Mack Reynolds: chi era costui? Un romanziere di fantascienza famoso negli anni '60 e sconosciuto oggi. Del resto non è l'unico a non poter vantare fama duratura, anche se Reynolds, in effetti, dovrebbe almeno mantenere un posticino nel cuore degli amanti di Star Trek, visto che è stato il primo a scrivere un romanzo ambientato nell'universo della serie televisiva.
La prefazione di Effetto Valanga, edito da Delos Books, ci spiega che pur avendo militato nel Partito Operaio Socialista degli USA (movimento di sinistra "alla europea" che si candidava alle elezioni raccogliendo qualche migliaio di voti, ma che oggi è praticamente dissolto) Reynolds non era il prototipo dello scrittore intellettualoide. "Troppo politico per alcuni, troppo poco incarnazione di ideali astratti di militanza per altri."
Il che può essere una spiegazione del perché non è ricordato pur avendo riscosso un grande successo ai suoi tempi. L'altra parte della spiegazione la si ricava leggendo questo libro.
Effetto Valanga (Depression or Bust) parte con la storia di un tizio che fa i suoi conti e scopre che non può permettersi il frigorifero che aveva ordinato. Quindi annulla l'ordine, e fa partire una serie di conseguenze con questo atto apparentemente insignificante. L'uomo che doveva vendergli il frigorifero ha un incasso in meno, e deve rinunciare a comprare la macchina: la fabbrica di automobili deve licenziare, e così via. L'economia crolla in un catastrofico avvitamento.
Allo stesso tempo seguiamo la carriera (breve) di un super ispettore che nell'URSS comunista deve comprendere perché le cose non vanno: si tratta di un "uomo medio" sovietico, che non vorrebbe un compito così carico di responsabilità, ma viene incoraggiato dalle alte sfere che gli danno carta bianca per correggere gli errori e fare ripartire l'economia. In una serie di episodi a passo serrato, Effetto Valanga ci porta in situazioni ridicole e rocambolesche che hanno lo stesso comune denominatore: la satira contro le forme ideologiche dell'economia e le considerazioni, da ridere ma non troppo, sulla debolezza del nostro sistema economico (Dove le paure e le insicurezze contano più dei dati basati sui fatti concreti). Questo aspetto, in effetti, è sempre attuale: la narrazione del libro però è estremamente legata al suo periodo, e ha fondamentalmente assai poco di fantascientifico: è satira politica, più che altro. Le tematiche possono essere universali e toccare un nervo scoperto con la crisi di oggi, ma il libro è piuttosto "datato."
Non anticipo la fine che farà il tentativo di riforma russo, e i bizzarri tentativi di riforma americani. Invito tutti a godersi questa scorrevole lettura, disponibile anche sotto forma di ebook.
domenica 27 maggio 2012
mercoledì 23 maggio 2012
Il resto del mondo si muove, ma noi abbiamo Dracula 3D
Mentre da noi c'è chi dice che chi si autopubblica fa male alla cultura italiana, all'estero può capitare che un grande regista acquisti i diritti di una serie di libri che, prima di passare all'editoria tradizionale, era stata autopubblicata. Magari poi non arriverà sugli schermi. Però per una volta tanto preferisco il pragmatismo americano alle remore intellettuali nostrane (in qualche caso velate di pruriti censori? domanda accademica, visto che non possono!), anche se non ho la minima idea se quella serie mi piacerebbe. Del resto in Italia non fanno molto successo nemmeno i libri spinti alla grande, non credo sia facile che un autopubblicato venga notato dalle case editrici. Anche se chissà.
Comunque c'è un altro motivo per cui ciò che è accaduto alla serie Wool non accadrebbe facilmente in Italia. Negli Usa hanno Ridley Scott, in Italia abbiamo Dario Argento che ormai si fa ridere dietro continuando a produrre roba improponibile. Roba che, ebbene sì, gliela finanzia in parte lo stato, ché da noi non c'è da stupirsi di niente.
I link seguenti sono entrambi in inglese:
L'articolo sulla serie scelta da Ridley Scott, Wool.
Una recensione da scompisciarsi su Dracula 3D
Comunque c'è un altro motivo per cui ciò che è accaduto alla serie Wool non accadrebbe facilmente in Italia. Negli Usa hanno Ridley Scott, in Italia abbiamo Dario Argento che ormai si fa ridere dietro continuando a produrre roba improponibile. Roba che, ebbene sì, gliela finanzia in parte lo stato, ché da noi non c'è da stupirsi di niente.
I link seguenti sono entrambi in inglese:
L'articolo sulla serie scelta da Ridley Scott, Wool.
Una recensione da scompisciarsi su Dracula 3D
domenica 20 maggio 2012
Off topic: Orbis
Giusto una rapida segnalazione per questa simpatica iniziativa: ORBIS è una specie di "Google Maps" per simulare un percorso nell'impero romano, facendo uso delle strade e delle rotte navali dell'epoca! Il sito simula anche i costi di trasporto correlati al viaggio da fare.
I prezzi sono espressi in... valuta romana.
I prezzi sono espressi in... valuta romana.
venerdì 18 maggio 2012
C'era una volta Tank Girl
Per parlare del film Tank Girl bisogna partire dal fumetto, che era (ed è) sorprendente, nuovo, fresco e frizzante, surreale e "cool." Il tutto con uno spruzzo di controcultura, un'anima punk e non so bene cos'altro. Probabilmente una cosa molto divertente, anche se poco ne ho letto e pochissimo ne ricordo. So che l'idea della ragazza finto-scema sul carro armato mi sembrava una cretinata ridicola, ma la cosa era congegnata in maniera che questo in realtà non era importante.
Mi son voluto vedere il film, ormai una cosetta d'annata, in quanto è del 1995. La premessa non è proprio del tutto identica al fumetto, comunque le atmosfere ci sarebbero. Siamo in un mondo post-apocalittico, dove l'acqua è rara, anzi uno dei beni più preziosi: ci sono i cattivoni (la corporazione W&P) che la controllano quasi tutta e i guerriglieri (i Ripper) che la rubano. Nel mezzo piccole comunità come quella della protagonista, un gruppetto che viene massacrato dai cattivi all'inizio della storia. Superstite del massacro, Rebecca è prigioniera di questa spietata corporazione, ma riesce a cavarsela facendo andare in fumo un piano per usarla come esca contro i Ripper. Dopo essersi impadronita di un carro armato e arruolata l'amica Jet Girl, Rebecca inizia la sua guerra personale contro la W&P. Trama semplice, che potrebbe anche funzionare, tre attori indubbiamente validi: il capo dei cattivi è il mitico Malcolm McDowell (eroe maledetto di Arancia Meccanica), Rebecca è interpretata da Lori Petty (che ricordo da Point Break) e Jet Girl da Naomi Watts (di più recente successo con The Ring).
Chi si appassiona alle ambientazioni realistiche dovrà concedersi una vacanza con questo film, che parla di un mondo ridotto in estrema povertà ma dove le ragazze che vestono con stravaganza chic e hanno il trucco sempre a posto, e quando vedrete chi sono i Ripper... va be', non ve lo anticipo. Del resto l'immaginario da cui nasce Tank Girl è tutto stilizzato, assai particolare e bisogna tenerne conto. Fumettoso nella scelta dei colori e delle luci, nonché con l'inserimento di parti di cartone animato e tavole di fumetto nelle sequenze, volutamente assurdo, questo film va per una strada tutta sua. Dal punto di vista della storia, le cose sono abbastanza semplici [SPOILER fino alla fine del paragrafo!!]: Rebecca riuscirà a scoprire che una ragazzina appartenente alla sua comunità è ancora viva, riuscirà a salvarla, e il cattivo (che è penosamente cattivo) verrà sconfitto. Non c'è bisogno di dire molto di più.
A me l'estetica punk piace così così, il finto femminismo delle tipe che spaccano tutto ancora meno (direi che nel blog ne ho parlato abbastanza, no?), però non posso negare che l'insieme fa il suo effetto. Per me, non per il grande pubblico, perché Tank Girl ebbe un insuccesso clamoroso che, se devo credere a Wikipedia, contribuì a far chiudere il fumetto da cui era tratto il film. Del resto il grande pubblico punisce quasi sempre molto severamente le cose originali che si smarcano troppo dalle strade battute. Però, se non lo avete già visto, date un'occhiata a Tank Girl.
Mi son voluto vedere il film, ormai una cosetta d'annata, in quanto è del 1995. La premessa non è proprio del tutto identica al fumetto, comunque le atmosfere ci sarebbero. Siamo in un mondo post-apocalittico, dove l'acqua è rara, anzi uno dei beni più preziosi: ci sono i cattivoni (la corporazione W&P) che la controllano quasi tutta e i guerriglieri (i Ripper) che la rubano. Nel mezzo piccole comunità come quella della protagonista, un gruppetto che viene massacrato dai cattivi all'inizio della storia. Superstite del massacro, Rebecca è prigioniera di questa spietata corporazione, ma riesce a cavarsela facendo andare in fumo un piano per usarla come esca contro i Ripper. Dopo essersi impadronita di un carro armato e arruolata l'amica Jet Girl, Rebecca inizia la sua guerra personale contro la W&P. Trama semplice, che potrebbe anche funzionare, tre attori indubbiamente validi: il capo dei cattivi è il mitico Malcolm McDowell (eroe maledetto di Arancia Meccanica), Rebecca è interpretata da Lori Petty (che ricordo da Point Break) e Jet Girl da Naomi Watts (di più recente successo con The Ring).
Chi si appassiona alle ambientazioni realistiche dovrà concedersi una vacanza con questo film, che parla di un mondo ridotto in estrema povertà ma dove le ragazze che vestono con stravaganza chic e hanno il trucco sempre a posto, e quando vedrete chi sono i Ripper... va be', non ve lo anticipo. Del resto l'immaginario da cui nasce Tank Girl è tutto stilizzato, assai particolare e bisogna tenerne conto. Fumettoso nella scelta dei colori e delle luci, nonché con l'inserimento di parti di cartone animato e tavole di fumetto nelle sequenze, volutamente assurdo, questo film va per una strada tutta sua. Dal punto di vista della storia, le cose sono abbastanza semplici [SPOILER fino alla fine del paragrafo!!]: Rebecca riuscirà a scoprire che una ragazzina appartenente alla sua comunità è ancora viva, riuscirà a salvarla, e il cattivo (che è penosamente cattivo) verrà sconfitto. Non c'è bisogno di dire molto di più.
A me l'estetica punk piace così così, il finto femminismo delle tipe che spaccano tutto ancora meno (direi che nel blog ne ho parlato abbastanza, no?), però non posso negare che l'insieme fa il suo effetto. Per me, non per il grande pubblico, perché Tank Girl ebbe un insuccesso clamoroso che, se devo credere a Wikipedia, contribuì a far chiudere il fumetto da cui era tratto il film. Del resto il grande pubblico punisce quasi sempre molto severamente le cose originali che si smarcano troppo dalle strade battute. Però, se non lo avete già visto, date un'occhiata a Tank Girl.
sabato 12 maggio 2012
Tutti gli editori italiani diventano guerriglieri del DRM?
Gli editori italiani sembrano voler rinunciare al DRM, e sto parlando di quelli grossi, che lo avevano difeso a spada tratta contro le piccolissime case editrice "guerrigliere" che avevano visto nell'ebook senza protezione una strada per poter strappare una nicchia di utenza.
Questo almeno ciò che leggo sui giornali riguardo alle novità al Salone del Libro di Torino. Le grandi case editrici non sono diventate improvvisamente generose, certamente si tratta di un calcolo tattico. Il problema è che la "rivoluzione digitale" ora come ora non sembra così aggressiva, il digitale ha in mano una percentuale ridicola del mercato, ma il cambiamento arriverà anche da noi e sembra tutto in mano a colossi dell'hardware stranieri. Apple, Amazon, Google, e tra un po' forse Microsoft. Le grandi case editrici italiane scoprono improvvisamente di non essere giganti ma nanerottoli. In bilico il mercato, persa la distribuzione, perso il ruolo di grandi decisori di chi dev'essere pubblicato e chi no: gli autori disintermediano e arrivano direttamente al pubblico (se, beninteso, riescono a farsi vedere). Quindi le case editrici italiane, che si credevano giganteschi Golia, diventano piccoli guerriglieri del DRM-free, dei Davide contro le macchine mostruose americane.
Le piccole case editrici, e lo dico con dispiacere, a questo punto sono formiche. Anche se mi auguro che le formiche nel loro piccolo siano in grado di fare cose sorprendenti.
Questo almeno ciò che leggo sui giornali riguardo alle novità al Salone del Libro di Torino. Le grandi case editrici non sono diventate improvvisamente generose, certamente si tratta di un calcolo tattico. Il problema è che la "rivoluzione digitale" ora come ora non sembra così aggressiva, il digitale ha in mano una percentuale ridicola del mercato, ma il cambiamento arriverà anche da noi e sembra tutto in mano a colossi dell'hardware stranieri. Apple, Amazon, Google, e tra un po' forse Microsoft. Le grandi case editrici italiane scoprono improvvisamente di non essere giganti ma nanerottoli. In bilico il mercato, persa la distribuzione, perso il ruolo di grandi decisori di chi dev'essere pubblicato e chi no: gli autori disintermediano e arrivano direttamente al pubblico (se, beninteso, riescono a farsi vedere). Quindi le case editrici italiane, che si credevano giganteschi Golia, diventano piccoli guerriglieri del DRM-free, dei Davide contro le macchine mostruose americane.
Le piccole case editrici, e lo dico con dispiacere, a questo punto sono formiche. Anche se mi auguro che le formiche nel loro piccolo siano in grado di fare cose sorprendenti.
venerdì 11 maggio 2012
Facendo i debiti scongiuri (off topic)
Una cosa che ogni tanto (per fortuna raramente) mi viene in mente. Cosa succede ai propri account di email, blog, siti internet, profili sui forum e sui social network il giorno in cui lasciamo questa valle di lacrime?
Per esempio. A quanto pare ogni anno, scrive il Corriere, mezzo milione di utenti di facebook statunitensi passano a miglior vita. Ci sono già iniziative per proteggere le chiavi di accesso, permettere agli "esecutori testamentari" di chiudere i rapporti, tramandare ai propri cari i documenti che si vuol fare avere loro.
Un po' macabro, ma in effetti bisogna pensarci. Fate i debiti scongiuri e preparate il vostro testamento digitale...
Per esempio. A quanto pare ogni anno, scrive il Corriere, mezzo milione di utenti di facebook statunitensi passano a miglior vita. Ci sono già iniziative per proteggere le chiavi di accesso, permettere agli "esecutori testamentari" di chiudere i rapporti, tramandare ai propri cari i documenti che si vuol fare avere loro.
Un po' macabro, ma in effetti bisogna pensarci. Fate i debiti scongiuri e preparate il vostro testamento digitale...
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