lunedì 29 giugno 2015

Towing Jehovah

C'è una frase, uno slogan della modernità che fa venire istantaneamente in mente un sacco di libri, di pensatori, di filosofi, di musicisti. La frase nietzschiana(*) 'Dio è morto' mi aveva fatto venire voglia già tempo fa di scrivere qualcosa che si ispirasse a un concetto tanto drastico. Ovviamente la 'morte di dio' può essere intesa come un evento traumatico e definitivo da cui non si è ancora trovata una via d'uscita (questo era il pensiero del filosofo tedesco, del resto ateo), come perdita di valori che possono essere sostituiti (il cantante Guccini si limitava a riavvitare al suo posto il comunismo, e tutto sarebbe andato a gonfie vele), come fonte di innumerevoli trame fantasy quando, nel pirotecnico mondo del fantastico popolato di miriadi di divinità, ne crolla una in particolare (Erikson e mille altri).


Non in cerca di ispirazione (so già quello che voglio scrivere) ma spinto dalla curiosità mi sono cercato alcuni titoli che trattassero di questa tematica, e ne ho trovati tre, che sto leggendo. Uno è Towing Jehovah di James Morrow, titolo addirittura premiato col World Fantasy Award del '95. Sì, si tratta di un romanzo già un po' vecchiotto (sono citate le Torri Gemelle in una scena), primo di una trilogia. Qui Dio è clamorosamente defunto ed è precipitato in mezzo all'Atlantico nell'incredulità di chi è al corrente dei fatti, sotto forma di un cadavere lungo un paio di chilometri, completamente nudo. Anche gli angeli stanno morendo, ma fanno in tempo ad esprimere la volontà di preservare il corpo di Dio dalla decomposizione.


Il Vaticano contatta quindi Anthony Van Horne, un abile capitano di marina che si trova in un momento difficile della sua vita. Sente la necessità di lavarsi continuamente, come se fosse sporco di petrolio. Perché? Per una sua negligenza, la superpetroliera Valparaiso (che si trovava sotto la sua responsabilità) è andata a sbattere contro una scogliera causando una vera ecatombe tra la fauna marina e gli uccelli. Van Horne ha bisogno di un'assoluzione, e deve riuscire a farsi riconoscere come un bravo figliolo anche dal padre, un altro marinaio, sarcastico e indifferente nei suoi confronti: il padre che non ha avuto altro che parole di disprezzo per il figlio, dopo l'incidente. Al comando della nave rattoppata, che ora batte bandiera vaticana, Van Horne raduna un equipaggio e si dirige velocemente in direzione dell'eccellente cadavere. Lo scopo è di rimorchiarlo fino all'Artico, dove è stata preparata una tomba di ghiaccio che ne impedirà la decomposizione. Anthony Van Horne spera di essere libero dalla sensazione di avere il petrolio sempre addosso e di far riconoscere al padre che si è saputo riscattare. Accetta la missione. Ma il viaggio sarà terribilmente complicato.

Ad accompagnare Van Horne e il suo equipaggio il Vaticano ha inviato padre Thomas Ockham, un prete con una propensione alla ricerca scientifica e all'analisi filosofica (di cui avrà molto bisogno). Ma il viaggio sarà pieno di imprevisti. Il più serio si rivela essere Cassie, una femminista militante naufragata su un'isola e salvata dalla Valparaiso. Atea convinta, Cassie è un personaggio in lotta contro il bigottismo e il conservatorismo imperanti, una radical-chic come altri che compariranno nel libro, dipinta con un certo impietoso e divertito sarcasmo dall'autore, che d'altra parte non ne risparmia ai religiosi e al capitano Van Horne stesso. La naufraga razionalista identifica immediatamente il cadavere chilometrico come una vestigia del patriarcato da demolire assolutamente. Non si vede come potrebbe ottenere tale risultato, apparentemente, se non che Cassie vanta come semi-fidanzato Oliver, un tristissimo personaggio radical-chic pieno di soldi (e non mancante di ipocrisia) che farebbe qualunque cosa per compiacere la ragazza.

La trama è ricca di colpi di scena e di avvenimenti assurdi, potrebbe venirne fuori un film demenziale. Le conseguenze della morte di Dio nella mente delle persone (religiosi, equipaggio ecc...) portano a scene di gozzoviglia peccaminosa che sconfinano nel grottesco ma anche a interessanti quesiti etici e filosofici che l'autore segue con sagacia (questa è la parte in cui è soprattutto coinvolto padre Ockham). Il libro non sprofonda nel facile sarcasmo e nelle battute comiche paradossali, mantenendo sempre un equilibrio in mezzo a tante assurdità, e alla fine ci sarà anche una risposta al significato e alle implicazioni della morte di Dio. Purtroppo, e non me ne meraviglio, Towing Jehovah non è disponibile nella nostra lingua.


(*) Non so davvero come si possa pronunciare una parola del genere, in Italia comunque viene frequentemente maccheronizzata in 'nicciano/a'. Significato: qualcosa riferito al pensiero del filosofo Friedrich Nietzsche.

2 commenti:

M.T. ha detto...

Sarà per la presenza del Vaticano che non è stato tradotto? Oppure perché non si vogliono affrontare certi temi, non si voglio testi che facciano riflettere?

Per quanto riguarda la canzone di Guccini, più che al comunismo, ho visto il testo della canzone come un inno alla responsabilità individuale, al darsi da fare per migliorare le cose.

Bruno ha detto...

Ma no, scherzo. Se ha fatto la canzone Guccini possono pubblicare anche questo libro. Non lo avranno pubblicato valutandolo poco conveniente. Quanto al senso della canzone di Guccini, proviene da una parte politica e da un'epoca ben precisa, anche se non c'è nessun riferimento a baffone e simili.