venerdì 12 febbraio 2016

Jugglerz of the Dead

La nuova rivisitazione del tema zombie la firma Massimo Mazzoni, con un gruppo di artisti girovaghi in cerca di fortuna e morti viventi da eliminare, che vengono chiamati "comparse" nel loro gergo da gente di spettacolo. I tre protagonisti sono giocolieri e se la cavano con palle, clave, catene che vengono usate come nei tradizionali numeri da circo ma con la variante che adesso finiscono in testa ai morti viventi per toglierli di torno. I Jugglerz of the Dead sono proprio loro, Nora, Cris e Reiner, giorvaghi a bordo di un pulmino per offrire spettacolo e assistenza alle comunità assediate dagli zombie, cercando di metterla sul ridere e di recuperare un minimo di leggerezza esistenziale. Leggerezza di cui c'è un grande bisogno visto che la gente soffre, dispera, si uccide e uccide il proprio prossimo anche e soprattutto nel mondo disperato del post-apocalisse.
Storia breve, un momento di vita di questi tre viandanti dall'incerto futuro.

martedì 9 febbraio 2016

Point Break (2015)

Il film di Kathryn Bigelow, del 1991, è uno dei miei preferiti. Bellissima storia adrenalinica con un bel po' di attori che mi piacciono (Keanu Reeves, Patrick Swayze, Gary Busey, Lori Petti), è rimasto uno dei pochi che posso sempre rivedere volentieri. Quando ho saputo che veniva fatto un remake di Point Break ho deciso di non perderci tempo, soprattutto dopo aver visto il trailer, ma poi è capitato che un amico lo voleva vedere e quindi sono andato al cinema pronto a massacrare questo sacrilegio, remake di un film che non ha nessun bisogno di essere rifatto, che può essere rivisto oggi così com'era ai suoi tempi. Ma no, non ho nemmeno potuto odiarlo come si deve, perché in realtà questo Point Break (2015) è totalmente un altro film, con certe scene simili e alcuni personaggi che portano lo stesso nome, e non prova nemmeno, in verità, a confrontarsi con quello della Bigelow.

Precisiamo che non c'è nessun nome da ricordare nella nuova pellicola: insignificante il capo dei "cattivi" che ovviamente fa di nome Bodhi, belloccio ma vacuo il nuovo (biondo) Johnny Utah, inguardabile l'attore che fa la parte di Angelo (il "socio" di Utah), insignificante l'attrice che prende il ruolo femminile (scarso di senso pure esso, se non che una donna ce la dovevano mettere), ininfluente il regista, e infine c'è da sparare allo sceneggiatore, chiunque sia.
Detto questo, il Point Break del 2015 è un film d'azione con molte scene spettacolari, si può guardare come intrattenimento anche se ha alcuni momenti noiosi (già, quando cercano di essere profondi parlano troppo), e non ha nemmeno senso paragonarlo al suo illustre predecessore. Questo vi basti se state meditando di andare al cinema a vederlo. Il fatto che sia stato programmato in una enormità di sale in Cina mi fa pensare, con tutto il rispetto, che sia stato pensato fin dall'inizio per un pubblico di bocca buona. Da qui in poi, dirò due cosette su questo film rivelandone la trama, ma spiegando anche perché non c'è un vero rapporto con il precedente. Se non avete visto il primo film, temo che capirete poco di questo post.

venerdì 5 febbraio 2016

Ash Vs Evil Dead

Ne ho visti solo alcuni episodi. Il personaggio, ovviamente, lo conosco bene anche se dei suoi film ho visto solo L'Armata delle Tenebre di Sam Raimi: il mitico Ash Williams, interpretato da Bruce Campbell, uccisore di demoni scanzonato e frenetico e allo stesso tempo apparentemente banale e magari anche poco dotato americano medio. Bruce Campbell, va notato, è anche stato l'esuberante Sam di Burn Notice, altra recente serie TV che m'è piaciuta assai (non ne vedo moltissime).

 Ash da giovane

Nella serie che ha preso il via l'anno scorso, Ash vs Evil Dead, Ash è invecchiato (ovviamente), tormentato dal passato, e vive facendo un lavoro da commesso e abitando in una roulotte. Ha però sempre pronta la fidata sega elettrica da installare al posto della mano perduta quando c'è da affrontare gli spiriti malvagi che possiedono le persone attorno a lui... il misto di commedia e horror di questa serie, il divertimento puro, lo status di "mitico attore di serie B" di Bruce, i soliti bagni di sangue, e per giunta la presenza di Lucy Lawless, che interpretò Xena, la principessa guerriera, creano una miscela che va assaporata. Provare per credere.

sabato 30 gennaio 2016

Gli Odiosi Otto e l'originalità


Tarantino è un regista notevole per il piglio tutto suo, ma che non amo particolarmente. Trovai piacevolissimo il suo primo grande successo, ovvero Pulp Fiction, che risale ormai a precchi anni fa. Decente qualche altro film, sopravvalutato più di uno. Il suo stile di dialoghi barocchi e gonfiati, pellicole lunghissime e (talvolta) la politicizzazione spinta di certi interventi fatti con la profondità di un liceale arrabbiato me lo rendono sospetto e indigesto, ma più di ogni altra cosa temo le sue genialate e le sue... citazioni, ovvero gli omaggi a film e stili del passato che magari non mi entusiasmano. Nel caso di The Hateful Eight, che sta per arrivare sugli schermi e che forse vedrò sebbene mi preoccupi il fatto che sia molto lungo, c'è un'altro dettaglio che m'ispira una riflessione. Il dettaglio è che la trama sembra ricalcata su un episodio di un vecchio telefilm. La riflessione è sulla possibilità di essere veramente originali.

martedì 26 gennaio 2016

Il Settimo Figlio

A quanto pare con il fantasy nel cinema funziona così: se hai alle spalle un best seller, ma uno di quelli tosti, che li conoscono tutti e che spopolano, e ci investi quel centinaio di milioni di dollari abbondanti (a volte più, ma a volte anche meno se non c'è quel gran bisogno di effetti speciali), hai in mano una vera macchina per stampare soldi. I libri di Tolkien da cui sono stati tratti la bellezza di sei film (e non è finita, pare), i vampiri della Meyer, Harry Potter sono i classici esempi. Se prendi un fantasy che magari ha il suo onesto successo librario alle spalle, ma che resta soprattutto una faccenda riservata agli appassionati, spendi comunque tanto perché queste produzioni non sono facilissime, e rischi di riportare a casa un guadagno misero o magari di perderci. Un caso è il recente remake di Conan, che comunque era anche brutto, ma lo stesso destino è toccato a Solomon Kane, che non era un brutto film. Non sto dicendo che sia sempre così, comunque. Per carità, con una cifra relativamente modesta e nessun bestseller da un milione di libri alle spalle Guillermo del Toro si è affermato come regista di grido (con il suo Pan, che per quanto sia un horror-fantasy potremmo mettere nella categoria).

Il Settimo Figlio (2015), girato da Sergei Bodrov e ispirato a The Spook's Apprentice dell'inglese Joseph Delaney (primo libro di una serie), ha fatto un po' la fine di questi fantasy di serie B, e comunque costosi, che non riescono a piacere al grande pubblico ma vengono offesi e spernacchiati come se fossero la peggior robaccia, ingiurie che invece non vengono rivolte ai film fantasy di successo che spesso sono di un livello pari, o appena superiore.

lunedì 18 gennaio 2016

Focus... su cosa?

Nei passati giorni di pigro ingozzamento festivo mi sono comprato due riviste appartenenti a collane sorelle (Focus Extra e Focus Storia): il numero dedicato ai falsi miti e ai complottismi (titolone in prima pagina: "Non è vero che...") e quello sulla Seconda Guerra Mondiale.

Ne approfitto per fare un commentino o due su questo genere di riviste... non ho niente contro la divulgazione scientifica (o storica, o sul sapere in generale) ma quando vengono fatti troppi compromessi per piacere ed essere comprensibili a un vasto pubblico si rischia di essere superficiali e di non dire la verità.

Per fare qualche esempio concreto, cominciamo dal primo articolo di Focus Storia: Tutti i perché dell'ecatombe. A uno storico viene chiesto: Al di là della causa occasionale, cioè dell'invasione della Polonia, quali premesse prepararono il conflitto? Lo storico, di cui non faccio il nome, risponde che rispetto alla Prima Guerra Mondiale le premesse della Seconda sono abbastanza chiare: ovvero non ci furono dei meccanismi che forzarono la situazione come nel caso della guerra del '14-'18 andando al di là della volontà dei protagonisti, ma la causa è da attribuire al desiderio di Hitler di portare la Germania a dominare in Europa e nel mondo. La dura pace imposta a Versailles sarebbe una causa remota, non immediata. Una risposta che lascia a bocca aperta. Lo affermo per qualche complottismo mio personale? No.