Alla mostra dedicata a Crepax ero andato all'ultimo momento disponibile. Di questa invece parlo quando... fate ancora in tempo ad andarci se volete. Si tiene a Palazzo Reale (due passi dal Duomo di Milano) ed è fruibile fino al 9 marzo prossimo. Andy Warhol, l'artista simbolo della modernità, è stato uno dei simboli degli anni '60 e '70, mischiando controcultura, avanguardia, attenzione alla propria immagine e ricerca della pubblicità e dello scandalo, tra reale ispirazione e un pochino di furbizia.
venerdì 10 gennaio 2014
lunedì 6 gennaio 2014
Ascolta e vota!
A Radio Delta 1 l'amico Simone è in lizza per partecipare con la sua canzone Poesia Pura alla trasmissione Saranno Calibri.
Potete ascoltare (e votare) qui.
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domenica 5 gennaio 2014
Offshore
La pandemia, che è dovuta a un prione, si manifesta a seguito di eventi bellici che sconvolgono il mondo a partire da una guerra fra le due Coree (e in effetti presumibilmente è un'arma biologica messa a punto dai nordcoreani). Diverse persone in varie parti del mondo cercano di mantenersi in contatto utilizzando i pochi server di rete ancora funzionanti, cercando di mantenere vivo un contatto umano. Ma queste voci ormai stanno scomparendo.
venerdì 3 gennaio 2014
L'Ultimo Cosmonauta
Sebbene sia uno scrittore britannico, Alistair Reynolds è riuscito a cogliere l'atmosfera della Russia profonda, sovietica, rassegnata e fatalista. L'Ultimo Cosmonauta, pubblicato da Delos Books, parte dall'evasione di un uomo che sa troppo. Non fugge però dall'impero carcerario di Stalin, quello descrito nel famoso Arcipelago Gulag. Siamo in un'altra epoca: qualche decennio nel futuro. La Russia è dominata dal Secondo Soviet, è tornato il comunismo. Il mondo è in una fase di contrazione, di declino: non c'è più abbastanza energia e tante cose non sono più possibili, tante opportunità sono state abbandonate. Tra esse, l'esplorazione spaziale. L'uomo in fuga è Dimitri Ivanov ed è stato a bordo di una delle ultime navi spaziali, la Tereskova.
mercoledì 1 gennaio 2014
Capitan Harlock è una schifezza ma forse lo vedrete lo stesso
Non avevo seguito il cartone animato, come la maggior parte dei miei coetanei, per contrasti sui diritti televisivi. Ovvero, poiché si era in diversi a voler guardare la TV e io ero l'unico che amava (certi) cartoni animati giapponesi, spesso ero in minoranza. Mi è rimasta comunque la curiosità per questo eroe particolare, senz'altro diverso da quelli che il Sol Levante ci proponeva nella medesima epoca.
So che c'erano delle donne guerriere, le Mazoniane, ma non conosco quale fosse in generale il motivo del contendere nella serie. Nel film che ho appena visto il motivo del contendere è chiaro, ed è uno dei tanti problemi. Manterrò le anticipazione a un livello modesto, ma qualcuna ce ne sarà.
L'ambientazione di Capitan Harlock parte dalla narrazione di una grande guerra, la Come Home (l'uso di termini in inglese non necessari è fastidiosamente frequente in questa pellicola), fra le colonie umane (500 miliardi di individui) che si contendevano il diritto di poter tornare sulla Terra, pianeta "sacro." Le risorse stanno esaurendosi e l'umanità è invecchiata, e tutti vogliono tornare al pianeta madre, e nasce una guerra per questo. A me sembra una stupidaggine (in una contrazione economica la gente non ha meglio da fare che ammazzarsi per tornare alla cara, vecchia, impoverita Terra?), e anche la descrizione della Terra come un giardino lo sembrerebbe. Dovrebbe essere un pianeta sfruttato a morte, no? Comunque il vero motivo è la nostalgia, nostalgia che un'entità internazionale, la Gaia Sanction, proibisce ponendo il veto per tutti, al termine della guerra, di rimpatriare sulla Terra.
So che c'erano delle donne guerriere, le Mazoniane, ma non conosco quale fosse in generale il motivo del contendere nella serie. Nel film che ho appena visto il motivo del contendere è chiaro, ed è uno dei tanti problemi. Manterrò le anticipazione a un livello modesto, ma qualcuna ce ne sarà.
L'ambientazione di Capitan Harlock parte dalla narrazione di una grande guerra, la Come Home (l'uso di termini in inglese non necessari è fastidiosamente frequente in questa pellicola), fra le colonie umane (500 miliardi di individui) che si contendevano il diritto di poter tornare sulla Terra, pianeta "sacro." Le risorse stanno esaurendosi e l'umanità è invecchiata, e tutti vogliono tornare al pianeta madre, e nasce una guerra per questo. A me sembra una stupidaggine (in una contrazione economica la gente non ha meglio da fare che ammazzarsi per tornare alla cara, vecchia, impoverita Terra?), e anche la descrizione della Terra come un giardino lo sembrerebbe. Dovrebbe essere un pianeta sfruttato a morte, no? Comunque il vero motivo è la nostalgia, nostalgia che un'entità internazionale, la Gaia Sanction, proibisce ponendo il veto per tutti, al termine della guerra, di rimpatriare sulla Terra.
lunedì 30 dicembre 2013
2013: riflessioni (quasi) finali
Il 2013 rimarrà credo famoso come l'anno in cui una grande quantità di nomi del mondo artistico, o semplicemente personaggi famosi, ci hanno lasciato. Certi di questi personaggi li ritenevo importanti per me, altri ero semplicemente abituato a "sentirli in giro" e mi dà una brutta sensazione di mondo che volta pagina, sapere che ora non ci sono più. Iannacci, Mennea, la Melato, oppure Lou Reed e Ray Manzarek, ovviamente Jack Vance... persone che magari erano ormai in parte o del tutto inattive, ma che hanno fatto epoca.
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