È difficile prendere posizione nei confronti di Philip Dick. Almeno per me. È stato un personaggio fin troppo sopra le righe, tra sostanze stimolanti, eccessi di psicofarmaci, droghe varie e fasi della sua vita allo sbando e sull'orlo della follia: pare proprio di avere di fronte il cliché fricchettone dello scrittore tormentato che "ampia la sua percezione" con l'uso delle droghe.
E poiché non mi era particolarmente piaciuto La Svastica sul Sole, traduzione italiana di The Man in the High Castle, non avevo sviluppato una grande simpatia nei suoi confronti. Anche altri libri, da cui magari sono stati tratti film famosi, mi sono parsi ingarbugliati e non mi hanno impressionato moltissimo.
martedì 8 gennaio 2019
venerdì 4 gennaio 2019
The Sorrow of War
Dopo aver visto la lunga e dettagliata serie di documentari sulla guerra del Vietnam che è disponibile su Netflix, ho scelto di leggere qualcosa di scritto da una delle "voci narranti" scelte per quella narrazione storica (che vi consiglio di recuperare se avete un interesse in materia). La voce è quella di Bao Ninh, nato nel 1952 ad Hanoi e partecipante al conflitto. È stato una di quelle "formiche rosse" senza nome e senza volto, sacrificate a centinaia, a migliaia, a centinaia di migliaia per vincere il decennale conflitto di indipendenza (e comunismo) per il Vietnam.
Lui è diventato uno scrittore e, qualche tempo fa (anni '90), ha pubblicato un romanzo dal titolo The Sorrow of War, ovvero il dolore (o il rimpianto) della guerra. Il protagonista rappresenta per molti aspetti l'autore: infatti il libro narra di un reduce completamente devastato dal conflitto, per nulla differente dai suoi vecchi antagonisti d'oltre oceano, quei reduci che hanno avuto, spesso, problemi a riadattarsi alla vita civile. Quest'uomo, Kien, comincia a scrivere le sue memorie, spesso nel cuore della notte. Non va molto avanti nel manoscritto perché talvolta nel suo tormento distrugge le pagine che non gli piacciono più, o perde l'ordine cronologico degli eventi.
L'autore in una foto del New York Times
Lui è diventato uno scrittore e, qualche tempo fa (anni '90), ha pubblicato un romanzo dal titolo The Sorrow of War, ovvero il dolore (o il rimpianto) della guerra. Il protagonista rappresenta per molti aspetti l'autore: infatti il libro narra di un reduce completamente devastato dal conflitto, per nulla differente dai suoi vecchi antagonisti d'oltre oceano, quei reduci che hanno avuto, spesso, problemi a riadattarsi alla vita civile. Quest'uomo, Kien, comincia a scrivere le sue memorie, spesso nel cuore della notte. Non va molto avanti nel manoscritto perché talvolta nel suo tormento distrugge le pagine che non gli piacciono più, o perde l'ordine cronologico degli eventi.
martedì 1 gennaio 2019
Bandersnatch
L'ultima novità di Netflix: le storie interattive. Bandersnatch, ambientato negli anni '80, è un telefilm (in realtà molto lungo) della serie Black Mirror, e si distingue per la possibilità di "cliccare" fra due alternative, a volte una sola (cosa ti fanno cliccare a fare?) in certi momenti topici della storia. Insomma il prodotto televisivo incontra il... librogame. È stato già fatto nel passato? Non so. Certamente richiama i giochi per computer più che i prodotti televisivi. La storia? Anche questa richiama i giochi per computer, perché si narra delle peripezie di un giovane programmatore [attenzione: da qui in avanti anticipazioni] con problemi psicologici, in buona parte derivati dal senso di colpa per la morte della madre, che ha preso un treno, poi deragliato, per via di un capriccio di lui da bambino.
Siamo negli anni '80. Stefan, il protagonista (attore Fionn Whitehead, protagonista in Dunkirk), lavora a un gioco ispirato a Bandersnatch, libro maledetto di uno scrittore paranoide e assassino.
Siamo negli anni '80. Stefan, il protagonista (attore Fionn Whitehead, protagonista in Dunkirk), lavora a un gioco ispirato a Bandersnatch, libro maledetto di uno scrittore paranoide e assassino.
giovedì 27 dicembre 2018
Un saluto al 2018
È passato fin troppo velocemente il 2018, trovandomi molto in ritardo sui miei progetti. A parte quelli, il lavoro, quello che permette di sopravvivere, va avanti con mille e mille problemi. La salute... va come va, ormai sono nell'età in cui le cose non si metteranno mai meglio (e in verità ci siamo un po' tutti, solo che se ne rendono conto solo alcuni). Parlando di soddisfazioni, il 2018 mi ha portato un piacere inaspettato con Autostrada Gialla, libro scritto assieme a Cristina Donati in molti mesi e con molte difficoltà: dopo una partenza decente ma non entusiasmante si è rivelato un piccolo ma costante successo di vendite, tanto che dopo l'estate (era uscito nel dicembre 2017) tornava al secondo posto degli ebook di fantascienza apocalittica. E ancora in questi giorni, in un piccolo rivolo che non si ferma, continua ad attrarre la curiosità dei lettori. Non un enorme numero di acquisti, per carità, ma un risultato "più che decente" per uno scrittore indipendente.
Qual è la lezione che devo prenderne? Scrivere con una persona già conosciuta, per aprirmi a un pubblico più grande? Parlare di zombie, che sono sempre di moda (fenomeno stranamente duraturo, c'è da chiedersi perché...). Oppure è stata la tensione politica e di filosofia di vita, nel libro causa scatenante dello scontro tra i profughi di Milano, a creare la curiosità? Non so, non siamo stati i primi che, parlando di apocalisse zombie, si affiancano a quel filone; però forse questo era l'anno adatto, dal punto di vista della tensione politica. Comunque sia, se lo volete leggere è sempre a disposizione qui.
Cosa ho scritto nel 2018? Un racconto, più che un libro. È breve, ma è stato difficile da scrivere e, temo, sarà difficile da leggere, nonostante (anzi, proprio perché) tratta di un nemico contro cui tutti dobbiamo fare i conti.
Uscirà l'anno prossimo.
Qual è la lezione che devo prenderne? Scrivere con una persona già conosciuta, per aprirmi a un pubblico più grande? Parlare di zombie, che sono sempre di moda (fenomeno stranamente duraturo, c'è da chiedersi perché...). Oppure è stata la tensione politica e di filosofia di vita, nel libro causa scatenante dello scontro tra i profughi di Milano, a creare la curiosità? Non so, non siamo stati i primi che, parlando di apocalisse zombie, si affiancano a quel filone; però forse questo era l'anno adatto, dal punto di vista della tensione politica. Comunque sia, se lo volete leggere è sempre a disposizione qui.
Cosa ho scritto nel 2018? Un racconto, più che un libro. È breve, ma è stato difficile da scrivere e, temo, sarà difficile da leggere, nonostante (anzi, proprio perché) tratta di un nemico contro cui tutti dobbiamo fare i conti.
Uscirà l'anno prossimo.
venerdì 21 dicembre 2018
Hope & Glory - segnalazione
È arrivato proprio in tempo per il Natale il crowdfunding di Hope & Glory, un supplemento per il gioco di ruolo Savage Worlds.
Questa espansione è basata su un'ambientazione steampunk originale, collocata in un tempo alternativo: in pratica un'Ucronia, che prende il via da una catastrofe che, nel 1852, porta la devastazione nel mondo e in particolare nel cuore dell'Europa, uccidendo parte della popolazione e costringendo il resto a un lungo e doloroso esodo. Risultato: un mondo che è diverso da quello che conosciamo e che, nel corso dei decenni, sviluppa nuove tecnologie e anche nuove società, visto che quelle che un tempo erano colonie adesso sono nazioni, frutto della fusione dei profughi con le popolazioni locali. Con l'Europa coperta di ghiacci e le Americhe isolate, si avvia una storia alternativa.
Abbiamo anche nuove armi, ricerche psichiche, creature mai viste e altro. Per quanto riguarda il gioco, una campagna porterà i giocatori dalle parti dell'India... e mi fermo qui.
Potete trovare altro materiale nella pagina del crowdfunding.
Questa espansione è basata su un'ambientazione steampunk originale, collocata in un tempo alternativo: in pratica un'Ucronia, che prende il via da una catastrofe che, nel 1852, porta la devastazione nel mondo e in particolare nel cuore dell'Europa, uccidendo parte della popolazione e costringendo il resto a un lungo e doloroso esodo. Risultato: un mondo che è diverso da quello che conosciamo e che, nel corso dei decenni, sviluppa nuove tecnologie e anche nuove società, visto che quelle che un tempo erano colonie adesso sono nazioni, frutto della fusione dei profughi con le popolazioni locali. Con l'Europa coperta di ghiacci e le Americhe isolate, si avvia una storia alternativa.
Abbiamo anche nuove armi, ricerche psichiche, creature mai viste e altro. Per quanto riguarda il gioco, una campagna porterà i giocatori dalle parti dell'India... e mi fermo qui.
Potete trovare altro materiale nella pagina del crowdfunding.
giovedì 20 dicembre 2018
Sulle logiche di Amazon
Qualche settimana fa ho scritto un breve commento su I Guerrieri di Wyld, un romanzo fantasy ironico e satirico, ma che non manca di momenti epici. Non un capolavoro, forse, ma una lettura piacevole, senza dubbio. Il libro l'ho comprato su Amazon, in formato kindle, per spendere quel pochino di meno rispetto al cartaceo.
Come spesso faccio per libri e altri articoli che acquisto, ho postato una recensione verso la fine di ottobre, ma con mia sorpresa è stata respinta.
Cosa sarà mai successo? Amazon mi scrive:
Impossibile pubblicare la recensione.
Grazie per aver inviato una recensione cliente su Amazon. La tua recensione non può essere pubblicata sul sito web nel formato attuale. Anche se apprezziamo i tuoi commenti e il fatto che tu ci abbia dedicato del tempo, le recensioni devono essere conformi alle seguenti linee guida:
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La foto è del Wall Street Journal
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