Un film che, a ben pensarci, ben si adatta alla fantasia di Guillermo del Toro, il poliedrico regista e produttore messicano. Pinocchio è un personaggio fantasy ben conosciuto, forse il solo davvero famoso che tragga origine dall'Italia moderna, e ha dei lati drammatici e oscuri che Del Toro ha saputo enfatizzare. Inoltre spostando un po' l'ambientazione il regista ha potuto collocare il film nell'Italia fascista e quindi inserirvi le tematiche di critica al totalitarismo che gli sono care, anche se qui non mi sembra che abbia calcato particolarmente la mano, pur facendosi beffe di Mussolini in una scena satirica e mettendo il podestà del villaggio tra i "cattivi" della storia.
Una cosa che non mi era chiara quando ho cominciato a guardare il film è che si trattasse di animazione a passo uno (stop motion). In alcuni momenti è evidente, per via del modo di muoversi delle immagini in questo tipo di animazione, in altri m'era parso di avere a che fare con della banale computer grafica.


