mercoledì 2 maggio 2018

Il Sessantotto

Quest'anno abbiamo un anniversario interessante. Sono passati 50 anni, infatti, dal "rivoluzionario" 1968, quando si scatenò la protesta studentesca, proseguendo e accelerando un periodo di rivolgimenti di ampia portata. Era un'epoca enormemente diversa dalla nostra, anche se sono trascorsi "solo" 50 anni. Di quel periodo ho sentito spesso parlare male, ma un evento storico (perché questo è) non può essere giudicato semplicemente come "buono" o "cattivo" o valutato come se fosse un vestito o una canzone, "mi piace" oppure no.


Cos'è stato il Sessantotto? Un'illusione rivoluzionaria autentica? Un cambiamento sociale ed economico? Un evento storico di un genere mai visto prima? Per quanto riguarda le velleità rivoluzionarie di tipo marxista, in realtà non hanno avuto nessuna possibilità di riuscire, anche se la contestazione violenta diede origine a un clima di scontro per molto tempo, al terrorismo, a una specie di professionismo della protesta che si trascina ancora oggi. Il mondo in cui esplose la contestazione era rigidamente diviso in due, e la cortina di ferro non era una realtà da cui si sarebbe potuti evadere facilmente. Per trovare cosa, poi? Il libretto rosso di Mao?


venerdì 27 aprile 2018

La Scomparsa della Sinistra in Europa

Sembra un titolo provocatorio, un libro scritto in fretta e furia per fare inferocire i "piddini," umiliati, sconfitti e scornati nelle recenti elezioni politiche. Non è così. La Scomparsa della Sinistra in Europa, scritto da Aldo Barba e Massimo Pivetti per la casa editrice Imprimatur, è un libro del 2016 in cui si propongono riflessioni di ampio respiro, che abbracciano un periodo di tempo molto ampio (principalmente però gli anni del dopoguerra). Pivetti per la cronaca è un economista di sinistra, molto di sinistra, non nuovo a tesi provocatorie; Barba, più giovane, è un docente dell'università di Napoli.

Questo libro mi ha colpito perché percorre una traiettoria che, in buona parte, mi ricorda le riflessioni che io stesso ho fatto in questi anni in cui mi sono chiesto cosa accidente facessero i politici del mio voto. Adesso mi trovo spesso a non votare neanche, e comunque non credo che andrei a sinistra se si votasse di nuovo oggi, ma per oltre 10 anni ho seguito le varie incarnazioni del Partito Democratico, Ulivo, Quercia, Gioiosa Macchina da Guerra eccetera. E mi è sembrato (certamente non solo a me) che la sinistra abbia rinunciato a fare il suo mestiere e che si arrabatti da tempo in un fumoso inseguimento di tutte le spinte libertarie dove le cause sono tutte buone purché non si parli di problemi concreti della gente comune. Perché quando si parla delle "cose serie," dal punto di vista della linea politica ed economica la sinistra finisce spesso per scimmiottare la destra.

martedì 17 aprile 2018

Guardando Thor con un rammarico

Cominciavo ad averne le tasche piene dei supereroi Marvel quando anni fa diedi l'annuncio che non ce l'avrei fatta proprio a vedere Thor: The Dark World al cinema. Prima di allora mi ero messo d'impegno, la maggior parte di questi film cercavo di vederli... e se era il caso di vederli, allora era opportuno farlo al cinema, davanti al grande schermo.

Be', ad un certo punto, come dicevo, non ce l'ho fatta più, ho dato forfait. Ma la Marvel l'ho tradita solo in parte: nei vari servizi di streaming i film tornano disponibili, gratis o a pochi euro, ed è quello il momento migliore per vederseli, quando si ha qualche minuto libero da passare con leggerezza, senza imporsi lo sbattimento (e la spesa economica) di rantolare fino a un cinema multisala, per essere magari circondati da deficienti che sghignazzano sul film. Perché anche Thor merita un pubblico che sappia godersi lo spettacolo in silenzio.

Con le serie TV (Jessica Jones, Luke Cage e via discorrendo) il tradimento è stato invece totale perché non ne ho giudicata nemmeno una meritevole di essere seguita fino in fondo. Ma i vari film The Avengers: Civil War, Thor: the Dark World e Thor: Ragnarok alla fine li ho visti, nei ritagli di tempo.
A volte c'è voluto un po' di impegno (Civili War ho dovuto diluirlo in due giorni...) ma non posso dire che siano pellicole che non si facciano guardare per niente.



lunedì 9 aprile 2018

Il Signore degli Anelli: La Serie in arrivo?


Cinque stagioni, e una spesa colossale. A quanto pare stanno facendo sul serio: Amazon ha acquisito i diritti per creare le serie televisive ispirate all'opera di J.R.R. Tolkien, a quello che leggo in giro si tratterebbe non soltanto del Signore degli Anelli, ma anche de Lo Hobbit, e in generale del mondo della Terra di Mezzo.

Ci sarà da stiracchiare i contenuti? Non credo... dal principale libro si sono tratti tre film molto lunghi, dove parecchi dettagli si sono dovuti escludere, dei personaggi sono stati tolti o trattati in maniera estremamente sbrigativa, ecc... Considerando il fatto che esiste tutto un mondo (letteralmente) di eventi accennati ma narrati nel mondo di Tolkien in maniera molto rapida, e che eventualmente possono essere sviluppati in una sceneggiatura di ampissimo respiro, volendo la possibilità di allungare il brodo è quasi illimitata. Già ce lo ha dimostrato Peter Jackson, che ha diretto tutti i film, cavando fuori tre lunghe e noiosissime pellicole da un'opera breve come Lo Hobbit. Da quanto ho potuto leggere comunque la narrazione di Amazon, almeno inizialmente, partirà da trame che precedono i fatti raccontati nel primo libro del Signore degli Anelli, ovvero La Compagnia dell'Anello.

martedì 3 aprile 2018

Mini Metro

Il titolo di questo gioco è, penso casualmente, uguale a quello della linea automatica della mia città natale: Mini Metro. Non so se sia adatto a tutti. Avete fantasticato davanti a una cartina, di una località nota o sconosciuta, su come organizzereste il trasporto pubblico? Siete in fissa con le linee di tram e autobus della vostra città? Vi immaginate i percorsi che dovrebbe seguire la prossima linea della metropolitana per farvi contenti?


Se queste domande risuonano con qualche vostra passione dovreste provare Mini Metro, che è in vendita per una cifra minima su Steam.

lunedì 26 marzo 2018

Microscope

In tempi recenti ho condotto qualche piccola diatriba sui giochi che potrebbero/dovrebbero portare aria nuova al, o sostituire addirittura, il Gioco di Ruolo.
Nel presente periodo non gioco, anzi non gioco da un pezzo, ma ho deciso di fare una piccola sperimentazione con Microscope (autore: Ben Robbins), un gioco che "comprende elementi" di Gioco di Ruolo.

Questo Microscope è uno strumento che serve a fare del worldbuilding, ovvero costruire delle ambientazioni, raccontando storie e possibilmente divertendosi. È un "sostituto" più agile e divertente o efficace del Gioco di Ruolo? Su questo punto arriveremo alla fine.

Microscope offre ai giocatori la possibilità di dare un contributo, alternandosi, raccontando un'ambientazione che è anche una storia, seguendo certe regole. Potrebbe forse essere usato anche in solitario, per quanto io mi trovi meglio a metter giù semplicemente le mie elucubrazioni su carta scrivendo schemi o brevi frasi fino a che la creazione prenda forma. Ovviamente è più utile giocarlo con un gruppo non grandissimo di persone, diciamo tre o quattro: la varietà e la freschezza del prodotto finale nasce dai differenti punti di vista, che i giocatori sono invitati a non annacquare con discussioni troppo approfondite prima della sessione.

Ci sono, allo stesso tempo, delle regole per gestire il contrasto creativo quando nascono seri dissidi. Si può cercare di intervenire e, chiamando il consenso generale, modificare o annullare fatti che un altro giocatore sta creando; non entro nel dettaglio, mi limito a dire che sono buone regole per smussare i contrasti senza negarli, anche se con un serio dissidio non ci sarebbe regola che tenga; però questo lo dico solo per esperienza generale, perché la mia serata con Microscope è stata amichevole, all'insegna del gioco e della birra.