lunedì 1 luglio 2013

Il Tempo della Guerra

Le avventure di Geralt di Rivia e della principessa Ciri continuano in questo secondo libro della serie iniziata con Il Sangue degli Elfi. Se il lettore poteva illudersi che il destino della ragazzina potesse essere tutelato dai potenti personaggi che vorrebbero tutelarla, si sbaglia. Ovviamente non va niente così liscio, ne Il Tempo della Guerra: sebbene l'eroico Geralt si sforzi di fare del suo meglio e riesca a sventare i piani dei sicari, ci sono molte altre minacce. Senza anticipare nulla di preciso posso solo dire che una nuova ondata di caos e distruzione renderà ancora più disperata la situazione dei "buoni" e anche fra i ranghi di coloro che dovevano essere nemici dei "cattivi" Nilfgaardiani dilaga l'incertezza e il tradimento.

Sapkowski, in verità, qui mi piace per come scrive assai più che per quello che scrive. Come avevo già avuto occasione di far notare, la trama di questa serie è piuttosto prevedibile, almeno nelle sue linee principali, e si nutre di elementi molto collaudati. In questo libro abbiamo alcuni colpi di scena, in effetti, ma non sempre è detto che la novità sia positiva. Geralt in questo libro praticamente ad un certo punto passa in secondo piano, le sue azioni non hanno effetto come se fosse un personaggio secondario e l'attenzione si sposta da lui, e non c'è lo stesso mordente.

giovedì 27 giugno 2013

World War Z

Nonostante la presenza di un nome di richiamo come Brad Pitt, questo World War Z è l'ennesimo film inutile sugli zombie. Beninteso, oggi come oggi è difficile ricucinare l'idea del film sui morti viventi in maniera interessante... qui però si è fatto di peggio, prendendo i diritti di un libro che aveva esplorato la tematica in maniera meno banale e debole del solito (libro omonimo del film, purtroppo non l'ho letto quindi devo fidarmi di opinioni raccolte in giro) e traendone una pellicola d'azione senza capo né coda.

La regia è di Marc Foster (Quantum of Solace). Il protagonista di grido è Brad Pitt nei panni di Gerry, un operativo delle Nazioni Unite, uno che è sempre stato là dove c'erano i guai più grossi. Da qualche tempo si è ritirato a vita più tranquilla con la moglie (interpretata da Mireille Enos) e le due figlie. Una bella mattina uno strano ingorgo blocca Gerry e famiglia in macchina. Una motocicletta della polizia passa e gli spacca lo specchietto, lui scende piuttosto innervosito per il fatto e si guarda intorno. C'è un totale blocco del traffico. Arriva un'altra moto della polizia (le moto sono gli unici veicoli che si possono muovere in quella situazione): il poliziotto invita Gerry a rimanere a bordo del veicolo, quando un grosso camion passa a tutta velocità e spazza via moto e poliziotto in un batter d'occhio. Insomma un film dove non ci si preoccupa nemmeno di essere coerenti con la scena che fanno vedere un secondo prima (l'ingorgo).



martedì 25 giugno 2013

Addio a Matheson

Così, per caso, la notizia della scomparsa di questo importante scrittore viene a coincidere con la pubblicazione nel mio blog, fissata con un anticipo di settimane, della recensione del suo libro forse più importante. Il 2013 è veramente un anno triste.

Io Sono Leggenda (il libro)



Io Sono Leggenda è forse il più celebre libro moderno in cui viene ipotizzata una strage della razza umana su grandi proporzioni, e si segnala per un approccio piuttosto realistico ai problemi sperimentati dall’ultimo sopravvissuto nel suo tentativo di portare avanti una futile esistenza.
Questa opera di Matheson (un grande scrittore della vecchia scuola) è stata incredibilmente fortunata in quanto ha precorso sia, in qualche modo, le moderne storie di zombi e, sia delle trame catastrofiste con pandemie apocalittiche, due generi che per me sono fin troppo sfruttati ma che non sembrano voler smettere di avere successo.

Dalle avventure del protagonista Robert Neville è scaturita poi una serie di produzioni cinematografiche: quelle con i maggiori richiami al libro sono nell’ordine Io Sono Leggenda con Will Smith, di pochi anni fa, 1975: Occhi Bianchi sul Pianeta Terra (con Charlton Heston) degli anni ’70, e L’Ultimo Uomo della Terra con Vincent Price negli anni ’60, in quest’ultimo la località deserta e piena di cadaveri è nientemeno che Roma; di questi film ho già parlato qui. Anche il celebre film La Notte dei Morti Viventi di Romero, colonna portante del genere zombie, ha dei riferimenti a Matheson.

Sui motivi del successo del libro si potrebbe discutere a lungo, per me valgono le considerazioni, sia pur scontate, sull’ansietà dell’uomo moderno che ha bisogno di proiettare da qualche parte i suoi terrori per sfuggire all’impressione che l’esistenza a livello individuale e collettivo sia sfuggita dal suo controllo. Non è da trascurare il fatto che il libro è degli anni ’50 ovvero del periodo in cui, per la prima volta da sempre, tutti erano al corrente della possibilità che le potenze dotate di armi atomiche scatenassero una guerra apocalittica. Non ho elementi per dire che questo possa aver influenzato la penna di Matheson, tuttavia potrebbe aver creato il clima per il suo successo.

mercoledì 19 giugno 2013

Il Prezzo della Disuguaglianza

Dell'economia, la "scienza triste," quasi tutti se ne fregano, ed è motivo per cui chi ha interesse a fregare tutti ha una grande facilità a farlo. Ne parla Joseph Stiglitz, premio Nobel per l'Economia nel 2011, quindi uno che, se prende punti di vista progressisti, non lo fa semplicemente urlando qualche slogan o per presa di posizione.

Stiglitz si preoccupa di dimostrare come sia effettivamente vera la questione della società divisa in un 1% che ha tutto e in un 99% che non ha quasi niente. Intendiamoci, per molti aspetti questo Il Prezzo della Disuguaglianza non sarà una grande rivelazione per il lettore europeo un minimo informato sui fatti, che sbadiglierà pensando di sapere queste cose da un pezzo, sia che si tratti di un lettore di sinistra (che sarà per
la massima parte d'accordo) sia di destra. E' notevole però che, grazie a un'informazione manipolata e a una propria ignoranza di fondo, lo statunitense medio cominci solo ora a comprendere di essere in un sistema che non gli dà quelle grandi possibilità di cui si è sempre parlato riguardo all'America, e nemmeno delle grandi tutele. Di fatto, le "grandi opportunità" e la mobilità sociale sono diventate un sogno, addirittura si sta meglio in certe parti d'Europa, almeno finché il welfare non sarà smantellato anche lì (in Italia ci stiamo attrezzando).


venerdì 14 giugno 2013

I contenuti morali dei libri e dei film

Questo post trae lo spunto da una discussione avuta in rete ma non vuole essere una polemica contro nessuno. Lo questione è:

La narrativa deve o non deve avere una dimensione morale?

Risposta mia istintiva: "Boh? Morale? Che noia! No, non deve!"
Forse non è però sempre così.

Per quanto riguarda il fantasy ho sempre pensato (contrariamente a molti italiani che ne scrivono) che non debba esistere nessun obbligo a introdurvi dei significati culturali o morali elevati. E allargo la mia opinione tranquillamente a qualsiasi genere e anche alla narrativa mainstream: creare semplice intrattenimento senza alcuna pretesa di infilarci un discorso o una morale è una cosa giustissima e va perfettamente bene. Allargando il discorso ai film, per me la valutazione resta la stessa. Tra l'altro per via di certi interventi clericali (contro Harry Potter, il Signore degli Anelli, The Hobbit ecc...) sono sempre un po' allarmato quando uno comincia a dire che lo spettacolo debba sempre essere anche educativo. Sarebbe bello, invece, se le televisioni dovessero bilanciare i loro contenuti anziché correre dietro al minimo comune denominatore degli interessi del pubblico, ma qui sto divagando. Se si parla di una singola opera (libro o spettacolo per lo schermo) penso che non ci sia il dovere di farne qualcosa di educativo o morale.

Però ho sentito alcune valutazioni su certi capolavori odierni che vanno per la maggiore: un famoso filmone di vampiri e il più recente The Hunger Games. Io sono svantaggiato perché in entrambi i casi ho visto il film ma non ho letto il libro, comunque procediamo.