lunedì 17 aprile 2023

Il Sacrificio del Cervo Sacro

 Mi sono cimentato con questo strano film (disponibile su Amazon Prime) senza ricavarne molto piacere, ma rimanendo comunque obbligato a vederlo fino alla fine. Perché Il Sacrificio del Cervo Sacro di sicuro un effetto ce l'ha, quello di volerti fare arrivare alla soluzione del suo mistero.

Creatura del regista greco Yorgos Lanthimos, questo film del 2017 si segnala per una recitazione piatta e senza grande inflessione, una mancanza di vita nei personaggi che lascia lo spettatore stupito. Che abbiano detto agli interpreti di recitare come fanno certi attori italiani? Scherzi a parte, il film vuole mettere a disagio e questo è uno dei tanti modi in cui lo fa. L'uso di un sonoro forte e aggressivo in certi momenti topici è un altro strumento usato dal regista, assolutamente riconoscibile perché copre anche le voci. Quanto alla storia parte in una maniera che lascia lo spettatore nel dubbio: dove vorrà andare a parere?

giovedì 13 aprile 2023

The Descent

 Un film horror britannico di discreto successo, The Descent (2005) ci porta in un inferno sotterraneo fatto di buio, cunicoli stretti, acqua, passaggi scivolosi e infidi. Insomma è uno di quei film che, prima o poi, devo vedere (in questo caso ho atteso per parecchio tempo, mi ha convinto la recensione di Mirco Tondi).

Al comando dell'opera è il regista (inglese) Neil Marshall, che aveva già diretto un horror di successo (Dog Soldiers) e in seguito avrebbe girato Hellboy, ma quello del 2019, non quello del 2004.

La storia, che è ambientata negli USA, è piuttosto semplice: alcune donne, appassionate di sport avventurosi, decidono di incontrarsi per una discesa in un sistema di grotte. Una di esse, Sarah, ha subìto un grave lutto (la perdita di marito e figlia in un incidente stradale). La vicinanza nella tragedia, o il non esserle state abbastanza vicine, è uno dei moventi delle altre donne per questa riunione.

venerdì 7 aprile 2023

Freaks Out

 Il regista Gabriele Mainetti, alcuni anni dopo il successo di Lo Chiamavano Jeeg Robot, ci ha portato Freaks Out, un altro film dove i superpoteri fanno la loro parte (e anche qui recita Claudio Santamaria). Il film è del 2021, ma ci ho messo un sacco a decidermi a vederlo, perché me ne hanno parlato male, e perché la trama con gli emarginati che prendono per il naso i nazisti cattivi mi pareva pallosissima e ritrita. Un altro motivo che mi ha scoraggiato è l'insuccesso commerciale del film. Il budget a disposizione era maggiore di quello del film precedente, ma mentre Jeeg aveva incassato benino, questo ha fatto un buco non indifferente.

Quindi ho recuperato il film con un certo ritardo, e aspettandomi di essere ferocemente deluso.

venerdì 31 marzo 2023

The Last of Us

 Una serie TV adattamento di un videogioco? Certo, perché no. The Last of Us prende la classica apocalisse zombie apportando qualche cambiamento, a volte ben riuscito e a volte no. Quanto la serie sia influenzata dal gioco non saprei (non ci ho giocato), di sicuro i produttori hanno puntato su una storia ben definita (che potrebbe avere conclusione soddisfacente anche alla prima serie, anche se c'è già la seconda in preparazione) e su un certo approfondimento dei personaggi, dei loro affetti e delle loro scelte etiche. A mio parere la voglia di mettere troppa carne al fuoco, condensando eventi che sono, immagino, ben spessi nella trama del gioco, in nove episodi sullo schermo, può aver creato qualche problema. Ne parleremo dopo.

Partiamo dall'inizio: The Last of Us è un'ucronia perché immagina che l'apocalisse prenda il via nel 2003 ai tempi della presidenza USA di Bush figlio: questa volta a scatenare il disastro è un fungo, il Cordyceps. Una specie (anzi, famiglia di specie) che si segnala per la capacità di infettare le formiche e altri insetti e trasformarle in "zombie," inducendo certi comportamenti che sono favorevoli al parassita uccidendo o svantaggiando l'organismo ospite. Certamente un caso di parassitismo particolarmente inquietante, bella idea. Ma , alla fine, la serie ci dà qualcosa di non molto diverso dai soliti zombie che aggrediscono e mordono. I morsi degli infetti portano il contagio nel giro di minuti o ore, e non sono le spore a trasmettere la malattia.

venerdì 24 marzo 2023

Pornografia e libertà. Seconda Parte

 Continuiamo il discorso aperto qualche giorno fa con una disamina degli argomenti espressi nel libro (in inglese) Your Brain on Porn, scritto dal biologo Gary Wilson. Per l'autore la pornografia è una dipendenza seria, e un numero crescente di persone se ne è resa conto. In vita Wilson ha gestito dei forum, dove chi voleva liberarsi dalla pornografia veniva a scambiare le proprie esperienze. Molto di questo materiale lo si trova nel libro, anche se qui non potrò dare spazio. Gary Wilson ritiene che il mondo sia in ritardo nel riconoscere il pericolo della pornografia, perché, come altre dipendenze, come ad esempio quella dal tabacco, anche questa non è subito stata riconosciuta come tale.

Non voglio addentrarmi eccessivamente nelle diatribe, ma Wilson lamenta che vi siano ancora forti opposizioni, anche di stampo "ideologico," nel mondo di psicologi e psichiatri, all'accettare l'esistenza di una dipendenza da pornografia. L'autore afferma di non voler dire al lettore che "ha per forza" un problema con il porno, ma desidera semplicemente dare delle indicazioni a quelli che cominciano a rendersi conto di avere questo tipo di problema. Per lui il discorso non riguarda il conformismo religioso o la sessualità, o essere libertari e simili punti di vista. Riguarda la natura dei nostri cervelli, e la risposta che danno a un ambiente che cambia radicalmente, con adolescenti esposti al porno fin da giovanissima età, la disponibilità di contenuti gratuiti di ogni genere in streaming, con possibilità di fruirne comodamente nell'anonimato. Esperienze che, evidentemente, mettono a dura prova le menti di primati come noi, geneticamente predisposti a una vita di fatiche e a trovare il piacere come e quando capita, e non a essere tentati da immagini eccitanti a valanga in quantità infinita.

mercoledì 22 marzo 2023

Pornografia e libertà. Prima Parte

 La pornografia è libertà? Questa è la domanda su cui si basa il post: domanda che al giorno d'oggi val la pena di farsi, anche se io rimango dell'opinione che, una volta adulto e informato, uno ha diritto a fare quello che gli pare. Ovviamente la mia opinione non chiude il problema, visto che oggi, grazie alle meravigliose e progressive tecnologie, siamo di fronte a un diluvio incontrollato del fenomeno. Ho cercato quindi di informarmi sull'effetto che ha su di noi questo massivo, incredibile "sdoganamento" della pornografia avvenuto negli ultimi decenni. Ovvero nel periodo in cui internet ha permesso l'accesso libero e incontrollato a chiunque, offrendo una quantità enorme di materiale.


La gente ne ha approfittato, talvolta senza limiti. Nei libri su cui mi sono documentato ci sono testimonianze di gente addirittura che dall'età di 12 anni usufruisce massivamente del porno, e sono numerose, circostanza storicamente unica.

Perché unica? In fin dei conti, anche quando io avevo quell'età (niente internet, ai tempi) non è che non avessi mai avuto alcun contatto con la pornografia; ma quei tempi al massimo capitava di incontrare pagine di giornalini porno strappate e lasciate a terra (apposta) da qualcuno, magari davanti alle scuole ecc... Quelle testate tipo "Il Camionista" o "Il Tromba" che poi ho conosciuto meglio facendo il militare. Robaccia, credo che non venga più prodotta. No, oggi la pornografia è generalmente fatta di foto e video di buona qualità, che ricoprono ogni gusto o bizzarria, disponibili in quantità illimitate, in qualsiasi momento e senza alcuna scomodità o imbarazzo (tipo dover andare a comprare una rivista o DVD). Infatti tutto è disponibile direttamente sul video del PC o dello smartphone.

Facendo un altro paragone, anche nel mondo di Roma antica al tempo del paganesimo non era vietato niente, e molte rappresentazioni che per noi sarebbero "spinte" non erano nemmeno riconosciute come tali. Ma esisteva anche allora il concetto di eccesso. Ad esempio veniva narrato (fosse vero o meno) che i soldati di Annibale dopo aver ottenuto trionfi contro i romani si fossero rammolliti negli "ozi di Capua," ovvero con una vita di licenziosità che, in quanto conquistatori, s'erano permessi (e stiamo comunque parlando di vita vera, non di pornografia).

Questa inaudita disponibilità di soddisfazione sessuale (artificiale) è quindi stata possibile solo al giorno d'oggi. Ne nascono problemi? Proviamo a vedere.