Mi è stato chiesto di leggere Il Libro Blu di Fernanda Raineri, un libro per ragazzi. L'ho letto scoprendo di essere piuttosto inadeguato al compito. Non saprei nemmeno dire a che fascia di età è rivolto, ma ha qualche assonanza, diciamo, con la collana "Il Giallo dei Ragazzi" di un sacco di tempo fa, anche come semplicità espositivia (uno stile che chiaramente per un adulto è un po' insipido). La casa editrice è La Case Books e, saggiamente, ha predisposto l'uscita in digitale (è stato anche pubblicato dalla GDS in cartaceo).
La storia parte un po' al rallentatore secondo me, con la protagonista (Stella) che parte verso la costa est degli USA per una agognata vacanza. Incontrati degli amici di oltreoceano comincia l'avventura, ma Stella ha avuto un problema: le è stata scambiata la valigia e si ritrova proprietaria di un misterioso libro il cui ermetico contenuto probabilmente ha a che fare con qualche segreto militare.
I ragazzi hanno la piacevole sorpresa di imbattersi nell'attore preferito di Stella ma è un incontro un po' ruvido visto che per errore gli danneggiano la moto (l'attore è Keanu Reeves e non è contento). E c'è qualcuno che vuole quel libro che la ragazza possiede per sbaglio e che vorrebbe restituire al legittimo proprietario: la faccenda si complica e diventa pericolosa, tra avventure e inseguimenti.
Non posso dare facilmente una valutazione (e non penso che mi cimenterò nuovamente con un libro di questo genere, sono troppo vecchio) posso solo dire che ci sono momenti più riusciti e altri dove l'azione langue un po'.
lunedì 16 settembre 2013
giovedì 12 settembre 2013
Un paio di segnalazioni
Una segnalazione... tardiva. Uno dei miei racconti (da una pagina!) che era stato pubblicato nella raccolta 365 Storie d'Amore è stato poi scelto per la pagina culturale del Cittadino di Lodi e quindi pubblicato uno di questi passati giovedì dello scorso agosto.
Purtroppo non sapevo quale data e non ero in grado di reperire il quotidiano nei miei consueti punti di riferimento (lavorando indefessamente per tutto il mese) quindi non ho avuto il piacere di "vedermi" sulla pagina di giornale.
Cosa che a qualcuno sermbrerà un po' di ridicola ma ammettiamolo, non mi sarebbe spiaciuta.
L'altra comunicazione riguarda i Delos Days 2013. Il prossimo sabato 13 settembre alle 15 si parlerà di Tolkien e ci sarò anch'io (tra Chiara Codecà e Paolo Gulisano). Se mi lasceranno parlare :) esporrò le critiche e le motivazioni di vari personaggi che hanno argomentato CONTRO Tolkien.
Purtroppo non sapevo quale data e non ero in grado di reperire il quotidiano nei miei consueti punti di riferimento (lavorando indefessamente per tutto il mese) quindi non ho avuto il piacere di "vedermi" sulla pagina di giornale.
Cosa che a qualcuno sermbrerà un po' di ridicola ma ammettiamolo, non mi sarebbe spiaciuta.
L'altra comunicazione riguarda i Delos Days 2013. Il prossimo sabato 13 settembre alle 15 si parlerà di Tolkien e ci sarò anch'io (tra Chiara Codecà e Paolo Gulisano). Se mi lasceranno parlare :) esporrò le critiche e le motivazioni di vari personaggi che hanno argomentato CONTRO Tolkien.
domenica 8 settembre 2013
8 settembre
Sono passati 70 anni dall'armistizio dell'8 settembre 1943. La morte della patria? Una figura ignobile? Un disonore?
mercoledì 4 settembre 2013
L'Evocazione - The Conjuring
L'horror, si sa, generalmente raggiunge il fondo e poi comincia a scavare. Nella difficoltà di tirare fuori qualche cosa di nuovo i registi e gli sceneggiatori macinano idee come possono, e spesso il risultato è catastroficamente scarso. Questo The Conjuring, con doppio titolo in italiano (L'Evocazione), diretto da James Wan, famoso per altri film dell'orrore da Saw in poi, sceglie di tirare fuori il vecchio armamentario: la villa tenebrosa dove è successo qualcosa di orribile, le porte che cigolano e si chiudono da sole, le cose misteriose intraviste per un attimo, le presenze invisibili, il mostro che ti viene sbattuto in faccia all'improvviso e via dicendo. La storia prende ispirazione da un vero caso gestito da veri "demonologi," Ed e Lorraine Warren (interpretati rispettivamente da Patrick Wilson che è niente meno che Dreiberg in Watchmen, e Vera Farmiga, attrice statunitense di origini ucraine).
Il film è ambientato negli anni '70. I due coniugi Warren fanno una vita da investigatori dell'incubo alla Dylan Dog, diciamo, e hanno una certa fama per interessarsi di casi di possessioni demoniche, dove intervengono con l'aiuto di strumentazione scientifica e assistenti, e riservano il ruolo dell'esorcista ad autentici sacerdoti. Non è un mestiere facilissimo, anzi Lorraine, soprattutto, ne è consumata, tuttavia insiste per continuare questa attività.
Quando la moglie di un trasportatore li chiama, i Warren intervengono con una sana dose di scetticismo iniziale ma presto comprendono che qualcosa non va. I due coniugi Perron (Ron Livingston e Lili Taylor) sono in difficoltà perché hanno acquistato una casa piuttosto cadente in un'asta e quando il posto si rivela infestato dagli spiriti non possono liberarsene perché vi hanno investito i risparmi: ci devono abitare per forza (con un'orda di figlie a carico, da una bambina in età pre-scolare a una adolescente). Fin dalla prima notte le cose si mettono male perché il cane di famiglia (spoiler?) ci lascia subito la pelle, e da lì arriva tutta una serie di macabri segnali.
Una gran quantità di fatti atroci si sono verificati nella casa e negli immediati dintorni. Dopo aver indagato e scoperto le radici di questo male Ed e Lorraine dovranno mettere in gioco la loro stessa sicurezza per aiutare i coniugi Perron. Con una trama tutto sommato non molto originale (interessanti comunque gli strumenti "d'epoca" veramente usati dai cacciatori di fantasmi), The Conjuring si ricatta per l'abilità del regista e per un commento musicale che non saprei se definire di gran qualità ma usato in maniera ben azzeccata. Lo stesso dicasi per i suoni e le immagini che appaiono improvvisamente a far venire il singhiozzo allo spettatore. Usando sapientemente i cliché del genere horror James Wan è riuscito a creare una pellicola che riesce a creare autentica tensione e inquietudine.
Giudizio finale: obbligatorio per l'amante del genere, direi.
Il film è ambientato negli anni '70. I due coniugi Warren fanno una vita da investigatori dell'incubo alla Dylan Dog, diciamo, e hanno una certa fama per interessarsi di casi di possessioni demoniche, dove intervengono con l'aiuto di strumentazione scientifica e assistenti, e riservano il ruolo dell'esorcista ad autentici sacerdoti. Non è un mestiere facilissimo, anzi Lorraine, soprattutto, ne è consumata, tuttavia insiste per continuare questa attività.
Quando la moglie di un trasportatore li chiama, i Warren intervengono con una sana dose di scetticismo iniziale ma presto comprendono che qualcosa non va. I due coniugi Perron (Ron Livingston e Lili Taylor) sono in difficoltà perché hanno acquistato una casa piuttosto cadente in un'asta e quando il posto si rivela infestato dagli spiriti non possono liberarsene perché vi hanno investito i risparmi: ci devono abitare per forza (con un'orda di figlie a carico, da una bambina in età pre-scolare a una adolescente). Fin dalla prima notte le cose si mettono male perché il cane di famiglia (spoiler?) ci lascia subito la pelle, e da lì arriva tutta una serie di macabri segnali.
Una gran quantità di fatti atroci si sono verificati nella casa e negli immediati dintorni. Dopo aver indagato e scoperto le radici di questo male Ed e Lorraine dovranno mettere in gioco la loro stessa sicurezza per aiutare i coniugi Perron. Con una trama tutto sommato non molto originale (interessanti comunque gli strumenti "d'epoca" veramente usati dai cacciatori di fantasmi), The Conjuring si ricatta per l'abilità del regista e per un commento musicale che non saprei se definire di gran qualità ma usato in maniera ben azzeccata. Lo stesso dicasi per i suoni e le immagini che appaiono improvvisamente a far venire il singhiozzo allo spettatore. Usando sapientemente i cliché del genere horror James Wan è riuscito a creare una pellicola che riesce a creare autentica tensione e inquietudine.
Giudizio finale: obbligatorio per l'amante del genere, direi.
martedì 3 settembre 2013
Frederik Pohl ci ha lasciati
L'anno 2013 sta portando via una grande quantità di artisti legati al fantastico, e purtroppo ieri è stato il turno di Frederik Pohl, nato la bellezza di 93 anni fa e in grado di vantare una interminabile carriera, dall'epoca d'oro delle riviste americane d'anteguerra fino ai giorni nostri. Riposi in pace.
giovedì 29 agosto 2013
Elysium
Neill Blomkamp non è il mio regista preferito (come mai? colpa di District 9, leggi qui...), tuttavia ha fatto certamente un passo in avanti costruendo con questo Elysium un film che, interpretato e goduto come semplice e ingenuo spara-spara (ovvero film d'azione con molti botti, molti muscoli e poco altro) può far passare il tempo piacevolmente. Stavolta può contare su un madget maggiore che nella sua precedente fatica, ed ecco che il protagonista è niente meno che Matt Damon, che interpreta Max Da Costa, operaio in tuta blu con precedenti penali all'inizio del film. Nella parte dell'amoruccio platonico, ovvero l'infermiera Frey, abbiamo Alice Braga. Tra i cattivi troviamo la perfida Jessica Delacourt (Jodie Foster), William Fichtner nei panni di Carlyle, un industriale crudele e gelido, Sharlto Copley nel ruolo di Kruger, solito mercenario pronto a tutto, sadico e pazzoide, e un sacco di burocrati che assomigliano ai funzionari che stanno a Bruxelles (del resto la Foster la fanno parlare in francese...). Tra i buoni c'è un gruppetto di hacker, imprenditori del furto (Spider ovvero Wagner Moura), gente spiantata varia che cerca di riportare Max sulla brutta via.
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