martedì 17 aprile 2018

Guardando Thor con un rammarico

Cominciavo ad averne le tasche piene dei supereroi Marvel quando anni fa diedi l'annuncio che non ce l'avrei fatta proprio a vedere Thor: The Dark World al cinema. Prima di allora mi ero messo d'impegno, la maggior parte di questi film cercavo di vederli... e se era il caso di vederli, allora era opportuno farlo al cinema, davanti al grande schermo.

Be', ad un certo punto, come dicevo, non ce l'ho fatta più, ho dato forfait. Ma la Marvel l'ho tradita solo in parte: nei vari servizi di streaming i film tornano disponibili, gratis o a pochi euro, ed è quello il momento migliore per vederseli, quando si ha qualche minuto libero da passare con leggerezza, senza imporsi lo sbattimento (e la spesa economica) di rantolare fino a un cinema multisala, per essere magari circondati da deficienti che sghignazzano sul film. Perché anche Thor merita un pubblico che sappia godersi lo spettacolo in silenzio.

Con le serie TV (Jessica Jones, Luke Cage e via discorrendo) il tradimento è stato invece totale perché non ne ho giudicata nemmeno una meritevole di essere seguita fino in fondo. Ma i vari film The Avengers: Civil War, Thor: the Dark World e Thor: Ragnarok alla fine li ho visti, nei ritagli di tempo.
A volte c'è voluto un po' di impegno (Civili War ho dovuto diluirlo in due giorni...) ma non posso dire che siano pellicole che non si facciano guardare per niente.




Thor mi ha dato qualche emozione, non tanto le storie (che sono anche simpatiche ma facilmente dimenticabili) quanto l'immaginario visivo. A volte vedi schermi di computer anche nell'ambientazione Asgardiana, vedi astronavi e via dicendo (in questo strano mix di mondi a diversi stadi tecnologici su cui i nostri allegri Vichinghi, e i loro nemici, si spostano). Ma ci sono certi dettagli puramente fantasy, colossali macchine volanti, navi che fluttuano nell'aria, strumenti bellici che non sono razzi o aerei da guerra; armi magiche curiose, che non equivalgono a cannoni o missili, un immaginario fantasy che non posso fare a meno di desiderare al servizio di trame migliori.


Provo a pensare al mondo della Terra Morente di Vance, o alla serie di Lyonesse (medesimo autore), o anche alle avventure di Elric di Melniboné, l'eroe di Michael Moorcock. Se un simile ben di dio di effetti speciali fosse messo a disposizione di quelle storie!

Non mi soffermo sui noti e validi argomenti per cui i produttori non si rivolgeranno mai a un autore come Moorcock o Vance, entrambi classici ma non famosi abbastanza. Certo che si potrebbero vedere delle scene meravigliose, con simili mezzi. Peccato che non le vedremo mai.

A volte mi viene anche da pensare un'altra cosa, più inquietante. Senza un regista ispirato al comando dei lavori, quei meravigliosi libri, portati sullo schermo con questi ottimi effetti speciali, finirebbero forse per somigliare ai fumettoni della Marvel? Chi lo sa!

Speriamo di no...


3 commenti:

Moreno Pavanello ha detto...

Ormai qualsiasi blockbuster assomiglia ai film della marvel, purtroppo... La formula ripaga, e quindi tutti giù a copiarla.

M.T. ha detto...

Thor: The Dark World mi ha quasi fatto dormire: la buona fotografia del film non è bastata ad appassionarmisi. Molto meglio a mio avviso i primi due di Capitan America e il primo Avengers e Iron Man; da lì in poi, dopo aver visto Avengers Age of Ultron, ho evitato, pure il tanto osannato Civil War. Motivo? Il solito: l'adattamento che è molto più superficiale del fumetto. Già ciò che fa sfociare il conflitto mi ha fatto storcere il naso: i casini cominciano con Wanda Maximoff che non riesce a controllare appieno il suo potere (storia che riprende il fumetto Vendicatori Divisi disegnato ottimamente da David Finch). Il resto è poi un delirio che si allontana dalla vera storia.
Con Avengers The Infinity War non ho buone sensazioni per le stesse ragioni.

Bruno ha detto...


Be' adesso ne sta arrivando un altro (Avengers Infinity) e sembra che la formula fuzioni.....