Giusto una rapida segnalazione per questa simpatica iniziativa: ORBIS è una specie di "Google Maps" per simulare un percorso nell'impero romano, facendo uso delle strade e delle rotte navali dell'epoca! Il sito simula anche i costi di trasporto correlati al viaggio da fare.
I prezzi sono espressi in... valuta romana.
domenica 20 maggio 2012
venerdì 18 maggio 2012
C'era una volta Tank Girl
Per parlare del film Tank Girl bisogna partire dal fumetto, che era (ed è) sorprendente, nuovo, fresco e frizzante, surreale e "cool." Il tutto con uno spruzzo di controcultura, un'anima punk e non so bene cos'altro. Probabilmente una cosa molto divertente, anche se poco ne ho letto e pochissimo ne ricordo. So che l'idea della ragazza finto-scema sul carro armato mi sembrava una cretinata ridicola, ma la cosa era congegnata in maniera che questo in realtà non era importante.
Mi son voluto vedere il film, ormai una cosetta d'annata, in quanto è del 1995. La premessa non è proprio del tutto identica al fumetto, comunque le atmosfere ci sarebbero. Siamo in un mondo post-apocalittico, dove l'acqua è rara, anzi uno dei beni più preziosi: ci sono i cattivoni (la corporazione W&P) che la controllano quasi tutta e i guerriglieri (i Ripper) che la rubano. Nel mezzo piccole comunità come quella della protagonista, un gruppetto che viene massacrato dai cattivi all'inizio della storia. Superstite del massacro, Rebecca è prigioniera di questa spietata corporazione, ma riesce a cavarsela facendo andare in fumo un piano per usarla come esca contro i Ripper. Dopo essersi impadronita di un carro armato e arruolata l'amica Jet Girl, Rebecca inizia la sua guerra personale contro la W&P. Trama semplice, che potrebbe anche funzionare, tre attori indubbiamente validi: il capo dei cattivi è il mitico Malcolm McDowell (eroe maledetto di Arancia Meccanica), Rebecca è interpretata da Lori Petty (che ricordo da Point Break) e Jet Girl da Naomi Watts (di più recente successo con The Ring).
Chi si appassiona alle ambientazioni realistiche dovrà concedersi una vacanza con questo film, che parla di un mondo ridotto in estrema povertà ma dove le ragazze che vestono con stravaganza chic e hanno il trucco sempre a posto, e quando vedrete chi sono i Ripper... va be', non ve lo anticipo. Del resto l'immaginario da cui nasce Tank Girl è tutto stilizzato, assai particolare e bisogna tenerne conto. Fumettoso nella scelta dei colori e delle luci, nonché con l'inserimento di parti di cartone animato e tavole di fumetto nelle sequenze, volutamente assurdo, questo film va per una strada tutta sua. Dal punto di vista della storia, le cose sono abbastanza semplici [SPOILER fino alla fine del paragrafo!!]: Rebecca riuscirà a scoprire che una ragazzina appartenente alla sua comunità è ancora viva, riuscirà a salvarla, e il cattivo (che è penosamente cattivo) verrà sconfitto. Non c'è bisogno di dire molto di più.
A me l'estetica punk piace così così, il finto femminismo delle tipe che spaccano tutto ancora meno (direi che nel blog ne ho parlato abbastanza, no?), però non posso negare che l'insieme fa il suo effetto. Per me, non per il grande pubblico, perché Tank Girl ebbe un insuccesso clamoroso che, se devo credere a Wikipedia, contribuì a far chiudere il fumetto da cui era tratto il film. Del resto il grande pubblico punisce quasi sempre molto severamente le cose originali che si smarcano troppo dalle strade battute. Però, se non lo avete già visto, date un'occhiata a Tank Girl.
Mi son voluto vedere il film, ormai una cosetta d'annata, in quanto è del 1995. La premessa non è proprio del tutto identica al fumetto, comunque le atmosfere ci sarebbero. Siamo in un mondo post-apocalittico, dove l'acqua è rara, anzi uno dei beni più preziosi: ci sono i cattivoni (la corporazione W&P) che la controllano quasi tutta e i guerriglieri (i Ripper) che la rubano. Nel mezzo piccole comunità come quella della protagonista, un gruppetto che viene massacrato dai cattivi all'inizio della storia. Superstite del massacro, Rebecca è prigioniera di questa spietata corporazione, ma riesce a cavarsela facendo andare in fumo un piano per usarla come esca contro i Ripper. Dopo essersi impadronita di un carro armato e arruolata l'amica Jet Girl, Rebecca inizia la sua guerra personale contro la W&P. Trama semplice, che potrebbe anche funzionare, tre attori indubbiamente validi: il capo dei cattivi è il mitico Malcolm McDowell (eroe maledetto di Arancia Meccanica), Rebecca è interpretata da Lori Petty (che ricordo da Point Break) e Jet Girl da Naomi Watts (di più recente successo con The Ring).
Chi si appassiona alle ambientazioni realistiche dovrà concedersi una vacanza con questo film, che parla di un mondo ridotto in estrema povertà ma dove le ragazze che vestono con stravaganza chic e hanno il trucco sempre a posto, e quando vedrete chi sono i Ripper... va be', non ve lo anticipo. Del resto l'immaginario da cui nasce Tank Girl è tutto stilizzato, assai particolare e bisogna tenerne conto. Fumettoso nella scelta dei colori e delle luci, nonché con l'inserimento di parti di cartone animato e tavole di fumetto nelle sequenze, volutamente assurdo, questo film va per una strada tutta sua. Dal punto di vista della storia, le cose sono abbastanza semplici [SPOILER fino alla fine del paragrafo!!]: Rebecca riuscirà a scoprire che una ragazzina appartenente alla sua comunità è ancora viva, riuscirà a salvarla, e il cattivo (che è penosamente cattivo) verrà sconfitto. Non c'è bisogno di dire molto di più.
A me l'estetica punk piace così così, il finto femminismo delle tipe che spaccano tutto ancora meno (direi che nel blog ne ho parlato abbastanza, no?), però non posso negare che l'insieme fa il suo effetto. Per me, non per il grande pubblico, perché Tank Girl ebbe un insuccesso clamoroso che, se devo credere a Wikipedia, contribuì a far chiudere il fumetto da cui era tratto il film. Del resto il grande pubblico punisce quasi sempre molto severamente le cose originali che si smarcano troppo dalle strade battute. Però, se non lo avete già visto, date un'occhiata a Tank Girl.
sabato 12 maggio 2012
Tutti gli editori italiani diventano guerriglieri del DRM?
Gli editori italiani sembrano voler rinunciare al DRM, e sto parlando di quelli grossi, che lo avevano difeso a spada tratta contro le piccolissime case editrice "guerrigliere" che avevano visto nell'ebook senza protezione una strada per poter strappare una nicchia di utenza.
Questo almeno ciò che leggo sui giornali riguardo alle novità al Salone del Libro di Torino. Le grandi case editrici non sono diventate improvvisamente generose, certamente si tratta di un calcolo tattico. Il problema è che la "rivoluzione digitale" ora come ora non sembra così aggressiva, il digitale ha in mano una percentuale ridicola del mercato, ma il cambiamento arriverà anche da noi e sembra tutto in mano a colossi dell'hardware stranieri. Apple, Amazon, Google, e tra un po' forse Microsoft. Le grandi case editrici italiane scoprono improvvisamente di non essere giganti ma nanerottoli. In bilico il mercato, persa la distribuzione, perso il ruolo di grandi decisori di chi dev'essere pubblicato e chi no: gli autori disintermediano e arrivano direttamente al pubblico (se, beninteso, riescono a farsi vedere). Quindi le case editrici italiane, che si credevano giganteschi Golia, diventano piccoli guerriglieri del DRM-free, dei Davide contro le macchine mostruose americane.
Le piccole case editrici, e lo dico con dispiacere, a questo punto sono formiche. Anche se mi auguro che le formiche nel loro piccolo siano in grado di fare cose sorprendenti.
Questo almeno ciò che leggo sui giornali riguardo alle novità al Salone del Libro di Torino. Le grandi case editrici non sono diventate improvvisamente generose, certamente si tratta di un calcolo tattico. Il problema è che la "rivoluzione digitale" ora come ora non sembra così aggressiva, il digitale ha in mano una percentuale ridicola del mercato, ma il cambiamento arriverà anche da noi e sembra tutto in mano a colossi dell'hardware stranieri. Apple, Amazon, Google, e tra un po' forse Microsoft. Le grandi case editrici italiane scoprono improvvisamente di non essere giganti ma nanerottoli. In bilico il mercato, persa la distribuzione, perso il ruolo di grandi decisori di chi dev'essere pubblicato e chi no: gli autori disintermediano e arrivano direttamente al pubblico (se, beninteso, riescono a farsi vedere). Quindi le case editrici italiane, che si credevano giganteschi Golia, diventano piccoli guerriglieri del DRM-free, dei Davide contro le macchine mostruose americane.
Le piccole case editrici, e lo dico con dispiacere, a questo punto sono formiche. Anche se mi auguro che le formiche nel loro piccolo siano in grado di fare cose sorprendenti.
venerdì 11 maggio 2012
Facendo i debiti scongiuri (off topic)
Una cosa che ogni tanto (per fortuna raramente) mi viene in mente. Cosa succede ai propri account di email, blog, siti internet, profili sui forum e sui social network il giorno in cui lasciamo questa valle di lacrime?
Per esempio. A quanto pare ogni anno, scrive il Corriere, mezzo milione di utenti di facebook statunitensi passano a miglior vita. Ci sono già iniziative per proteggere le chiavi di accesso, permettere agli "esecutori testamentari" di chiudere i rapporti, tramandare ai propri cari i documenti che si vuol fare avere loro.
Un po' macabro, ma in effetti bisogna pensarci. Fate i debiti scongiuri e preparate il vostro testamento digitale...
Per esempio. A quanto pare ogni anno, scrive il Corriere, mezzo milione di utenti di facebook statunitensi passano a miglior vita. Ci sono già iniziative per proteggere le chiavi di accesso, permettere agli "esecutori testamentari" di chiudere i rapporti, tramandare ai propri cari i documenti che si vuol fare avere loro.
Un po' macabro, ma in effetti bisogna pensarci. Fate i debiti scongiuri e preparate il vostro testamento digitale...
La mia recensione di Apocalypse Kebab (di J. Tangerine, edito da mamma Editori) è su Fantasy Magazine. Pregi e difetti li ho elencati là. Il rimpianto, per quanto riguarda questo libro, è la mancanza di una trama più forte. Per chi lo ha già letto (e per gli altri, occhio allo spoiler), intendo dire gli elementi mitici e storici che sembrano portare all'apocalisse promessa nel titolo, e il finale (quasi) alla volemose bene e frettoloso, che toglie efficacia a quello che era stato costruito. Credo che non vedremo facilmente una seconda parte di questa storia, che non prometteva neanche malaccio. Peraltro sono scelte, e nel bilancio generale del libro ci possono stare.
D'altra parte il tono leggero e scorrevole è una gradevole novità. Anche io sto cercando di scrivere un urban fantasy, ma il mio è tetro, triste e catastrofico sul serio. Non ho la penna allegra e leggera di J. Tangerine...
D'altra parte il tono leggero e scorrevole è una gradevole novità. Anche io sto cercando di scrivere un urban fantasy, ma il mio è tetro, triste e catastrofico sul serio. Non ho la penna allegra e leggera di J. Tangerine...
giovedì 10 maggio 2012
Ancora ebook e autopubblicazione
Segnalo questo articolo sul corriere, una serie di interviste con gli addetti ai lavori sull'autopubblicazione e sulle conseguenze che essa ha sull'editoria. Piuttosto lungo, ma interessante... anche se quando si parla di questi argomenti bisogna rassegnarsi al fatto che le stesse tematiche spesso siano ripetute e ripescate.
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