martedì 8 novembre 2016

Nostra Signora delle Tenebre

Non mi metto a fare un excursus sulla storia dell'Urban Fantasy perché... poco me ne cale di farlo. Se pensate però che sia faccenda di vampiri, lupi mannari e ragazzine vi sbagliate, perché nel genere si sono cimentati anche colossi come Fritz Leiber, autore di Nostra Signora delle Tenebre, libro che ho avuto il piacere di leggere in italiano nella versione della cara vecchia fantacollana Nord (non ho idea se qualcun altro si sia cimentato nella traduzione di questo libro). Il libro è degli anni '70 e per molti aspetti si sente (psicanalisi, elementi junghiani), è complesso e pieno di riferimenti, e certamente non una lettura semplicissima; il protagonista, uno scrittore che cerca di tornare a lavorare dopo un periodo di crisi, ha certamente un riferimento autobiografico per l'autore.

Quello che è strano di questo libro è che il "nemico" o il "mostro" non si vede quasi. Se vi aspettate draghi a spasso per la metropoli non li vedrete: tutto quello che il protagonista scorge, un giorno in cui guarda fuori dalla finestra a San Francisco, è una sagoma lontana che sembra intenta in una strana danza o rituale su una collina vicina, peraltro in pieno giorno e a due passi dai simboli della modernità, come ad esempio una torre televisiva.


Westen, il protagonista, cerca di indagare sulla strana apparizione e coinvolge alcuni amici e altre persone; nel frattempo sta leggendo un manoscritto di Thibaut de Castries, sinistro personaggio esperto di magia nera. De Castries, che pure è morto, è in effetti in un certo senso il "villain" del romanzo, e Leiber gli dà sostanza raccontando dei suoi rapporti con altri autori, tra cui Lovecraft e Clark Ashton Smith, due dei miei preferiti. Il libro di Thibaut de Castries, Megalopolisomanzia, Una
nuova scienza delle città, indaga sulla possibilità che dallo spirito, o "dall'anima" di una città si sviluppino delle creature senzienti, i paramentali. Il protagonista comincia a pensare che qualcosa ci sia davvero.


L'indagine di Westen si fa esoterica. Cerca di capire cosa ha studiato e realizzato de Castries, si informa su una società segreta che aveva presieduto, e riflette su cosa implichi ciò in correlazione con gli scarsi indizi che la città offre. Scopre che de Castries era un personaggio tutt'altro che benevolo, e si sente minacciato in maniera tutt'altro che astratta. Senza bisogno di grandi... effetti speciali, Leiber ci trascina in una bizzarra, complessa storia carica di minaccia e di tensione.
Libro difficile, ma intrigante: da leggere magari più di una volta.


2 commenti:

Michele Borgogni ha detto...

Uno dei miei romanzi preferiti di uno dei miei scrittori preferiti :)

Bruno ha detto...

Non è uno dei miei romanzi preferiti ma certo è dannatamente insolito e interessante.