giovedì 1 aprile 2010

Libri, fine delle tariffe agevolate

Devo ancora capire nel dettaglio come stanno le cose: se la questione riguarda le case editrici oppure se sarà coinvolto chiunque abbia l'occasione di spedire un libro ogni tanto (magari per averlo venduto su servizi online tipo ebay), spedizione che notoriamente può avvalersi di una tariffa speciale, il "piego di libri".
Comunque la notizia è che le tariffe postali agevolate per la spedizione di prodotti editoriali sono state improvvisamente annullate. La Federazione Nazionale della Stampa Italiana protesta, affermando che soprattutto nel mondo della piccola editoria questo annullamento delle agevolazioni porterà diverse riviste e case editrici alla morte. Inoltre la decisione arriva improvvisa, senza dare alcun modo di organizzarsi e reagire.
Dopo il taglio dei contributi statali per l'editoria, che ha colpito le riviste che mantengono un contatto con gli italiani all'estero, con questo provvedimento si passa decisamente a sparare sulla Croce Rossa.

Purtroppo siamo un paese che, quando per motivi economici va presa qualche decisione dolorosa, fa sempre, costantemente, la scelta più miope e rovinosa possibile, colpendo istruzione, ricerca, cultura.
Sarà contento chi punta solo sugli ebook...

9 commenti:

Parao ha detto...

Saran contenti loro, che vogliono un popolo sempre più bue.

Viva l'Italia!

(A proposito, grazie per la segnalazione. Non ne avevo ancora sentito parlare. E sì che ne leggo di notizie...)

Anonimo ha detto...

Sul Fatto Quotidiano di oggi c'è un riquadro a pag 10.
Illoca

alladr ha detto...

maccheccazzo.

Fabrizio Valenza ha detto...

Una becera decisione!

Norys Lintas ha detto...

Il fatto che allo stato manchino risorse è errato, l'unica certezza consiste nel fatto che i soldi vengono spesi male purtroppo.
Risparmiare proprio in questo settore è un errore madornale, spero che si raggiunga presto a una soluzione, che, però deve arrivare da entrambi le parti:
1)Lo stato deve garantire delle risorse
2) editori e poste devono migliorare i loro sistemi di produzione,imballaggio e distribuzione, che non sono certo al top

Bruno ha detto...

@ Parao: io non vorrei darne un'interpretazione troppo collocata politicamente, ma stavolta non la penso molto diversamente da te. Certe misure (compreso il maggior controllo sulla rete, cui in linea di principio non sono affatto contrario) colpiscono e intimidiscono i pesci piccoli, ed è tra i pesci piccoli che esistono le voci ancora libere.

@ Davide: cosa dice il Fatto? Non trovo una versione online ... (ti prego non rispondermi: "compratelo!")

@ alladr e Fabrizio: sì...

@ Norys Lintas: Sono d'accordo ovviamente, ma non è solo una questione di sprechi, ci vedo proprio della malafede. Tornando ai recenti tagli all'editoria alla fine sono rientrate "quasi" tutte le minacce, e come al solito a quelli che avevano le spalle grosse e avrebbero potuto permettersi di pagare qualcosa di più non è successo niente, alla fine chi la paga per tutti sono pochi pesci piccoli e il significato economico della manovra è minimo: allora viene spontaneo pensare a una maniera obliqua per colpire chi si vuole colpire.
Questo articolo: http://www.radiopopolare.it/comunicati/anno/2010/mese/03/n/1015/
è il commento di una radio che mi capita di ascoltare in macchina e qualche volta mentre sono al computer, anche se la linea politica della radio non corrisponde alle mie idee: be', in questa occasione ammetto che sono completamente d'accordo.

Lucia ha detto...

Ultimamente sono molto concentrata sul pensiero positivo, quindi prendo questa notizia col sorriso, ma l'Italia ha quel che si merita, nè più nè meno. Il popolo italiano ha scelto il suo capo? Bene, ecco i risultati.
Ma va bene così, io sono contenta, perchè dopo il buio c'è la luce, prima o poi questi moriranno.

Bruno ha detto...

@ Lucia: che bello essere positivi! Quanto al morire però, mi sa proprio che tocca a tutti.

R.D. Hastur ha detto...

Mi sono permesso di mettere in condivisione questa notizia...
Non ho parole, andiamo sempre peggio.
Evidentemente le piccole case editrici, soprattutto quelle del circuito NO-EAP stanno diventando una spina nel fianco... dunque repressione: la soluzione migliore per l'Italia "democratica".