venerdì 15 maggio 2015

Il Racconto dei Racconti

Matteo Garrone, chi è costui? Essendo digiuno di Gomorra (un tipo di film che difficilmente può saltarmi in testa di andare a vedere) devo risalire a un film che vidi per caso, L'Imbalsamatore, la mia unica precedente esperienza con questo regista. Era un film molto bizzarro, con uno stranissimo triangolo piuttosto perverso e inquietante, ma tenuto in piedi da un attore molto bravo, Ernesto Mahieux. Tuttavia il film era lento e spossante, uno di quelli da cui esci con una gran voglia di respirare una boccata d'aria e sgranchirti le gambe.


Comunque il fatto che la critica paludata avesse storto il naso verso Il Racconto dei Racconti, che i principali protagonisti fossero stranieri (ok, gli attori bravi italiani esistono: pochi), che la produzione fosse internazionale e con un budget decente mi hanno fatto superare l'atavica diffidenza verso il film italiano... anche perché questo non si può dire che lo sia del tutto, comunque. Qui termino la premessa: per farla breve questo Racconto dei Racconti speravo che mi piacesse, e ho cercato di farmelo piacere.


Dalla prima scena, dove i giocolieri inscenano la loro pantomina tra le risate sforzate del pubblico, ho notato la recitazione teatrale, ingessata. Per fortuna non è sempre così, ci sono scene riuscite meglio, ma sicuramente mancano sia il ritmo che performance memorabili da parte di chiunque (si salva solo la pulce gigante, ma si tratta di effetti speciali...). Il film è lento, con tre storie che non si intrecciano (i personaggi compaiono nelle stesse inquadrature alla fine, ma le trame sono del tutto indipendenti) tratte da racconti di un certo Giambattista Basile, autore napoletano seicentesco. Niente di memorabile. Le storie hanno un filo conduttore comune, che potrei ricondurre alle passioni delle donne, ma sono piuttosto banali. Tutto sta quindi a come Garrone ha saputo rendere visivamente il film e alle emozioni che sa trasmettere.

Qui le cose migliorano un po'. Ci sono diversi scenari molto piacevoli, sia naturali che tratti da vari monumenti e località (avete presente il retro della moneta da un centesimo?), ci sono effetti speciali meno patetici (o inesistenti) di quanto si veda di solito quando la regia è italiana, ma l'effetto visivo non rialza le sorti di questo film, che poi di emozioni ne regala ben poche, e come effetto finale è decisamente noioso. Sorridevo quando sentivo i ragazzini seduti qualche poltrona più in là chiedere alla mamma: "Adesso è finito?" mentre guardavano disperatamente gli orologi, ma anche io ho passato l'ora finale del film soffocando una gran voglia di andarmene.



Mentre esistono certe scene che mi rimarranno impresse, ad esempio la battaglia subacquea contro il drago marino, magari non eccezionale ma per una volta tanto capace di trasmettere senso del pericolo e dell'avventura, o la pulce già citata, la maggior parte dei passaggi delle storie sono terribilmente scontati. [Spoiler!] È evidente che la regina possessiva interpretata da Salma Hajeck  finirà per pagarla cara a furia di togliere la libertà al figlio e al suo misterioso alter ego, è scontato che la vecchia diventata giovane, una volta sposato il re e trattata con poca compassione la sventurata sorella che è rimasta vecchia, sarà presto punita con la scomparsa della gioventù che le è stata donata, è evidente che la figlia del re data in sposa all'orco gli avrebbe piantato il coltello in corpo, e il momento in cui lo fa, tagliandogli la gola, è proprio quello in cui ti viene da pensare: lo fa adesso, gli taglia la gola [fine Spoiler].

Giudizio finale: se avrete un po' di pazienza, credo che presto questo film passerà in TV. Pagare per il biglietto del cinema? Io l'ho già fatto, a voi consiglio di evitare. Certo, magari con Lo Hobbit ho addirittura dormito, qui no, ma ci è mancato poco.




5 commenti:

M.T. ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
M.T. ha detto...

I trailer di questo film mi hanno dato l'impressione di qualcosa di sfarzoso, barocco, ma anche confusionario e noioso. Ergo, non andrò a vederlo.
Certo che trovare un film che meriti non è facile; anche Mad Max: Fury Road che sembra venire apprezzato, non mi convince: mi pare lontano dall'atmosfera dei primi tre film, è un qualcosa che sa di spettacolare, ma da quanto visto un rifacimento, specie del secondo. La diffidenza è dovuta al fatto che ho apprezzato la prima trilogia, ma un pensiero di vederlo (senza fretta) c'è. Per Il racconto dei racconti invece no, sa troppo di pesante.

Bruno ha detto...

Mad Max spero di vederlo a breve. Lo avrei visto se non mi fossi fatto attrarre da questo brutto film, dove c'è un susseguirsi di belle immagini e belle scenografie, ma sembra proprio che la produzione si sia dimenticata di trama, tensione, passo cinematografico.

Salomon Xeno ha detto...

A me in realtà è piaciuto! Forse perché ho trovato ciò che mi aspettavo, con la sorpresa di un livello tecnico all'altezza (mi era capitato una sola volta) per essere un film italiano.

Bruno ha detto...

Sul livello tecnico non c'è niente da dire in effetti.