In ambito boardgame, vanno abbastanza di moda: i giochi cooperativi non portano i giocatori a farsi la guerra o a competere fra loro, ma a combattere un sistema automatico che cerca di sconfiggerli, come ad esempio in Fate of the Fellowship, di cui ho parlato da poco. La popolarità dei giochi cooperativi va, credo, di pari passo con quella dei giochi "german", ovvero i boardgame più che altro gestionali, in cui l'interazione con gli altri giocatori non si esprime più in mazzate, ma nel sottrarsi le opportunità o le risorse, oppure è praticamente nulla in certi giochi che possiamo definire delle competizioni in cui ciascuno fa la propria partita.
Mi è capitato, in un "german", di essere criticato perché, senza nemmeno accorgermene, avevo tappato la strada a un altro giocatore rovinandogli la possibilità di competere. Risposi che eravamo in competizione per la vittoria e che, quindi, la mia era una mossa come un'altra, ma il mio agire aveva comunque causato malumore. Insomma, non possiamo essere cattivi nemmeno per gioco! Allora, tanto vale trovare occasioni in cui possiamo collaborare tutti insieme.



