciare fuori 50 o 60 euro per comprarne uno di più. Beati loro!). Colonia della Queen Games a dire la verità non è l'ultimo grido ma un gioco uscito già da qualche anno. La gestione qui si distribuisce in varie attività che si svolgono nel giro di una astratta settimana, i lavoratori da gestire sono parecchi ma devono bastare per dar copertura a tutte le attività quindi c'è da stare molto attenti.
domenica 19 gennaio 2014
Perché non dicono nulla?
Ho avuto dei dati parziali sui lettori di Nove Guerrieri dall'Editrice GDS. Il dato non è proprio eccitante ma è anche ampiamente incompleto perché i numeri di un paio di negozi online arrivano con un mese di ritardo rispetto agli altri (e uno di questi negozi è Amazon, per cui è importante). Comunque anche immaginando che i risultati più grossi debbano ancora arrivare ho potuto fare un paio di considerazioni.
Da un lato l'ebook è in circolazione da fine novembre quindi è presto per fare previsioni, Nove Guerrieri potrebbe ancora arrivare a un relativo successo (successo inteso in termini di libro italiano distribuito solo online in forma digitale) come pure rimanere a livelli modesti. Dall'altro posso dire con sollievo che gli acquirenti sono più numerosi delle persone che sono andato a rastrellare una per una, e di quelle che mi hanno già detto di avere acquistato il libro. Perché parlo di sollievo?
Da un lato l'ebook è in circolazione da fine novembre quindi è presto per fare previsioni, Nove Guerrieri potrebbe ancora arrivare a un relativo successo (successo inteso in termini di libro italiano distribuito solo online in forma digitale) come pure rimanere a livelli modesti. Dall'altro posso dire con sollievo che gli acquirenti sono più numerosi delle persone che sono andato a rastrellare una per una, e di quelle che mi hanno già detto di avere acquistato il libro. Perché parlo di sollievo?
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