
Compaiono con una certa frequenza gli articoli che (in rete e sui giornali) cantano il sorpasso di forme di comunicazione come Twitter e Facebook sui blog. Già in passato avevo letto (con scetticismo) della morte della posta elettronica, sorpassata dagli SMS, però la posta elettronica per quanto ne so io gode ancora di discreta salute. E quindi posso sperare che non muoiano nemmeno i blog.
Ragione della crisi sarebbe la possibilità di una comunicazione più rapida con i mezzi sopracitati, mezzi che conosco a dir la verità piuttosto poco: su Twitter veramente non ho nemmeno messo piede, su Facebook ho sospeso la decisione di chiudere la mia pagina ma faccio veramente fatica a seguire quel bailamme di piccole "novità" (o grandi frescacce, a volte) che si inseguono. E di essere chiamato a partecipare a questa o quella causa o a diventare fan di tizio o di caio (di solito scrittori fantasy, a cui voglio un gran bene ma non riesco a seguirne molte iniziative, purtroppo).
Per quanto mi riguarda l'integrazione con il telefonino non mi interessa e nemmeno essere in contatto "real time", lanciare un'affermazione immediata e spontanea che diventa obsoleta nel giro di un giorno o qualche ora... Anzi mi spiace che gli articoli passati si perdano nelle viscere del blog: tutti i rimandi interni che ho costruito nella colonna a destra direi che dimostrano la mia voglia di costruire un blocco di scritti che restino visibili e siano significativi di quello che ho da dire. Tutt'altro che roba da trenta secondi di consultazione, insomma (non ci sono orde di lettori che vanno a ripescare quello che ho detto mesi o anni fa: qualcuno ogni tanto lo fa, però).
A mio parere (un parere poco informato sulla tecnologia, devo confessare) questi cambiamenti dipendono dal succedersi delle opportunità che hanno cambiato l'utilizzo della rete. Così come i blog, a suo tempo, Facebook e Twitter sono la cosa nuova che ha fatto successo. Anni fa, se volevi la tua pagina internet dovevi acquisire un dominio e diventare pratico della materia, oppure quantomeno utilizzare pagine messe gratuitamente a disposizione da numerosi provider: ma c'era sempre la necessità di masticare qualcosa di HTML e di altre nozioni informatiche.
I blog hanno reso tutto più semplice, anche se delle caratteristiche di un sito vero e proprio manca qualcosa. Il loro momento di gloria fu dovuto all'immediatezza e facilità d'uso rispetto a quello che c'era prima. Ora sono arrivate queste nuove piattaforme che offrono una semplificazione ancora maggiore e sicuramente per i giovanissimi sono più interessanti, è normale che lascino i blog e vi si spostino.
Mi sta bene, ma la formula del blog va bene per me e non vedo motivo per cambiare sistema (sempre che blogspot non chiuda i battenti). Del resto in Italia c'è un paio di milioni di persone che i blog li legge...
Comunque se volete farvi due risate eccovi l'annuncio della prestigiosa rivista Wired sulla morte dei blog... è del 2008! Decisamente un annuncio prematuro.



